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mercoledì 31 luglio 2013

I NUOVI CAMPIONI EUROPEI CIK-FIA 2013. Verstappen, Antonsen e Norris ora sognano una monoposto

Da sinistra: Antonsen e Verstappen
(31/7/2013) - Il karting internazionale festeggia i suoi nuovi campioni, i primi di una nuova era che ha visto l’avvento di WSK Promotion nella promozione dei campionati Mondiale e Europeo CIK-FIA. Sulla pista abruzzese di Ortona, nella tappa italiana, successiva in calendario a quella di Alcaniz, che a metà giugno aveva ospitato l’Europeo, si è completata nello scorso weekend la prima parte della stagione CIK-FIA 2013, quella che ha incoronato i Campioni Europei nelle quattro categorie del karting internazionale: l’olandese Verstappen, l’inglese Norris e il norvegese Antonsen. A Genk, tre domeniche fa, erano invece stati decisi i vincitori nelle classi KZ e KZ2.

Da sinistra: Verstappen e Norris

LA BILD: OFFERTA FERRARI A RAIKKONEN!

(31/7/2013) – Temperature altissime dalle parti di Maranello. Bolla di calore? No, folli voci di mercato. L’ultima viene ancora dalla Germania: dopo che Sport Bild aveva diffuso la foto dell’incontro tra il manager di Alonso e Chris Horner, ora è la Bild che rilancia: la Ferrari avrebbe fatto un’offerta a Kimi Raikkonen!(http://www.bild.de/sport/motorsport/ferrari/poker-um-kimi-raeikkoenen-31596692.bild.html). Il finlandese, come noto, è in procinto di decidere il da farsi: la Lotus ha qualche problema economico tanto che gli ha pagato in ritardo l’ultimo “stipendio” e lui non fa mistero di avere una porta aperta alla Red Bull. (l’altro giorno, tra l’altro, Vettel ha dichiarato di preferire lui ad Alonso come compagno di squadra). Secondo il giornale, la Ferrari, pur di assicurarsi i servigi del suo ex pilota giubilato a fine 2009 per far posto proprio ad Alonso,  avrebbe alzato la posta rispetto a quanto messo sul piatto da Milton Keynes e cioè un anticipo di 15 milioni di dollari, premi di risultato e la sponsorizzazione della sua squadra di hockey e motocross. Alonso, deluso dalle prestazioni della Ferrari, sembrerebbe “in rotta” con la squadra e il Presidente Montezemolo non ha mancato di fargli una pubblica “tirata di orecchie”, precisando che certe sue affermazioni non erano state gradite (come regalo di compleanno lo spagnolo ha poi anche detto che gli avrebbe fatto piacere avere una Red Bull…).  Fin qui il fanta-mercato ma è certo che entro agosto ne sentiremo delle belle!

INTERVISTA ALL'ING. DALLARA: “LA FERRARI HA TUTTO PER USCIRE DAL MOMENTO NO. Newey? Ha saputo leggere meglio il regolamento"

(31/7/2013) – Non si può dire che alla Ferrari, in pieno momento-no, non abbiano parlato forte e chiaro: il Presidente ha strigliato i suoi e, come mai successo con Schumacher, il pilota di punta, Fernando Alonso. Poi lo sentiranno quelli della Pirelli. Intanto si scalda a bordo muretto box, Allison. C’è un mesetto per riflettere, ricaricarsi e studiare miglioramenti: Spa e poi soprattutto Monza saranno decisive per le sorti del Cavallino in questa stagione e, pensiamo, per la prossima (non per niente si comincia a parlare del ritorno di Ross Brawn).  Nulla è ancora perduto e tutto è ancora possibile: ne è convinto l’ingegner Gian Paolo Dallara che dalla sua factory di Varano Melegari accetta di rispondere a qualche domanda.

Ingegnere, dall’alto della sua esperienza: cosa ritiene stia succedendo, a livello tecnico, alla Ferrari?
Non sono in grado di esprimermi in merito poiché non conosco il lavoro effettuato dalla Ferrari e dalle altre squadre. Io però sono fiducioso perché so dell’impegno e della competenza degli uomini del Cavallino. Possono capitare momenti come questo in cui altri prendono momentaneamente il sopravvento ma alla Ferrari hanno tutto, conoscenze, volontà e strumenti, per uscirne.

Però la Ferrari sembra non riuscire più a progredire rispetto agli altri top team
La realtà è che ora ci sono 4 – 5 squadre robustissime e presto tornerà al vertice anche la Mc Laren. Tutti possono comunque avere periodi transitori: l’anno scorso e ad inizio stagione la Mercedes ha sofferto ed ora va per la maggiore.

L’arrivo a Maranello di Allison può costituire il toccasana o è tardi?
In F.1 c’è sempre stato un travaso di tecnici da una squadra all’altra e certamente ognuno ha fornito un contributo. Sarà così anche per Allison.

Ma lei propende per un team di tecnici o per il progettista unico e incontrastato, tipo Adrian Newey alla Red Bull?
Io penso sia difficile ottenere risultati grazie all’apporto di una sola persona e che invece occorra il lavoro di squadra. Prendete Costa alla Mercedes: è certamente bravissimo ma faccio fatica a pensare che gli attuali successi siano figli solo del suo ingegno. Newey è uno di quelli che ha saputo meglio leggere i regolamenti e meglio utilizzare i suoi collaboratori.

Un ultima domanda: cosa ne pensa del ritorno al turbo dall’anno prossimo?

Penso che con l’adozione dei motori turbo la F.1 ritornerà ad aver un  ruolo di indirizzo tecnologico fondamentale. In passato quei motori equipaggiavano solo gli aerei ma la F.1 ha già dimostrato che possono essere adattati alle auto da corsa e per la strada. Ora si aprirà una nuova strada e nel giro di 10-15 anni ne beneficeranno le auto di serie. Per quanto riguarda la F.1, qualcuno prima di altri raggiungerà i migliori standard di utilizzo e il mio auspicio è che sia la Ferrari.

martedì 30 luglio 2013

ARIA DA ULTIMA SPIAGGIA A MARANELLO (ALONSO COMPRESO)

(30/7/2013) – A questo punto tutto è possibile a Maranello. Come facilmente previsto ieri, il Presidente Montezemolo non ha accettato il deludente risultato e certe dichiarazioni post Gp di Ungheria e ha richiamato tutti al proprio miglior dovere. Probabilmente è l’ultimo appello in vista di un 2014 di più generale catarsi, dopo il già recapitato invito ai suoi per “meno annunci e più fatti” dopo la Germania (http://motor-chicche.blogspot.it/2013/07/la-frustata-di-montezemolo-meno-annunci.html). C’è da immaginare le teste chine di Domenicali & C. durante la riunione di lunedì. “Non mi sta bene una Ferrari come quella che ho visto ieri in gara”, ha tuonato il Presidente, che come precisa la nota stampa “ha chiesto un immediato cambio di registro per riprendere già a partire da Spa a lottare per la vittoria, com’era accaduto fino al Gran Premio del Canada”. La situazione è difficile ma il mondiale non viene certo considerato perso e si farà di tutto per risalire rapidamente la china: intanto, a partire dal prossimo 1° settembre, James Allison, ex Lotus, entra a far parte dell'organico della Scuderia con il ruolo di Direttore Tecnico Autotelaio. Pat Fry assumerà contestualmente la nuova posizione di Direttore dell'Ingegneria ed entrambi riporteranno direttamente al Direttore della Gestione Sportiva Stefano Domenicali. E’ una bocciatura per l’ex Mc Laren? 
Allison comincia a vedere Rosso
Mah, dipende dai punti di vista. Stizzita, poi, l’analisi dei nuovi pneumatici Pirelli la cui introduzione è avvenuta a cavallo delle ultime due gare e non si è rivelata favorevole alla Ferrari. “Una scelta, quella della Pirelli, che ha contribuito – continua la nota di Maranello -  ad alterare artificialmente i valori in campo e che non è piaciuta al Presidente e agli uomini della Scuderia. Di questo aspetto se ne riparlerà in un prossimo futuro”. Infine, il colpo di scena: "cortese" ma ferma reprimenda anche per Fernando Alonso, autore di dichiarazioni, diciamo così, al ribasso “che non sono piaciute né a Montezemolo né a tutta la squadra”. 

