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venerdì 30 maggio 2014

PER CONVINCERE NEWEY CHIAMATE RAHAL. Adrian nel mirino Ferrari

Adrian Newey e Bobby Rahal in America nel 1985: insieme alla Truesport
(30/5/2014)Tutto lo cercano, tutti lo vogliono: Adrian Newey è come il barbiere Figaro. Il momento non florido della Red Bull e le ambizioni smodate degli altri concorrono a farne il progettista più desiderato della F.1. La Ferrari ovviamente smentisce, ma pare proprio che da Maranello gli sia stata recapitata una di quelle offerte veramente difficili da rifiutare. Si parla di 20 milioni a stagione (come Messi del Barcellona) comprensiva anche della possibilità di “firmare” una nuova formidabile stradale del Cavallino. A fargli la corte però sono in tanti. Si sarebbe mosso Niki Lauda nonostante lo stato di supremazia della Mercedes che evidentemente conta di mantenere anche sottraendo armi letali ai concorrenti. L’ultima avance sarebbe arrivata dalla Honda che starebbe pensando di rivitalizzare la motorizzanda Mc Laren con l’innesto del genio di Stratford Upon Avon. Chi la spunterà? Premessa fondamentale, però, è la disponibilità di Newey a ricominciare da un’altra parte. E con lui non si può essere certi fino all’ultimo. Ne sa qualcosa Bobby Rahal, ex team manager della Jaguar F1. Nel 2001 tentò con successo di ottenere i servigi di Adrian allora in Mc Laren ma la controfferta di Ron Dennis, la non-collaborazione di Lauda che era a capo della Jaguar e chissà che altro non consentirono la formalizzazione dell’accordo. Rahal era riuscito però a far breccia in quanto vecchio e intimo amico di Newey. I due si conobbero in America dove l’attuale genio della Red Bull cominciò la sua carriera – figlioccio di Robin Herd della March - alla Truesport dove per l’appunto Rahal era pilota di punta. Parliamo del 1984 e Adrian era giovanissimo. In Bobby, sua moglie e perfino nei genitori del pilota Usa, Adrian trovò conforto al di là dell’Oceano e si creò una profonda amicizia mai sopita, nemmeno dopo il diniego all’offerta Jaguar. Rahal stravede per Adrian e le sue doti. “Datemi Newey e non avremo bisogno del miglior pilota per vincere”, diceva. Nel 1985, però, passò senza troppe remore alla Kraco che mise sul piatto un’offerta nemmeno troppo esagerata. “A 25 anni anche un piccolo aumento è attraente”, disse però lo scaltro inglese. A proposito di Ferrari, poi, c’è da dire che non è certo la prima volta che le strade tentano di incrociarsi. Nel 1985 la March della Truesport fu presa a pietra di paragone dal Drake che all’epoca, per dissapori con la FISA, decise di volgere lo sguardo e il cuore verso le gare Indy. Gustav Brunner costruì una monoposto che riprendeva alcuni concetti della March e che Alboreto portò in pista a Fiorano con tempi rivelatisi migliori. Nell’ambito del progetto, che comunque svanì, era previsto il coinvolgimento, senza esito anch’esso, del giovane e promettente progettista Adrian Newey.

giovedì 29 maggio 2014

MONTERMINI 50 ANNI, IN PISTA DA CAMPIONE. “Sono ancora affamato”

(29/5/2014) – Buon compleanno ad Andrea Montermini, pilota di razza, vero appassionato,  che domani compie 50 anni. Nato a Sassuolo, ha cominciato a 23 anni, nel 1987, ed è riuscito ad arrivare in F.1. Dove credete festeggerà il compleanno? In pista! E’ in viaggio per Le Castellet dove al Paul Ricard parteciperà ad una prova del campionato francese V de V Endurance Series. Vuol dire che spegnerà le candele…dei motori avversari! L’impegno principale, quest’anno, si divide comunque tra Blancpain Sprint Series e il GT Open, di cui è orgogliosamente campione in carica, per la Villorba Corse. Insomma, fatelo correre ed è contento. “Senza passione non potrei continuare. A sette anni ero già sui kart ma ho sempre voglia di esserci, sento di avere ancora risultati da conseguire, dentro di me c’è ancora un giovane agonista. Insomma, sono ancora troppo affamato”.

Senti Andrea, leggevo la composizione della griglia di una gara di campionato italiano di F.3 del 1989. Con te c’erano Amato Ferrari oggi team manager, Fabiano Vandone oggi commentatore televisivo, Nino Famà oggi costruttore di elicotteri. Tu che ci fai ancora in pista?

Questa domanda non vale! (ride). Loro erano molto più avanti di me quanto a carriera, sono quindi di una generazione agonistica diversa!

Se pensi al tuo esordio in monoposto, in F. Alfa Boxer, e a quel periodo fine anni ‘80, cosa consideri sia cambiato maggiormente?

Certamente l’evoluzione delle auto, da corsa e non, ha conosciuto uno sviluppo importante con l’introduzione dell’elettronica. Per quanto riguarda me, sono molto maturato, come uomo e come sportivo, e questo mi aiuta a gestire tante situazioni.


Andrea collaudatore Ferrari F1
Tu e la F.1: ci hai provato (Simtek, Pacific, Forti) ma senza sfondare. Recriminazioni?

No, nessuna recriminazione. Le cose possono andare in un modo o in un altro, è la vita. Dico solo che in tante altre categorie nelle quali ho avuto modo di guidare una macchina competitiva ho potuto dimostrare qualcosa. In Formula 1 non ho avuto grandi opportunità ma è meglio guardare agli aspetti positivi.

Per esempio il fatto di essere stato pilota collaudatore della Ferrari? Ti consola?

In parte assolutamente sì. Non sono in tanti a poter dire di aver guidato una Ferrari. E’ stata....

E SCHUMACHER? OGGI CINQUE MESI IN COMA

La Nazionale Piloti per Schumi al Senna Tribute di Imola
(29/5/2014) – Sono passati cinque mesi esatti dall’incidente sulle nevi della località Meribel di Michael Schumacher. Lo strettissimo riserbo sulle condizioni del sette volte campione del mondo di F1 imposto dalla famiglia se da un lato tutela la privacy e la tranquillità dell’entourage che si sta prendendo cura di lui, dall’altro mantiene in uno stato di ansia permanente i tanti tifosi e simpatizzanti che si chiedono: come sta? Michael resta ricoverato all’Ospedale di Grenoble ma, qualche tempo fa, si era sparsa la voce di un possibile trasferimento presso la sua residenza opportunamente dotata di tutte le attrezzature medico riabilitative. Le ultime notizie risalgono a marzo e alimentano dubbi e speranze. Prima le sibilline considerazioni dell’ex capo medico della F1, Gary Hartstein che addirittura ha invitava tutti a “prepararsi al peggio” (http://motor-chicche.blogspot.it/2014/03/schumacher-prepararsi-al-peggio.html) poi la dichiarazioni della storica portavoce Sabine Khem che invece ha parlato di incoraggianti segni di risveglio. “Ciò che conta non è la velocità con cui Michael potrà risvegliarsi bensì che il recupero avvenga e sia tenuto costantemente sotto controllo”, diceva  l’ultimo comunicato. Sarebbe bello avere un aggiornamento sulle sue condizioni.

