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martedì 29 dicembre 2015

FORZA SCHUMACHER, A VINCERE CI PENSA GINA MARIA

Gina Maria Schumacher
(29/12/2015) – In queste ore è tutto un profluvio di incitamenti e manifestazioni di affetto pro Michael Schumacher: giusto due anni fa il campione tedesco rimase vittima di un brutto incidente sugli sci sulle nevi francesi di Meribel. Dopo il trasferimento dall’ospedale di Grenoble alla villa svizzera di Gland il riserbo già strettissimo sulle condizioni del 7 volte mondiale di F1 si è fatto ancora più stringente e l’altro ieri addirittura l'ex mentore e manager Willi Weber ha lamentato pubblicamente il divieto opposto dalla famiglia di poter visitare il suo pupillo. Un auspicato miglioramento, riportato dal periodico tedesco Bunte, è stato inoltre seccamente smentito dalla storica portavoce Sabine Khem mentre a settembre l’inglese Daily Express aveva scritto di “progressi dolorosamente lenti” e che non si intravedevano “miracoli all’orizzonte”. Le reali condizioni dell’ex ferrarista sono note soltanto ai famigliari stretti allo stuolo di medici e fisioterapisti che si avvicendano per le sue cure e probabilmente al "secondo padre" Jean Todt. 
Ma la vita prosegue e Corinna deve badare anche ai due figli. Di Mick Schumacher si sa molto: ormai è avviato sulle orme paterne e l’anno prossimo dovrebbe ripetere una stagione in F4 o approdare nella F3 Europe (ha partecipato recentemente alla Stars & Cars Mercedes a Stoccarda). Si sa un po’ meno della sorella Gina Maria, 18 anni, ma sportiva e vincente anch’ella anche se in tutt’altro campo. La ragazza è infatti tra i migliori talenti dell’equitazione nella disciplina non olimpica del reining (monta stile western): si è esibita ultimamente a Lione e in estate ha vinto l’oro nei campionati europei Young Rider (che si sono tenuti presso il Centro Equestre di Givrins di proprietà degli Schumacher stessi) e poi ha partecipato agli europei di Equitazione ad Acquisgrana. Anche se non romba ha già un seguito di affezionati che le hanno dedicato un social: https://www.facebook.com/Gina-Maria-Schumacher-fans. (vedi foto)


lunedì 28 dicembre 2015

L'ULTIMA VOLTA DEL 12 CILINDRI FERRARI

(28/12/2015)THE LAST TIME OF 12 CYLINDER FERRARI. Venti anni fa, era il 1995, di questi tempi si chiudeva un’epoca: quella del motore 12 cilindri Ferrari. Michael Schumacher, ingaggiato per la stagione 1996, dopo aver saggiato le sue qualità un’ultima volta, rimase sbalordito. “Ma come avete fatto a non vincere con un motore del genere?”, disse. Ma ormai Maranello si era convertita al 10 cilindri, un 3000 cc di 75°, che sarebbe stato montato sulla F310 progettata da Barnard: gli ingombri ridotti, in particolare, venivano considerati essenziali per disegnare una monoposto funzionale a livello aerodinamico. 
La Ferrari 412 T2, ultima con il motore 12 cilindri
Una scelta, comunque, che fece storcere il naso a molti “puristi” della tradizione come per esempio l’ingegner Lombardi. L’ultima Ferrari a montare quello che rappresentava un emblema della Scuderia fu la 412 T2 del 1995 guidata da Berger e Alesi, che in Canada vinse il suo primo e unico GP nonché ultima affermazione dell’unità motrice con 6 cilindri per bancata. Furono il Drake e quella mente di Gioacchino Colombo, nell’immediato dopoguerra, a partorire l’idea del frazionamento a 12 cilindri, diversamente dal ben conosciuto otto cilindri delle Alfa Romeo. Aurelio Lampredi, in seguito, realizzò il propulsore per il nascente campionato mondiale di F1 che prevedeva, per gli aspirati, un cilindrata massima di 4500 cc (1500 per i sovralimentati). Un limite che nel 1950 venne raggiunto gradualmente montato sulle Ferrari 275, 340 e infine la 375 che debuttò a Monza con Ascari secondo. Il milanese vinse subito dopo il Gp di Barcellona non valido per il campionato e l’anno dopo Froilan Gonzales regalò il primo successo in F1 alla Ferrari 12 cilindri. Una lunga serie.

mercoledì 23 dicembre 2015

ANNIVERSARY / 24 DICEMBRE 1985. MUORE IL PRINCIPE BIRA, CLASSE ESOTICA

(23/5/2015) – Domani 24 dicembre, ricorre il 30° anniversario della morte di Birabongse Bhanutej Bhanubandh del Siam. Per gli appassionati: il principe Bira, primo pilota del sud-est asiatico a competere con un certo successo con le quattroruote, oltre ad aver donato un fascinoso tocco di esotismo al mondo dei motori. Arrivava spesso sui teatri di gara in aereo, accompagnato da avvenenti signore e…da un cagnolino bianco. Thailandese di Bangkok, era nipote di Re Mongkut e, una volta trasferitosi in Inghilterra per studiare a Cambridge, la patria dell’automobilismo fece sbocciare la sua predisposizione per la velocità. Grazie al cugino possessore del team White Mouse Racing potè esordire nel 1935 e un anno dopo riuscì addirittura a conseguire la prima vittoria, tra l’altro sul duro tracciato di Montecarlo, sulla “Bira Blu”. Solo la Grande Guerra sbarrò la sua ascesa ma non la sua irrefrenabile passione. Nel 1950 era infatti in griglia di partenza dei grand prix del nascente campionato del mondo di F1 al quale prese parte fino al 1954 guidando le Maserati delle Scuderie Platè, Siam, Milano e Officine Alfieri Maserati, con l’intermezzo Connaught dell’Equipe Gordini nel 1953 e finale da privato sulla mitica 250 F. Miglior risultato: 4° posto nel Gran premio di Svizzera del 1950 e un successo in Nuova Zelanda extra campionato nel 1955. Da ricordare anche due partecipazioni alla 24 Ore di Le Mans: 1939 e 1954. Dopo le corse, il suo talento sportivo si espresse nella Vela, disciplina nella quale partecipò a ben quattro Olimpiadi. Il 24 dicembre 1985 un anziano signore (aveva 71 anni) si accasciò improvvisamente nella stazione della metropolitana londinese di Barons Court, fulminato da un infarto. Venne riconosciuto solo in seguito. Nella tasca aveva una lettera indirizzata al figlio, perso a 17 anni per un tumore al fegato.