LA FERRARI NELLA TERRA DEI GHEPARDI


(30/7/2013) -  La Ferrari muove i primi passi in Namibia, una terra dove la velocità si associa più naturalmente al fisico slanciato del ghepardo, l’animale che può rivaleggiare nello scatto da fermo con una monoposto di Formula 1 (da 0 a 100 in 3” il tempo, del felino, non della vettura…). Alcuni giorni fa si è tenuto sul circuito “Tony Rust”, situato alle porte della riserva naturale Daan Viljoen, e sulle strade della vicina capitale namibiana Windhoek, un evento riservato agli appassionati della Ferrari del paese africano, che hanno avuto la possibilità di provare le vetture della gamma – dalla California alla Spider e alla FF – sotto la guida degli istruttori del Corso Pilota Ferrari, giunti appositamente da Maranello. 


Il terso cielo dell’inverno australe ha fatto risaltare ancor di più i colori delle vetture italiane per la gioia dei partecipanti e la soddisfazione di Mervyn Eagles, CEO di Viglietti Motors, importatore ufficiale nella vicina Repubblica Sudafricana e organizzatore della manifestazione: “L’Africa è un mercato emergente per il settore automobilistico e marchi come Ferrari non fanno eccezione nel crescente interesse che s’incontra fra i potenziali clienti. L’ospitalità che abbiamo ricevuto in Namibia e stata straordinaria e credo che questo evento segni una pietra miliare nell’espansione della Ferrari in questo angolo meridionale del mondo”.

TOTO GRAND PRIX 2014

Il lay out del circuito di Sochi, Gp di Russia 2014
(30/7/2013)Bernie Ecclestone ha parlato: i gran premi 2014 non possono essere più di venti. Con l’ingresso, l'anno prossimo, del GP del New Jersey (“attaccato” al GP del Canada per questioni logistiche, quindi a giugno), del GP d’Austria per compiacere il magnate della Red Bull, Mateschitz (6 luglio) e il GP di Russia a Sochi (19 ottobre), due gare attualmente in calendario devono saltare. Parte quindi il toto-GP per capire quali appuntamenti non faranno più parte del Circus. Il “Padrino” proprio ieri ha praticamente ha dato il ben servito al Gp d’India: “Molto probabilmente non andremo lì nel 2014. Si tratta di un problema di tipo politico”, ha detto. Certo è che la gara non ha “scaldato” i cuori né dei team né degli indigeni. Un po’ come la Turchia. Altro candidato all’esclusione: viene insistentemente fatto il nome del GP di Corea ma, attenzione, il circuito fa parte di un più esteso progetto (leggi investimenti) immobiliare che a questo punto, ci chiediamo, che fine farebbe? L’Ungheria ha appena rinnovato fino al 2021 nonostante lì sorpassi se ne vedano pochi (ma non è questo quello che conta in F.1). La Spagna dovrebbe continuare alternando Barcellona (in difficoltà) a Valencia (pure in difficoltà). La Cina non decolla ma serve alla Case costruttrici. Il Barhain ogni anno è fonte di problemi ma gli sceicchi pagano bene. A rischiare, udite udite, ci sarebbe anche Monza ma, come ha detto a Budapest il Presidente dell’ACI, Sticchi Damiani, “Bernie mi ha assicurato che fino al 2016 non ci sono problemi, fino ad allora dovremo pensarci”. Spa non naviga nell’oro – avere un GP oggi è davvero dispendioso – ma piace a tutti. Anche l’Australia ha qualche problema organizzativo. Certo è che Ecclestone va dicendo da tempo che la F.1 sarà sempre più extra-europea: bussano alla porta la Thailandia, il Dubai, il Qatar, si parla di un terzo Gp americano, in California. Nel regno degli affari si può anche arrivare a 21 gran premi.

lunedì 29 luglio 2013

ALONSO - RED BULL, ATTRAZIONE FATALE


(29/7/2013) – Allora, qual è la verità sulla presunta trattativa Red Bull – Alonso? La tedesca Sport Bild ha mandato in fibrillazione il mondo della F.1 con la pubblicazione dell’articolo e soprattutto della foto (http://sportbild.bild.de/SPORT/formel-1/2013/07/28/fernando-alonso/bietet-sich-bei-red-bull-an.html) che testimonia il contatto tra Luis Garcia, manager del pilota Ferrari, e Chris Horner, team principal Red Bull, venerdì nel motor home della Scuderia campione del mondo all’Hungaroring. Con i due c’era Carlos Sainz, padre dell’omonimo junior di cui Garcia è pure manager, che fa parte della nidiata Red Bull e in predicato del grande salto in F.1. Questo ha un po’ annacquato la “portata” dell’avvenimento ma interpellato sul fatto Horner non ha escluso nulla dicendo “E’ normale parlare con tutti…”. Sembra tutto un po’ prematuro ma ricordate il nostro post dal titolo “Ma Alonso si sta rompendo le scatole?” già del 23 aprile (http://motor-chicche.blogspot.it/2013/04/ma-alonso-si-sta-rompendo-le-scatole.html). La situazione, per l’asturiano, si è fatta da tempo complicata a Maranello. Certo, è orgoglioso di fare parte della mitica Scuderia – “tutti i piloti vorrebbero guidare una Ferrari, un giorno”, è il suo mantra – ma oggi compie 32 anni e nonostante sia riconosciuto come il miglior pilota in circolazione il mondiale con la Rossa non è arrivato e quest’anno sembra mettersi male. Lui non è immune da errori, ma è un fatto che tra strategie e progetti sbagliati Alonso ha dovuto ingoiare parecchi bocconi amari. Quasi sempre in rimonta, in affanno. Grovigli tecnici dai quali non si riesce a venirne fuori definitivamente. Non era questo che si aspettava. Alonso smania per ottenere un colpo di genio - recentemente ha ammesso desiderare di lavorare con Adrian Newey - che renda la Ferrari competitiva al pari di Red Bull e ora, bisogna dire, della Mercedes. A Maranello è già  saltato Aldo Costa e lo spagnolo è stato fautore della chiamata di Pat Fry che conosceva in Mc Laren; ora arriva Allison e secondo il sito omnicorse.it Alonso avrebbe voluto anche Pat Symond accasatosi però alla Williams dopo il diniego Ferrari. Insomma, prestazioni scialbe come quelle dell’Ungheria non aiutano l’unità e nonostante le parole di circostanza (“la squadra c’è, ed anche il potenziale: non vedo nessun motivo per non poter lottare fino alla fine del campionato, come abbiamo sempre fatto”) l’amarezza e lo scontento sono forti. Essere dietro Red Bull, Mercedes e Lotus e approfittare solo delle loro eventuali defaillances non è roba accettabile ancora a lungo da Alonso. Nè, credo, piaccia a Montezemolo sentire Alonso dire “il quinto posto in griglia è un miracolo”. P.S.: I tifosi, basta leggere chat e blog, stanno mollando Fernando!