mercoledì 28 maggio 2014

ROSSI FA 300 E SFIDA MARQUEZ AL MUGELLO

Vale Rossi all'epoca dell'esordio in classe 125
(28/5/2014) – Domenica prossima, al Mugello, Valentino Rossi parteciperà alla gara numero 300Ne è passato di tempo da quel 31 marzo 1996, data di esordio nella classe 125 al GP di Malesia. Era poco più di uno sbarbatello, guidava una Aprilia, si classificò sesto. In mezzo, nove titoli mondiali e pagine epiche del motociclismo. Pensa se non ci avesse provato… Oggi Vale, con i suoi 35 anni, è il “nonno” della compagnia ma, guarda un po’, è l’unico ad infastidire il nuovo fenomeno delle due ruote, tal Marc Marquez. Anche a Le Mans gli ha alitato sul collo. Sulla pista di casa intende fare spettacolo: Marc in questo momento è più forte, ma io proverò a batterlo, annuncia indomito. I tifosi si apprestano a formare sulle collinette toscane la solita marea gialla: il Fans Club ha dato appuntamento a tutti alla zona prato della curva Poggio Secco. Sulla pista di proprietà della Ferrari il centauro di Tavullia ha messo in bacheca nove successi: tra 125 (uno), 250 (uno) e nella classe regina (sette trionfi). L’anno scorso la sua gara durò poco: un contatto con Bautista, esagerato, lo spedì per le terre. Ricordo che sempre al  Mugello, nel 2010, Rossi patì il suo infortunio più grave: rottura di tibia e perone, dopo un volo da paura. 

NUOVA MUSTANG: 500 OK IN 30 SECONDI


In soli 30 i secondi sono state raggiunte le 500 prenotazioni massime per la nuova Mustang in edizione limitata certificata, le cui registrazioni sono state aperte da Ford al fischio d’inizio della finale della UEFA Champions League tra Real Madrid e Atletico Madrid – la coppa è arrivata proprio a bordo di una fiammante Mustang -  e chiuse al termine dell’incontro. Oltre 9.300 persone si sono registrate per tentare di accaparrarsi le prime iconiche vetture ad arrivare in Europa: alla fine, il sito www.ford.com ha ottenuto più di 300.000 visite. “Sapevamo che l’entusiasmo per l’arrivo della Mustang in Europa sarebbe stato travolgente, ma il risultato è stato qualcosa al di fuori dall’ordinario”, ha dichiarato Roelant de Waard, Vice Presidente Marketing, Vendite e Assistenza, di Ford Europa. “E’ stato un modo davvero speciale di dare inizio, in Europa, all’era Mustang”. Le prime 500 Mustang raggiungeranno 20 diversi paesi europei. Nelle prossime settimane Ford ricontatterà i clienti che sono stati più lesti per comunicare le modalità attraverso le quali finalizzare l’ordine.


martedì 27 maggio 2014

LA FERRARI ACCELERA IN RUSSIA

(27/5/2014) - Si è concluso al Barvikha Luxury Village di Mosca un evento di tre giorni che ha inaugurato una serie di attività dedicate ai clienti che la Ferrari ha deciso di organizzare per celebrare i dieci anni di presenza in Russia, un paese definito a Maranello “fondamentale nella strategia per estendere la propria area di interesse verso mercati emergenti, mantenendo comunque inalterata l’esclusività del marchio”. Il responsabile vendita per questa Area è Massimo Gallotta che dice: “Siamo molto orgogliosi di essere qui per celebrare il decimo anniversario di Ferrari in Russia, una terra da cui provengono alcuni dei nostri clienti più appassionati. Nel corso di questo decennio abbiamo visto quanto i clienti russi abbiano saputo apprezzare i nostri valori fondamentali riassumibili in esclusività, avanguardia tecnologica ed innovazione”. 
Il numero di collezionisti è in continuo aumento e si riscontra una sempre crescente attenzione verso la grande tradizione sportiva che la Ferrari può vantare: un aumento di interesse sicuramente supportato dall’arrivo in calendario del primo Gran Premio di Russia di Formula 1 che si disputerà a Sochi il prossimo ottobre. Il blasone sportivo è poi alla base del primo corso di guida per Clienti “Esperienza Ferrari” che si terrà in giugno al Moscow Raceway, tenuto dagli istruttori ufficiali del Cavallino Rampante. In più, la presentazione di un programma esclusivo Tailor-Made pensato appositamente per un numero di selezionatissimi clienti russi, proprietari di F12Berlinetta. Con due unici colori per la carrozzeria e gli esclusivi allestimenti interni della collezione “Soul” di Poltrona Frau, le F12Berlinetta saranno, inoltre, personalizzate con una speciale iscrizione commemorativa.

CAVALIER WINKELMANN

(27/5/2014) - Stephan Winkelmann, Presidente e Amministratore Delegato di Automobili Lamborghini, ha ricevuto a Roma le insegne di Cavaliere di Gran Croce, la più alta onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Il riconoscimento, che segue quello di Grande Ufficiale avvenuto nel 2010, è stato assegnato attraverso il “Motu Proprio” presidenziale per il grande valore dei risultati gestionali ottenuti da Winkelmann a capo di una delle più importanti aziende del Made in Italy. “Ricevere questa prestigiosa onorificenza è un grande riconoscimento non solo per me ma soprattutto per tutta la Lamborghini. È la dimostrazione che un prodotto eccellente è fatto da donne e uomini eccellenti, che con passione e impegno credono nel valore dell’innovazione. L’Italia deve andare fiera di gioielli industriali come il nostro e promuoverli ancora più attivamente. Esempi di successo come quello di Lamborghini possono fare da volano per l’intera realtà industriale italiana”, ha dichiarato Stephan Winkelmann. Nato a Berlino il 18 ottobre del 1964, è cresciuto a Roma. In seguito a vari incarichi di responsabilità all’interno del gruppo Fiat, è stato nominato Presidente e Amministratore Delegato di Automobili Lamborghini nel 2005. 

