Translate

venerdì 30 gennaio 2015

NUOVA FERRARI SF15-T: CURA DEI DETTAGLI. La scheda tecnica. Technical data


(30/1/2015) – Ed è arrivato il turno della nuova Ferrari, la SF15-T, presentata via web su ferrari.com. E’ la sessantunesima monoposto costruita dalla Casa di Maranello per partecipare al Campionato del Mondo di Formula 1 e la seconda monoposto dalla reintroduzione dei motori turbo del 2014. Viene presentata come “un sostanziale passo avanti rispetto alla F14-T” anche se ad occhio non pare assicurare quello "stacco" desiderato da Marchionne. Vettel e Raikkonen sono comunque ben impressionati e scalpitano per provarla in pista da domenica 1 febbraio ma ecco la scheda tecnica fornita da Maranello:



Telaio - Visivamente la differenza più evidente tra la SF15-T e la monoposto che l’ha preceduta è l’abbassamento della parte anteriore, in conformità ai cambiamenti regolamentari per la stagione 2015. Dopo diverse stagioni caratterizzate da un’estetica piuttosto sgradevole, nel 2015 il regolamento permette di avere sulla SF15-T un musetto dalla forma più attraente, che garantisce anche eccellenti prestazioni aerodinamiche. Ad eccezione del muso, i regolamenti 2015 sono rimasti sostanzialmente invariati. Questo ha permesso alla squadra di avere una solida base su cui progettare un telaio molto più competitivo rispetto allo scorso anno. 
Un veloce sguardo alla zona posteriore della monoposto rivela subito un retrotreno molto più compatto, che permette di generare un maggiore carico aerodinamico dalle superfici critiche che contraddistinguono questa zona. La famiglia di alettoni posteriori è stata profondamente riprogettata per garantire una maggiore stabilità nelle prestazioni nella percorrenza delle curve, oltre a un maggiore effetto DRS lungo i rettilinei. I condotti dei freni anteriori e posteriori sono stati rimodellati al fine di garantire un maggiore raffreddamento di pinze e dischi freno, oltre a generare un maggiore carico aerodinamico rispetto agli stessi elementi della stagione 2014. E’ stata inoltre rivista la cinematica delle sospensioni anteriori e posteriori per consentire un migliore utilizzo delle gomme Pirelli.
Integrazione - Come nel 2014, l’attuale regolamento pone un forte accento sull’elevato livello di integrazione tra Power Unit e telaio. Integrazione non equivale semplicemente alla giusta collocazione della miriade di componenti all’interno della vettura, ma si esplica con una Power Unit e un telaio progettati specificatamente affinché la vettura abbia le migliori prestazioni possibili. Specifici obiettivi progettuali scelti con grande attenzione fanno sì che la SF15-T possa vantare.... (SEGUE CON TUTTI I DATI TECNICI)

giovedì 29 gennaio 2015

MC MINIMAL. La nuova Mc Laren punta tutto sul motore Honda

(29/1/2015) – La nuova era Mc Laren-Honda  parte in sordina. E’ stata presentata questa mattina la MP4-30 ma chi si aspettava – e qualche anticipazione lo faceva pensare - una monoposto palesemente innovativa è rimasto abbastanza deluso (almeno per quello che si può vedere). Probabilmente non è quanto di più definitivo, compresa l’assenza di un main sponsor (infatti a sorpresa sono stati confermati i colori argento e nero, con una striatura rossa). 

Comunque, nonostante l’arrivo dell’allievo di Newey, Promodru, e a parte il muso basso in ossequio alle nuove regole, la macchina non si presenta, ad occhio, particolarmente diversa da quella dello scorso anno. Vanno però fatte due riflessioni: primo, è da considerare che la Mc Laren nel finale dello scorso è apparsa in netto progresso e quindi alcuni concetti tecnici e aerodinamici già implementati sono stati semplicemente confermati. Secondo, direi soprattutto, la gran parte del “lavoro” quest’anno lo dovrà fare l’attesissimo motore Honda, nascosto sotto il cofano, alle spalle di Alonso e Button. Il gingillo nipponico ha steccato alla prima di Abu Dhabi ma pare che i problemi di dialogo tra le varie componenti della power unit siano stati risolti e si parla di gran potenza disponibile. Lo vedremo molto presto: sarà Alonso a scendere per primo in pista domenica 1 febbraio a Jerez.


mercoledì 28 gennaio 2015

ABARTH SPONSOR YAMAHA. Rossi come nel 2007?


(28/1/2015) – La Fiat appose il proprio marchio sulla Yamaha 2007 di Valentino Rossi. Vinse Rossi e vinse l’idea commerciale. Ora ci risiamo ma tocca alla Abarth: una nuova partnership biennale è stata annunciata oggi a Madrid, in occasione della presentazione della nuova livrea della YZR-M1 che sarà utilizzata da Valentino Rossi e Jorge Lorenzo nel Mondiale MotoGP 2015. Il logo dello Scorpione è posizionato sulla carena frontale delle due M1 e sarà visibile anche nelle comunicazioni ufficiali del Team e sui backdropper le interviste, oltre che su tutti gli assets chiave della squadra. Abarth fornirà inoltre al Team Movistar Yamaha MotoGP diversi veicoli della gamma FCA, in tutto il mondo. Per Abarth è un ritorno in grande stile su una moto Yamaha: sempre nel 2007, sulla griglia di partenza del GP d'Australia a Phillip Island,  le Yamaha YZR-M1 ufficiali di Valentino Rossi e Colin Edwards si presentarono con una livrea speciale caratterizzata dallo Scorpione. Si celebrava la rinascita del marchio Abarth che proprio nel mondo delle due ruote era nato. Era infatti il 1928 quando un giovanissimo Carlo Abarth conquistò i suoi primi successi sportivi in sella a una moto mentre l'anno successivo costruì la sua prima motocicletta personalizzata con il mitico marchio dello Scorpione.


