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giovedì 30 aprile 2015

ANNIVERSARY / 2 MAGGIO 1985. BETTEGA, L'AFFETTO DI OGGI COME 30 ANNI FA

(30/4/2015) – Due giornate di ricordo e di passione nel nome di Attilio Bottega, il rallista morto 30 anni fa, il 2 maggio 1985, in un terribile incidente al Tour de Corse. Aveva 32 anni. L’iniziativa “Trent’anni nei nostri cuori” del 2 e 3 maggio prossimi, voluta dalla moglie Isabella e dai due figli, lì nella sua Molveno, ci voleva. Ci saranno tanti campioni e amici: da Biasion a Vatanen, da Tabaton a Cesare Fiorio. Poi le “sue macchine”: dalla Fiat 128 Coupè alla Ritmo fino alla fatidica Lancia 037. Nella mattinata di sabato il raduno avrà luogo presso il Palazzetto dello Sport per poi partire verso Trento e ritorno via Andalo. Le vetture resteranno in esposizione fino a notte mentre nella Sala Congressi sarà tutto un fiorire di ricordi e presentazioni. Meno male che il Motor Show di Bologna ha ripreso lo scorso anno la disputa del Memorial a lui intitolato. Davvero infausto il destino di questo campione che, pur non avendo mai vinto un rally mondiale nè tanto meno l’iride, era diventato la punta di diamante tricolore. In quel 1985, dopo aver disputato il Safari Rally prese parte al Tour de Corse. Alla quarta prova speciale della prima tappa l’incidente: la sua Lancia 037 finì in piena velocità di traverso contro un albero, spezzandosi in due e ferendo mortalmente Attilio mentre il navigatore Maurizio Perissinot rimase per pura fortuna illeso. Un anno dopo, stesso rally, Lancia Delta S4, toccò ad Henry Toivonen e Sergio Cresto.  

Quel che rimase della Lancia o37 di Bettega

EXPO FERRARI


(30/4/2015) – Anche la Ferrari è pronta per Expo Milano 2015 che apre domani. Nel capoluogo lombardo è stato inaugurato un nuovo flagship Ferrari Store in Via Berchet, 2 unico nel suo genere: uno spazio di 750 mq concepito non solo per lo shopping, ma anche come luogo di intrattenimento grazie a quattro simulatori F1, video wall interattivi e postazioni multisensoriali. Il colpo d’occhio è imponente con le 15 vetrine ad arco che si affacciano su tre storiche strade milanesi: via Berchet, via San Raffaele e via Ugo Foscolo. Situato all’interno dello storico Palazzo Ricordi, a pochi metri da Piazza del Duomo, lo Store, ideato dallo studio dell’Architetto Massimo Iosa Ghini, si sviluppa su tre livelli caratterizzati dal design e dall’utilizzo di materiali di ultima generazione, come la fibra di carbonio e l’alluminio anodizzato. 
Il piano dedicato ai simulatori di F1 è il -1: quattro vetture simili alle monoposto fanno percepire il fondo stradale, reagiscono in maniera realistica quando si affrontano i cordoli e hanno una incredibile sensibilità all’accelerazione e al freno. Si potranno scegliere tra 5 circuiti (Monza, Imola, il Mugello, Silverstone e Nürburgring) e gli schermi ad alta definizione avvolgeranno “il pilota” a 180 gradi con grafiche molto veritiere. Le collezioni uomo e la Collezione Pr1ma sono ospitate al piano terra, dove un video wall di 13 mq interagisce con i clienti grazie all’esclusivo sistema kinect: lo schermo rileva gli spostamenti e cambia i suoi contenuti audio e video in base a ciò che i clienti comandano con il movimento del corpo. Al primo piano ci si addentra nel mondo dedicato alla donna Ferrari, dove le collezioni di abbigliamento e accessori Fan e Lifestyle affiancano pareti dedicate ai Memorabilia: pezzi originali di vetture GT e F1 che hanno fatto la storia del Cavallino. Questo progetto coinvolgerà nei prossimi mesi anche il punto vendita di Roma, in via Tomacelli.