ANNIVERSARY / 29 LUGLIO 1973. ROGER WILLIAMSON, IL GIORNO DELLA VERGOGNA DELLA F.1

(29/7/2013) – Quella di oggi resterà la data della vergogna per la F1. E’ il quarantesimo anniversario della morte di Roger Williamson, il pilota inglese vittima certo della pericolosità delle corse ma anche e soprattutto, quella domenica del Gp di Olanda 1973 sulla pista di Zandvoort, della codardia di quanti non fecero nulla per tentare di salvarlo. Tranne David Purley. La dinamica dell’incidente è nota, ripresa e irradiata in diretta dalla televisione in tutta la sua raccapricciante evoluzione. La March di Williamson, alla sua seconda gara in F.1 (al precedente GP d’Inghilterra era incappato senza conseguenze nella carambola di 11 vetture dovuta all’errore di Scheckter in pieno rettilineo), esce fuori pista a causa dell’afflosciamento di uno pneumatico. Dopo l’impatto, la macchina si rovescia e striscia per centinaia di metri prendendo fuoco. Purtroppo, arrestatasi affianco ad un terrapieno, resta ribaltata mentre le fiamme cominciano a divampare più violentemente. Si accorge di tutto il compagno di marca (ma non di team) David Purley che non ci pensa due volte: “parcheggia” la sua March Lec e corre in suo aiuto. Prova a rimettere sulle quattro ruote la monoposto ma nessuno lo aiuta. 
La sua March si ribalta e prende fuoco
I commissari si limitano ad osservare, impauriti dal globo di fuoco che ormai avvolge la monoposto. Allora Purley si procura un estintore, ma la sua azione è insufficiente. Chiede disperatamente una mano senza ottenere nulla ma, anzi, viene invitato ad allontanarsi. Si ribella, davanti a tanta disumana ritrosia. Vorrebbero intervenire degli spettatori ma vengono respinti con i cani. Purley riprova a raddrizzare quella maledetta macchina. “Lo sentivo gridare, chiedere aiuto, ma non riuscivo a farcela”, dirà poi. Alla fine, lacrime agli occhi, dovrà desistere anche lui, impotente davanti ad un ammasso incandescente dentro al quale muore asfissiato Roger Williamson. Il mezzo antincendio, arriverà solo a distanza di minuti. Tutto questo è avvenuto senza che la corsa sia stata interrotta, senza che nessun’altro pilota abbia minimamente pensato di imitare Purley (alcuni, con tanto di bandiera gialla, alla curva dell’incidente tentavano ancora sorpassi), senza che gli altri “colleghi” si rendessero conto di aizzare le fiamme al loro passaggio. 

David Purley chiede inutilmente aiuto
Ripetiamo: un’autentica vergogna. Per la cronaca, quella gara fu vinta da Stewart davanti a Cevert e Hunt. Roger Williamson era un fulgido talento, nato il 2 febbraio 1948 (aveva quindi 25 anni) a Leicester. Si svezzò sui kart e poi in gare club su Ford Anglia, nel 1971 era già campione del campionato inglese di F.3 (13 vittorie), poi subito in F.2, la bellissima vittoria al “lotteria” di Monza e finalmente l’agognata F.1.La sua carriera fu favorita da un mentore che credeva ciecamente in lui: Tom Weathcroft, proprietario della pista di Donington Park. “Il giorno più triste della mia vita”, disse poi di quella tragica domenica. In occasione del trentennale della scomparsa, nel 2003, fece erigere all’interno dell’autodromo una statua che raffigura lo sfortunato amico pilota e che, almeno, ne conserva o propaga il ricordo a tutti gli appassionati.

Williamson resta intrappolato e muore asfissiato

Il triste epilogo

La statua di Roger a Donington

venerdì 26 luglio 2013

ALONSO CON IL LUTTO AL BRACCIO. Per le vittime del disastro di Santiago de Compostela


(26/7/2013)Alonso è in pista all’Hungaroring per le prove libere, deciso a raddrizzare le sorti del Cavallino. Ma si porta dentro un magone. Il tragico incidente ferroviario alle porte di Santiago de Compostela, costato la vita a parecchie decine di persone, molte delle quali pellegrini, lo ha segnato molto, tanto che disputerà l’intero weekend di gara con il lutto al braccio. La componente spagnola, alla Ferrari, è numerosa: oltre Fernando, ci sono  i due collaudatori Marc Genè (a Maranello dal 2004) e dall’inizio di quest’anno Pedro De La Rosa, nonchè il legame con uno dei partner più importanti, il Banco Santander. Alonso e De La Rosa hanno chiesto alla Scuderia di poter far sentire il loro appoggio a tutte le vittime del disastro comparendo nella eMedia@unit del Cavallino Rampante portando un tabellone con un messaggio composto nella loro lingua: "Todo nuesto apoyo a las víctimas de Santiago": un messaggio di solidarietà che i due sportivi hanno pensato di esternare perché la visibilità di cui essi godono è talmente grande che si pensa che possa essere in qualche modo utile.

VITTORIO GHIRELLI, IL FASANESE DE ROMA. Chance GP2 all’Hungaroring

(26/7/2013) – Ci sarà un solo italiano nel week end della GP2 in Ungheria: Vittorio Ghirelli. Out Ceccon (fine budget…), il vituperato tricolore sarà tenuto alto - solo per questa gara – dal pilota attualmente terzo in Auto GP. Ad offrirgli la chance, al posto di Fabrizio Crestani, è il team Venezuela GP Lazarus, che conosce bene le doti del ragazzo di appena 19 anni. L’anno scorso, infatti, ancora minorenne (è nato il 9 maggio del 1994, la settimana tragica di Senna) Vittorio aveva già provato la macchina a Jerez in un test pre-campionato ma si era deciso di farlo maturare senza troppe pressioni in Auto GP. E nel campionato di Coloni se la sta giocando: corre per la Super Nova – compagno di squadra è l’ex F.1 Kartihkeyan – e, a tre gare dal termine, con 125 punti ha davanti Sergio Campana e Sato (entrambi 138 punti). Non è affatto semplice entrare a freddo in un campionato “caldo” come la GP2 ma, visti i tempi, ogni occasione è buona per farsi notare. Ghirelli ha ancora l’età per tentare la scalata alla F.1 ma servono risultati e l’esperienza non gli manca. Tra l’altro, in Ungheria ha riportato quest’anno l’unica vittoria stagionale, quindi la pista sembra essergli congeniale e speriamo porti ancora fortuna. La sua storia: è pugliese, nato a Fasano, terra dei Liuzzi, degli Irlando, dei Pezzolla. E della cronoscalata Fasano-Selva (era lì ospite un mesetto fa). 
Baby Ghirelli quando cominciava a rombare
A due anni, però, la famiglia si è trasferita a Roma ed è stato papà Fabio, buon kartista, ad infondergli la passione per le corse, seguendolo con passione e competenza. Buon sangue non mente e, dopo essersi svezzato sulla Pista d’Oro di Tivoli, eccolo diventare campione italiano Open Master. Nel 2010 è già su una F.3 e poi subito anche in GP3 per il team Atech GP. Nel 2011 ancora GP3 e F. Renault ALPS ed Eurocup e nel 2012 è il pilota più giovane nella World Series 3.5 nel team Comtec. Da segnalare anche un test in F.2 e la partecipazione alla 6 Ore di Vallelunga su Ferrari 458 GT3 insieme a Fisichella. Troppo? Troppo presto? Ripetiamo: le occasioni meglio averle ma ora è già tempo di risultati, Vittorio! E ci sei quasi!
Ghirelli corre in autoGp per la Super Nova