TODT INCORONA A PARIGI I CAMPIONI CIK-FIA 2015


(23/12/2015)Cik-Fia ha festeggiato a Parigi i campioni karting 2015 con la consueta serata di gala che ha idealmente concluso la stagione. Ai giovani piloti in rampa di lancio hanno dato il loro benvenuto il Presidente FIA in persona, Jean Todt, il Presidente CIK-FIA, Abdulla Bin Isa Al Khalifa, e il Vicepresidente Kees van de Grint. A fare gli onori di casa è stato invece Luca de Donno, Presidente di WSK Promotion e degno promotore di una disciplina che si accinge ad introdurre le motorizzazioni OK, unità di nuova concezione che saranno le protagoniste del 2016. 
Da sx, Todt, De Donno e Al Khalifa
Ma la scena è stata tutta per i Campioni in erba, a incominciare dalla teenager spagnola Marta Garcia Lopez, che ha ricevuto il riconoscimento del Women in Motorsport Commission subito prima di essere premiata quale vincitrice del CIK-FIA Karting Academy Trophy, davanti ai connazionali Xavier Lloveras Brunet e Alejandro Lahoz Lopez. A consegnare i premi sono stati chiamati anche il Segretario Generale Kay Oberheide e altri membri CIK-FIA. Grande festa poi per i Campioni di ogni categoria, con il polacco Karol Basz, vincitore a Muro Leccese del Mondiale KF davanti a Jordon Lennox-Lamb e Nicklas Nielsen, insieme all’americano Logan Sargeant, iridato KFJ davanti a Clément Novalak e Caio Collet. Quindi il Campione del Mondo KZ, l’olandese Jorrit Pex, trionfatore a Le Mans su Paolo De Conto e Arnaud Kozlinski, insieme al vincitore della KZ2 Super Cup, il francese Thomas Laurent. A Parigi sono stati inoltre consegnati i premi destinati a tutti i Campioni Europei, come Joel Johansson (KZ2), Christian Lundgaard (KFJ), Ben Hanley (KF) e Flavio Camponeschi (KZ). Quindi i Campioni Asia-Pacifico Haruyuki Takahashi (KF) e Lorenzo Camplese (KZ), insieme a Campione Europeo Superkart Adam Kout. Un riconoscimento speciale è andato al costruttore italiano Birel; per il miglior evento del 2015 premio agli organizzatori del circuito inglese PF International, mentre il premio al miglior fotografo è stato assegnato al francese Frederic Billet.

martedì 22 dicembre 2015

F1, CLASSIFICHE. SALE HAMILTON, RESISTE VETTEL, ARRANCA ALONSO


(22/12/2015)F1 RANKING: HAMILTON UP, VETTEL RESISTANT, ALONSO DOWN. La stagione 2015 di Formula 1 ha emanato tutti i suoi verdetti: piloti e team vincenti hanno visto accresciuti i loro score che li proiettano verso i piani alti delle classifiche assolute che poi vogliono dire leggenda. Hamilton ha fatto i più grandi passi in avanti (10 vittorie e 11 pole) e, tra i piloti in attività, si configura sempre più nettamente il duello che lo oppone al ferrarista Vettel. Non per niente, entrambi quest’anno hanno superato Magic Senna per numero di vittorie e si tallonano anche per numero di pole positions e giri più veloci in gara. Il tedesco deve augurarsi di poter disporre nel 2016 di una Ferrari molto più competitiva della SF15T per arginare o, perché no, bloccare lo strapotere della Mercedes. Arranca invece nelle varie classifiche il povero Alonso che ha dovuto saltare anche un gran premio (Australia) per i postumi del misterioso botto di Barcellona. Da segnalare che, grazie ai due giri più veloci fatti segnare in Barhain e Canada, Raikkonen ha sopravanzato nella relativa classifica assoluta un certo Alain Prost ed è dietro solo al supremo Schumacher. Il campionato 2016 permetterà a Button di raggiungere la vetta dei 300 gran premi disputati e a Raikkonen e Felipe Massa di entrare nel “club” dei 250 mentre, tra le Scuderie, la Mc Laren toccherà quota 800 partecipazioni. Ecco le classifiche aggiornate ai primi dieci (prime tre per quanto riguarda le Scuderie).


VITTORIE - PILOTI
SCHUMACHER 91                                                      
PROST 51
HAMILTON 43
VETTEL 42
SENNA 41
ALONSO 32
MANSELL 31
STEWART 27
LAUDA 25
CLARK 25

POLE – PILOTI
SCHUMACHER 68
SENNA 65
HAMILTON 49
VETTEL 46
PROST 33
CLARK 33
MANSELL 32
FANGIO 29
HAKKINEN 26
LAUDA 24

venerdì 18 dicembre 2015

ANNIVERSARY / 18 DICEMBRE 2005. ADDIO A KEITH DUCKWORTH, PADRE DEL MITICO DFV COSWORTH

(18/12/2015) – Oggi ricorre il decimo anniversario della scomparsa di Keit Duckworth, morto a 72 anni. Un non insolito screzio con l’irascibile Colin Chapman produsse nel 1958 la decisione: il tecnico motorista lasciò la Lotus per fondare, insieme al collega Mike Costin, la Cosworth, azienda che dal 1967 al 1985 ha costituito per la F1 uno dei bastioni tecnici grazie al favoloso motore DFV. Potente, leggero, affidabile, dalle misure adatte per tanti telai. Anche l’ottimo Ford che spingeva la Benetton di Schumacher nel 1994 era una derivazione. Keith Duckworth va considerato senza dubbio uno dei “padri” della massima formula e molti team hanno tratto dall’adozione del famoso propulsore grandi benefici oltre ad aver potuto pianificare il debutto nella massima formula. Già, ma come nacque quella azzeccata combinazione di ingranaggi? 
L’origine fu un motore 1100 Fiat per la Formula Junior! Ma fu solo un embrione, subito seguito da un quattro cilindri da 1000 cm cubici derivato dalla Ford Anglia. La brillante vena progettuale di Duckworth, metodico e innovativo, ebbe successo e così arrivò la commessa della Ford (spinta da Chapman) per un motore di F1. Nel 1967 vide infine la luce il mitico DFV (double four valvle): un V8 a 90° da 3000 cm cubici con 32 valvole e iniezione indiretta per una potenza di 360 cv. Una realizzazione d’avanguardia per quei tempi, tanto che già al debutto nel Gp di Olanda, il 4 giugno 1967, Jim Clark vinse agevolmente su Lotus 49. Sarà solo l’inizio di una lunga striscia vincente che garantisce a Keith Duckworth un posto nella leggenda. 

HAPPY BIRTHDAY / VIJAY MALLYA 60 ANNI, CHE PERSONAGGIO!

(18/12/2015) – Secondo le ultime cronache, la sua compagnia aerea Kingfisher Airlines è in bancarotta e le banche creditrici lo inseguono ma, caschi il mondo, Vijay Mallya oggi festeggerà il suo 60° compleanno come piace a lui: con una grande e sfarzosa festa nella sua maestosa villa di Goa. Pare addirittura che per l’occasione sia stato “ingaggiato” il cantante Enrique Iglesias e siano attese molte star di Bollywood. Il magnate indiano è indubbiamente uno dei personaggi più pittoreschi che frequentano il Circus della F1 ma al di là delle sue vicissitudini finanziarie e del look che non passa inosservato, anelli compresi, bisogna dire che la scuderia Force India che ha messo in piedi nel 2008 (ex Jordan, Midland e Spyker) si è guadagnata negli anni il rispetto dei concorrenti e l’ambizione dei piloti. Piloti, altro aspetto positivo, con i quali Mallya è sempre stato molto corretto. Quest’anno si è classificata quarta forza tra i Costruttori e il podio di Perez a Sochi l’ha proiettata molto in alto nella considerazione dell’ambiente. Tanto che è in pieno corso la trattativa per ri-denominare il Team Aston Martin, il che potrebbe spianare nuove prospettive, soprattutto alle sempre asfittiche casse della squadra che per il 2016 ha chiesto ad Ecclestone un anticipo della fetta di torta spettante. Nato a Bantwal nel 1955, Mallya ha ereditato dal padre il Gruppo United Breweries (chimica, farmaceutica, ecc) ed ha via via espanso il suo “impero”, fino alla Formula 1. Durerà la sua stella rombante? In una recente intervista aveva detto: “Non sono sicuro di lasciare la F1 ma a 60 anni bisogna cominciare a godersi la vita”. Banche permettendo!