mercoledì 29 aprile 2015

GIALLO RENAULT

Cyril Abiteboul, DG Renault Sport
(29/4/2015) – Per la Renault è un momento delicatissimo. Domani è in programma l’Assemblea Generale della casa francese e molto probabilmente si parlerà anche dell’investimento in Formula 1Ricordo che lo stato francese ha recentemente aumentato la sua partecipazione nel capitale Renault dal 15 al 19,7%. Le power unit Energy non rendono, i team clienti (Red Bull e Toro Rosso) si lamentano aspramente, l’immagine si incrina. Il CEO Carlos Gohsn, molto contrariato, pretende spiegazioni e soluzioni. “Abbiamo 18 giorni prima dell'inizio delle prove libere in Spagna. Sono sufficienti per attuare le soluzioni  che abbiamo in cantiere e avviare il miglioramento della prestazioni dei nostri motori”: questo è quanto ha affermato, all’indomani del deludente gran premio del Barhein, Cyril Abiteboul, Direttore Generale di Renault Sport F1. 
I risultati languono e i rapporti privilegiati con la Red Bull sono ai minimi termini mentre Mercedes e Ferrari entusiasmano. Il prossimo GP di Spagna e quello praticamente di casa, a Montecarlo, segneranno il futuro della Casa della losanga. Il patron Red Bull, Mateschitz, e il suo factotum Helmut Marko, hanno da tempo perso la pazienza anche se negli ultimi giorni i toni si sono ammorbiditi. “Abbiamo un contratto fino al 2016”, ha saggiamente precisato Chris Horner. La frattura però fa ancora male. Non  potrebbe essere altrimenti, dopo tutto quello di veramente sgradevole che è stato detto. Ci si è messo anche Adrian Newey: “L’unico problema è il motore”.  Abiteboul, dall’altra parte, ha invece evidenziato carenze in fatto di stabilità al posteriore della monoposto di Ricciardo e Kvyat per poi aggiungere....


martedì 28 aprile 2015

SALVIAMO MONZA! OGGI COME NEL 1948…

(28/4/2015)Salvare Monza. L’Autodromo Nazionale del Parco brianzolo rischia come noto di perdere il Gran Premio di Formula 1 e il nuovo management capitanato da Ivan Capelli sta cercando di scongiurare il rischio quanto di rilanciare globalmente l’impianto. Sembra che il Mugello e forse anche Imola siano pronti a subentrare. Certe situazioni, a quanto pare, si ripresentano o forse non sono mai scomparse. Ho fotografato la prima pagina di una testata giornalistica, “Motori nel mondo – Giornale della Motorizzazione”, che pubblica un articolo dal titolo “Salviamo Monza! Un appello ai milanesi e agli altri”. Nell’attacco dell’articolo firmato Spectator si legge: “Non si può leggere o sentire parlare di autodromi che, subito, istintivamente, il pensiero va a quello  di Monza. M’è capitata sott’occhio la notizia che si sta sistemando il circuito di Sanremo per cui è preventivata una spesa di 100 milioni; si è ormai deciso di investire un’eguale somma nella costruzione di una pista a Modena e – pare impossibile! – nulla si risolve per ciò che riguarda il riattamento dell’Autodromo di Monza….”. Ah, dimenticavo: l’articolo è datato 26 maggio 1948…Corsi e ricorsi storici!


lunedì 27 aprile 2015

ANNIVERSARY / 27 APRILE 1975. LELLA LOMBARDI, DA 40 ANNI UNICA DONNA A PUNTI IN F1

(27/4/2015) – Il Gran Premio di Spagna del 1975 rimarrà nella storia per un sesto posto: quello conquistato da Lella Lombardi su March 751-Ford. Unica donna, nella storia della Formula 1, ad aver conseguito punti. Anzi mezzo punto: l’interruzione della gara appena al 29° giro, a causa dell’incidente di Stommelen, comportò l’assegnazione della metà dei punti dovuti. Come detto, l’impresa non è riuscita a nessun’altra rappresentante del gentil sesso arrivata alla guida di una monoposto della massima formula. Per questo quella minuta, dolce e determinata ragazza di Frugarolo, in provincia di Alessandria, che allora aveva 34 anni, resta tuttora un esempio e un obiettivo per le “pilotesse” di oggi. Certo, le circostanze caotiche in quella occasione aiutarono, ma se in F1 la Lombardi non riuscì a fare di meglio nelle sue 12 gare effettuate – da tenere presente che in fatto di guidabilità le monoposto di allora erano dei carriarmati rispetto a oggi – in altre categorie dimostrò di saperci fare. 
Quarta figlia di un commerciante di carni, era lei a guidare il furgone per le consegne. Guidare e correre le piaceva. Cominciò sui kart e nel 1970 vinse il titolo di campione italiano della Formula 850 su una Biraghi mentre nel 1971 si aggiudicò il titolo inglese della Formula Ford Mexico. Nel 1974 fu quinta nel Rothmans F5000 Championship al volante di una Lola T 330 Chevrolet: un mostro. Era pronta per la F1 e in quello stesso anno debuttò con una Brabham del team Allied Polymer Group. Nel 1976 fu scalzata dal ritorno alla March di Ronnie Peterson. Non è stata un bluff, rispettata e apprezzata da tanti colleghi maschi. Ottimi piazzamenti, nel 1975, alla 24 Ore di Daytona e alla 1000 Km di Monza in coppia con Marie Claude Beaumont. Nel 1979, vittorie alle 6 Ore di Pergusa e di Vallelunga su Osella BMW. Tra il 1982 e il 1985 tante vittorie di classe con l’Alfetta GTV 6 nell’Europeo Turismo. Nel 1984 si cimentò anche nel DTM, sempre con l’Alfa Romeo. Appeso il casco al chiodo, avviò un proprio team: Lella Lombardi Autosport. Dopo una lunga malattia, morirà di cancro il 3 marzo del 1992.
Lella Lombardi con la Beaumont su Alpine