DOMENICA LA BOBBIO – PASSO PENICE, NEL NOME DEL DRAKE. XV Trofeo Antonio Renati


(26/7/2013) - Fine settimana doc con il  XV Trofeo Antonio Renati, la Bobbio-Passo Penice, gara di regolarità con strumentazione libera per auto d’epoca, organizzata dal Club Veicoli Storici di Piacenza, in collaborazione con il Comune e, tra i promotori,  l’Automotoclub Storico Italiano (Asi). La manifestazione, rievocazione storica della famosa gara in salita di fine anni Venti, mantiene intatto tutto il suo fascino: su quei tornanti Enzo Ferrari vestì per l’ultima volta i panni di pilota – nel 1931, su Alfa Romeo 8C 2300, salì sul podio – prima di dedicarsi anima e corpo alla gestione della sua Scuderia. E per celebrare il Drake, sarà esposto proprio quel modello dell’Alfa Romeo, proveniente direttamente dal Museo di Arese dell’Automobilismo Storico Alfa Romeo. In gara ci saranno altre nobili rappresentanti del Biscione: una Giulia 1600 S della Scuderia del Portello, un’Alfa Romeo 6C 1500 Super Sport del 1928 (pilota Fabio Salvinelli) che di recente ha sfilato al “Terre di Canossa” e alla “Mille Miglia”, e poi Stefano Agazzi, Paola Lanati e Marco Fazio. Altri nomi di spicco attesi a Bobbio sono l’Ing. Filippo Perini (Head of Design of Centro Stile Lamborghini), che sarà anche il Presidente del Comitato d’Onore, Maurizio Aiolfi (al volante di una Innocenti Mini Cooper 1300), Armando Fontana e Scarabelli Giovanni (A112 Abarth 58 hp), Giordano Mozzi (2° alla Mille Miglia di quest’anno e vincitore nel 2011) e Stefania Biacca  con una Triumph TR2, Gianmario Fontanella (4° alla Mille Miglia 2013) con Alessandro Malta alla guida di una Ford B – Roadster del 1933. Confermata anche la presenza di 3 vetture dell’ante-guerra: oltre all’Alfa Romeo 6C 1500 Super Sport del 1928 e alla Ford del ‘33, anche una Bmw 328 del 1938. (SEGUE PROGRAMMA DETTAGLIATO)

giovedì 25 luglio 2013

OVERBOOST DI ENTUSIASMO PER ALONSO. Che festa con i piccoli del campus Formula Estate Junior


(25/7/2013) - “Una bella iniezione d’energia, quasi come il boost che ti dà il KERS alla partenza: ci vuole prima di partire per Budapest!”. Speriamo sia davvero così per Fernando Alonso che, prima di partire per l’Ungheria, insieme al Presidente Montezemolo, all’Amministratore Delegato Amedeo Felisa e al Direttore delle Risorse Umane Mario Mairano, ha salutato a Maranello i circa 600 partecipanti (suddivisi in due gruppi: 3-6 anni, 7-14) all’edizione 2013 di Formula Estate Junior, il campus estivo riservato ai figli dei dipendenti dell’azienda, organizzato dalla Ferrari in collaborazione con il Comune di Maranello (era presente anche il Sindaco Lucia Bursi). Il festoso raduno presso la scuola d’infanzia “Chiaffredo Cassiani”, una delle quattro strutture (3 a Maranello e una a Modena) che fanno parte del progetto, è stata anche l’occasione di uno scambio di doni: a Montezemolo è stata consegnata dalle madri di alcuni dei bambini una targa in pelle realizzata nel reparto Selleria come ringraziamento per aver posto in essere questo programma mentre a Fernando è stato dato un plico contenente un gran numero di lettere scritte dai bambini apposta per lui, ovviamente inneggianti alle imprese del loro eroe in Rosso.

E’ BELLISSIMA LA CITROËN ELYSEE WTCC PER LOEB


(25/7/2013) - E’ passato meno di un anno da quel 26 settembre quando, al Salone di Parigi, i grandi capi della Citroën avevano fatto trapelare l’intenzione di sbarcare nel WTCC, il Mondiale Turismo, affidando il volante della Double Chevron all’asso dei rally Sebastien Loeb. Dopo la conferma ufficiale, ora arrivano le prime foto del bolide da 380 cavalli – il motore è il 1.6 turbo iniezione diretta della DS3 WRC, 4 valvole per cilindro, coppia massima di 400 Nm a 4500 giri/min - che gli sarà affidato dal 2014: signori, la C-Elysée WTCC. Dalla linea molto accattivante, rispecchia a meraviglia il nuovo regolamento del campionato. Aerodinamicamente ben studiata con tanto di appendici anteriori e posteriori, tre volumi, lunga 4,577 metri, larga 1,950 metri per un passo di 2,700 metri, trazione anteriore, ruote da 18 pollici, cambio sequenziale a sei rapporti, serbatoio da 50 litri. La vettura, che farà il suo esordio pubblico al salone di Francoforte (12-22 settembre), ora sarà sottoposta ad un intenso programma di sviluppo, ma l’aspetto sportivo non sarà l’unico. Se Xavier Mestelan-Pinon, Direttore Tenico di Citroen Racing dice "Questa è la nostra prima vettura da pista, quindi abbiamo dovuto porci tante domande, ma è anche questo che rende la nostra sfida particolarmente emozionante", Frederic Banzet, Direttore Generale Citroën, evidenzia i ritorni commerciali che le corse potranno garantire: “Avendo degli appuntamenti in America Latina, Marocco, Cina e Russia, il calendario del WTCC è davvero globale e quindi  aiuterà la nostra crescita, facendo esibire la C-Elysée davanti a grandi folle di appassionati del motorsport". Fin qui strategie e proclami: ora tocca al grande Loeb portare gli allori a casa. 