giovedì 17 dicembre 2015

CIAO TROFEO MASERATI, QUANTI PROTAGONISTI (E QUANTO CHARME)


(17/12/2015) – Il primo vincitore è stato l’italiano Pietro Zumerle (2010), l’ultimo il francese Romain Monti: un bel percorso sportivo quello del Maserati Trofeo che la scorsa settimana, sul tracciato di Yas Marina, ha concluso il suo ciclo. Ma attenzione: le magnifiche GranTurismo MC nel 2016 saranno ancora in pista, negli Stati Uniti e in Europa, gestite da team privati, per competere nei campionati internazionali classe GT4. Maserati garantirà il necessario supporto tecnico ed il servizio ricambi. Si guarda avanti, dunque, ma l’album dei ricordi andrà ben custodito perché vario ed entusiasmante. Qualche esempio? 
Anche Newey tra i piloti del Trofeo Maserati
Il fascino delle Maserati ha attirato piloti di ogni nazione e grandi personaggi come Ivan Capelli, Andrea Bertolini e Michael Bartels  il giapponese Shinji Nakano, figli di grandi assi del volante come Derek Hill e Freddie Hunt o ancora il geniale ingegnere Adrian Newey e l’attore Patrick Dempsey, lo stuntman Greg Tracy e il cantante italiano Max Gazzè. Gli altri vincitori del trofeo sono stati David Baldi (2011), due volte il belga Renaud Kuppens (2012 e 2013) e infine lo svizzero Mauro Calamia (2014). Kuppens, in particolare, ha spopolato: maggior numero di vittorie (15), maggior numero di successi sulla stessa pista (4 a Sonoma negli Stati Uniti), numero di podi (23) e di pole position (17). Calamia, oltre ad essere stato il pilota più giovane ad aver vinto un Trofeo (a 22 anni), può vantare il maggior numero di successi consecutivi (4), quelli in una sola stagione (9). 
L'ultimo vincitore, Romain Monti
Giovanissimi e non in bella vista: il danese Mikkel Mac sarà ricordato per aver colto una vittoria in gara a soli 20 anni (al Paul Ricard) mentre l’australiano Richard Denny è il campione Over 50 e Riccardo Romagnoli risulta il più anziano ad essersi aggiudicato una gara (a 48 anni, al Jarama nel 2012). Stakanovista del Trofeo è il tedesco Andreas Segler  con 45 partecipazioni, praticamente tutte dal 2010 ad oggi: in sei anni ha utilizzato 816 pneumatici, percorrendo oltre 19.000 km di gara in 25 circuiti differenti di 14 Paesi. Spazio anche alle quote rosa: 8 ragazze sono scese in pista, con una mini serie a Budapest in Ungheria nel 2013 con 4 Lady Racers: Adrienn Dansco con Edina Bus e Adrienn Vogel con Anita Toth. Ora si volta pagina ma Maserati sarà ancora ben presente mettendo in palio un premio speciale per il miglior pilota ed il miglior team Maserati, che verrà annunciato prima dell’inizio della stagione 2016. “E’ un incentivo ed un riconoscimento per i piloti ed i team – annuncia Roberto Bozzi, Sales & Marketing Motorsport Manager per Maserati - che porteranno nuovamente il marchio Maserati a gareggiare contro concorrenti come Porsche, Aston Martin, Chevrolet”.

mercoledì 16 dicembre 2015

CON LA SCUDERIA DRIVING EXPERIENCE FASANO CAPITALE DEI MOTORI


(16/12/2015) – Con la nascita della Scuderia Driving Experience, Fasano diventa la capitale di motori in Puglia. La città della celeberrima cronoscalata Fasano-Selva, ricca di piloti e sodalizi da tempo attivi nel motorsport, ora dà un colpo di overboost con l’ultima iniziativa firmata Pezzolla, la famiglia locale con le corse nel DNA. La nuova Scuderia,  diretta evoluzione della omonima Scuola guida sicura, è infatti presieduta da Ivan Pezzolla, coadiuvato dal vicepresidente Teobaldo Furleo e dal segretario Federico Pezzolla, e ha obiettivi nazionali. Tre i progetti, per cominciare: “Auto & Moto Show Fasano 2015”, “Fasanopolis 2016” e il “Green Hybrid Cup”
Il primo evento si è già tenuto nel week end 5-8 dicembre ma ora grande è l’attesa per i successivi. Domenica 3 gennaio , in collaborazione con la Egnathia Corse, è in programma la nuova edizione di Fasanopolis, manifestazione basata su una gara endurance di kart sulla pista appositamente allestita in Piazza Ciaia. Leggete le prime adesioni già pervenute: Team Audi Sport Italia, Vitantonio Liuzzi, Gigi Ferrara, Antonio Fuoco, Antonio Giovinazzi, Luigi Musio, Paolo De Conto, Simone Campedelli , Alex Irlando, e udite-udite la vera guest  star, l’ex pilota di Formula 1, Robert Kubica. Non mancherà il team “Salitastiledivita.it” che schiererà  dei veri big della Salita come Simone Faggioli, Domenico Scola, Franco Leogrande  (vincitore della Fasano-Selva 2013), Michele Fattorini,  e infine il Campione Italiano Racing Start 2015, Oronzo Montanaro, e il pilota calabrese Giuseppe Aragona. Ma le novità non finiscono qui. La “Driving Experience” ha in serbo – con  la collaborazione del manager Gianluca Marotta - il debutto del campionato “Green Hybrid Cup Hill Climb”‚ nell’ambito del CIVM 2016. Sei gare, compresa.................

lunedì 14 dicembre 2015

290 MM EX FANGIO: UNA FERRARI DA 28 MILIONI DI DOLLARI

(14/12/2015) -  28 milioni di dollari (25,8 milioni di euro): è la cifra alla quale è stata battuta all’asta da RM Sotheby’s la Ferrari 290 MM appartenuta a Juan Manuel Fangio. La vettura, certamente la più attesa alla serata intitolata “Driven by Disruption”, era di proprietà del collezionista Pierre Bardinon ed una rarità assoluta in quanto del modello ne esistono solo quattro esemplari. La 290 MM, telaio 0626, in questo caso oggetto delle brame dei collezionisti, era stata soprannominata l’Indistruttibile nell’ambiente delle corse. 
Il perché sta nel fatto che, nonostante otto anni al vertice, non rimase mai coinvolta in incidenti, compreso il periodo successivo alla vendita da parte della Scuderia Ferrari alla Scuderia Temple Buell, che l’impiegò nelle gare più impegnative del continente americano. Eccezionale, poi, l’elenco dei piloti che hanno avuto il privilegio di guidarla: da, ovviamente, Juan Manuel Fangio, al campione del mondo di Formula 1 del 1961, Phil Hill, ai gandi Peter Collins, Wolfgang Von Trips, Eugenio Castellotti e Luigi Musso, fino ad arrivare a specialisti di gare endurance come Olivier Gendebien e Joakim Bonnier. Proprio sotto le insegne della Scuderia Temple Buell questa vettura ottenne la sua vittoria più importante: il trionfo alla 1000 Km di Buenos Aires con Masten Gregory, Castellotti e Musso.