ANNIVERSARY / 26 MAGGIO 1974. MOSER, MORTE CON POLEMICA

(26/5/2014)Mille Chilometri di Monza, l’uscita di strada della sua Lola Bmw, il cozzo violento contro il guard-rail e poi contro un’altra vettura ferma sul prato: così Silvio Moserpilota svizzero di Zurigo, morì nella serata del 26 maggio del 1974 Silvio Moser. L’incidente si verificò durante la classica di durata sul circuito brianzolo il 25 aprile e Moser rimase in coma 32 giorni, senza riprendere più conoscenza. Fu subito operato subito alla testa all’ospedale Niguarda di Milano dal dottor Corona che eseguì l’asportazione di un ematoma extradurale. Di quei giorni e di quelle ore delicatissime resta una polemica antipatica. La famiglia del pilota decise di interpellare il dottor Giorgio Morniroli, un noto neurochirurgo dell’Opedale La Carità di Locarno dove si decise di trasferire il congiunto. Dalla Svizzera erano pronti anche all’invio di un elicottero ma “questioni burocratiche” lo impedirono. A distanza di 24 ore dalla operazione alla testa, fu un’ambulanza a riportare in Patria lo sfortunato pilota. Sui giornali di allora, emerge la polemica sul fatto che, evidentemente, non vi era fiducia sull’operato dei medici italiani come pure sulla opportunità di movimentare così un paziente grave. Come detto, nonostante tutto, Moser non si riprese e cessò di vivere circa un mese dopo l’incidente. Aveva 33 anni, sposato con un figlio. Per qualche anno aveva tentato di farsi strada anche in F1, senza successo: debuttò nel 1967 al GP di Gran Bretagna su una Cooper-ATS per poi guidare una Brabham prima motorizzata Repco e quindi Ford, fino all’avventura finale, nel 1970 e ’71 con la Bellasi Ford, un progetto del quale fu brillante promotore. Fu mentore del connazionale Clay Regazzoni. In totale 12 gare e 3 punti racimolati. Aveva cominciato sulle Turismo per poi passare nel 1964 in F3 europea dove vinse a pari merito con Stewart vincendo quello stesso anno la Temporada di Buenos Aires.

lunedì 26 maggio 2014

MARUSSIA...O FERRARI B ?


(26/5/2014) – A Banbury, nella factory della Marussia, si festeggia ancora. A Montecarlo la scuderia con capitali e licenza russa dopo sei stagioni ha finalmente raccolto i primi punti iridati. Tra l’altro nel momento in cui voci facevano presagire foschi scenari futuri per un team che si dibatte solo nel pantano della Q1 senza mai  riuscire in gara ad ambire a risultati di un minimo spessore. Il nono posto di Jules Bianchi riuscirà ad invertire il trend negativo? Una cosa è certa: le dichiarazioni post GP mi fanno pensare più ad una Ferrari B! Sentite prima Bianchi:  “I miei ringraziamenti a tutti e anche ai nostri partner di powertrain, Scuderia Ferrari, perché insieme abbiamo fatto grandi progressi, in particolare dopo il test di Barcellona. Questo ci ha dato la fiducia necessaria per spingere. Vorrei anche ringraziare la Ferrari Driver Academy, che sostiene ogni passo della mia carriera”. Poi è la volta di John Booth, Team Principal: “I miei complimenti alla squadra e ai nostri colleghi molto più recenti della Scuderia Ferrari. La nostra partnership powertrain è giovane, ma abbiamo visto il potenziale fin dall'inizio del rapporto e ora stiamo davvero iniziando a vedere i risultati di una vera integrazione”. Infine l’intervento di Mattia Binotto, Direttore Motore & Elettronica alla Scuderia Ferrari: “A nome della Scuderia Ferrari, voglio congratularmi con la Marussia F1 Team per questo storico risultato. Da parte nostra, siamo lieti di aver dato il nostro contributo al raggiungimento di un obiettivo perseguito da tempo e vorrei anche ringraziare il gruppo di tecnici Ferrari e meccanici che hanno lavorato dal inizio anno con il team con sede a Banbury. Questo nono posto dovrebbe essere un punto di partenza e non un arrivo per la collaborazione tra la Scuderia e la Marussia”. Da non dimenticare, infine, che lo storico ex capo della comunicazione Gestione Sportiva Ferrari, Luca Colajanni, dall’1 febbraio scorso è Partnership Director della Marussia. (http://motor-chicche.blogspot.it/2014/03/colajanni-preferisce-la-marussia.html). 

QUANDO FU RAIKKONEN A TAMPONARE

(26/5/2014) – Nei primi giri del Gp di Montecarlo Raikkonen aveva sperato di dare una svolta alla sua finora grigia stagione ferrarista. Partito a razzo, si era insediato in terza posizione e il podio sembrava possibile. Invece, al 28° giro, poco dopo il pit stop in regime di safety car, il finlandese è dovuto rientrare ai box con la gomma posteriore destra afflosciata. Era stato tamponato dalla Marussia di Max Chilton che si è guadagnato il suo disprezzo. “Il risultato fa schifo (unica consolazione il giro più veloce a tre giri dal termine, ndb) ma non per colpa mia. Quando ti colpiscono, su un circuito così non c’è più niente da fare”.  Raikkonen è giustamente molto arrabbiato con l’inglese ma deve ricordare che nel 2008 fu lui a rovinare la gara di Sutil, allora su Force India, proprio con un tamponamento. Il tedesco era quarto, un risultato eccezionale per la scuderia indiana, ma all’uscita dal tunnel Kimi perse il controllo della Ferrari colpendo Sutil e mettendo fine alla sua gara. Indimenticabili le lacrime di Adrian che vide sfumare non per colpa sua una grande gara. Lui accettò le scuse di Raikkonen che invece non fu “perdonato” dal DT Mike Gascoyne e da Vijai Mallya che disse: "Dal campione del mondo, mi sarei aspettato in quella circostanza una guida un po’ più responsabile."

BREAK OF FRIENDSHIP. Hamilton e Rosberg ai ferri corti

Da sinistra: Hamilton, Kubica e Rosberg bambini, ai tempi del kart
(26/5/2014) – Questa volta niente sorrisi e pacche sulle spalle: a Montecarlo è finito il feeling tra i due piloti della Mercedes, amici fin da adolescenti sui kart, Hamilton e Rosberg? Siamo al dualismo acerrimo che oppose Senna e Prost, i due galletti della Mc Laren? Le immagini parlano chiaro – volti tirati, sguardi che non si incrociavano, contatti fisici evitati - e quindi sembrerebbe proprio di sì ma vedremo se  Toto Wolff e Lauda riusciranno a ridurre le distanze e se il tempo lenirà le ferite. Ha cominciato, per così dire, Rosberg con l’errore in qualifica che paradossalmente gli ha garantito la pole position tarpando però le ali di tutti gli altri, Lewis in primis. L’inglese è apparso subito molto risentito ma con i giornalisti ha glissato: “Non voglio fare polemica, ora…In passato avrei reagito diversamente ma sono maturato…”. Difficile dire che abbia creduto in pieno alla spiegazione del compagno di squadra e d’altronde, dai microfoni RAI, uno scafato pilota come Ivan Capelli ha subito avvertito “a pelle” qualcosa che non andava in quel dritto al Mirabeau. Ma chissà. Poi la gara, come sempre a Monaco già decisa al 90% a favore del pole-man. Hamilton non ha comunque mai mollato fino all’episodio dell’occhio. Imbarazzante, poi, la distanza tra i due in conferenza stampa. “Certo, la situazione è difficile ma il vantaggio è che ci conosciamo da tantissimo tempo e se c’è un problema ci sediamo e ne parliamo”, ha tentato di smussare gli angoli Rosberg. E il campione del mondo 2008? Freddissimo: “Non ho una risposta da dare”. Ricorderei comunque l’episodio di Sepang 2013, quando il team ha imposto ad un più veloce Rosberg di non attaccare Hamilton. Nico non la prese bene ma è rimasto tranquillo e per nulla polemico nel prosieguo della stagione. Come andrà a finire adesso? I due, con quella super monoposto, si giocano il mondiale. Rosberg non l’ha ancora mai vinto. 