RAIKKONEN PAPA', VETTEL GIA' DAVANTI...

(28/1/2015) – La Scuderia Ferrari ha due piloti neo papà. L’ultima notizia riguarda Raikkonen che è appena diventato padre di un maschietto. La compagna Minttu Virtanen, 27 anni, ha infatti divulgato l’annuncio precisando che l’erede del finlandese campione del mondo 2007 "E' nato in Svizzera, pesa 3,7 kg per 51 cm”, aggiungendo inoltre “Siamo orgogliosi e felicissimi". Immediato e spiritoso il tweet della Scuderia ferrari: Grande! Kimi è papà: 3,7kg X 51cm, passo non disponibile... Minttu e il piccolo stanno bene! Onnea isälle! #DaddyKimi

A Maranello ci sono quindi due piloti che, oltre a regolare al meglio l’assetto delle proprie monoposto, dovranno imparare anche a cambiare i pannolini. Sebastian Vettel è in vantaggio di un anno: a gennaio 2014 la compagna Hanne Prater, 26 anni, conosciuta sui banchi di scuola nella natìa Happenheim, ha dato alla luce una femminuccia tenuta gelosamente lontana dagli obiettivi (come fece Schumacher con i suoi figli).  I lieti eventi serviranno a cementare ulteriormente l’amicizia già molto forte tra i due alfieri chiamati a far risorgere la Ferrari e che, quindi, non si limiteranno a scambiarsi pareri tecnici! Fiocco azzurro, venerdì, sulla nuova SF15-T? Altri piloti in "lista di attesa"? Il neo-sposo Button? Alonso?

CARLOS SLIM (OGGI 75 ANNI) NUOVO RE DELLA F1

(28/1/2015) – Auguri di buon compleanno anche a Carlos Slim, che oggi compie 75 anni ed è ormai figura di primo piano del mondo della Formula 1. Il magnate di Città del Messico, uomo più ricco del mondo con un patrimonio di 79,6 miliardi di dollari secondo la rivista Forbes e realizzatore del 5% del PIL del Messico secondo Fortune, ha infatti assunto un ruolo sempre più rilevante e la cosa sembra piacergli. Grazie a lui hanno trovato e mantengono un volante i connazionali Sergio Perez e Esteban Gutierrez il quale ultimo si è addirittura accasato alla Ferrari come terzo pilota. 

L’operazione si è allargata sul piano finanziario: le compagnie telefoniche Telmex, Telcel e Claro, che fanno parte di America Movil e assicurano a Slim 100 milioni di clienti in tutta l’America Latina, faranno la loro comparsa sulla carrozzeria della nuova Ferrari SF15-T che vedremo venerdì. Lo slancio patriottico di Slim ha inoltre consentito di riportare in calendario da quest’anno anche il Gp del Messico. Insomma, nulla da invidiare al deus ex machina della Red Bull, Dieter Mateschitz. Anzi, a questo punto c’è da chiedersi quale sarà il prossimo passo dopo aver tentato, tra l’altro, nel 2011, insieme a Rupert Murdoch, di “acquistare” da Ecclestone la F1? Una scuderia tutta sua?

                          

martedì 27 gennaio 2015

VINCERE LA GP2 NON BASTA PIU'. Palmer ci prova con la Lotus

(27/1/2015) – L’annuncio di Jolyon Palmer, campione in carica GP2, quale terzo pilota Lotus (nella foto la nuova E23 Hybrid) allevia solo in minima parte una sgradevole sensazione corroborata purtroppo dai fatti. La categoria un gradino sotto la Formula 1 sembra proprio aver esaurito la sua valenza propedeutica. Prima dell’accordo con il team inglese, lo stesso Palmer, ormai quasi senza più speranze, aveva fatto un’amara quanto realistica considerazione: “E’ strano come in F1 ci vada chi io ho battuto”. Il riferimento a Felipe Nasr, approdato via Banco do Brasil alla Williams, era puramente voluto (il brasiliano ovviamente si è difeso). 


Non so se l’accordo di Jolyon darà frutti, ma c’è da essere pessimisti. Nel 2012 a vincere la GP 2 fu Davide Valsecchi che, guarda caso, riuscì a strappare il terzo sedile proprio alla Lotus. Quelle poche volte che scese in pista si comportò benissimo ma alla fine il team principal Bouiller, alle prese con la sostituzione di Raikkonen, riuscì a bruciare in sol colpo le carriere in F1 in primis dello stesso Valsecchi (solo illuso) e poi del povero Kovalainen (non all’altezza della situazione). Nel 2013, il titolo andò allo svizzero Leimer che si è riciclato nel WEC dopo che il suo manager aveva parlato di “sistema malato in F1” (cercò senza esito un approdo dai connazionali della Sauber). Qualcosa, dunque, è cambiato dal 2012 perché prima ai vincitori della GP2 come Rosberg, Hamilton, Glock, Grosjean e Hulkenberg una monoposto nella massima formula toccava di diritto. E non vorrei che anche la GP3 seguisse lo stesso andazzo: dopo i vincitori Gutierrez e Bottas, faticano Mitch Evans (2012) e Alex Lynn (2014), mentre il russo Kvyat (2013) fa storia a sé grazie alla proficua appartenenza alla filiera Red Bull. La verità è che è cambiata la Formula 1, o meglio la crisi ha accentuato uno dei suoi aspetti meno piacevoli: la preminenza dei piloti paganti (Caterham e Manor ex Marussia aspettano a portafo.., pardon, braccia aperte).