LA SFIDA: THE JETMAN VS EX PILOTA DI F1

(14/12/2015) – WHAT A CHALLENGE! Una gara tra un ex pilota di F1, Martin Brundle,  e The Jetman, Yves Rossy: è l’impensabile sfida che si è tenuta nel deserto del Dubai, su un tracciato costituito da una strada privata chiusa di 1,75 miglia. Brundle, già compagno di squadra di Michael Schumacher ed ora commentatore TV, era al volante della nuova Jaguar XJR con motore 5,0 litri V8 sovralimentato da 550 CV mentre Rossy era tutt’uno con la sua ala fissa di 2 metri alimentata da 4 compressori Jet-Cat. Dopo essersi lanciato per 5” in caduta libera dal suo elicottero, Rossy è riuscito a stabilizzarsi e a passare sopra la vettura, raggiungendo una velocità massima di 195 miglia orarie (circa 310 km/h) prima di volare oltre la linea del traguardo! “Questa è stata la gara più incredibile a cui abbia mai preso parte. – ha detto alla fine l’ex pilota inglese - Non ho mai visto nulla di paragonabile all’innovativa e tecnologica ala Jetman, e Yves è un uomo estremamente coraggioso. Alla fine è anche un competitor molto agguerrito!” Per la cronaca, sulle dune sabbiose Brundle è stato aiutato dall’innovativo All Surface Progress Control (ASPC) della XJ, un sistema altamente tecnologico che automaticamente limita la perdita di aderenza nelle vetture a trazione posteriore alle basse velocità e sulle superfici scivolose, ottimizzando l’aderenza nelle condizioni più difficili. La velocità massima raggiunta prima di passare la linea del traguardo è stata di 280 km/h. “Correre in linea retta può sembrare semplice . - ha spiegato Rossy -  ma non lo è, e questo è stato il primo vero test in una competizione per la mia attrezzatura e per la mia tecnica di volo. Proprio come Jaguar, utilizziamo materiali leggeri e resistenti nella nostra ala per ottimizzare le prestazioni e l’alimentazione dei compressori. Ma se sono la tecnologia e l’aerodinamica a rendere la XJR così prestazionale, nel mio caso sono i movimenti corporei sotto il jetwing a cui sono imbracato, a consentirmi di volare in questo modo”. Non resta che scoprire chi ha vinto…

sabato 12 dicembre 2015

CAR SHARING, A BARI E' ELETTRICO

(12/12/2015) ACI Global, società del gruppo ACI (che la partecipa totalmente) leader nel settore dell'assistenza stradale, ha scelto l’Automobile Club Bari per lanciare la prossima settimana nel capoluogo pugliese il car sharing elettrico. Il Comune di Bari lo scorso febbraio aveva a sua volta approvato la delibera dell'avviso pubblico per la selezione del soggetto gestore.  Il sistema di mobilità collettiva già disponibile in altri grandi centri urbani della Penisola, sbarca dunque anche a Bari e ciò avviene con modalità di indubbia valenza ecologica. L’anticipazione, molto succinta, arriva direttamente dalla direttrice dell’ACI Bari, Maria Grazia De Renzo, intervenuta ieri sera alla cerimonia del sodalizio barese per la premiazione dei protagonisti della stagione sportiva 2015. “L’appalto – ha spiegato la Direttriceprevede la fornitura fino a 500 autovetture nel corso dello sviluppo triennale del servizio. Partiamo con 30 auto e le prime saranno dimostrative”. Maggiori dettagli tra qualche giorno.

GIOVINAZZI - FERRARI, CONTATTO?

Giovinazzi premiato ieri da Aci Bari
(12/12/2015) – Sono ore decisive per la carriera di Antonio Giovinazzi, punta di diamante italiana nel motorsport. Il pilota originario di Martina Franca, reduce dal secondo posto nel Fia F.3 Europe con la Dallara Volkswagen del Team Carlin with Yagonya Ayam e dalla prestigiosa vittoria nel Master F3 di Zandvoort (primo italiano a riuscirci), si è recentemente affidato alle “cure” del noto manager Enrico Zanarini, titolare della Media & Sport Management e già al servizio di Irvine, Fisichella, Liuzzi e Antonio Fuoco oltre che Sponsorship Agent della Scuderia Ferrari. Ebbene Giovinazzi, intervenuto ieri sera alla cerimonia di premiazione dell’ACI Bari dei protagonisti della stagione sportiva 2015, non ha escluso un colpo di scena. Quale? Alla domanda su eventuali contatti con la Ferrari Driver Academy in maniera un po’ sibillina ha così risposto: “Che io sappia no, però magari prima di fine anno ci può essere qualcosa”. Cavallino ci cova? La struttura di Maranello che alleva e lancia giovani promesse ha in corso una completa riorganizzazione, dopo la fuoriuscita del responsabile Luca Baldisserri che seguirà personalmente il baby canadese Lance Stroll passato alla Williams F1, e ripartire puntando su un vero talento come Antonio sarebbe un ottimo colpo. Giovinazzi, 22 anni lunedì prossimo, ha appena effettuato un test sia con l’Audi del DTM , sia per la prima volta con una GP2 del Team Carlin. “I test sono andati bene ed è stata un’esperienza fantastica. – dice – Ora dobbiamo analizzare la situazione. Il sogno è quello di arrivare in F1 quindi la GP2 è la categoria che si avvicina di più mentre il DTM è un’ottima strada per diventare pilota professionista e attaccarsi ad una Casa ufficiale come Audi. Speriamo entro la fine dell’anno di prendere la decisione giusta per la mia carriera”.

venerdì 11 dicembre 2015

"STARS & CARS", APOTEOSI MERCEDES A STOCCARDA


(11/12/2015)Domani 12 dicembre è il grande giorno di “Stars & Cars”: grandi capi, dirigenti, tecnici, piloti, guest star e fan della Stella sono attesi alla sontuosa Mercedes-Benz Arena di Stoccarda per la tradizionale celebrazione della stagione. E che stagione!  La vittoria-bis nel campionato mondiale di F1 è certamente il fiore all’occhiello e Lewis Hamilton e Nico Rosberg saranno giustamente i protagonisti della kermesse. Ma tra i partecipanti, grande risalto riveste la presenza di Mick Schumacher, figlio di Kaiser Michael, che in qualche modo entra a far parte della famiglia Mercedes. 
Mick Schumacher
Mick prenderà parte alla prevista esibizione dimostrativa stile Race of Champions grazie ad un sondaggio on line che lo ha visto prevalere (61 preferenze) insieme a David Coulthard, Mika Hakkinen, Jean Alesi, Bernd Schneider e al conduttore della Safety Car Bernd Maylander in una rosa di 61 piloti legati alla storia sportiva del Marchio. Si  girerà sull’apposito circuito allestito all’interno dello stadio insieme agli altri forti piloti delle frecce d’argento: dal neocampione DTM e prossimo, pare al volante Manor-Mercedes in F1, Pascal Wehrlein, a Paul Di Resta, Gary Paffett, Robert Wickens, Christian Vietoris, Daniel Juncadella, Maximilian Gotz, Lucas Auer. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per un grande spettacolo. "Per la prima volta Stars & Cars si svolgerà come evento motoristico spettacolare nel cuore di Stoccarda, nel Mercedes-Benz Arena. – dice Jens Thiemer, Responsabile Mercedes-Benz Cars Marketing - La configurazione dello stadio consente la presenza decine di migliaia di visitatori provenienti da ogni luogo che avranno la pelle d'oca grazie alla migliore visuale della spettacolare pista progettata per l’occasione”.