IN & OUT / GP SPAGNA 1975. MASS VITTORIA UNICA, STOMMELEN TRA LA FOLLA

(27/4/2015)Vincere la prima gara in Formula 1 in un week end maledetto: è quello che è successo al tedesco Jochen Mass su Mc Laren al Gran Premio di Spagna, il 27 aprile del 1975, 40 anni fa esatti. Ma al 24° giro circuito ricavato nel parco di Montjuich di Barcellona – che si alternava con il Jarama di Madrid - la gara si macchiò di sangue: la Lola ribattezzata Hill di Rolf Stommelen, perso l’alettone posteriore, volò impazzita oltre la carreggiata ammazzando cinque persone, due giornalisti, un commissario di pista e uno spettatore. Quattro giri dopo la corsa fu interrotta per lo scompiglio - né venne ripresa – ma in quel lasso di tempo Mass superò Jacky Ickx  ponendosi in testa. 
Resterà la sua unica vittoria. Stommelen, che grazie ai tanti ritiri per uscita di pista prima dell’incidente era in testa, se la cavò con fratture alle gambe. Carlos Pace, che lo seguiva da vicino, finì anch’egli fuori pista, incolume, dopo aver inchiodato la sua Brabham. Un finale tragico di un gran premio – il quarto della stagione – nato sotto una cattiva stella. I piloti non volevano correre per le pietose condizioni dei guard-rails, montati alla bene e meglio. Non scesero in pista il venerdì costringendo gli organizzatori ad intervenire per fissare meglio le barriere, aiutati da alcuni meccanici dei team! Ma fu una soluzione tampone inaccettabile tanto che, il sabato, Fittipaldi si limitò ad effettuare solo tre giri e decise di non gareggiare mentre la domenica, dopo poche tornate, si ritirarono Wilson Fittipaldi e Arturo Merzario. Davanti al tema sicurezza, cruciale in quegli anni, i piloti si divisero, ma pesò la minaccia degli organizzatori di far sequestrare le macchine chiuse nello Stadio Olimpico che fungeva da paddock. Al Montjuich, però, da quella volta non si corse più. 

venerdì 24 aprile 2015

ADAC F.4, LA GRANDE SFIDA DI MICK SCHUMACHER & C.

Mick Schumacher: è pronto
(24/4/2015) – Mai visto tanto interesse per una gara di Formula 4.  Ma il primo appuntamento del campionato tedesco di Formula ADAC 4 ad Oschersleben ha davvero molti motivi per attrarre appassionati, tifosi e media. In pista, tra gli altri talenti provenienti da 13 nazioni, c'è Mick Schumacher, figlio del grande Michael, che ha un unico obiettivo: la vittoria. Poi Harrison Newey, figlio del genio della Red Bull Adrian; Guan Yu Zhou, il cinese di Shanghai della Ferrari Drivers Academy; Jonathan Cecotto, figlio del campionissimo venezuelano Johnny Alberto; l’unico italiano, Mattia Drudi reduce da una positiva stagione nella F4 italiana. Insomma, molto pepe su un buon piatto. Anche Vettel è tra i “partner” sostenitori della serie. Da questo gruppo, c’è da scommettere, verrà fuori almeno un futuro pilota di F.1. D’altronde, per la massima formula la linea ereditaria è quella che va per la maggiore, dopo la classica “valigia” per comprarsi un sedile. Chi sarà il migliore? Schumi junior, seguito dalla storica portavoce del papà 7 volte iridato, Sabine Kehm, è nella stessa scuderia di Newey, la collaudata Van Amersfoort Racing e questo è già importante. 
Harrison Newey
Ma si tratta del debutto sulle monoposto (Gomme Pirelli) e il talento o meno si potrà subito rilevare. Guan Yu è seguito dalla Prema Powersport, altra garanzia in fatto di organizzazione ed esperienza: molto futuro dell’attesa Cina nel motorsport è sulle sue spalle. Il più piccolo dei Cecotto si è accasato al Team Motopark e si avvale dei preziosi consigli del papà campione sulle due e quattro ruote. Auguri anche al nostro Drudi che all’impegno nel team SMG Swiss Motorsport unirà la partecipazione alla Porsche Carrera Cup Italia che gli vale l’ingresso nella Porsche Scholarship e qualche puntata nella Mobil 1 Supercup. E’ il loro momento, che se la godano. Per tutte le 8 gare della Formula ADAC 4, è prevista la diretta streaming su www.SPORT1.de. C’è anche un appuntamento in trasferta, a Spa il 21 giugno.