lunedì 26 gennaio 2015

ANNIVERSARY / 26 GENNAIO 1975. CARLOS PACE, 40 ANNI FA PRIMA E UNICA VITTORIA DELL'IDOLO MANCATO

(26/1/2015) Carlos Pace fu portato letteralmente in trionfo dalla folla festante quando 40 anni fa esatti vinse il suo primo gran premio, quello del Brasile, a Interlagos! Era la seconda gara di campionato 1975 - che avrebbe visto il ritorno all’iride della Ferrari dopo 11 anni - e il brasiliano si impose davanti al ben più titolato connazionale e campione del mondo in carica Fittipaldi e a Jochen Mass, entrambi su Mc Laren. In prova la pole fu del francese Jarier su Shadow che dopo una sfuriata di Reutemann si involò, imprendibile, anche in gara. Dalla terza fila, inesorabile, Pace cominciò però la sua rincorsa vincente. Attento a non degradare subito gli pneumatici – allora i campionati cominciavano a gennaio e in Brasile era piena estate con un caldo opprimente – approfittò delle defaillances altrui, compreso Jarier che a otto giri dalla fine vide cedere la macchina. 
Nonostante l’affondo finale di Fittipaldi, Carlos riuscì a passare per primo sotto la bandiera a scacchi facendo “esplodere” la torcida e provando così per la prima volta l’ebbrezza della vittoria in Formula 1. Un nuovo, brillante esponente della tradizione brasiliana sembrava essere sbocciato, anche se quel giorno aveva già 30 anni. Dopo l’esordio nel 1972 su March messa in pista da Frank Williams, fu John Surtees a lanciarlo ma il vero trampolino lo costituì il passaggio alla Brabham nel corso del 1974. Dopo la vittoria di Interlagos partì in pole nel GP successivo in Sudafrica e quell’anno colse altri due podi (Monaco e Silverstone). Poi anni di alti e bassi, fino al 1977 con le monoposto di Ecclestone certamente competitive, spinte dai generosi propulsori Alfa Romeo di Chiti. Vittoria sfiorata in Argentina, ma solo due mesi dopo l’incidente aereo mortale. Un idolo mancato.

venerdì 23 gennaio 2015

LA CSAI PREMIA A VERONA I CAMPIONISSIMI 2014

(23/1/2015) – Tempo di premiazioni: domani la Csai attribuirà i meritati riconoscimenti ai campioni 2014 dell’automobilismo e lo farà in occasione della manifestazione MotorCircus, in programma questo weekend presso i padiglioni 11 e 12 di VeronaFiere. Oltre ad applaudire i propri beniamini, gli appassionati potranno visionare le novità proposte dai 102 espositori presenti, assistere ad altre premiazioni e presentazioni delle principali iniziative sportive che riempiranno i calendari gare del 2015.

Non mancherà l’azione: in programma 3 gare: una riservata alle vetture da rally moderne, una alle vetture da rally storiche ed una alle Lotus Cup, con in più spettacolari esibizioni di drifting. Per gli amanti delle due ruote la possibilità di visitare, con lo stesso biglietto di ingresso, anche la fiera MotorBike Expo, che si svolgerà in altri padiglioni dello stesso polo fieristico di Verona. Ma ecco a seguire l’elenco dei piloti di tutte le categorie che saranno premiati:



PREMIAZIONE DEL CAMPIONI DELL'AUTOMOBILISMO 2014 – VERONA

SETTORE VELOCITA’ IN CIRCUITO
Vincitori Campionato Italiano Gran Turismo GT Classe GT3 sub judice
Vincitrice Campionato Italiano Gran Turismo GT3 Costruttori FERRARI
Vincitore Campionato Italiano Gran Turismo GT Cup 1a Divisione MASSIMO OMAR GALBIATI
Vincitore Italian F.4 Championship Powered by Abarth LANCE STROLL
Vincitore Campionato Italiano Formula ACI Abarth JORGE BAS
Vincitori Campionato Italiano Turismo Endurance Super Production PAOLO MELONI e MASSIMILIANO TRESOLDI
Vincitore Campionato Italiano Turismo Endurance Super 2000 FILIPPO MARIA ZANIN
Vincitore Campionato Italiano Prototipi DAVIDE UBOLDI
Vincitore F.2 Italian Trophy PIERO LONGHI
Vincitore "Trofeo Luigi Macaluso" ANTONIO FUOCO
Vincitore "Trofeo Alboreto" MATTIA DRUDI

giovedì 22 gennaio 2015

JEAN PIERRE NICOLAS, UNA VITA PER I RALLY

(22/1/2015) - … E tanti auguri di buon compleanno a Jean Pierre Nicolas, uno dei pionieri del rally pur non avendo mai vinto un mondiale (e stato vice campione nel 1978). Nato a Marsiglia 70 anni fa, resta nella memoria in particolare al volante delle bellissime Alpine e per le sue vittorie al Rally di Montecarlo, al Tour de Course, in Portogallo, Marocco, Kenya, Costa d’Avorio. Una carriera epica e soddisfacente iniziata nel 1965 e chiusa con onore solo nel 1984. Grazie alla militanza in Peugeot è diventato amico di Jean Todt per assumere in seguito anche la direzione della attività motorsport del Leone, condita da molti successi. Infine, è divenuto manager dell’Intercontinental Rally Challenge. Insomma, una vita per i rally. 