THEODORE RACING VALUTA IL RITORNO IN F1

(11/12/2015) - THEODORE COME BACK IN F1: MAY BE. La Theodore torna in Formula 1?  Why not! Lo dice esplicitamente David Kennedy, managing director di Status Grand Prix, al magazine inglese Autosport: “Se ci sono buone possibilità, vale la pena di valutare quello che è disponibile”. Il processo è avviato: lo spirito pionieristico di Teddy Yip e la sua passione, incarnati oggi dal figlio Teddy Yip junior, Team Principal del Team GP2 Status Grand Prix, potrebbero in qualche modo rivivere. C’è la storia, c’è una buona base e c’è un bacino umano e finanziario molto vasto da cui attingere: l’Asia. 
Perché lì Theodore Racing è tuttora un “brand” riconosciuto e rispettato, in particolare in Cina. Il merito è del lungimirante business man indonesiano Teddy Yip, scomparso nel 2003, che al motorsport - prima come sponsor e poi come Costruttore in F1 e nella CART, anche se senza troppa fortuna – destinò buona parte delle sue ingenti ricchezze, create facendo scoprire al mondo Macao, dove lanciò anche il prestigioso Gran Premio di F3. Sulla macchina progettata da Ron Tauranac con lui nel 1978 esordirono un giovanissimo Eddie Cheever e poi Keke Rosberg. Nel 1981 sulla ex Shadow corsero Surer e Tambay; l’esperienza continuò con una monoposto tutta nuova nel 1982 (Tommy Byrne, Daly, Lammers e Lees) e quindi nel 1983 in un progetto comune con la Ensign (piloti Cecotto e Guerriero). Gli unici due punti, curiosamente, furono conquistati sempre....

giovedì 10 dicembre 2015

TERZO DEBUTTO PER LA RENAULT

Il prototipo Renault A500 in pista nel 1976
(10/12/2015)RENAULT: THE THIRD "DEBUT". Rotti gli indugi, il prossimo 20 marzo a Melbourne la Renault tornerà a competere nel campionato mondiale di F1 in veste di costruttore e non più di semplice fornitore di motori. A gennaio, come anticipato dal capo della Losanga, Carlos Ghosn, arriveranno maggiori dettagli su quella che sarà la struttura (e anche i piloti!) chiamata a gestire la nuova avventura. Per la Régie, in Australia, si tratterà del terzo debutto nella massima formula.
Il debutto assoluto avvenne sabato 16 luglio del lontano 1977 al Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone quando, a stagione inoltrata, Jean Pierre Jabouillle, fresco campione europeo di F2, condusse in pista la Renault modello RS 01 dotata di un motore turbo, altra grande novità (per non parlare degli pneumatici radiali Michelin). Si trattava di un 6 cilindri a V di 90° frutto degli studi di Bernard Dudot e dell’esperienza che la Casa francese aveva acquisito nel mondiale Sport sulle Alpine A442. Il propulsore, che sfruttava per la sovralimentazione i gas di scarico,  era stato testato e messo a punto installato sulla monoposto laboratorio A500 appositamente realizzata. I primi test con questa vettura, si tennero a marzo 1976 a Clermont-Ferrand e già a settembre la factory venne stabilita presso la mitica sede di Viry-Chatillon. In quel Gran Premio inglese, Jabouille fu 21° in qualifica e si ritirò al 16° giro per problemi al motore ma il dado era tratto e la sfida continuò fino al 1985.

Il secondo debutto, avvenne il 3 marzo del 2002 al Gran Premio di Australia inaugurale della stagione, a Melbourne. Renault, dopo tanti titoli e soddisfazioni in veste di motorista, tornava in pista in prima persona dopo aver rilevato struttura (la factory di Enstone, dove ora ritorna) e materiale della Benetton con la quale aveva condiviso molti allori. Quella volta non fu il tradizionale giallo a caratterizzare la RS 21 ma la livrea azzurra dello sponsor principale Mild Seven. Piloti erano Jenson Button e Jarno Trulli, capitanati da Patrick Faure e, al muretto, da Flavio Briatore. Riserva: un certo Fernando Alonso, uno sbarbatello di Oviedo molto promettente. In quella gara agli antipodi Trulli si ritirò al 14° giro per un testa-coda (7° in qualifica) e Button venne coinvolto in un incidente alla partenza (11° in prova). Toccherà poi ad Alonso dare molto presto grandi soddisfazioni.  La nuova storia si concluse alla fine della stagione 2010 (ricordate Petrov che ad Abu Dhabi risultò insuperabile per il povero Alonso ferrarista beffato da Vettel?) con il passaggio della proprietà alla Genii Capital di Gerard Lopez. Le parti, ora, tornano a invertirsi.

lunedì 7 dicembre 2015

F1, ULTRASOFT = ULTRASPETTACOLO?


(7/12/2015) – ULTRASOFT TYRES FOR MORE SHOW IN F1?Per qualcosa di più sostanzioso occorrerà attendere il 2017, ma per cercare di avere più spettacolo, l’anno prossimo in Formula 1 si tornerà a “giocare” con gli pneumaticiPirelli è pronta, gli strateghi dei Team anche. Nell’ultima riunione a Parigi, il Consiglio Mondiale FIA ha approvato infatti le nuove norme relative ad ogni aspetto legato ai pneumatici nel Mondiale 2016. E allora vediamolo il regolamento che si applicherà solo alle gomme slick il cui numero di mescole sale a 5 con l’introduzione della nuova Ultrasoft (colore Viola). Servirà a qualcosa?