venerdì 23 maggio 2014

ERICSSON CON IL CASCO DI PETERSON

(23/5/2014) – La prima volta a Montecarlo su una F1 Marcus Ericsson la passerà con la sua testa dentro un casco molto speciale: uguale a quello che indossava il suo connazionale Ronnie Peterson. Il pilota scandinavo della Catheram ha voluto così rendere omaggio al grande ex pilota di Lotus, March e Tyrrell a quarant’anni dalla sua vittoria proprio sul circuito cittadino monegasco. Per l’occasione Marcus sfoggia anche la sacca originale del casco Bell che era, ricordiamolo, di colore azzurro intenso con una banda gialla sulla parte superiore della visiera. Per Marcus un momento di visibilità che certo non sta ottenendo alla guida della macchina verde di Tony Fernandes. Le cose vanno male: in Spagna, dopo aver rilevato che le Gp2 erano più veloci, è stato addirittura appiedato il direttore tecnico Mark Smith. Dello sviluppo ora si occupano John Iley, Jody Egginton e Gerry Hughes, tutti agli ordini di Cyril Abiteboul. Nelle prove libere di ieri, la pioggia ha scombussolato i piani. Ericsson è riuscito a fare 40 giri. “Come Kamui – spiega – nel primo run avevo poco grip e scarsa trazione quindi abbiamo cambiato l’altezza da terra e gli angoli dell’ala anteriore facendo un buon passo avanti. Avevo ancora un po’ di sottosterzo ma l’equilibrio generale era migliorato ed è stato un buon inizio di week end di gara”. Sperare non costa nulla….

giovedì 22 maggio 2014

CARLOS SAINZ JR., LA F1 LO ASPETTA

(22/5/2014) – Tra i piloti più in fibrillazione a Montecarlo c’è uno spagnolo di 20 anni: Carlos Sainz Junior, figlio del campionissimo dei rally (l’anno prossimo sarà alfiere Peugeot alla Dakar). Carlito sarà impegnato, sulla monoposto del rinomato team Dams, nella World Series 3.5 by Renault che a sulle stradine del principato trova la sua sublimazione. E’ il favorito: quest’anno ha già vinto una gara a Monza e una ad Alcaniz, sedi dei primi due appuntamenti del campionato che l’anno scorso ha laureato campione Magnussen subito accasatosi alla Mc Laren, ed è leader della classifica davanti a Rowland. Sainz fa parte della nidiata Red Bull e ulteriore pepe in coda deve averglielo messo la recente affermazione di Franz Tost, capo della Toro Rosso, che lo ha elogiato e candidato ad un posto nella scuderia di Faenza (Vergne è avvisato…). Nei test che lo spagnolo ha già effettuato sia con Red Bull che Toro Rosso si è distinto per velocità e maturità. Manca un titolo di rilievo. Sainz ha corso in F. Bmw Europe, Eurocup F. Renault, GP3 Fia F3 vincendo il campionato solo nella F. Renault 2.0 NEC. Quest’anno può fare il definitivo salto di qualità e Montecarlo è l’occasione d’oro (il via domenica alle ore 11.10). “La gara di Monaco è come una finale per tutti i piloti della World Series. E’ l’unica prova contemporanea alla F1 e tutti i piloti vogliono vincere il che lo rende più complicato. Ma ho voglia di fare bene e ho dei bei ricordi relativi allo scorso anno”.

ANCHE BRIATORE IN PISTA A MONTECARLO

(22/5/2014) – Comincia il Gran Premio di Montecarlo anche per Flavio Briatore. L’eclettico ex team manager di F1 è appena tornato di gran carriera dal Mozambico – “Paese del futuro…potenzialità enormi”, scrive su Twitter – per badare ai suoi affari nel Principato. Sempre su Twitter ha postato una foto relativa ai lavori in via di ultimazione del Billionaire Grand Prix Sala al super hotel, a picco sul mare, Fairmont per quattro “fabulous nights”. Oggi, per dire, è previsto un roboante “Russian Night”, domani il “Naomi Campbell’s Birthday” (certi amori non finiscono, cantava Venditti) e sabato “Brazilian Night”. Ma Flavione ha in serbo altri magic moments in questo fine settimana monegasco tutto motori e glamour con il meglio dei ricconi del mondo disposti a spendere pur di goderselo e farsi notare. C’è tutto un programma F1 Gp Events anche al Twiga Montecarlo, il water front lounge, shisa bar, restaurant & club allestito direttamente sul mare che fa coppia con analogo locale già attivo a Marina di Pietrasanta, in Versilia. Insomma, l’ex Renault si prepara a far abbondantemente cassa. Ma non lesina, sempre via Twitter, giudizi sul mondo del quale è stato comunque protagonista. La Ferrari? “Dovremmo tutti ringraziare Stefano (Domenicali) per cosa ha fatto in tanti anni di F1”.

mercoledì 21 maggio 2014

ATTENTI A RICCIARDO. C'è feeling con Montecarlo

(21/5/2014) – Dopo il primo podio “ufficiale” di Barcellona, tutte le attenzioni di Daniel Ricciardo sono rivolte a Montecarlo dove intende conseguire due obiettivi: restare davanti al blasonato compagno di squadra Vettel e inserirsi nella lotta finora a due tra Hamilton e Rosberg, gli imprendibili alfieri della Mercedes. Tra l’altro, l’australiano di origini italiane con Montecarlo ha un feeling non da poco: ci ha già vinto due volte quando militava in World Series 3.5 by Renault. Nel 2010 per la Tech 1 Racing e l’anno successivo per la ISR Racing. Per ora dice: “Forse sarà una battaglia per l'ultimo posto sul podio tra me e Seb, vedremo. Monaco dovrebbe essere a posto per noi e speriamo di poter essere un po’ più vicini alle Mercedes. Sarà interessante e cercheremo, per quanto possibile, di prenderli!”. Gli addetti ai lavori accreditano proprio la Red Bull quale più probabile avversaria, sul circuito cittadino, delle frecce d’argento. Newey ha già riportato molto in alto un’auto nata male, alla Renault hanno lavorato anche di notte e viene annunciata una benzina Total capace di regalare 10 cavalli in più. E poi il valore aggiunto Ricciardo, più che mai sull’onda di una occasione unica per affermarsi tra i top-drivers. “Ogni anno arrivo a Monaco determinato ad affrontare il week end con un approccio freddamente logico e poi mi ritrovo a rimbalzare su e giù, sempre eccitato. E’ semplicemente fantastico. L’atmosfera della città, il porto, la storia di questa gara, la folla enorme… Guidare una F1 è speciale ovunque ma a Montecarlo è “cool”. So che c’è quella citazione sul correre a Montecarlo che è “come andare in bicicletta intorno al bagno di casa(Piquet dixit, ndb). Ebbene, quando ero un ragazzino amavo scorrazzare con la mia piccola moto dentro casa. Era più divertente, c’erano più ostacoli e un po’ più di pericolo. L’esperienza aiuta. Il pilota può fare una grande differenza se conosce i trucchi che un giro veloce richiede”. 