OGGI ALLE 18 I FUNERALI DI ANDREA ANTONELLI

(25/7/2013) – Si terranno oggi alle 18, presso il campo sportivo di San Fatucchio, frazione di Castiglione del Lago, i funerali di Andrea Antonelli, il centauro umbro che ha perso la vita domenica scorsa al Moscow Raceway, durante la gara di Supersport. La cerimonia sarà presieduta dall'Arcivescovo emerito di Perugia, monsignor Giuseppe Chiaretti. Il feretro è giunto ieri in Italia, all’aeroporto di Fiumicino, accolto dal papà Arnaldo, la madre (ieri era il suo compleanno…), parenti, amici. “Questa vicenda ci ha scosso profondamente – ha detto ieri il presidente della Federmoto, SestiInsieme al Segretario Rinaldelli siamo qui a nome di tutta la FMI per dare un caloroso abbraccio alla famiglia di Andrea e a suo zio Paolo Burini, nostro Direttore di Gara Internazionale, e per sostenerli in un momento così duro. Ci tengo poi a ringraziare il Presidente Malagò e il Segretario Fabbricini per la loro presenza qui oggi e per la sensibilità che hanno avuto nei confronti della famiglia Antonelli e di tutto il nostro mondo in un momento così difficile . Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, anch’egli molto provato dalla vicenda, ha invitato le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive, che si disputeranno nel fine settimana in Italia, in memoria del pilota tragicamente scomparso. Il presidente del Perugia calcio, Massimiliano Santopadre, ha intanto deciso di dedicare allo sfortunato pilota il triangolare che si giocherà al Curi il 7 agosto con la partecipazione di Perugia, Parma e Livorno.

mercoledì 24 luglio 2013

DASHA KAPUSTINA TORNA A FARSI VEDERE IN UNGHERIA!

(24/7/2013) – Si preparino telecamere, fotografi e fans rimasti a lungo “orfani”: Dasha Kapustina, la modella russa compagna di Fernando Alonso, ha annunciato via twitter la sua presenza nei box del GP di Ungheria! Effettivamente, Dasha mancava nel paddock da un po’ di tempo (Montecarlo) presa com’è da mille impegni di lavoro. Mentre Alonso era in Canada, la longilinea ragazza di Vladivostock doveva essere in Spagna mentre a fine giugno i due si erano concessi un fugace viaggio di piacere a Las Vegas, visto che lei non poteva poi essere a Silverstone. Tra le varie “chiamate” che affollano l’agenda della Kapustina ora c’è anche quella di una vecchia conoscenza del suo compagno ferrarista: Flavio Briatore! Sì, l’ex team manager dell’asturiano ai tempi d’oro della Renault, noto fondatore del Billionaire, ha aperto anche una  linea di haute couture dal nome “Billionaire Couture” e indovinate chi è il nuovo volto della Collezione Autunno Inverno 2013-2014? Dasha! Intanto, speriamo che il suo ritorno porti fortuna a Fernando nel delicatissimo week end di Budapest!

BARRICHELLO MAI SAZIO, VENERDI’ CORRE IN GRAND AM

(24/7/2013) - Rubens Barrichello ha ancora fame di corse e nella sua terza vita automobilistica (gli inizi, la F.1, le nuove esperienze nel continente americano) annuncia il suo esordio anche Grand-Am. L’ex ferrarista, attualmente impegnato nella Stock Car brasiliana, parteciperà questo fine settimana al Rickyard Grand Prix in programma ad Indianapolis. Dopo aver “assaggiato” la 24 Ore di Daytona ad inizio anno (allora guidò una Porsche GT), Rubens torna in Grand-Am per guidare una Daytona Prototipe (è una Dallara) motorizzata Ford: "Sono stato invitato dal team Doran – dice dagli Stati Uniti dove è in vacanza con la famiglia - e ho accettato con grande piacere. Daytona è stata un'esperienza davvero forte e ora guiderò un DP a Indianapolis, dove ha vinto con la F1, sarà un grande piacere. Senza contare che partecipare ad un evento allo stesso fine della settimana della Brickyard 400, gara NASCAR, è ancora più speciale”. Per non lasciare nulla al caso, Barrichello ha subito provato la macchina a Putnam Park insieme a quello che sarà il compagno di volante (la gara durerà 3 ore ed è fissata per venerdì 26 luglio), Doug Peterson. Dopo, per Rubens sarà ora di rituffarsi nella Stock Car dove, alla sua prima stagione completa nella categoria per i colori del Full Time Sport Medley, al momento è solo nono in classifica generale (comanda Ricardinho Mauritius con 111 punti). Lo attenderà, l’11 agosto, la prova di Ribeirão Preto. Richiedesi acuto. 


martedì 23 luglio 2013

LUTHER BLISSETT, DA MILANISTA AD ALFISTA!

(23/7/2013) – Qualcuno ricorda Luther Blisset? Per la stagione 1983/84 il calciatore inglese venne ingaggiato dal Milan che lo prelevò dal Watford dove si era messo in grande evidenza per le sue doti di bomber. Il “bombardiere nero”, però, in Italia fallì e dopo una solo stagione e appena cinque reti realizzate, venne rispedito nella madre patria. Continuò a giocare, diventò poi allenatore ma dal 2007 si sta dedicando all’altra sua grande passione: l’automobilismo. Ha fondato infatti il “Team 48 racing” – “per riflettere veramente la diversità della cultura britannica”, spiega sul sito del Team - gareggia in patria nell’Alfa Shop Championship. Perché 48? Il 1948, spiega il sito, è l’anno nel quale la SS Empire Windrush attraccò a Tilbury, nell’Essex, sbarcando i primi migranti dai Caraibi. “I pionieri”, li definisce, “che oggi sono parte integrante della società”. Oltre a evidenziare le sue radici e a dare sfogo alla voglia di velocità, il Team si propone di “offrire un’opportunità ai giovani provenienti da ambienti solitamente non associati ad uno degli sport più elitari”. Encomiabile, non c’è che dire: pare si stia mettendo in evidenza Darrell Wilson, 25 anni. Ma dalla dimensione nazionale, ora Blisset vuole fare un passo avanti: il chiodo fisso è la partecipazione alla 24 Ore di Le Mans, “la più famosa gara di durata”. Per questo, come riporta il sito corriere.it, sta pensando all’ingaggio di un pilota professionista e a contattare l’Alfa Romeo, sua delizia, per un aiuto! Marchionne è avvisato.




KOBAYASHI FA UN REGALO A KASPERSKY


(23/7/2013) - Come riportato ieri, Kamui Kobayashi è andato a stampare la Ferrari F60 sulle barriere durante la sessione finale del Moscow City Racing. I danni sono stati piuttosto estesi, compresa la rottura del musetto. Ma da un guaio può nascere un fiore e il pilota ex Sauber ha pensato bene di donare il musetto incidentato ad Eugene Kaspersky durante la visita che il pilota giapponese ha effettuato al nuovo quartier generale di Kaspersky Lab a Mosca, operativo da pochissimi mesi. “E’ un regalo bellissimo. – ha detto Kaspersky a Kamui – E’ un manufatto costruito in Italia e ‘disegnato’ da un giapponese: ora trova la sua miglior collocazione qui a Mosca!” Da notare che, come si vede bene dalla foto, nell’impatto il logo del primo partner russo della Scuderia è rimasto praticamente intatto. Durante la visita, Kamui è rimasto particolarmente impressionato dal “Virus Lab”, la sala dove gli analisti di Kaspersky Lab monitorano 24 ore su 24 il traffico della Rete, alla caccia di virus. Quotidianamente, sono oltre duecentomila le potenziali minacce identificate che poi vengono minuziosamente scansionate prima di ricevere o meno l’imprimatur del “Virus Lab”.