Guan Yu
Mattia Drudi
Jonathan Cecotto


giovedì 23 aprile 2015

GIULIANO ALESI INNESTA LA PRIMA, ESORDIO OK IN F4 FRANCE

(23/4/2015) – Papà Jean può essere soddisfatto: il figlio Giuliano Alesi, alla prima gara del campionato francese di Formula 4 a Ledenon, ha vinto due gare su tre ed è primo in classifica. Sue anche le due pole positions e altrettanti giri più veloci! Insomma, un inizio imperioso per il figlio dell’ex ferrarista (Giuliano corre col casco uguale a quello del papà) che all’età di 15 anni (risiede a Ginevra dove frequenta la LGB International School) è passato alle monoposto dopo alcuni anni di trafila sui kart. Si è guadagnato anche i complimenti di Alain Prost che lo ha premiato sul podio, dopo ci era salito solo una volta al kartodromo di Lonato nel 2013. Ha vinto senza problemi in Gara 1, è stato vittima di un contatto al primo giro che lo ha eliminato in Gara 2 e in Gara 3 ha immediatamente recuperato la testa dopo una non felice partenza fino alla interruzione della corsa a causa di un forte temporale. In ogni caso, ha dimostrato determinazione e tenacia. Ha lavorato molto questo inverno ed è cresciuto: il modo con cui ha gestito la sua nuova auto con telaio in carbonio, motorizzata Renault da 1600 cm3 e 160 cavalli, cambio a 5 marce Shift System Paddle, ha ben impressionato tutti. 

Sono molto felice di essere salito sul gradino più alto del podio alla mia prima gara. Mi sono avvalso dei consigli di papà, ma evitiamo di parlare di auto in presenza di mia madre!”. La nota attrice giapponese Kumiko Goto. Vedremo se dimostrerà costante. Il campionato del centro di formazione Auto Sport Academy, le cui monoposto vengono assegnate per sorteggio, proporrà altri sei appuntamenti: Le Mans (2-3 maggio), Pau (16-17 maggio), Hungaroring (13-14 giugno), Magny Course (29-30 agosto), Navarra (26-27 settembre) e Le Castellet (24-25 ottobre). Se Giuliano vincerà il titolo, potrà beneficiare di 100.00 euro per sostenere la sua carriera nel 2016 con l’aiuto di Renault Sport Technologies.

martedì 21 aprile 2015

ANNIVERSARY / 21 APRILE 1985. LA PRIMA VITTORIA DI UN GIOVANE TALENTO: AYRTON SENNA


(21/4/2015) – Proprio 30 anni fa, Ayrton Senna vinceva il suo primo gran premio di Formula 1. Lo fece in Portogallo, all’Estoril, alla sua seconda stagione nella massima formula e 17^ gara disputata. Dalla Toleman era passato alla Lotus, da tre anni orfana del fondatore Chapman e senza vittoria dal 1982 ma decisa a rilanciarsi grazie al duo Peter Warr e Gerard Ducarouge. E al talento di un giovane brasiliano di 25 anni, naturalmente. Al secondo appuntamento della stagione Ayrton non deluse e, anzi, sbalordì. Era l’anno dei favori del pronostico accordati alla Mc Laren Tag Porsche e alla Ferrari, con Prost e Alboreto in cerca di riscatto. Senna portò la nera Lotus 97 T Renault in pole davanti a Prost, Rosberg, il compagno di squadra De Angelis, Alboreto e Warwick. Ma le cose si fecero difficili: durante il warm up della domenica mattina il motore scoppiò, danneggiando scatola del cambio e sospensioni. Non solo: arrivò anche la pioggia. Molto forte, incessante. 

Al via, prese la testa e cominciò a scrivere la leggenda del pilota che sull’acqua volava. Nessuno riuscì a tenere il suo ritmo: dopo due giri rifilò 6” al secondo e il vantaggio aumentava, ad ogni giro. Patrese, Rosberg, Berger e lo stesso Prost furono vittime di uscite di strada. La situazione era indubbiamente critica: anche Senna finì fuori pista per un aquaplaning ma riuscì a rientrare. Confesserà poi di aver temuto di non farcela e lo stesso suo box aveva chiesto alla direzione gara la bandiera rossa. Non concessa. La gara si esaurì solo allo scoccare delle due ore: effettuati 67 giri dei 69 previsti. Pole, vittoria e giro più veloce. Tutti doppiati tranne Alboreto, secondo a un minuto e passa di distacco. Ayrton, pazzo di gioia, festeggiò in abitacolo, con il padre, la squadra e sul podio dove provò, come disse, “un’emozione così intensa da non volerci più rinunciare”. 