L'INCHINO DEL GIRO ALLA MASERATI. Il 19 giugno la Mostra sui 100 anni


(21/5/2014) – Come noto, è l’anno del Centenario Maserati. Tante le celebrazioni in calendario e anche il Giro d’Italia di ciclismo ha inteso festeggiare l’anniversario della fondazione. Ieri verso le 13.00, la carovana a due ruote è transitata davanti all’ingresso della Maserati in via Divisione Acqui a Modena, dove è stato posto il Chilometro Zero della decima tappa Modena-Salsomaggiore Terme. Il Chilometro Zero segna l’effettivo inizio di ognuna delle varie tappe che compongono la corsa e in alcune occasioni viene ad esso attribuito un valore simbolico. Nell’occasione, si è trattato di un omaggio a quelle donne e a quegli uomini che, in 100 anni di storia, hanno reso la Casa del Tridente un’icona a livello internazionale. Il passaggio del gruppo dei ciclisti è stato festeggiato dai dipendenti che hanno fatto gioiosa ala al passaggio dei ciclisti e della maglia rosa Cadel Evans. Ma si continua: tra poco meno di un mese, giovedì 19 giugno, sarà inaugurata sempre a Modena la mostra dedicata ai 100 anni della Maserati. In esposizione ci saranno alcune tra le automobili che hanno fatto la storia della Maserati. Vetture da corsa come la V4, che nel 1929 stabilì il record mondiale di velocità sui 10 Chilometri lanciati, o la 250F che con Juan Manuel Fangio conquistò il campionato del mondo di F1 nel 1957. E vetture stradali come ad esempio un esemplare appartenuto a Marcello Mastroianni della prima serie Quattroporte e la famosa e misteriosa “Dama Bianca.

L'ULTIMO FRANCESE. Panis ricorda Monaco 1996

(21/5/2014) - Olivier Panis rilancia su twitter: “Monaco 1996, la dernière victoire francaise en F1”, l’ultima vittoria francese in F.1. Un evento - ormai di questo bisogna parlare perché 18 anni sono tanti senza un transalpino sul gradino più alto del podio – che Olivier ricorda sul sito Toilef1.com in vista del Gran Premio monegasco di domenica prossima. Come andò, quella domenica 19 maggio? Panis non cullava certo idee di vittoria: in qualifica, complice la rottura del propulsore della sua Ligier Mugen Honda non fece meglio del 14° posto, settima fila. Poi l’imprevedibile: pioggia poco prima del via. Uno dei primi a fare le spese della pista viscida fu Michael Schumacher, al primo anno in Ferrari. Damon Hill, su Williams, che sembrava potersi involare verso la vittoria ma romperà il motore mentre Alesi, un altro francese, dovrà ritirarsi per la rottura di una sospensione della sua Benetton. Ma i ritiri sono tantissimi e in testa si ritrova proprio Panis, che precedentemente aveva infilato con eccessiva decisione l’altro ferrarista Irvine al Loewe. Il francese rischia di rimanere senza benzina negli ultimi chilometri ma riesce a spuntarla davanti a Coulthard (Mc Laren) e Herbert e Frentzen (Sauber). Un  altro francese che potrebbe farcela? Grosjean è in risalita…

martedì 20 maggio 2014

MATESCHITZ 70 ANNI, MISTER RED BULL SI E' STANCATO?

(20/5/2014) – Ne ha fatta di strada Dietrich Mateschitz da quando, laureato in Economia, si occupava del marketing di dentifrici e shampoo in grandi aziende. Oggi compie 70 anni ed è un uomo ricchissimo grazie ad una intuizione decisiva, altra dote che non gli manca. Come noto, è l’inventore dell’energy drink Red Bull nata trent’anni fa dopo un viaggio in Thailandia. Poi ha pensato ed agito in grande. L’acquisizione dalla Ford della scuderia Jaguar segnò il suo ingresso in Formula 1 (poi si è preso anche la ex Minardi, ora Toro Rosso). I primi tempi non furono eccelsi, ma ha fatto la storia di questo sport con gli ultimi quattro mondiali piloti mietuti senza pietà per tutti gli altri, Ferrari in testa. Tagliato il traguardo dei 70 anni, quale orizzonte si pone il magnate austriaco? La macchina 2014 è nata male ma è in grande rimonta ed a Montecarlo gli uomini di Milton Keynes confidano di poter dare fastidio alla Mercedes. Mateschitz, però, lascia abbondantemente trasparire segni di scollamento dal Circus. All’Agenzia APA ha dichiarato: “Il regolamento non ha né capo né coda. Una corsa non dovrebbe essere un rompicapo perché questo influisce sulla presenza dei mezzi di comunicazione, sull’interesse degli sponsor e più in generale su tutta la F1”. Insomma, la Red Bull è lì per vincere e per incrementare il suo business, altrimenti... Ecclestone è avvisato. Tanto più che Mateschitz appare sempre più attratto dal calcio: in Germania ha fondato la RB Leipzig ed ha grandi progetti.

lunedì 19 maggio 2014

ADDIO A JACK BRABHAM, MORTE DI UNA LEGGENDA

(19/5/2014) – L’automobilismo perde una delle sue glorie più fulgide: è morto questa mattina Jack Brabham, tre volte campione del mondo nel 1959, 1960 e 1966. Aveva 88 anni (era nato il 2 aprile del 1926) e soffriva di una malattia al fegato, contro la quale ha lottato a lungo. Ad assisterlo nella sua casa sulla Gold Coast in Australia, la famiglia. Il figlio David ha dato la notizia: "E' un giorno molto triste per tutti noi: mio padre è morto serenamente a casa stamattina. Ha avuto una vita incredibile, realizzando più sogni di chiunque altro, e continuerà a vivere attraverso l’eredità stupefacente che ha lasciato dietro di sè". Questo ex meccanico, divenuto molto amico di un’altra icona australiana delle quattro ruote, Ron Tauranac – le sue monoposto erano infatti denominate BT, sigla rimasta anche dopo la cessione del team - resterà stabilmente nella storia per molti motivi. Il primo titolo, primizia assoluta, su una Cooper a motore Climax posteriore; il bis l’anno dopo, il tris per la prima volta su una monoposto che portava il suo nome. Pilota e Costruttore vincente, dunque, come mai successo ad altri. Una carriera lunga e di successo, quella di Black Jack, con 126 Gp disputati, 14 vittorie, 13 pole, 12 giri più veloci e 31 podi, terminata nel 1970 con l’ultimo sigillo al Gp del Sudafrica. Nella memoria, quell’anno, anche il Gp di Montecarlo quando proprio all’ultima curva arrivò lungo regalando la vittoria a Rindt (vedi su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=XC2v4A_y4VI). La Brabham, ceduta a Bernie Ecclestone, è stata poi una delle scuderie per la maggiore nella massima serie, con Nelson Piquet a raccogliere altri allori. I figli Geoff, Gary e David hanno rinverdito i suoi fasti in categorie diverse dalla F.1 e oggi scalpitano i nipoti Matthew e Sam. Si fa un gran parlare del ritorno della Scuderia in F1 e chissà che questa perdita enorme non acceleri un percorso auspicato da molti che è già nei fatti (vedi post: http://motor-chicche.blogspot.it/2014/04/dinasty-brabham-verso-la-f1.html