lunedì 22 luglio 2013

L’URLO DI KOBAYASHI: “VOGLIO TORNARE IN F.1”! Poi distrugge una F60 al Moscow City Racing


(22/7/2013) -   La tragedia di Andrea Antonelli ha fatto scendere un velo di mestizia anche sugli uomini Ferrari del Reparto F1 Clienti che contemporaneamente, a pochi chilometri dall’autodromo, prendevano parte alla quinta edizione del Moscow City Racing. All’evento, che dal 2008 raduna il meglio dell’automobilismo sportivo nel cuore della capitale della Federazione Russa, ha preso parte Kamui Kobayashi che, lungo gli oltre 3800 metri di lunghezza del percorso, ha pilotato tra ali di folla una F60, finendo tra l’altro anche contro le barriere! “L’asfalto era molto scivoloso – si è giustificato il giapponese - e c’era anche un dosso particolarmente pronunciato in quel punto e così ho urtato le barriere”. 


In una ventina di minuti è stato comunque approntato il secondo esemplare a disposizione, permettendogli così di effettuare un ultimo giro d’onore sotto le mura del Cremlino e la cattedrale di San Basilio! Kamui ha colto l’occasione, durante la conferenza stampa, per esprimersi sulla sua stagione al Cavallino e sul futuro. “E’ un anno particolare per me. – ha detto a www.ferrari.comHo preferito affrontare una nuova avventura con la Ferrari correndo con la 458 GT piuttosto che restare fermo. Nel FIA WEC dobbiamo recuperare rispetto ai migliori ma ci sono ancora cinque gare da disputare e, se miglioriamo la vettura, abbiamo ancora la possibilità di portare a casa il titolo. Personalmente, credo di aver avuto un buon impatto, considerato che è la mia prima stagione nelle competizioni a ruote coperte e che ho un compagno di squadra, Toni Vilander, che è fortissimo e corre in queste gare da un decennio”. 


Kobayashi non vuole  comunque mollare la Formula 1: “In questo momento ci sono molte squadre che preferiscono scegliere i piloti in base ai soldi che possono portare in dote piuttosto che in base alle capacità in pista: spero che questa tendenza cambi perché il mio obiettivo è quello di tornare al più presto lì e sto lavorando duramente per riuscirci. Intanto non posso far altro che continuare a dare il massimo per la Ferrari nelle competizioni Granturismo ed essere a disposizione della squadra per ogni necessità, come in quest’occasione o quando mi chiedono di contribuire allo sviluppo della monoposto girando al simulatore”.

LA MORTE DI ANDREA ANTONELLI: NUOVO CHOC PER IL MONDO DEI MOTORI

(22/7/2013)Andrea Antonelli non c’è più. Morto in una giornata piovosa, a luglio… Travolto senza scampo da chi lo seguiva, come Simoncelli e come Tomizawa, per dire degli ultimi sfortunati centauri. Ma Andrea è caduto su una pista bagnata, molto bagnata. Questa la differenza che fa aumentare il malessere dopo una giornata come quella di ieri al Mosca Raceway, dove correva la Supersport. Perché c’è polemica. Marco Melandri lo ha detto chiaro, prima di tutti: “Non dovevamo correre”. Solo un po’ più diplomatico il grande Agostini al TG1: “Ci vuole più attenzione”. Pierfrancesco Chili a Radio Rai 2 ha aggiunto: “In quelle condizioni vedi solo ombre davanti a te”. E forse nemmeno quella deve aver visto Lorenzo Zucchetti che in pieno rettilineo d’arrivo, in una nube di fitte goccioline, al primo giro ha brutalmente e senza colpa investito il povero Antonelli finito a terra durante la bagarre. Un impatto troppo violento. Non c’è stato più niente da fare. Fine di una storia. Andrea, umbro nato a Castiglione del Lago, aveva 25 anni, diplomato geometra, ed era animato da una passione grande, con il sommo Valentino Rossi suo idolo incontrastato. Come il pesarese, era partito dalle mini moto e, piano piano, stava scalando i gradini della carriera. Si era classificato secondo nell’Europeo Stock 600 nel 2007 e terzo nella Coppa del Mondo Stock 1000 del 2010. Ci credeva, era ottimista. Invece è calato il sipario, sulla sua vita. Noi appassionati possiamo solo addolorarci e stringerci alla famiglia. In questi casi si dice che è morto mentre faceva quello che gli piaceva. Antonelli, tra l’altro, era forte sul bagnato e il suo team principal, Denis Sacchetti della Go Eleven, ha detto che Andrea, partito (male, purtroppo) dalla seconda fila sulla Kawasaki, ieri poteva sicuramente vincere. Il cielo plumbeo e quella grassa patina d’acqua sull’asfalto moscovita – notoriamente non drenante - dovevano però far riflettere. Nemmeno la F.1, molto più stabile sulle quattro ruote e con tanta elettronica, affronta ormai simili rischi: si attende che la situazione migliori oppure si parte e si prosegue in regime di safety car o non si esita ad esporre la bandiera rossa. Ora, almeno, ci si renda conto senza ipocrisie che il motociclismo necessita di valutazioni e misure di sicurezza più stringenti, senza stare a guardare il crono-programma della giornata.  Concludiamo con le amarissime parole finali della lettera aperta scritta da Alessia Polita, la pilota rimasta paralizzata per un incidente a Misano: "Le moto le amerò sempre, ma qui c'è qualcosa che nn sta funzionando più! LE CARNI DA MACELLO sono dal macellaio. Grido a voi piloti del Civ e di qualsiasi altro campionato, le nostre voci devono essere ascoltate, non le loro. Non fate ancora una volta finta di niente!" 


venerdì 19 luglio 2013

AUGURI A CHRIS AMON, A 70 ANNI HA VINTO IL MONDIALE DELLA VITA

(19/7/2013)Domani compie 70 anni anche un altro grande pilota del passato: Christopher, Chris Amon, ferrarista per tre anni dal 1967 al 1969. Di famiglia benestante, ultimo prodotto anagrafico della filiera automobilistica neozelandese con Bruce Mc Laren e Denis Hulme è tuttora ricordato per il suo bello stile di guida, le raffinate doti di collaudatore, il buon carattere e…per l’appellativo di “sfortunato”. Nonostante le indubbie capacità, i tanti giri in testa, non ha infatti mai vinto un gran premio (96 disputati, 5 pole positions) né tanto meno il mondiale. Solo sfortuna? Mondiale fu la battuta di Mario Andretti: “Se Chris avesse un’impresa di pompe funebri, la gente smetterebbe di morire”. Certo, patì tanti guai meccanici, anche negli ultimi giri, ma Amon non era un mastino, coltivava complessi e sapeva fin troppo bene che la morte, ai suoi tempi, era una variabile statisticamente molto frequente. Dopo i primi anni alla guida soprattutto di Lotus, approdò a Maranello e i suoi limiti vennero fuori. Franco Gozzi dovette invitarlo a pigiare di più l’acceleratore. Enzo Ferrari scrisse di lui: “Avrebbe dovuto farsi coraggio in gara. Una forza che invece gli è mancata”. 