IN FORMULA 1 A MUSO BASSO

(22/1/2015) – La tendenza è quella anticipata da Force India e Williams che, per primi, hanno presentato le monoposto in versione regolamentare 2015. In Formula 1 a muso basso, dunque. Fine dei musetti “formichieri”, “a becco”  o peggio “a forma di pene” che hanno caratterizzato le vetture della scorsa stagione. La FIA ha infatti disposto nuove e stringenti regolamentazioni tecniche che riguardano sezioni, larghezze, misure che hanno costretto i progettisti ad un approfondito lavoro di rivisitazione dell’anteriore delle monoposto. Si rivedono dunque forme più dolci e tradizionali ma quanto lavoro dietro! Pat Symonds, in sede di presentazione della nuova FW37, ha rivelato quanti grattacapi progettuali abbiano dato queste novità e l’influenza che hanno sulla aerodinamica che, ovviamente, va rivista tutta. E’ stato sicuramente così anche per il Direttore Tecnico della Force India, Andrew Green e lo sarà per tutte le altre novità che nei prossimi giorni verranno mostrate, pronte per i primi test collettivi di Jerez, dal primo febbraio. Intanto prosegue il countdown della Ferrari che mostrerà il progetto 666 - quale il nome ufficiale? - solo on line il 30 gennaio ma che comincia a svelarsi sul sito http://2015f1car.ferrari.com/.

WINTERMARATHON, IVAN CAPELLI PARTE IN TESTA

(22/1/2015) - Sarà la Volvo PV544 del 1965 guidata dall'ex pilota di F1 Ivan Capelli  - con il numero 1 sulle fiancate e navigato da Guido Ursini-  a prendere il via per prima, domani 23 gennaio alle ore 14.00 da Piazzale Brenta a Ragoli di Madonna di Campiglio, per la 27ª edizione della Winter Marathon, la manifestazione di regolarità per auto storiche tra le più importanti in Italia per numero di iscritti e qualità delle vetture partecipanti. Ai 120 equipaggi iscritti (19 le marche automobilistiche presenti, 9 le nazioni rappresentate dai conduttori, 11 le vetture anteguerra iscritte e 21 i Top Driver) le emozioni sono assicurate: una maratona di 427 km, 45 prove cronometrate e 12 ore consecutive di guida attraverso le strade e i passi dolomitici più affascinanti del Trentino Alto Adige. Vetture tutte rigorosamente prodotte entro il 1968 (vettura più anziana del lotto è una imponente Bentley 3 Litre del 1925) con l'aggiunta di alcuni modelli prodotti fino al 1976 che hanno fatto al storia dei rallies negli anni '70, come ad esempio la Lancia Stratos del 1974 di Tonoli-Bresciani, la Renault Alpine A110 1800 del 1976 di Pasquale-Roggeri, le due Fiat 124 Abarth Rally del 1975 di Stancari-Valentini e di Simone Bertolero, la Lancia Fulvia “Fanalone” del 1970 di Lyveroulaz-Trossello. Tra le protagoniste anche la Giulia TI Super del 1963, appartenente alla collezione del Museo Storico Alfa Romeo e  appositamente preparata per affrontare questa gara con il potente 2.0 JTDM2 da 175 CV abbinato all'innovativo cambio automatico a doppia frizione "Alfa TCT". Porsche sarà nuovamente la marca più....

mercoledì 21 gennaio 2015

CACCIA ALLA NUOVA MUSTANG: E' IN VENDITA!

(21/1/2015) – La “caccia” è aperta: è ora ufficialmente possibile ordinare la nuova Mustang in tutta Europa, in esclusiva presso la rete dei Ford Store (l’elenco all’indirizzo http://www.forditalia.info/mustang/Mustang_Map.html), disponibile sia con motore EcoBoost 2.3 da 314 cavalli che con V8 5.0 da 418 cavalli, entrambi con cambio manuale o automatico, sia nella versione ‘fastback(prezzo di listino 36.000 euro) che ‘convertible’ (40.000 euro). Ma si potranno scoprire tutte le possibili personalizzazioni sia attraverso un’app per tablet e smartphone, sia attraverso il configuratore on-line, all’indirizzo www.ford.it/Configura/NewMustang. La app ‘Virtual Mustang‘ sarà lanciata questa settimana, sia per piattaforme iOS che per Android, e permetterà di configurare allestimenti e caratteristiche dal colore al design dei cerchi, nonché di ascoltare la riproduzione del rombo di entrambi i motori. Sarà dotata inoltre di un’affascinante modalità in realtà aumentata 3D che, attraverso la fotocamera del dispositivo, permetterà di mostrare in anteprima la propria Mustang digitale all’interno dello scenario preferito, dal proprio garage al viale di casa. Le immagini generate possono essere inviate ai propri contatti e condivisi sui social network. Tutte le Mustang europee sono dotate di serie di un performance pack che comprende i cerchi in lega da 19 pollici e i freni maggiorati. La dotazione di serie include inoltre la telecamera posteriore, gli interni in pelle, i fari automatici (sensore luce) e i tergicristalli automatici (sensore pioggia), i fari posteriori a LED e il controllo climatizzatore bizona, nonché il nuovo sistema di connettività e comandi vocali avanzati SYNC 2, con schermo touch da 8” e l’impianto audio a 9 altoparlanti.