LAMBORGHINI EGOISTA TORNA A CASA


(19/5/2014) - Esattamente un anno dopo la sua presentazione, la Lamborghini Egoista torna a Sant'Agata Bolognese per essere esposta stabilmente prima nello showroom e successivamente all’interno del Museo. Nata come tributo di Walter De Silva, responsabile del Design per il Gruppo Volkswagen, ai 50 anni di storia della Casa di Sant’Agata, celebrati nel 2013, la futuristica monoposto è un esemplare unico al mondo: spinto da un motore V10 da 5,2 litri che eroga 600 CV di potenza, porta al limite tutte le caratteristiche del DNA Lamborghini. Il design è caratterizzato da una struttura muscolare che alterna vuoti e pieni, il profilo ricorda la sagoma stilizzata di un toro in posizione di carica, quale citazione stilistica dell’icona del marchio Lamborghini. L’ispirazione aeronautica è evidente nell’impianto luci, che determinano la posizione non su uno ma su tre assi come nello spazio aereo, nella carrozzeria in materiali leggeri (carbonio e alluminio) e antiradar, nei vetri antiriflesso di gradazione arancione, nel cockpit, concepito come un innesto removibile che permette al pilota di isolarsi e di proteggersi dagli agenti esterni, e nell’head up display. Quest’ultimo fa sì che per uscire il pilota debba rimuovere il volante appoggiandolo sulla plancia, aprire il cupolino con un comando elettrico, e scavalcare l’abitacolo con movimenti predefiniti così come accade nei jet da caccia. 

venerdì 16 maggio 2014

F4, ECCO COME SI GUIDA

(16/5/2014) – Primo contatto dei piloti, oggi sul circuito di Adria, con le monoposto Tatuus F4 T014n che daranno vita all’ "Italian F.4 Championship Powered by Abarth", il nuovo campionato per over 15 promosso dalla WSK di Luca De Donno. Il primo appuntamento stagionale è previsto proprio sulla pista veneta l’8 giugno. Dunque è fondamentale aver acquisito tutte le informazioni e le sensibilità del caso. Ricordiamo che il motore è un Abarth 1.4 T- Jet, unito a un turbocompressore a inerzia ridotta che consente di ottenere ottime prestazioni già a basso numero di giri. Ovviamente, per le monoposto il propulsore è stato "tarato" in ottica prestazionale e fa registrare valori di tutto rispetto: 160CV a 5 500 giri/minuto di potenza massima e una coppia massima di 240Nm a 3500 giri/minuto. Il cambio è sequenziale Sadev, dotato di attuatore elettrico Magneti Marelli di tipo "push/pull", controllato da centralina elettronica e comandato da leve al volante. Altri collaudi sono stati già effettuati dal direttore della Scuola Federale Aci/Csai Raffaelle Giammaria sui circuiti di Vairano, Imola e Adria: "Ho avuto sensazioni molto positive, credo sia una formula che ben si adatta ai ragazzi che provengono dal kart, ma si presta anche bene a chi ha un po' più di esperienza. 
Nonostante, rispettando il regolamento FIA, abbia poco carico aerodinamico,Tatuus ha fatto un ottimo lavoro a livello di telaio e il connubio con gli pneumatici Pirelli permette di sopperire a questa mancanza. Il motore Abarth già lo conosciamo e, con qualche cavallo in meno, è diventato un po' più dolce ai bassi regimi, ma ha conservato un'ottima progressione e una velocità di punta di tutto rispetto. In aggiunta, il cambio al volante consentirà ai ragazzi di avere una vettura un po' più semplice, ma con una tipologia di guida che si avvicina a categorie di livello superiore”. Sono al momento 8 i team impegnati in questa serie, fortemente voluta dalla FIA, che prevede 7 appuntamenti sui circuiti più formativi d'Italia e d'Europa, conclusione a Barcellona il 19 ottobre.

ARRIVA LA FORMULAMODENA !


(16/5/2014) – C’è il calendario, c’è il regolamento tecnico-sportivo e l’approvazione ACI-CSAI e soprattutto ci sono le nuove intriganti monoposto: è la Formulamodena National Series. Lorenzo Senna, un cognome un programma, e Vitali Achtchenkov, partner di lavoro nell’interessante progetto Formulamodena nonchè titolari, rispettivamente, delle società FormulaModena Srl e Formula Modena Corse, lanciano la prima edizione del torneo monomarca che utilizza le interessanti monoposto addestrative lanciate lo scorso anno e realizzate nel moderno atelier di Spilamberto, alle porte di Modena, in cui ha sede l’azienda costruttrice. La “Formulamodena National Series”, prevede quattro doppi appuntamenti di 15 minuti più un giro, a partire dalla seconda metà dell’anno, da luglio a novembre, quando altri tornei saranno già in dirittura d’arrivo. Il campionato inizierà a Magione il 27 luglio e proseguirà a Varano de’ Melegari il 7 settembre e il 9 novembre e infine a Castrezzato il 26 ottobre. Formulamodena, che avrà un’interfaccia sulla propria pagina Facebook all'indirizzo https://www.facebook.com/formulamodenacorse, intende occupare uno spazio ancora libero nel panorama automobilistico tricolore, quello tra il Karting e le monoposto di categoria superiore. Le nuove leve potranno, assicurano da Spilamberto, apprendere così i rudimenti del mestiere. La macchina, innovativa e spinta da un motore motociclistico di 600 cc, è concepita con caratteristiche adattabili sia ai kartodromi che ai miniautodromi e, particolare affatto trascurabile, comporta costi di gestione abbordabili.

giovedì 15 maggio 2014

LA TROMBA MERCEDES SUONA MALE

(15/5/2014) - Il  tentativo, alla fine goffo, della Mercedes di dare una mano per cercare di accontentare chi cerca un sound più "mostruoso" dei nuovi motori turbo ha scatenato ilarità. La "tromba" applicata al terminale di scarico della Freccia d'Argento durante i test Pirelli di Barcellona non ha sortito l'effetto sperato ed anzi ecco sotto un tweet del Direttore di Autosprint, Alberto Sabbatini, con una simpatica presa in giro! Qualcuno ha un'idea migliore?