Dopo il Cavallino, “cavalcò” senza soddisfazioni la March ai suoi albori, la Matra che con Stewart fu iridata, la bolognese Tecno e, in finale di carriera (’75-’76) l’Ensign e la Wolf (proprio prima che Scheckter se la trovasse competitiva, la sfortuna…). 


MATTEO RENZI VUOLE LA F.1 AL MUGELLO

(19/7/2013) – Non si placa, a Firenze, la polemica sulla chiusura di Ponte Vecchio nell’ambito della manifestazione Cavalcade 2013, l’evento più importante organizzato a fine giugno dalla Ferrari per i suoi migliori clienti. Per loro strade e luoghi esclusivi: quest’anno, 80 equipaggi hanno potuto immergersi alla scoperta dei tesori della Toscana: arte, cibo, paesaggi. Ieri, durante la trasmissione “Bersaglio mobile” condotta da Enrico Mentana c’era il sindaco di Firenze, Matteo Renzi che ha dovuto rintuzzare le reiterate rimostranze al riguardo del “cittadino” Romani del Movimento 5 Stelle. Ad un certo punto Renzi ha detto “Si è trattato di un’operazione di marketing territoriale che comprende la valorizzazione dell’autodromo del Mugello per la Formula 1!”. Sono ben noti i rapporti di amicizia dell’esponente di punta del Partito Democratico con il Presidente Montezemolo che appena può, in tutte le sedi, avanza la “meritata” candidatura del circuito toscana ad ospitare un GP di F.1. 
Sarebbe un sogno”, disse un anno fa e, più recentemente, nel corso della cerimonia di presentazione della F138 a febbraio, ritornò così sull’argomento: Sono convinto che il nostro Paese debba essere ulteriormente valorizzato con un secondo appuntamento, portando qui il Gp d'Europa come si è fatto per Spagna e Germania. Il Mugello potrebbe essere un circuito adatto, visto che vince sempre il premio come miglior pista per la MotoGP. E quando avevamo Monza e Imola non mi pare che ci fossero dei problemi! Dunque, meglio avere un altro Gp in Italia piuttosto che esportare la F.1 in Paesi lontani, dove l'interesse è scarso e le tribune restano mezze vuote". Renzi e Montezemolo for Mugello: che i due, visti anche i recenti problemi di Monza (http://motor-chicche.blogspot.it/2013/06/parla-ecclestone-monza-rischio.html), ci stiano lavorando seriamente? L’affermazione di Renzi farebbe pensare proprio di sì.

L'OCCASIONE DI SUSIE. Finalmente un test vero in pista per la Wolff


(19/7/2013) – Oggi a Silverstone scende in pista Susie Wolff. La trentenne pilota (1,68 di altezza) del team di Sviluppo della Williams – lo è dalla scorsa stagione – ha finalmente l’occasione reale e piena per mettersi in evidenza. La scozzese di Oban – Stoddart da signorina, poi convolata a nozze ad ottobre 2011 con l’attuale direttore Mercedes Toto Wolff - finora ha lavorato molto al simulatore e a febbraio ha effettuato test aerodinamici con la FW35 sul rettilineo di Idiada, in Spagna. Per la prima volta si confronta con gli altri collaudatori, su una pista vera. “E 'una fantastica opportunità per me. Sarà una grande sfida, ma la cosa più importante è di effettuare un buon lavoro per rendere alla squadra un utile feedback. La maggior parte del mio lavoro si svolge nel simulatore, quindi questo giorno è veramente importante per me. Potrò capire meglio il comportamento della vettura in pista e come corrisponde con il lavoro al simulatore che aiuterà anche a continuare il mio lavoro qui". 
Auguriamole dunque buon lavoro. Susie è una grande appassionata di motori, folgorata sulla via della F.1 dalla visione diretta di una vittoria del giovane Jenson Button con la F3 a Donington.  Lei ci dava dentro già con i kart, quindi la decisione di fare sul serio: F. Renault UK, British F3. Problemi di budget e un infortunio alla caviglia sembrarono porre un freno alla carriera quando, nel 2006, ecco arrivare l’invito della Mercedes a provare per il DTM. Il favoloso campionato turismo tedesco è stato la leva che ha aperto le porte della F.1 dove, naturalmente, ambisce a diventare l’unica donna pilota dopo un lungo digiuno in questo senso. A chi le ha fatto notare che è troppo esile ha risposto “Perché, si può dire che Vettel sia muscoloso?”. E poi Ecclestone, che sa bene come coniugare sport, marketing e affari, punta da tempo ad avere una donna titolare di un volante. “Susie è anche molto intelligente”, ha detto il Padrino … Buon segno.

giovedì 18 luglio 2013

ECCO LE AUTO CHE NON SI SVALUTANO

(18/7/2013) - Opel, Land Rover e Porsche sul podio tra le vetture usate che meno si sono svalutate nell’ultimo anno, Tata Vista invece è l’auto che ha perso più valore. Lo rivela l’elaborazione Federauto dei dati forniti in esclusiva da Dat-Italia sulla svalutazione delle vetture usate nel mercato italiano. Il primo posto lo conquista la Opel Adam 1.4 (100cv Slam), che dal 2012 ha mantenuto l’87,87% del proprio prezzo di listino, seguita da vicino dalle ‘evergreen’ Land Rover Freelander II (2Wd 2.2 eD4 Se) e dalla Porsche 911 Carrera 4, rispettivamente con l’86,96% e l’86,91% del valore conservato rispetto al listino dell’anno precedente. Valori residui molto alti anche per la nuova A3 di Audi (83,68%), ancora Opel con Mokka 1.6 (82,93%), la Mini Paceman Cooper di Bmw (82,63%), Maggiolino 1.4 (82,13%) e Golf 1.6 TDI di Volkswagen (81,42%). Bene anche Fiat, con la Nuova Panda 0.9 (TwinAir Turbo)  e, forte del successo di critica e pubblico, con la 500L 1.3, che dopo un anno di vita mantiene l’80,1% rispetto alla spesa d’acquisto (80,66% per la Panda). Tra le maglie nere, le quattro versioni Vista di Tata che in 12 mesi hanno lasciato per strada oltre la metà del proprio prezzo di listino, con un valore residuo che si è fermato attorno al 44%. Bassa anche la valutazione del famosissimo monovolume di Renault, le Espace 2.0 dCI ferme al 48% di valore residuo. Anche Daihatsu, complice lo stop alle importazioni italiane deciso da Toyota, perde oltre la metà in un anno con la Charade 1.3 e le Sirion 1.0. Complessivamente, rileva l’indagine Federauto/Dat-Italia, la svalutazione dell’usato è trasversale ai diversi segmenti: se Porsche ad esempio è una supercar che non conosce sconti e svalutazioni, fa un affare chi acquista – a quasi metà prezzo dopo un solo anno - una Mazda 3 2.3 da 260 cavalli. Anche tra le utilitarie le punte di convenienza non mancano: per 4.000 euro (costava 9.000 euro di listino) ci si porta a casa una Tata Vista o, con un’aggiunta di oltre 1000 euro, una Daihatsu Sirion 1.0. Dormono sonni tranquilli invece i proprietari della Opel Adam, che in 12 mesi ha registrato un valore praticamente invariato della propria vettura: 13.400 contro i 15.250 euro dell’auto nuova.