martedì 20 gennaio 2015

TORO ROSSO, DIECI ANNI DI DURA PALESTRA

(20/1/2015)La Scuderia Toro Rosso celebra il suo decennio in F1 con un logo speciale, che qui vedete. Nel 2006, quella che era la mitica Minardi e poi European veniva rilevata, factory di Faenza compresa, da Dieter Mateschitz che ne fece così una scuderia “sorella” o “cugina” (fate voi) della Red Bull, con il compito precipuo di consentire lo sbocco nella massima formula dei talenti del proprio programma Young Drivers. I primi furono il nostro Vitantonio Liuzzi e l’americano Scott Speed. Molto ha dato, la Toro Rosso, ma molto ha indisposto, soprattutto sotto la guida del ferreo Franz Tost che prese il posto, abbastanza improvvisamente dopo un paio di anni, di Gherard Berger alla conduzione del team. Alla Toro Rosso, che comunque non è la Red Bull, l’indulgenza e particolari riguardi non sono infatti previsti. Scott Speed finì l’esperienza in anticipo azzuffandosi con Tost, Liuzzi e Bourdais bocciati senza appello. Rimasero di stucco Buemi e Alguersuari, messi alla porta dall’oggi al domani alla fine del 2011 (soprattutto per lo spagnolo fu un colpo da ko). Nel 2014, nonostante un buon finale di stagione, stesso trattamento è toccato a Vergne che comunque si è consolato in Ferrari e Formula E. anche il valente tecnico Giorgio Ascanelli capì che il suo tempo era passato e si dimise. E' anche vero che la dura palestra di Tost e di Helmut Marko ha prodotto autentici campioni. Lì Vettel è sbocciato, con la fenomenale vittoria di Monza nel 2008. E lì Ricciardo ha avuto modo di farsi apprezzare tanto da guadagnare il volante della Red Bull (e mettere in difficoltà il 4 volte iridato Vettel). La stessa strada percorsa oggi dal russo de Roma Kvyat che, al debutto, ha sorpreso positivamente. “Le cifre che contano veramente, quelle per i punti e le vittorie –è scritto nel sito della Scuderia – sono quelle di cui andremo a caccia nel 2015, iniziando tra poche settimane a Melbourne”. Verstappen e Sainz junior sono avvisati…

lunedì 19 gennaio 2015

LA NUOVA FORD GT GIA' IN VIDEOGAME XBOX ONE

(19/1/2015) - La nuova Ford GT, la supersportiva da oltre 600 cavalli grazie al più potente EcoBoost di sempre (un V6 3.5) e al telaio in carbonio e alluminio, svelata al Salone di Detroit, ha già conquistato la sua prima copertina. Quella della cover di Forza Motorsport 6, nuovo capitolo della celebre saga di videogame prodotta da Microsoft e sviluppata da Turn 10. In anticipo rispetto al suo lancio globale, previsto nel 2016, i “gamer” potranno, virtualmente, mettersi al volante di questo superlativo modello. Forza Motorsport è una delle simulazioni di guida più apprezzate al mondo, e il sesto capitolo della saga sarà disponibile esclusivamente per Xbox One, la console di nuova generazione di Microsoft. “Se con la nuova GT Ford stabilisce un nuovo punto di riferimento nel mondo delle auto sportive, con Forza Motorsport 6, la simulazione tecnologicamente più avanzata di sempre, noi faremo lo stesso nel mondo dei videogiochi” dice Dan Greenawalt, direttore creativo di Turn 10 Studios. 

Gli appassionati di automobilismo devono aspettarsi nuove pagine entusiasmanti da quella che viene definita “l’espressione più elevata ed esclusiva del DNA sportivo dell’Ovale Blu". La nuova Ford GT affiancherà la Focus ST, la Focus RS e la Mustang nella gamma di auto globali ad alte prestazioni Ford Performance, ed entrerà in produzione alla fine del prossimo anno per celebrare il 50° anniversario della leggendaria 24 Ore di Le Mans del 1966, in cui tre Ford GT occuparono tutti i gradini del podio.



sabato 17 gennaio 2015

HAPPY BIRTHDAY / BRANCATELLI 65 ANNI, ENNESIMO TALENTO ITALIANO SPRECATO

(17/1/2015) – A metà anni ’70 il torinese Gianfranco Brancatelli, insieme a Bruno Giacomelli e Riccardo Patrese, era una delle migliori speranze dell’automobilismo italiano. Domani, 18 gennaio, sarà il suo compleanno numero 65. E’ nato, dunque, lo stesso giorno di Gilles Villeneuve. E' sparito dalle scene ma va considerato uno degli ormai innumerevoli talenti italiani che non ha trovato adeguato sbocco. Nel 1976 contese al bresciano e al padovano il Casco d’Oro di Autosprint: quell’anno lottò fino alla fine per la conquista dell’europeo di Formula 3 ma il doppio ritiro di Pergusa e Monza compromise le sue possibilità lasciando pista libera allo svedese Andersson e a Patrese che prevalse. Il talento si evidenzia subito o non è talento: lui, dopo un anno dal debutto in monoposto, nel 1974 vinse il titolo di Formula Italia e successivamente in Formula 3 fu subito tra i migliori - nella serie continentale corse per la Novamotor e per la Scuderia Everest – per approdare quindi nel 1977 in F.2 nella scuderia di un certo Giancarlo Minardi.  
Siamo alla svolta: la macchina non è competitiva ma nel 1979 arriva la possibilità di coronare il sogno e correre in Formula 1. L’occasione gliela dà il team tedesco Kaushen che si è ben comportato in F2 e realizza una monoposto attraente, ma la realtà dissiperà ogni velleità: mai qualificato per la gara nei due tentativi a Jarama e a Zolder. Terzo tentativo a Montecarlo ma sulla Merzario che il pilota comasco non potè guidare per un infortunio: anche qui nessuna chance per Brancatelli che diede così l'addio alla massima formula per ricostruirsi con le ruote coperte. Dopo il debutto vincente nel Turismo con l’Alfa Romeo (1982), corse nell’ETCC vincendo nel 1985 il titolo su Volvo 240 Turbo e la Guia Race di Macao. Altre belle soddisfazioni: secondo alla 24 Ore di Daytona del 1987, titolo italiano Turismo nel 1988 (su Alfa 75 del Jolly Club), la 24 Ore di Spa nel 1989. Nelle classiche di durata si distinse a Le Mans (secondo) e al Nurburgring (terzo), concludendo la carriera nel 1999. Che dire: detto del talento, mancò la fortuna non il coraggio...