HAPPY BIRTHDAY / ANDREUCCI, I 50 ANNI DEL RE ITALIANO DEI RALLY


(21/4/2015) – Oggi è il compleano di Paolo Andreucci: compie 50 anni il pluri-titolato rallista ormai legato a doppia corda alla Peugeot. Auguri! Otto volte campione italiano (2001-03-06-09-10-11 e 2014), il toscanaccio di Castelnuovo di Garfagnana si può ben godere questo blasone, tanto più che anche la stagione 2015 è cominciata bene. E’ reduce infatti dalla vittoria con la 208 T16 al Rally di Sanremo – la terza della carriera in Riviera - dove ha vinto 7 prove speciali su 10. Non si stanca di vincere e ogni volta è sempre un’emozione: “E' sempre motivo di orgoglio essere sul gradino più alto del podio, è una delle gare più prestigiose del rallismo mondiale e fa piacere vedere il proprio nome scritto nell'albo d'oro”. Detto questo, il professionista guarda già avanti: “Ora pensiamo all'Adriatico, sarà il debutto sullo sterrato. Il campionato è molto equilibrato e dovremmo presentarci al top". Curioso ricordare come è scoccata la scintilla per i rally: lui si dedicava allo sci ma i genitori avevano un ristorante frequentato dai piloti che partecipavano al Ciocco. Dario Cerretto, una volta, lo portò con sé a fare un giretto in macchina che deve essere stato niente male visto che da lì è praticamente cominciata la sua sfolgorante carriera, inizialmente come navigatore e poi come pilota. Avrebbe potuto e dovuto prendersi qualche soddisfazione in più nei rally iridati ma va bene così. A fargli da navigatore, come noto, ci pensa la compagna Anna Andreussi – si conobbero a Montecarlo – che a sua volta ha celebrato il compleanno solo qualche giorno fa. Una coppia affiatata che sbaraglia regolarmente gli avversari. Buon compleanno!

sabato 18 aprile 2015

ANNIVERSARY / 19 APRILE 1970. MARCH VITTORIOSA AL SECONDO GP IN F1


(18/4/2015) – Prima vittoria al secondo gran premio di Formula 1 disputato: il 19 aprile del 1970, 45 anni fa, ci riuscì in Spagna, al Jarama, la March denominata 701 – 70 l’anno di campionato, 1 la Formula - pilotata dal campione del mondo in carica Jackie Stewart. Lo scozzese, proveniente dalla Matra, correva per il team di Ken Tyrrell che, in attesa venisse pronta la propria 001, utilizzò questa vettura semplice e prodotta in buon numero per tanti piloti. Storia notissima, quella della March. Il Team nacque nel 1969 e fu così chiamato dalle iniziali dei quattro fondatori: Mosley, Alan Rees, Coaker e Herd. Come una start up della Silicon Valley, la prima sede fu il garage di Graham Coaker, ex pilota di F3. Si cominciò proprio dalla formula cadetta ma grazie alle buone capacità di Robin Herd, con esperienza acquisita nella CanAm e con la Mc Laren in F1, e all’apporto del tecnico Peter Wright, fu subito realizzata una vettura per la massima formula, sì tradizionale (motore Cosworth, cambio Hewland), forse troppo pesante, ma di buona sostanza, efficace soprattutto sui circuiti veloci e con la caratteristica allora innovativa delle lunghe fiancate laterali. La squadra ufficiale era patrocinata dalla STP del mitico Andy Granatelli e i piloti erano Amon e Siffert (una sarà affidata all’americano Mario Andretti) ma la March divenne subito....

giovedì 16 aprile 2015

WINNING, AL CINEMA IL PAUL NEWMAN PILOTA. Il trailer ufficiale


(16/4/2015) Il 22 maggio sarà nelle sale il docu-film “Winning – The racing life of Paul Newman” (ecco trailer ufficiale: https://www.youtube.com/watch?v=4Szj0gCkFuk). Oltre che grande attore, premio Oscar 1986, Paul Newman è stato ottimo pilota e vero appassionato di corse e di Ferrari e ora, in occasione del 90° della nascita, è il cinema stesso a tributargli onore per quanto ha fatto in pista. La  pellicola ripercorre la sua carriera sulle quattro ruote. E che carriera! Per uno indubbiamente dotato di talento e coraggio, ma che ha cominciato solo a  43 anni, nel 1972,  “spinto” dalla interpretazione di un film del 1969 dallo stesso titolo, “Winning” appunto (Indianapolis, pista infernale in Italia), arrivare a vincere nel 1979 la 24 Ore di Le Mans nella classe di appartenenza – secondo assoluto  - su una Porsche 935 è risultato da considerare eccezionale. Il regista è Adam Carolla, vero ammiratore e  tra l’altro possessore di alcune racing cars appartenute proprio a Newman,  che fa partire il tutto dalla iscrizione dell’attore americano al corso di guida sportiva presso l’autodromo di Watkins Glen, effettuato proprio per calarsi al meglio nella parte del protagonista del film “Winning”. Newman, che arrivò a conoscere Enzo Ferrari in persona e infine costituì uno dei migliori team di F. Indy insieme a Carl Haas con Andretti suo pilota, corse fino al 2005, quando aveva 80 anni.