DAVIDE RIGON, TALENTO IN FREEZER

(18/7/2013)Davide Rigon si materializzò, in elegante abito griffato Ferrari e ovviamente con un radioso sorriso stampato sul volto,  alla cerimonia di presentazione a Maranello della 150° Italia, nel mese di gennaio del 2011. Era avviato il suo rapporto con il Cavallino nel gruppone di piloti - oggi comprende anche Pedro de la Rosa e Andrea Bertolini – dediti soprattutto al simulatore. Un italiano con un piede dentro nella grande Casa automobilistica italiana dopo l’addio di Badoer, poi chissà. Manco a dirlo, quello stesso anno, il veneto di Thiene seguito managerialmente da Giovanni Minardi, fu protagonista di un brutto incidente in GP2 dove era impegnato con il Team Coloni. Una manovra un po’ azzardata del colombiano Julian Leal lo spedì frontalmente contro il muretto box: rottura di tibia e perone. Seguì la lenta convalescenza, la ripresa, l’intenso impegno con i tecnici del Cavallino e ora finalmente, in quel di Silverstone, un po’ di luce della ribalta sul ragazzo che il 26 agosto compirà 27 anni. Dopo ore e ore calato nel sofisticato macchinario dal quale ogni ingegnere spera di trarre dati preziosi per lo sviluppo delle monoposto, è sceso in pista per i test Pirelli. Ieri 76 giri, 447.716 chilometri percorsi e 9° miglior tempo (1.34.874), concentrato in una serie di prove di natura prevalentemente aerodinamica. 
Abbiamo lavorato intensamente - ha detto Rigon al termine della prima giornata -  all’inizio soprattutto sul mio adattamento alla vettura perché ad eccezione del Filming Day di Barcellona non avevo esperienza in pista con la F138. Qui a Silverstone avevo già guidato con la GT, ma la Formula 1 è tutto un altro mondo! Non abbiamo cercato il tempo, ma lavorato principalmente sulla raccolta dati derivata dalla comparazione di diversi pacchetti aerodinamici, aspetto importantissimo per il mio lavoro al simulatore. Con le gomme non ho avuto particolari problemi, anche se non abbiamo fatto run troppo lunghi. Rispetto al test di Magny-Cours dell’anno passato le esigenze sono diverse e il programma è più lungo, ma sono felice di avere questa responsabilità e sono grato alla squadra per la fiducia che viene riposta nel mio impegno, spero davvero che possa essere utile”. Magnussen è stato autore ieri della miglior prestazione, ma è un pilota più giovane e in decisa carriera. Quale futuro attende invece Rigon? Il curriculum è eccellente: dopo gli esordi in F. Bmw Adac è stato vincitore della F. Renault e F.3 italiane, vincitore della Euroseries 3000 nel 2007, vincitore della 24 Ore di Spa nel Fia GT (Team BMS) nel 2008, vincitore per due anni della Superleague (2009-2010), esperienza in GP2 (con la Trident e la Coloni). Quest’anno è impegnato anche nel Blancpain Endurance Series su Ferrari 458 GT2 del il Team svizzero Kessel e all’esordio ha Monza ha vinto. Occorre ripetersi: dove sarebbe oggi Rigon se fosse inglese?


mercoledì 17 luglio 2013

NO DI ALONSO AI TEST DI SILVERSTONE: HA FATTO BENE O MALE?


(17/7/2013) – Dunque Fernando Alonso non è partito per Silverstone e la Ferrari ha affidato la tre giorni di prove a Davide Rigon, in pista sempre, e a Felipe Massa, allertato per venerdì mattina. Lo spagnolo l’aveva detto: se potrò lavorare sula macchina è utile, altrimenti… E altrimenti è stato: con l’approvazione FIA, i piloti titolari dovranno infatti dedicarsi solo a quanto definito dalla Pirelli, con un numero limitato di set di gomme da utilizzare. Lui, ai molti che gli hanno chiesto lumi sulla sua assenza, ha provveduto a spiegare via twitter: “Perchè non vado ai test? Perche non è possibile provare...! Ho un lavoro importante al simulatore per preparare l'Ungheria. Settimane di duro lavoro e di revisione dei dati di Budapest 2012 per migliorarli”. Fin qui l’Alonso ufficiale. Ha fatto bene? Ha fatto male? Ora è difficile dirlo, ma è un po’ fastidioso andare avanti a tentativi: ora di concentrarsi al simulatore come in Germania di partire con le medium. Sono comunque momenti delicati a Maranello. Dopo il quarto posto del Nurburgring, il Presidente ha chiesto meno parole e più fatti ma Fernando pare piuttosto rabbuiato. Negli ultimi tempi ha sferzato la squadra come non mai (“La macchina non va, non riusciamo a bilanciarla come si deve. Dobbiamo studiare qualcosa per migliorare in gara” – GP Inghilterra) e recentemente ha sinceramente ammesso che sì, gli piacerebbe lavorare con Adrian Newey. Capita l’antifona, a Maranello pare gli stiano per mettere a disposizione Allison dalla Lotus. Basterà a risollevare le sorti e il morale? David Coulthard, ora commentatore BBC, ha fatto ulteriormente suonare l’allarme affermando che, secondo lui (o ha raccolto confidenze???) Alonso potrebbe mollare la Ferrari se i risultati continueranno a non arrivare e la frustrazione ad aumentare. Lo aveva detto anche il giornalista della Gazzetta dello Sport Pino Allievi (vedi nel blog il post http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=3719034298261817746#editor/target=post;postID=262266720824135047;onPublishedMenu=overviewstats;onClosedMenu=overviewstats;postNum=27;src=postname) e lo scorso anno Arturo Merzario a questo blog aveva parlato di un “Alonso appagato”. Fernando compirà 32 anni il prossimo 29 luglio, è in Ferrari dal 2010 – contratto fino al 2016 - e l’ultimo mondiale lo ha vinto nel 2006. Il tempo passa e Vettel gli sta soffiando tutti i record: resisterà?

REAL MADRID BATTE FERRARI

(17/7/2013) - La Ferrari è la società sportiva italiana meglio piazzata nell’annuale classifica delle più ricche del mondo stilata dalla rivista Forbes ma, con i suoi 1,15 miliardi di dollari, è solo ventunesima. A “tirare” il treno sono le società di calcio: il Real Madrid solidamente in testa con un valore di 3,3 miliardi $ seguito  dal Manchester United – che ha subìto il sorpasso dopo 9 anni di dominio incontrastato – di proprietà americana con 3,165 $ e, terzo gradino dell’ipotetico podio, il Barcellona di Messi e ora anche di Neymar con il suo “gruzzoletto” di 2,6 miliardi $. I mitici New York Yankees di baseball insidiano il terzetto del pallone con 2,3 miliardi $. A fare concorrenza alla Ferrari, in Italia, c’è il Milan che però è addirittura al 37° posto (945 milioni) e c’è da aggiungere che la gloriosa Casa di Maranello ha peggiorato la sua classifica: nel 2012 era al quindicesimo posto. Non c’è che dire: gli anni del digiuno in fatto di titolo piloti (siamo a cinque, nonostante Alonso!) e costruttori si fanno sentire!