Pre gara
1)   In accordo con la FIA, Pirelli deciderà in anticipo le tre mescole che potranno essere utilizzate a ogni weekend di Gran Premio e le comunicherà ai Team.
2)   Il numero totale dei set utilizzabili fra prove, qualifiche e gara (13 in totale) rimarrà uguale a oggi.
3)   Pirelli assegnerà a ogni vettura 2 set obbligatori. Inoltre, un set della mescola più morbida tra quelle selezionate verrà imposto e dovrà essere conservato per il Q3.
4)    I due set scelti e resi obbligatori da Pirelli potranno anche essere di due mescole diverse, all’interno delle tre nominate. Tali set saranno ovviamente identici per tutte le vetture.
5)   I rimanenti 10 set potranno essere scelti da ogni Team all’interno delle tre mescole nominate da Pirelli.
6)   I Team effettueranno la loro scelta (di quanti e quali set, fra le mescole decise da Pirelli, portare a ogni GP) rispettando una deadline decisa da Pirelli. Comunicheranno la scelta a FIA e FIA comunicherà a Pirelli il totale delle gomme da produrre. Nessuno, esclusa FIA, verrà a conoscenza delle scelte per le singole vetture fino due settimane prima della gara. Se un team non rispetterà la deadline per la scelta, l’allocazione verrà deciso d’ufficio dalla FIA.
7)   Una volta resa nota la scelta delle singole vetture, FIA procederà all’allocazione random dei pneumatici tramite barcode, così come avviene ora.
8)   La scelta da parte del Team verrà fatta per ogni singola vettura: saranno quindi possibili allocazioni diverse per piloti dello stesso Team.
9)   Le gomme saranno marcate con colori diversi, come avviene oggi.

Gara
1)   Verrà mantenuto un sistema di restituzione identico a quello attuale, ma sarà il Team a decidere quale set restituire: o 1 set dopo i primi 40’ di FP1 o 1 set al termine di FP1 o 2 set al termine di FP2 o 2 set al termine di FP3.

venerdì 4 dicembre 2015

AVANTI POPOLO ELETTRICO: IL TOUR DE FRANCE DI SANDRA, MATHILDE E LA ZOE

(4/12/2015) – Il Giro di Francia, dall’8 al 28 luglio scorsi, a bordo di una Renault Zoe a trazione completamente elettrica, procurandosi energia ogni 150 km grazie in particolare all’aiuto della community dei fan di Zoe e di altri adepti dell’auto elettrica. E’ la sfida-avventura portata a termine da Sandra Reinflet, scrittrice, cantante e fotografa, e Mathilde Terrier, giornalista che domani, 5 dicembre, al Grand Palais, nell’ambito della mostra “Solutions COP21”, animeranno un inedito talk show dalle 11.30 alle 12.00 per raccontare anche i retroscena di questo viaggio che ha il fine di mostrare che un’auto elettrica può andare lontano ed essere vettore di numerosi incontri. 
Sandra e Mathilde sono infatti salite a bordo di Renault ZOE e si sono presentate all’improvviso davanti alla porta di sconosciuti, membri della community elettrica attraversando la Francia grazie a tutti questi fan, che si sono resi disponibili per permettere loro di ricaricare le batterie. Per descrivere questa comunità di pionieri dell’elettrico, i suoi valori ed il suo impegno a vantaggio del progresso e dell’ambiente, è stato approntato un  documentario, disponibile su www.LePeupleElectrique.fr (altri link disponibili su YouTube Renault Francia: - Trailer: https://youtu.be/9GFz9jmqMl4; Teaser del film: https://youtu.be/dapVywKyAGQ e https://youtu.be/vp4NGU0ByN8;  Film: https://youtu.be/4G-oWvguLig). Il filmato è stato presentato anche durante la Grande Conferenza  sul clima COP 21 di cui l'Alleanza Renault-Nissan è tra i partner ufficiali.

TCR, IN PISTA LA GIULIETTA BY ROMEO FERRARIS

(4/12/2015) – Alfa Romeo in pista: per molti un bellissimo sogno per  Casa Ferraris una realtà. I primi test della Giulietta firmata Romeo Ferraris per il   Campionato internazionale TCR sono stati effettuati sulla pista di San Martino del Lago a Cremona. Alla guida  dell’ultima creazione degli esperti preparatori lombardi c’erano Michela Cerruti e Salvatore Tavano, due manici mica da poco che hanno tratto dai giri in pista, nonostante iniziali condizioni meteo avverse in mattinata (nebbia),  sensazioni più che positive sulle potenzialità: “Una vettura al di sopra delle nostre aspettative”, il loro primo commento. “Ci siamo trovati immediatamente a nostro agio, – hanno aggiunto -  la vettura risulta avere un ottimo bilanciamento ed una buona frenata, che, unita all’ottima coppia del propulsore tbi 1750 rendono quest’auto una vettura con la quale si instaura immediatamente un buon feeling”. La Giulietta appena approntata ha necessitato ovviamente di una costante messa a punto e quindi i giri non sono stati poi molti, né le basse temperature hanno aiutato ma, se si tiene conto di questo, gli ottimi tempi fatti registrare fanno davvero ben sperare.  "Da questo momento iniziamo lo sviluppo della Giulietta per il Campionato TCR, che vedrà prove di qualche migliaio di chilometri per   testare l’affidabilità e la delibera del set up finale”, precisa Mario Ferraris. Il programma prevede il proseguimento dei test e la produzione di alcuni esemplari  di Alfa Romeo Giulietta con la firma Romeo Ferraris entro marzo 2016. La sfida ai concorrenti nei vari Campionati TCR della prossima stagione è lanciata e gli alfisti incalliti possono a buona ragione pronosticare un Biscione da prima fila!

giovedì 3 dicembre 2015

BUGATTI CHIRON, MACCHINA E PILOTA: TUTTA LEGGENDA

(3/12/2015)Bugatti vuole continuare a stupire: si chiamerà Chiron il prossimo modello la cui presentazione ufficiale è in programma in occasione del Salone di Ginevra 2016. Per il poco che è dato conoscere, si annuncia un “mostro” (però bellissimo) che sarà prodotto in edizione limitata (450 esemplari), a trazione integrale e con propulsione ibrida e turbo per una potenza complessiva da 1500 cv e un’accelerazione davvero bruciante. Lusso, potenza, velocità, innovazione. Il presidente della Casa, Wolfgang Dürheimer,  lo ha detto chiaro “Chiron esprimerà il meglio del meglio”. 
Intanto, l’annunciata denominazione ha il merito di far tornare alla ribalta il mitico pilota monegasco Louis Alexandre Chiron, noto alle cronache anche per essere il pilota più anziano che abbia preso parte ad un Gran Premio di Formula 1. La prima vittoria la ottenne nel 1926 proprio su una Bugatti Tipo 35  e con questa macchina si impose fino agli anni ’30 nelle gare più prestigiose dell’epoca costituendo un intrigante e  vuincente binomio, anche se in seguito fondò una scuderia insieme a Rudolf Caracciola, divenne pilota ufficiale dell’Alfa Romeo e quindi passò alla Mercedes. Riuscì a partecipare anche al primo Campionato del Mondo di F1, nel 1950 e poi fino al ‘58, cogliendo un appagante terzo posto su Maserati nella gara di casa, a Montecarlo. Sulla sua Costa Azzurra ottenne gli ultimi risultati eclatanti: fu primo anche al Rally di Montecarlo e direttore di gara del gran premio negli anni ’60. Chiron è morto nel 1979.