mercoledì 15 aprile 2015

TERRE DI CANOSSA 2015: UN'EDIZIONE VERDE E ROSA

(15/4/2015) - Parte domani, fino al 19 Aprile, la 5^ edizione del “Terre di Canossa” la International Classic Cars Challenge che anche quest’anno si correrà sulle incantevoli strade di Emilia, Liguria e Toscana e come sempre offrirà ai partecipanti un appetibile mix di sport, passione, turismo, cultura, enogastronomia e serate uniche, tutto nel rispetto dell’ambiente. Numeri da record per l'edizione 2015: 100 gli equipaggi; 16 le Nazioni rappresentate, tra cui anche Paesi lontani come Stati Uniti, Russia, Giappone, Bahamas, India, ecc.; 3 le case automobilistiche rappresentate; 19 le vetture anteguerra in gara;  21 i piloti prioritari (Top e "A”), a confermare la valenza sportiva della gara; 80 le impegnative prove di regolarità, disseminate lungo  i 620km del percorso. Quest’anno oltre ai vincitori assoluti saranno premiati anche il vincitore del Trofeo Tricolore, dedicato ai non “professionisti”, e il Trofeo Eberhard - Forte dei Marmi, che sarà dedicato a una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per ripristinare gli alberi spazzati via dall’incredibile tornado che si è abbattuto sulla Versilia il mese scorso. Ma sarà anche un'edizione “rosa”poichè il 40% dei partecipanti sono donne, e un’edizione “verde” per la particolare attenzione alla eco-sostenibilità con due azioni concrete:  la riduzione dell’impatto ambientale dell’evento lungo tutta la filiera e  l’azzeramento delle emissioni di CO2, che saranno compensate con la piantumazione di alberi. L’organizzazione, tra l'altro, ha deciso di avvalersi della metodologia di progetto “CarbonZero” sviluppata da Studio Alfa e certificata secondo lo standard internazionale ISO 14064, che prevede soluzioni attive di “carbon management” orientate alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti.

PROGRAMMA E PERCORSO. Quest’anno la gara partirà Salsomaggiore Terme, dove giovedì 16 aprile si raduneranno le 100 splendide vetture d’epoca che resteranno in esposizione fino al venerdì mattina. La serata di gala inaugurale porta una firma d’eccellenza del territorio Emiliano....

lunedì 13 aprile 2015

IL PRIMO SUCCESSO DELLA FERRARI T (40 ANNI FA) NON PORTO’ PUNTI

(13/4/2015) – La prima vittoria della fantastica Ferrari T, la monoposto che nel 1975 permise alla scuderia di Maranello la conquista del mondiale piloti 11 anni dopo Surtees, non fu valevole per il campionato di Formula 1. Porta la firma di Niki Lauda ed avvenne infatti alla 27a edizione dell’International Trophy che si disputò a Silverstone il 13 aprile di quell’anno, quindi 40 anni fa. La tradizionale gara internazionale si effettuava nella patria della maggior parte dei partecipanti al massimo campionato, la Gran Bretagna, e piloti e case tenevano moltissimo a quell’appuntamento per il prestigio e la possibilità di provare in ambito gara nuove soluzioni tecniche. La Ferrari T, così denominata per la collocazione trasversale della scatola del cambio, tra motore e differenziale, aveva debuttato il 2 marzo al Gran Premio del Sudafrica ma Lauda non era andato oltre il quinto posto. La macchina, però, era nata bene e schierata una seconda volta a Silverstone fece suonare il campanello d’allarme agli avversari. I
LA GARA - In quella gara, in pole partì Hunt su Hesketh, seguito in griglia a un decimo da Lauda, Peterson su Lotus 72, che però non prese il via, e da Fittipaldi su Mc Laren M23. Il terzetto s’involò, con Hunt in testa davvero scatenato finchè il motore non cedette. La corsa, allora, si risolse con un duello mozzafiato tra l’austriaco e il brasiliano: Fittipaldi restò letteralmente incollato alla Rossa ma Lauda, freddissimo, non gli permise mai di infilarlo, compreso lo spettacolare tentativo anche all’ultima curva, la celebre Woodcote. Solo otto decimi separarono le due monoposto alla bandiera a scacchi e inoltre la Ferrari vinse a Silverstone otto anni dopo l’ultima affermazione. Il Drake, Montezemolo, Forghieri e Lauda capirono di essere sulla strada buona. Al Montjuich, due settimane dopo, le Ferrari si eliminarono alla partenza (Lauda partì in pole) ma a metà maggio il grande successo a Montecarlo confermò tutte le buone impressioni e fu il prologo alle ulteriori quattro vittorie e tre podi che valsero all’austriaco il titolo.  