venerdì 16 gennaio 2015

HAPPY BIRTHDAY / AJ FOYT 80 ANNI, PIU' CHE MAI QUESTIONE DI CUORE

(16/1/2015) – Tanti auguri di buon compleanno a Anthony Joseph Foyt, A.J. Foyt per tutti. Compie oggi 80 anni questo roccioso, robusto e per qualcuno burbero pilota americano, texano di Houston, sposato con Lucy, che è l’unico ad aver vinto la 500 Miglia di Indianapolis (per quattro volte, nel 1961, 1964, 1967 e 1977), la 24 Ore di Le Mans (nel 1967 su Ford MK IV in coppia con il connazionale Dan Gurney) e la Daytona 500. Oltre a innumerevoli campionati di quella che ora è la IndyCar. Un autentico pioniere dell’automobilismo ruggente. Gli è mancata la Formula 1, ma A.J. Foyt ha sempre prediletto the american way of life. 
Gurney-Foyt vincitori a Le Mans 1967
Ricordo una frase molto esemplificativa della sua visione genuina dell’essere pilota: “L’automobilismo è uno degli sport più veri: quando sei al box tutta la squadra lavora per te, ma poi in pista sei solo e tutto dipende da te”. Si capisce che è una considerazione di molti anni fa. Oggi i piloti fanno molta meno fatica in macchina e vengono sostanzialmente teleguidati dai box. Qualcuno debutta a 17 anni in F.1… Ok, altri tempi. A.J. Foyt oggi cerca di guidare il suo cuore ballerino. Lo scorso mese di novembre è stato sottoposto ad un intervento chirurgico di triplo bypass nella sua Houston e dimesso il 2 dicembre, ma una settimana dopo è stato nuovamente ricoverato per complicanze post-operatorie e gli è stato detto di prendersela calma. 
 

Lui freme, c’è un campionato IndyCar alle porte (Takuma Sato e Jack Hawckworth i suoi piloti 2015) e per ora è in stretto contatto con il figlio più giovane Larry. “Questa cosa mi ha preso di sorpresa ma non vedo l’ora di essere con i ragazzi”. Buon compleanno e buon 2015!
Winner a Indy 

AJFoyt Racing




martedì 13 gennaio 2015

WSK GRAN GALA, CHE TALENTI !


(13/1/2015) - Il Palaeventi dell’Adria International Raceway ha ospitato, lo scorso 10 gennaio, il WSK Gran Gala ha riunito per l’occasione 250 invitati, tra i quali sono stati protagonisti i primi tre classificati delle Serie WSK della passata stagione, festeggiati da importanti figure del Motorsport internazionale. A introdurre la serata è stato il Presidente WSK Luca De Donno, che nello stesso tempo ha dato il via alla decima stagione di attività di WSK Promotion. Al suo primo decennale, l’organizzazione con sede a Maglie, in provincia di Lecce, sarà nuovamente impegnata sia nel karting che nelle monoposto, in un calendario di eventi che, oltre alle Serie WSK, comprende anche il Mondiale e l’Europeo CIK-FIA e l’Italian F.4 Championship powered by Abarth. 
I piloti premiati.
A essere premiati sono stati i primi tre delle classifiche finali, che in WSK Champions Cup hanno visto prevalere in KZ2 Ben Hanley (GB), in KF Karol Basz (PL), in KFJ Enaam Ahmed (GB) e in 60 Mini Abdul Muizzudin (MAL). Premiati sul podio anche i rispettivi team vincitori: Art Grand Prix (KZ2), Tony Kart Racing Team (KF), Ricky Flynn Motorsport (KFJ) e Gamoto Kart (60 Mini). Uguale cerimonia per la WSK Super Master Series, che ha festeggiato i trionfatori della KZ2 Marco Ardigò (BS), della KF Callum Ilott (GB), della KFJ Enaam Ahmed e della 60 Mini Nicola Abrusci (BA), con consegna dei premi anche ai rispettivi team vincitori Tony Kart Racing Team (KZ2), Zanardi Strakka Racing (KF), Ricky Flynn Motorsport (KFJ) e Baby Race (60 Mini). Premiati anche i re della recente WSK Final Cup, che ha inaugurato lo scorso mese di novembre il nuovo circuito di Adria: in KZ2 Marco Ardigò, in KF Karol Basz, in KFJ Presley Martono (RI) e in 60 Mini Dmitrii Bogdanov (RUS)

Da sx, Boccolacci e Amhed
Enaam Ahmed è il nuovo talento WSK dell’anno.
Il karting di WSK Promotion ha tenuto nuovamente a evidenziare il migliore talento espresso dalla stagione 2014: per la prima volta, sia il titolo di WSK Talent Driver che di WSK Driver of the Year è stato attribuito allo stesso pilota: si tratta....

HAPPY BIRTHDAY / RON TAURANAC 90 ANNI, "FATALE" L'INCONTRO CON JACK BRABHAM

(13/1/2015) – Nello stesso giorno di Forghieri, compie gli anni un altro leggendario e brillante tecnico: Ron Tauranac, 90 anni. Fior di progettista, balzò agli onori delle cronache grazie alla feconda unione con Jack Brabham: ne vennero fuori auto innovative e mondiali di F.1. tra cui il primo di un pilota su una macchina che portava il suo nome (nel 1966).  Ronald Sidney Ron Tauranac è inglese di Gillingham ma la famiglia – il padre era di origine francese - si trasferì quando lui aveva solo 4 anni in Australia a causa della depressione, stabilendosi a Fassifern, tra Newcastle e Sydney. Nel 1946, insieme al fratello Austin Lewis, cominciò a realizzare vetture da corsa, che chiamarono Ralt dalle iniziali dei loro nomi, e a frequentare il mondo delle gare automobilistiche. 