Bellissimo! Come i meccanici di Rosberg hanno "interpretato" il trombone di scarico.
  • 33 DAYS, LA F1 TIRA AL CINEMA

    (15/5/2014) – Il Festival cinematografico di Cannes (14-25 maggio) proporrà domenica 18 maggio alle ore 18 l’anteprima di un nuovo film documentario di 90’ sulla Formula 1: si intitola “33 days – Born to be wild”, scritto e diretto da Hannes M Schalle
    (il trailer su https://www.youtube.com/watch?v=U7XIhgiquDU). Solo ieri, ho presentato la preparazione di un altro film a tema motori dedicato alla acerrima contrapposizione tra Ford e Ferrari per affermarsi a Le Mans, con una stella del grande schermo come Tom Cruise. Il filone cinema e motori dunque non accenna ad interrompersi, anzi. La spinta decisiva l’hanno data il film “Senna”, bellissimo, un vero successo, e il più recente “Rush”, opera niente meno che del regista da Oscar Ron Howard che ha voluto così “omaggiare” il dualismo tra Hunt e Lauda del 1976. Viene ancora da Lauda la scintilla che ha generato questa pellicola: 33 giorni sono quelli infatti intercorsi tra il suo drammatico incidente al Nurburgring e il ritorno in pista. Il film documentario è impreziosito da molte immagini inedite (parecchi incidenti) e diverse interviste esclusive a piloti di ieri e di oggi come Hamilton, Rosberg, Stewart, Lauda stesso, Webber, Coulthard, Hans-Joachim Stuck, Jochen Mass, Daniele Audetto, Bernd Mayländer e anche Florian Lauda fratello del campione del mondo. Un excursus sul coraggio di questi eroi del volante e sui progressi della sicurezza dal 1900 ad oggi. Quando nei cinema italiani?

    CON MARTA ABYE SKY F1 E' OK!

    (15/5/2014) – Abbiamo imparato a conoscerla per la sua presenza nella squadra di Sky F1 che assicura la copertura totale della stagione 2014 della massima formula. Marta Abye era inviata ad Imola per il Senna Tribute - nella foto scattata allo Stadio di Imola intervista lo sciatore pilota Kristian Ghedina con la maglia della Nazionale a quattro ruote - ed ha colpito un po’ tutti molto positivamente per le sue qualità: socievole, radiosa, casual, attenta, professionale, amica dei piloti. A Sky fa coppia con l'ex Rai Fabiano Vandone nell’approfondimento post GP “Race Anatomy” ma chissà che a furor di popolo – basta leggere i commenti a lei favorevoli sul Forum di Sky – la bella e brava Marta non scenda definitivamente in pista con uno spazio tutto suo!

    mercoledì 14 maggio 2014

    AL CINEMA LA SFIDA TRA FORD E FERRARI A LE MANS

    (14/5/2014) – Di nuovo motori al cinema: c’è molto interesse intorno al progetto di portare sul grande schermo l’adattamento del libro “Go Like hell. Ford, Ferrari, and their battle for speed and glory at Le Mans” scritto da A.J. Baime. A tirare le fila per la Fox è il regista Joseph Kosinski, protagonista principale viene indicato Tom Cruise ma del cast farebbe parte anche Brad Pitt. Di cosa si tratta? Il film racconterà la leggendaria rivalità tra due giganti del mondo dell’automobile: Henry Ford II ed Enzo Ferrari entrambi impegnati ad affermarsi nel mondo delle corse automobilistiche e in particolare alla mitica 24 Ore di Le Mans. Un tema certamente affascinante, in grado di scatenare l’orgoglio Usa quanto quello italico oltre che di ripercorrere parte rilevante della storia delle quattro ruote. Da ricordare che Ford nel 1960 fu vicinissima all’acquisto della Ferrari stessa: operazione che il Drake fece saltare quando si accorse che tra le pieghe dell’accordo non risultava la sua autonomia in fatto di gestione sportiva. Esigenza che invece la Fiat dell’avv. Gianni Agnelli accondiscese nel 1969 facendo così entrare la casa di Maranello nell’orbita torinese. Tom Cruise, non nuovo a ruoli “racing” – vedi l’ottimo “Giorni di tuono”, ambito Nascar – impersonerà Carroll Shelby, l’ex pilota poi ingegnere prescelto da Henry Ford per fare della storica GT40 l’arma che avrebbe ridimensionato le ambizioni ferrariste a Le Mans. Chi impersonerà Enzo Ferrari?

    VIRGIN SCEGLIE ALGUERSUARI E BIRD


    (14/5/2014) Virgin, come noto, ci riprova nel campionato all-electric Formula E (dopo il tutt’altro che esaltante tentativo in F.1) ed ha annunciato i suoi piloti ufficiali. Saranno lo spagnolo Jaime Alguersuari e l’inglese Sam Bird. L’uno ritrova la via delle monoposto dopo l’inopinato defenestramento dalla Toro Rosso seguito dal ruolo di tester Pirelli, l’altro è ad una svolta dopo buone performances in GP2 che non hanno trovato sbocco nella massima formula e l’impegno attuale nel WEC su una Ferrari. Sir Richard Branson, fondatore della Virgin, conta su di loro: "Jaime e Sam sono ancora giovani piloti esperti e ragazzi fantastici fuori pista. Jaime ha dimostrato velocità e talento di altissimo livello, mentre Sam è un vincitore di gare. Sono sicuro che sarà una forza formidabile sui circuiti!" Alex Tai, Team Principal della Virgin Racing Formula E, si unisce: "Jaime e Sam sono talenti eccezionali e veri combattenti in pista, che portano con sé l'esperienza della Formula 1 e delle corse ai massimi livelli. Virgin è sempre stata rinomata per la sua innovazione tecnologica e per il sostegno ai giovani talenti e non vediamo l'ora di dare ad entrambi il mezzo che meritano per mostrare quanto sono bravi". Jaime Alguersuari riparte dunque dall’elettricità: "Sono entusiasta: guiderò per una grande squadra con esperienza e non vedo l'ora di essere in pista e di mettere queste auto alla prova". Sam Bird conclude: "La Formula E sarà un brillante esperienza e non vedo l'ora di iniziare quella che sarà un nuova sfida emozionante della mia carriera. So che sarò alla guida della più recente tecnologia sui veicoli elettrici e non vedo l'ora di mettere alla prova me stesso per le strade di alcune delle città più belle del mondo". Si parte il 13 settembre a Pechino!

    martedì 13 maggio 2014

    MONTECARLO PARTE CON IL GRAND PRIX HISTORIQUE


    (13/5/2014) – Mentre i team sperimentano a Montmelò nel corso dei test Pirelli e altri si leccano le ferite post Spagna, è già partito il conto alla rovescia per il Gp di Montecarlo, in calendario il 25 maggio ma in pista per le libere già giovedì 22 maggio. Lo scorso week end è andato in scena infatti il Grand Prix Historique che, organizzato sempre dall’Automobil Club di  Monaco con cadenza biennale, è giunto alla nona edizione. Monoposto viste fino al 1978 incluso, oggi molto rimpiante, hanno dato vita ad apprezzabili gare (cielo coperto) e si sono visti sul circuito salotto anche “nomi” come Alain Prost sulla Renault che pilotò nel 1983, Jean Pierre Jabouille sempre con una vettura della Regie, quella 1978, e Jackie Ickx su Audi degli anni ruggenti. 