ANNIVERSARY / 13 APRILE 1980. HOTTINGER, LA MORTE DELL’EREDE DI LAUDA

(13/4/1980) – Colpito alla testa da uno pneumatico volante staccatosi da un’altra monoposto in bagarre. In un incidente così, 35 anni fa, morì Markus Hottinger alla prima curva del circuito di Hockenheim durante la gara di campionato europeo di Formula 2. Austriaco, aveva solo 23 anni – era nato il 28 maggio del 1956 – ed era considerato un più che promettente talento: un possibile erede di Niki Lauda che l’anno prima si era ritirato dalla Formula 1. Purtroppo Markus fu davvero sfortunato in quella dinamica impazzita e a nulla valsero i primi soccorsi in pista e il trasporto in elicottero all’ospedale. I primi chilometri in pista li aveva macinati nel 1976 con vetture Turismo e nel 1979 si impose all’attenzione degli addetti ai lavori per il debutto da protagonista nella formula cadetta su March della Bob Salisbury Racing e, contemporaneamente, i positivi risultati nel campionato Procar su Bmw M1. 

Nel 1980 la scuderia tedesca Mampe gli affidò il volante della Maurer MM 80 motorizzata Bmw ma il tragico destino impedì  lo svilupparsi di una brillante carriera. Nel 1974, l’Austria aveva dovuto piangere la scomparsa di un altro talento come Helmut Koinigg, rimasto ucciso in un incidente a Watkins Glen. Dopo Hottinger, giovane portabandiera austriaco nell’automobilismo divenne Berger (e nel 1982 ci fu il grande ritorno di Lauda). 


venerdì 10 aprile 2015

ALPINE E DATSUN, IL RITORNO DI DUE MARCHI STORICI

(10/4/2015)Alpine e Datsun ritornano: due storici marchi automobilistici, protagonisti anche nelle corse, provano a guadagnare di nuovo le luci della ribalta. Finite in un cono d’ombra per molto tempo, i rispettivi proprietari, Renault e Nissan, hanno deciso che è tempo di tornare in strada e stanno lavorando per assicurare loro nuova visibilità e futuro. L’anno prossimo, così ha dichiarato Bruno Ancelin, Vice Presidente Esecutivo di Renault, dovrebbe essere la volta della Alpine. Il primo modello, una due posti sportiva già denominata AS1, secondo i programmi dovrà essere necessariamente seguito da una ampia gamma, compreso un ibrido. Da ricordare che nel 2012, il progetto era stato condiviso con la Caterham che poi si è sfilata. L’obiettivo (arduo ma non impossibile): competere con Porsche e Audi. Quest’anno ricorrono i 60 anni da quando Jean Radelè, figlio di un concessionario Renault, avviò in quel di Dieppe la prima fabbrica Alpine. 
L’inizio di una storia brillante, con particolari successi ad inizio anni ’70 anche nei rally: Alpine è un marchio sportivo e tale dovrà rinascere. I rally sono stati terreno di successi anche per la Datsun: davvero leggendarie le affermazioni soprattutto al durissimo Safari africano dove Edgar Hermann (2 volte) e poi Shekhar Metha (4 volte, ultima nel 1981) sembravano aver trovato la formula magica. Per quanto riguarda la pista, se ne vedevano in America: ne possedeva una anche Paul Newman, utilizzata nel campionato Imsa. Ebbene, il marchio, seppur modificato – 84 anni di vita – caratterizza ora le calandre di nuove vetture dal design attraente e prezzo abbordabile destinate però ai mercati in crescita: India, Indonesia, Russia e Sud Africa.



mercoledì 8 aprile 2015

ROBERT DE NIRO SARA' ENZO FERRARI. The movie

 
(8/4/2015)Robert De Niro aggiunge una perla alla sua mirabile carriera cinematografica: in un nuovo film impersonerà Enzo Ferrari. Il grande attore americano ha rivelato al quotidiano italiano “Il Messaggero” il progetto che vedrà la luce grazie al produttore italiano Gianni Bozzacchi (Triworld), da tempo attivo a Hollywood. Inoltre, udite udite, la regia sarebbe stata proposta all’infallibile Clint Eastwood, che, molto interessato, starebbe valutando il copione. Le riprese dovrebbero avere inizio molto presto, effettuate in larga parte proprio in Italia, per far quindi approdare il film nelle sale già nel 2016.  Verrà ripercorsa la storia del Drake da quando, chiusa l’esperienza Alfa Romeo, mise in pista le macchine che portavano il suo nome. L’inizio di un sogno che diventava realtà e che, tra alterne vicende umane, industriali e sportive, avrebbe assunto dimensioni mondiali e rinfocolato i desideri di miriadi di appartenenti al jet set quanto di semplici ammiratori e amanti dei motori. Il canovaccio dovrebbe essere dettato dal libro “Ferrari 80” , scritto dallo stesso Commendatore nel 1981. Come si ricorderà, l’ultima produzione dedicata al Drake di Maranello è stata la fiction televisiva “Ferrari” trasmessa su Canale 5 nel 2003 (prodotta da Angelo Rizzoli con la supervisione della Famiglia Ferrari, Piero in primis) ma viene rimarcato che il nuovo film rispetterà i canoni hollywoodiani: grandi nomi, dovizia di risorse a disposizione, spettacolarità, fasto. Tutto per un uomo venuto dalla provincia di Modena e che, come ebbe a dire una volta, sognò di essere Enzo Ferrari. 