Fu in questo ambito che avvenne l’incontro del destino con Jack Brabham: rivali per il cronometro ma subito collaborativi a livello tecnico. A un certo punto “Blackjack” gli chiese di seguirlo in Europa.  Ron non si sarebbe più fermato: oltre la F.1 (fu lui a cedere infine la Brabham ad Ecclestone), rispolverò la Ralt che divenne la monoposto di tanti giovani e talentuosi piloti impegnati nei più disparati campionati. Ordini di vetture e successi si sono susseguiti in Formula 2 e in  Formula 3 dove, tra l’altro, il connazionale Larry Perkins si affermò nell’europeo 1975. Piquet, Senna, Warwick, Damon Hill, tra gli altri, hanno vinto e si sono svezzati sulle sue macchine. Anche la Honda Motor Sport si affidò alla sua sapienza. “Il giusto equilibrio tra teoria e applicazione pratica”: questo è stato il credo di Ron e in questo ha eccelso. Nel 2002 è stato insignito dell'Ordine di Australia, paese nel quale è infine tornato.

Il libro dedicato alla storia di Ron Tauranac

lunedì 12 gennaio 2015

HAPPY BIRTHDAY / GLI 80 ANNI DI MAURO FORGHIERI, “FURIA” FERRARI

Forghieri con Piero Ferrari alla mostra che gli fu dedicata a Modena nel 2011
(12/1/2015)Mauro Forghieri compie domani, 13 gennaio, 80 anni. Ci vorrebbero centomila post per celebrare compiutamente questo compleanno e raccontare vita e miracoli di un uomo che è  autentica icona della genialità motoristica italiana. A lui Enzo Ferrari, con mossa a sorpresa delle sue, affidò a fine 1961 la responsabilità tecnica del reparto corse del Cavallino dopo le clamorose dimissioni-licenziamento in massa di Chiti, Bizzarrini, Tavoni e altri. “Tu pensa a lavorare, al resto penso io”, proferì il Drake davanti all’umano imbarazzo del giovane laureato in ingegneria meccanica (aveva 26 anni). Aveva già frequentato Maranello per degli stage (calcolo motori in sala prove) insieme ad un certo Gianpaolo Dallara (che si occupava di telai e cambi), ma il passo era grande: Phil Hill aveva appena vinto il campionato mondiale di F1. 

Forghieri al Senna Tribute di Imola 2014
La prima auto sulla quale lavorò fu la magnifica GTO ma la storia sarebbe andata avanti fino al 1987. Occorre pensare che allora la Ferrari era impegnata praticamente a 360° nel motorsport – F1, Sport prototipi (sua la gloriosa P4: “lì i miei migliori ricordi”, dice), Can Am, F2, Tasman Cup – ma in acque economiche perennemente basse e in condizioni di lotte sindacali molto accese. Forghieri ha visto fallire “l’annessione” Ferrari alla Ford (1963) e concludersi l’accordo con la Fiat (1969) dell’avvocato Agnelli. In questo contesto ha dovuto vedersela con gli squadroni Ford e di altre case ufficiali e con gli scaltri costruttori inglesi, la Lotus di Colin Chapman in primis che sfornava monoposto-gioiello a raffica: dalla 25 alla 33 di Clark, alla 49 di Graham Hill, alla 72 di Rindt e Fittipaldi fino alla 79 di Andretti. La prima vittoria “sua” è avvenuta nel 1962, al Nurburgring, con Surtees che poi avrebbe vinto il titolo nel 1964. Da lì, anni difficili -“diedi tre o quattro volte le dimissioni ma fui sempre richiamato”, ricorda Forghieri – con la tragedia Bandini, l’illusione del titolo nel 1970, la Direzione assunta dall’ing. Colombo, il telaio fatto realizzare dalla inglese Thompson. Fino alla svolta: il Drake, ripresosi da un periodo di malessere, tornò a tutti gli effetti al timone a fine ’73. Forghieri creò prima la B3 (1974) e quindi la T (1975), il “gioiello di vettura” come la definì Lauda. Le imprese dell’austriaco sono note, compreso il ritiro del Fuji nel 1976. “Se vuoi diciamo che è un problema elettrico…”, gli disse in un orecchio un “paterno” Forghieri. 

Forghieri con  Joanna Villeneuve
L'insolita ma efficace T4 consentì a Schecketr di imporsi nel 1979 nonostante wing-car molto più spiccate come la Williams. Ma fu l’ultima affermazione prima dell’era Schumacher, 21 anni dopo. Forghieri affrontò quindi il passaggio al motore turbo – nel 1982 senza le tragedie Villeneuve e Pironi la vittoria non sarebbe certo sfuggita – e l’avvento dei materiali compositi. A fine 1984 però giunse una sentenza che non si aspettava: trasferito all’Ufficio ricerche e studi avanzati. La luna di miele con il Drake era finita, e finita era l’era del progettista tuttofare. Presto sarebbe arrivato John Barnard. “Pochi hanno fatto così bene i propri interessi come lui… Si è fatto un nome sulla stampa italiana quando le sue macchine vincevano con fior di campioni come Lauda, Prost… La Ferrari ha vinto tantissimo quando gli stranieri erano dall’altra parte ma evidentemente hanno giudicato che loro potevano risolvere i problemi…”, mi dirà in seguito in aperta polemica. Tre anni dopo, Forghieri varcò per l’ultima volta la soglia della stanza del Commendatore per...