mercoledì 2 dicembre 2015

ENERGICA, LA PRIMA SUPERBIKE ELETTRICA ITALIANA E' MADE IN MODENA

La Energica Eva Streetfighter
(2/12/2015)ENERGICA, THE ELECTRIC SUPERBIKE PROUDLY MADE IN MODENA. Per le quattro ruote c’è l’americana Tesla, per le due ruote irrompe sul mercato l’italiana, anzi la “proudly” modenese Energica, la prima supersportiva elettrica tricolore. Sì, una moto ad alte prestazioni e a trazione esclusivamente elettrica. Che sfida! Dove poteva essere concepita e realizzata, se non nel cuore della Motor Valley italiana, a Modena? La società si chiama Energica Motor Company ed è guidata dall’AD Livia Cevolini che a sua volta è anche direttore marketing del Gruppo CRP Technology proprietario di EMC. Un connubio importante: stiamo parlando, si badi bene, di un Gruppo che è centro di eccellenza per le tecnologie d’avanguardia e le lavorazioni meccaniche di alta precisione, da oltre 45 anni  fornitore ufficiale della maggior parte dei costruttori automobilistici. Un'esperienza che viene da lontano, dal secondo Dopoguerra: dopo le basi gettate da Salvatore e Roberto è stato Franco Cevolini  a fondare nel 1996 la CRP Technology che ha sviluppato conoscenze esclusive` nell’ambito della prototipazione e 3D Printing e inventato il materiale "Windform" che ha rivoluzionato il mondo della fabbricazione additiva. 
Da sx: Franco e Livia Cevolini
Ma CRP Technology è molto ben conosciuta anche nel mondo delle corse e della Formula 1 (Energica si avvale di figure altamente qualificate impiegate per la massima espressione dell’automobilismo nell’assemblaggio dei suoi modelli) tanto da aver aperto nel 2006 una divisione specializzata, la CRP Racing che tra l’altro ha sfornato già diversi modelli a due ruote per i campionati elettrici TTXGP e ePower della FIM. Un esempio?  Nel Gran premio di Spagna del 2000, la Minardi fu la prima scuderia a introdurre il cambio in fusione di titanio (minor peso e ingombri, maggiore rigidità) proprio grazie alla collaborazione con la CRP. Per la cronaca, oggi Giancarlo Minardi è consigliere indipendente dell’Azienda. Energica Motor Company, dunque, corre sulla strada della innovazione e della espansione: ha avviato il processo di quotazione su AIM Italia – Mercato Alternativo del Capitale gestito da Borsa Italiana e, lo scorso giugno, ha ottenuto le certificazioni NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration) ed EPA (Environmental Protection Agency) necessarie per immettere qualsiasi tipo di veicolo sul mercato americano. Ego è il primo modello di Energica: costa 25.000 euro e ha 150 Km di autonomia. Al recente Eicma 2015 di Milano, tra le novità presentate, inediti equipaggiamenti e la Energica Eva, presente allo stand nella sua veste definitiva e in 2 esclusive colorazioni. La streetfighter di EMC, sviluppata sulla stessa piattaforma di Energica Ego, sarà in vendita nel 2016 presso la rete internazionale di importatori consultabile nella sezione dedicata del sito (energicasuperbike.com).

lunedì 30 novembre 2015

F1 2016, NOVITA’ E PIU’ SPETTACOLO CERCASI


(30/11/2015)F1 2016: LOOKING FOR NOVELTY AND SHOW. Il campionato di F1 è finito e la Mercedes ha dominato. Onore alla casa di Stoccarda, davvero implacabile. Ma quello che ora gli appassionati si chiedono è: ci sarà più spettacolo nel 2016? Quali novità potranno caratterizzare la prossima stagione? Fermo restando che le frecce d’argento godono di una superiorità tecnica indiscussa e per molti versi ancora inesplorata, ecco 6 punti che – ad oggi è più un auspicio che altro – potrebbero rendere meno scontati i gran premi e quindi anche l’esito finale della nuova contesa.
RIVALITA’ HAMILTON/ROSBERG – I due, è evidente, non si sopportano più. Per Nico, la condotta di Lewis alla prima curva di Austin ha segnato il rapporto che fino ad allora non era eccellente ma nella norma, tra due galletti. A rendere più pepato il dualismo c’è ora questa ritrovata verve di Rosberg, autore di un tris finale che ha indispettito non poco Hamilton, anche per la condotta delle strategie da parte del muretto-box mirate a non creare scontri ravvicinati ma che l’inglese, frenato nelle sue rincorse, potrebbe aver interpretato intimamente in maniera diversa. Non sarebbe la prima volta che un team, a fronte di una acclarata superiorità complessiva, tenda a focalizzare le attenzioni nei confronti del secondo pilota. Per quale motivo? Per rendere chiaro che è grazie a quella super vettura che si può vincere e non, diversamente, che un pilota sia talmente forte da vincere sempre e comunque con quella vettura. Era anche il pensiero di Enzo Ferrari. E in questo caso c’è da aggiungere che Rosberg è tedesco e l’accoppiata iridata a Stoccarda certo non dispiacerebbe…
IL RITORNO DELLA FERRARI – E’ indubbio che, rispetto al 2014, la Ferrari ha fatto passi in avanti. Purtroppo per loro non ancora tali da scalfire la netta superiorità Mercedes. Ma si è sulla buona strada. A Maranello sono da tempo molto concentrati sulla nuova Rossa progetto 667 che, come ha specificato il Team Principal Maurizio Arrivabene, non dovrà seguire dettami altrui ma fare innovazione. Innovazione vincente, naturalmente. Quest’anno i tecnici hanno dimostrato di aver utilizzato molto bene i gettoni a disposizione per migliorare la power unit ma ora dovranno essere compiuti altri decisi progressi. Verrà abbandonata la sospensione anteriore pull rod, per esempio. L’esperienza accumulata durante la stagione, l’entrata in servizio di nuovi ingegneri (è in atto una riorganizzazione interna) e in più l’apporto prezioso di Sebastian Vettel sono gli ingredienti da miscelare sapientemente per combattere da vicino con le frecce d’argento. Da non dimenticare: per Kimi Raikkonen gli esami non finiscono mai e nel 2016....

sabato 28 novembre 2015

MOTOR CHICCHE: 3 ANNI E 200.000 VISUALIZZAZIONI. GRAZIE A TUTTI!

(29/11/2015) - Proprio oggi, in occasione del terzo compleanno, il vostro blog "MOTOR CHICCHE" raggiunge un buon traguardo: 200.000 visualizzazioni!




200.000 visualizzazioni
200.000 visualizations
100.000 visualisations
200.000 vergegenwärtigungen



Cioè oltre 66.000 post letti ogni anno dagli appassionati di motori (e dintorni) che hanno avuto la bontà di soffermarsi su questo blog e di condividere il diario day-after-day, le anticipazioni e le considerazioni riportate. Che dire? E' ovviamente un potente incentivo a continuare e a fare meglio. GRAZIE!!!! THANKS TO ALL OF YOU!!!