    PAULA SENNA, NEL NOME DI ZIO AYRTON

    (13/5/2014) – A rappresentare la famiglia del pilota brasiliano al Senna Tribute di Imola c’era Paula Senna, nipote del tre volte campione del mondo. La giovane e radiosa responsabile dell’Insituto Ayrton Senna, gestito dalla madre Viviane sorella di Ayrton, ha prima portato un saluto al convegno inaugurale, poi ha dato il calcio d’inizio alla partita del cuore “Memorial Senna” tra Nazionale Piloti e rappresentativa Scuderia Ferrari Club e infine ha presenziato alla cena di beneficienza in Autodromo in favore dell’Istituto. Nato per volere di Ayrton, si tratta di uno degli Istituti benefici più importanti del Sud America che nel 2013 ha fornito assistenza medica e scolastica a 2 milioni di bambini brasiliani attraverso 75mila operatori qualificati in 1300 città di 24 Stati della nazione verde oro.

    Paula Senna è stata costantemente scortata da Claudio Giovannone, padrino per l’Europa dell’Istituto nonché curatore della mostra “ImolAyrton 2014 – Ayrton per sempre”, imperdibile retrospettiva della carriera del grande pilota inaugurata contestualmente al Museo Checco Costa. 


    La mostra è stata l’ultimo tassello costituendo un ideale continuazione con quelle già allestite dall’istituto Ayrton Senna a Torino nel 2000, ancora a Imola nel 2004, a Roma nel 2010 e a Parigi nel 2012.

    Uno scorcio della mostra dedicata ad Ayrton al Museo Checco Costa

    lunedì 12 maggio 2014

    INCIDENTE SENNA: DUBBI E MISTERI

    (12/5/2014) - A distanza di 20 anni e a dispetto di una conclusione giudiziaria, l'incidente e la morte di Ayrton Senna destano ancora dubbi e perplessità e si prestano, come vedremo, a disparate interpretazioni. Al “Tribute” di Imola se ne è parlato a dibattuto a lungo, anche grazie alle domande precise di tanti appassionati. Ma ripercorriamo, allora, quel periodo e quel giorno tragico per Senna e per la F.1 attraverso le dichiarazioni dei protagonisti e degli addetti ai lavori che vissero quei momenti.

    Il campionato 1994 comincia male per il tre volte campione del mondo. La Williams FW 16 è di difficile messa a punto, instabile e non garantisce il necessario comfort per Senna, abituato ad abitacoli più larghi. Lui fa le pole ma Schumacher su Benetton vince le prime due gare. Due ritiri invece per il brasiliano.

    “Ad Aida Ayrton mi disse che se non gli davano un abitacolo più confortevole non avrebbe corso la prossima gara” (P.L. Martini).

    Senna out alla partenza del GP di Aida
    “Mi hanno riferito che ad Aida ci fu una rissa tra tecnici Renault e Williams. Si ritrovavano con una  macchina critica, c’era tensione, senso di emergenza”. (Antonini – Autosprint)

    “Senna sentiva di subire un’ingiustizia. Al dott. Watkins e a Ron Dennis disse “Sto correndo contro una macchina irregolare”. (Antonini – Autosprint) – Il riferimento è alla Benetton “accusata” di utilizzare una qualche forma di traction control. Antonini, però, non crede che la macchina di Briatore fosse truccata. Di diverso avviso il giornalista Franco Panariti, ex direttore di Rombo: “Le macchine irregolari erano più di una”.

    Dunque si arriva ad Imola, decisiva per raddrizzare le sorti della contesa. Per Senna, “Victoire obligatoire”, titolò l’Equipe.

    “Solo recentemente si è venuto a sapere che qualche giorno prima la Williams effettuò un test segreto con Damon Hill sul circuito francese di Nogaro. Adrian Newey si convinse che le fiancate troppo lunghe erano sbagliate e intanto varò assetti molto rigidi”. (Antonini – Autosprint)

    Nei box del circuito Enzo e Dino Ferrari, nella notte del 30 aprile - Ratzenberger era già morto, un colpo durissimo per Ayrton - si lavorò molto sulla monoposto di Senna. Compreso l’intervento sul piantone dello sterzo: la saldatura di una parte (in materiale differente) di diametro inferiore, per creare più spazio al pilota. Ma come è possibile che Senna, noto perfezionista, abbia potuto accettare una simile, raffazzonata modifica?


    “Senna lasciò il circuito intorno alle 20. Non è detto che lo abbiano informato. Lui aveva chiesto di ottimizzare alcuni particolari”. (Antonini – Autosprint)

    “Dopo i primi gran premi Senna aveva le mani rovinate. Poi io credo che quella sera fosse deciso a non correre”. (Ing. Mauro Forghieri)


    Al settimo giro della gara, dopo la Safety Car, mentre Senna conduceva il plotone, il dritto alla curva del Tamburello e l’impatto mortale contro il muretto. Il Direttore di Autosprint, Alberto Sabbatini, esibisce la telemetria della Williams numero 2 che sgombra il campo dalle ipotesi.


    “Senna arriva al Tamburello alla velocità di 305 Km/h e in un secondo e mezzo decelera fino a sbattere a 217 Km/h con un’angolazione di 17°. Dalla telemetria in nostro possesso si vede chiaramente che il sensore che rileva la forza applicata allo sterzo (linea azzurra, ndb) ad un certo punto non recepisce più alcuna pressione”. (A. Sabbatini – Direttore Autosprint)


    Si ricorderà che il camera car degli ultimissimi istanti non risulta disponibile. La regia “staccò” proprio in quel momento.

    “Marco Franzelli di Rai Sport mi disse che secondo i tecnici Rai che ricevettero le immagini il nero fu aggiunto a posteriori, non era quello normale di uno stacco”. (A. Sabbatini – Direttore Autosprint)

    Il direttore di Autosprint Sabbatini e il giornalista Antonini
    Ma sulle cause dell’incidente, introduce elementi di dubbio perfino un pilota molto esperto e grande amico di Senna. E altri non sono convinti del colpo decisivo della sospensione.

    “Per uscire di pista al Tamburello sull’asciutto ci vuole un problema tecnico. Alcuni hanno detto lo sterzo: può essere. Ma uno dei guai di quella Williams era la tenuta molto critica. Se beccavi una cunetta perdevi aderenza di colpo. Forse solo Patrick Head e Adrian Newey che progettarono la vettura possono saperlo”. (Gherard Berger – intervista a Sport Week)

    “Non è detto che la morte sia dovuta alla penetrazione della sospensione. I traumi da compressione sono molto importanti”. (Ing. Mauro Forghieri)