(CONTINUA CON ELENCO - INCOMPLETO! - DI PROGETTI E IDEE FIRMATE MAURO FORGHIERI)

sabato 10 gennaio 2015

ANNIVERSARY / 11 GENNAIO 2005. MUORE FABRIZIO MEONI, LA SOLIDARIETA’ VINCE ANCORA

(10/1/2015)Domani dieci anni: Fabrizio Meoni, uno dei “re” della Parigi - Dakar, è morto infatti l’11 gennaio del 2005 mentre, secondo in classifica, in sella alla sua amata KTM correva l’ennesima e ultima maratona africana. Era mattina: in Mauritania, nei pressi di Kiffa, un salto, la bruttissima caduta, la rottura di due vertebre cervicali, l’arresto cardiaco. Inutili i primi e ripetuti soccorsi, disperate le lacrime del suo incredulo avversario e compagno di squadra, il francese Cyril Despres. Lasciava la moglie Elena e i figli  Gioele e Chiara. Meoni, toscano di Castiglion Fiorentino, aveva 47 anni e una passione sconfinata per le due ruote e per l’enduro. Quasi scontato che, un giorno, avrebbe affrontato il classicissimo e durissimo banco di prova rappresentato dalla Parigi - Dakar, che vinse nel 2001 e 2002. Frequentando l’Africa – aveva corso anche in Tunisia e in Egitto – si era impegnato anche in iniziative di solidarietà e aveva creato l’Associazione “In buone mani” raggiungendo l’obiettivo di far costruire una scuola (l’Ecole Meoni & Amici d’Italia”) proprio a Dakar che avrebbe dovuto visitare il giorno dell’arrivo. 
Quel prezioso embrione di solidarietà non si è esaurito. Grazie alla Fondazione che oggi  porta il nome del centauro e insieme all’Associazione Oltre i confini Onlus di Milano, è già nata la terza scuola intitolata “Fabrizio e Cyril” – Despres non ha dimenticato -  sempre a Dakar. La congregazione dei Padri e delle Suore missionarie mariste di Padre Antonio Burusti, legatissimo a Fabrizio, si occupa inoltre del recupero dei ragazzi senza dimora. L’anno scorso è stato inaugurato, per la Congrezione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, anche un nuovo reparto di maternità presso l’ospedale di Itigi, in Tanzania. Domenica 11, in occasione dell’anniversario della scomparsa, la pilota Julia Schrenk visiterà le tre scuole che portano il nome di Meoni e consegnerà materiale scolastico. Per maggiori informazioni su iniziative e sostegni: info@fondazionefabriziomeoni.it

venerdì 9 gennaio 2015

HAPPY BIRTHDAY / BORTOLOTTI 25 ANNI, DAL CAVALLINO AL TORO PER VINCERE

(9/1/2015) – E’ nato il 10 gennaio del 1990 - quindi domani compie 25 anni, auguri - ma Mirko Bortolotti ha un’altra data da celebrare (o da “maledire”?): mercoledì 26 novembre 2008. Quel giorno di ormai 7 anni fa, l’allora fresco campione italiano di F.3 scendeva in pista a Fiorano - Con lui, altri due giovani speranze tricolori, Edoardo Piscopo e Salvatore Cicatelli - per il test premio organizzato dalla Csai del presidente uscente Macaluso insieme a Piero Ferrari e Luca Baldisserri della Ferrari e si impose all’attenzione del mondo dei motori. Fu il pilota di Pietramurata (Trento) a girare per primo, su pista bagnata e con un freddo intenso ma la chance fu colta nel pomeriggio. Con gomme nuove e da asciutto, Mirko, tra lo stupore generale, fece segnare alla fine il tempo di 59”111, nuovo record della pista fino ad allora detenuto dal navigato tester Andrea Bertolini che conosceva Fiorano come le sue tasche. L’inizio di un radioso futuro, magari in rosso? No, incredibilmente l’inizio di una sorta di involuzione, pur costellata di titoli che continuavano a testimoniare il suo talento cristallino: nel 2011 è campione Fia Formula 2, nel 2013 primo nella Eurocup Megane Trophy. Carattere deciso, il suo: nel contempo esce dal Ferrari Driver Academy e lascia anche il programma Red Bull Junior Team che aveva programmato per lui una seconda stagione in F2. “Questo è stato un errore che non rifarei”, dirà poi e chissà come sarebbe andata a finire. Interlocutorie e nulla di più le esperienze in GP3, la selezione Audi per il DTM e la partecipazione alla Acceleration FA1. Infine, ecco forse la “svolta buona”: è entrato a far parte del  Young Drivers Program Lamborghini e con i Tori di Sant’Agata Bolognese nel 2014 ha svettato alla grande nel Super Trofeo Europe Blancpain e anche nel GT italiano (esordio con vittoria al Paul Ricard) con totale stagionale di 9 vittorie e 17 podi. Ora Giorgio Sanna, capo del Motorsport Lamborghini, non vuole lasciarselo scappare: lì ci sono programmi ambiziosi e Bortolotti, apparentemente serafico, è un ambizioso. 

giovedì 8 gennaio 2015

MATHIAS LAUDA NEL WEC E SUBITO A DAYTONA!

(8/1/2015) – Una nuova sfida per Mathias Lauda: sarà pilota ufficiale Aston Martin nel Mondiale Endurance 2015. Il rampollo del “boss” Mercedes correrà nella classe GTE-Am e condividerà il volante della Vantage con Pedro Lamy e Paul Dalla Lana. Non solo: l’impegno è esteso ad alcune gare della North American Endurance Cup (classe GT Le Mans), probabilmente alla 12 Ore di Sebring e sicuramente alla prossima 24 Ore di Daytona (con loro anche Darren Turner) che, in versione GTLM, fungerà quindi da primo probante banco di amalgama e di prova. Per Mathias, 34 anni il prossimo 30 gennaio, un ritorno prestigioso dopo le ultime esperienze più o meno significative nell’Euro Nascar lo scorso anno (prima vittoria “bagnata” a Tours, in Francia) e  con il team Vitaphone Racing Bmw Z4 in GT 1 nel 2012 (dai primi anni 2000 è stato impegnato in Euro 3000, GP2, Adac Masters). La “prima volta” nel Fia Wec l’ha guadagnata grazie allo status di pilota “Silver” della Aston Martin Racing e alla contemporanea ascesa a “Gold” del danese Christoffer Nygaard. John Gaw, Team Principal AMR, scommette sul figlio del tre volte campione del mondo Niki: “Pensiamo sia uno dei migliori “silver” in circolazione e sappiamo che è un uomo squadra, cosa molto importante”. A Le Mans, allora!