ANNIVERSARY / 29 NOVEMBRE 1975. UN INCIDENTE AEREO SI PORTA VIA GRAHAM HILL E TONY BRISE, IL CAMPIONE E LA PROMESSA

(29/11/2015) – C’era un nebbione, 40 anni fa, mentre il  Piper Aztec pilotato da Graham Hill era in avvicinamento all'aeroporto di Elstree. Sull’aereo con lui il giovane (23 anni) e molto promettente pilota inglese Tony Brise, che aveva appena firmato un contratto biennale per correre dal 1976 con la Embassy Hill, il progettista Andy Smallman e tre meccanici: Ray Brimble, Tony Alcock e Terry Richards. Tornavano dal Paul Ricard, al termine di una sessione di prove della nuova monoposto GH2, diretti a Londra dove avrebbero partecipato ad un party. Invece si schiantarono tra gli alberi di un campo da golf ad Arkley, nei pressi di Barnet. Tutti morti. Fine del Team. Una vera tragedia perdere così Hill, due volte campione del mondo, unico ad aver centrato il grande slam motoristico: titolo F1, 500 Miglia di Indianapolis, 24 Ore di Le Mans, vero gentleman. Pensare che aveva cominciato come meccanico alla Lotus. E pensare che era sopravvissuto ad un incidente terrificante a Watkins Glen nel 1969, quando venne sbalzato fuori dalla sua monoposto. Se la cavò con molte fratture. Nel 1975, dopo aver subito l’onta della mancata qualificazione a Montecarlo – il gran premio che lo aveva visto vincitore cinque volte – decise che a 46 anni era arrivata l’ora di appendere il casco al chiodo e, ormai Costruttore, di lanciare un erede. Brise era perfetto per coronare il progetto. Il padre era stato buon pilota, anche di stock car  europea. Lui aveva vinto e convinto in F3 e soprattutto in Formula Atlantic. Lo notò per primo Frank Williams, che lo fece esordire nel Gp di Spagna al Montjiuch, quello dell’incidente di Stommelen che guidava la Lola Embassy modificata, la prima Hill da F1 (GH1). Da Montecarlo quel volante toccò a lui e nonostante nessun risultato eclatante (ma spesso fu molto più veloce del compagno Alan Jones) il “vecchio” Hill puntò su di lui. Con un po’ più di esperienza e la nuova GH2, il potenziale di quella fulgida promessa – era il parere pressoché unanime - sarebbe venuto fuori. Non lo sapremo mai.

venerdì 27 novembre 2015

ANNIVERSARY / 27 NOVEMBRE 1995. BAGHETTI, A 61 ANNI MUORE IL PILOTA MERAVIGLIA

(27/11/2015) – Venti anni fa, Giancarlo Baghetti morì a 61 anni, dopo una lunga malattia. Di questo talentuoso pilota milanese resterà negli annali l’impresa che lo vide protagonista ineguagliato il 2 luglio del 1961 a Reims: vittorioso al debutto in F1. Il fatto di aver centrato questo risultato eclatante su una Ferrari, sia pur messagli a disposizione dalla Federazione Italiana Sport Automobilistici, fece fremere i cuori di chi sognava l’abbinamento vincente tra la Rossa nazionale e un pilota tricolore. L’automobilismo italiano ha il suo nuovo campione”, titolò il Corsera. Proclama non esagerato: Baghetti, figlio di un facoltoso industriale del ramo siderurgico, non era comparso dal nulla. Si fece notare vincendo la Coppa Fisa voluta da Eugenio Dragoni, capo della Scuderia Sant' Ambroeus, davanti ad un certo Bandini per poi confermare le sue qualità anche con le ruote coperte a Sebring (secondo) e grazie a due roboanti vittorie in Gran Premi non titolati a Napoli e Siracusa. Poi il colpaccio di Reims, tra l’altro in gran rimonta dopo essere partito solo dalla dodicesima piazza: primo davanti a Gurney su Porsche. Doveva essere l’inizio della consacrazione, in realtà fu l’acuto finale. Sempre veloce e stimato da tutti, ma vittima di tanti guai meccanici. A fine ’61 finì nel caos creatosi in Ferrari per la “fuga dei cervelli”, quando Carlo Chiti & C. piantarono il Drake per fondare l’ATS alla quale aderì anche lui. Ma fu un fuoco fatuo. Nè guidare in seguito BRM e Lotus o cogliere ottimi piazzamenti alla Targa Florio servirono a rinverdire i fasti di Reims. La delusione crescente, l’indole placida dell’uomo Baghetti, la dedizione a cogliere gli aspetti piacevoli della vita e soprattutto i colpi interiori inferti dalla morte in pista prima di Von Trips e poi dell’amico-nemico Bandini a Montecarlo spensero la fiamma delle corse, pur forte in lui. Divenne eccellente fotografo e direttore della rivista Auto Oggi e si mantenne sempre persona affabile e cordiale, che dava alla vita il giusto peso, cercando di coglierne gli aspetti meno stressanti. Un fenomeno, in ogni caso.

giovedì 26 novembre 2015

IL FUTURO DI ALONSO IN TRE IPOTESI

(26/11/2015)ALONSO AND HIS FUTURE: 3 HYPOTHESES. Cosa farà nel 2016 Fernando Alonso, da oggi a Yas Marina per affrontare l’ultimo gran premio di questa sua a dir poco tribolata stagione? Il motore Honda ha tradito e la sua stella si è pesantemente offuscata, mentre l’età avanza. In Brasile ha reagito alle ennesime, ripetute defaillances della vettura come farebbe solo un pilota ormai in disarmo e cioè rendendosi platealmente partecipe della situazione a metà tra il comico e il tragico (in senso sportivo, s’intende). Per questo è salito abusivamente sul primo gradino del podio o si è concesso lunghi momenti di relax su una sedia lungo il circuito. Cose non da Alonso. L’Alonso dei tempi migliori. Che però, nonostante tutto, c’è ancora. Riconosciuto tuttora come tale dagli addetti ai lavori. Già, ma che fare se il copione dovesse ripetersi anche l’anno prossimo? Dopo il Gp di Abu Dahbi, l’ex ferrarista ha un po’ di tempo e di cose da fare e da vedere per valutare la situazione: il test Pirelli dell’1 dicembre, le prove al banco del propulsore giapponese, i disegni della nuova Mc Laren (non esente da colpe) e infine i test collettivi di marzo, prima della gara inaugurale di Melbourne il 20 dello stesso mese. Il suo futuro in 3 ipotesi (o fanta-ipotesi, fate voi...).
IPOTESI 1 - Fernando ha l’esperienza necessaria per rendersi conto se un progetto ha qualche probabilità di essere, se non vincente, almeno sicuramente competitivo. E’ questo il minimo che chiede: poter lottare al vertice. Il resto ce lo mette lui. Ma se il pacchetto non dovesse convincerlo, non è affatto da escludere un clamoroso divorzio (nonostante il contratto, credo avrebbe tutte le scappatoie legali dalla sua parte visto quello che ha dovuto subire in fatto di immagine e di mancati risultati). Alonso, d’altronde, è abituato a prendere decisioni improvvise, drastiche: lo ha fatto con le donne della sua vita e lo ha fatto ad inizio 2006 quando annunciò a sorpresa, con un anno di anticipo, il passaggio alla Mc Laren. Quindi? Non rimarrebbe che un tentativo alla Red Bull (che si libererebbe in qualche modo di Ricciardo o Kvyat) certo in difficoltà ma dove c’è l’ammirato Newey, oppure alla Renault ex Lotus che sembra quasi aver “subito” l’annunciata drivers-line Maldonado-Palmer.
IPOTESI 2 – Alonso comincia il campionato “concedendo”..................