martedì 7 aprile 2015

ANNIVERSARY / 7 APRILE 1985. MINARDI, L’EMOZIONE DI UN DEBUTTO 30 ANNI DOPO


(7/4/2015) – Giancarlo Minardi lo ricorda ancora come il momento più bello della storia del Team Minardi. L’emozionante debutto in Formula 1, 30 anni fa esatti, al Gran Premio del Brasile, sul circuito Jacarepagua di Rio de Janeiro, “con l’incoscienza della prima volta” dice. Un obiettivo, di più: un sogno accarezzato per anni che finalmente diventava realtà. La struttura romagnola aveva esperienza nelle competizioni – veniva dalla F2, ricordate la vittoria di Alboreto a Misano? - ma come spesso deve accadere per trasformare i sogni in realtà, occorreva gettare il cuore oltre lo steccato. E così fu fatto, nonostante budget e addetti non fossero certo all’altezza quantitativa di tanti concorrenti, con l’apporto determinante del socio Piero Mancini e dell’ingegner Giacomo Caliri, un passato importante alla Ferrari. Come altrettanto spesso accade non tutto filò liscio: la decisione, presa nel corso del 1984, si basava sull’ok del Presidente dell’Alfa Romeo Ettore Massaccesi – un vero appassionato - alla fornitura del motore turbo 8 cilindri. Quando macchina e propulsore già giravano sulla M184, con Alessandro Nannini alla guida, giunse il dietro-front milanese. Si dovette “ripiegare” temporaneamente sul tradizionale Ford Cosworth ma nel contempo Mancini costituì la Motori Moderni, affidandola ad un nome illustre, Carlo Chiti, col compito di progettare un nuovo turbo, questa volta  6 cilindri a V di 90°. Pronto però solo al GP di San Marino, un mese dopo. Intanto si partiva: la M185 in kevlar e carbonio fu affidata a Pierluigi Martini (Nannini non aveva punti sufficienti per la Licenza) e i primi chilometri sul bollente asfalto brasiliano (ultimo in qualifica e poi ritirato) furono comunque solo il prologo di un’avventura eccezionale durata 20 anni che ancora affascina e viene apprezzata da tantissimi appassionati.

venerdì 3 aprile 2015

FERRARI FXX K, ANCHE VETTEL IMPRESSIONATO


(3/4/2015) – Prestazioni, aerodinamica e motore eccezionali hanno colpito anche Sebastian Vettel che, alla vista della Ferrari FXX K, ha proferito un bel"mamma mia!". E’ nata per la pista ma il suo primo premio lo ha conquistato per il design: il prestigioso Red Dot Best of the Best. Presentata ufficialmente durante le Finali Mondiali di Abu Dhabi, è frutto della simbiosi fra il ramo GT e la Gestione Sportiva di Ferrari: a quasi due anni dal lancio della Ferrari stradale più prestazionale di sempre, LaFerrari, ne rappresenta infatti l’espressione estrema, dedicata esclusivamente all’uso in pista. Per i designer del Centro Stile Ferrari diretti da Flavio Manzoni, è stata “una occasione per liberare l’energia del disegno originale ed esprimerne pienamente il potenziale. E, come sempre, l’estetica è assolutamente funzionale e non c’è una linea che non sia disegnata per contribuire al meglio alle prestazioni”, spiegano da Maranello. 

Il fascino della FXX K viene proprio dal lavoro svolto congiuntamente agli ingegneri aerodinamici, e si esprime sia nell’aspetto generale che nei minimi dettagli. Vediamo. Tutti i pannelli di carrozzeria sono stati interessati da modifiche anche profonde per arrivare a generare maggiore carico, senza tralasciare mai l’estetica. Un esempio sono i flap posteriori montati su inedite pinne a forma di timone da caccia, che sono integrate nel volume del parafango e rafforzano l’effetto “picchiato” in avanti della silhouette. Lo sguardo risulta incattivito dalla eliminazione dei proiettori stradali, sostituiti da strisce orizzontali a diodi ad alto rendimento che contribuiscono ad allargare visivamente la vista frontale, mentre le linee principali della vettura vengono sottolineate con decisione da un lavoro grafico effettuato sulla livrea, parte integrante dello stile. Tutto questo, assieme ad assetto ribassato, carreggiate allargate, campanatura maggiore e gomme slick montate su cerchi alleggeriti, afferma la chiara vocazione della FXX K: la pista!


UNA MOSTRA DEDICATA A FAUSTO GRESINI

(3/4/2015) – C’è tempo fino al 31 maggio per visitare, presso il Museo Checco Costa dell'Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola, la mostra dedicata a Fausto Gresini, indimenticato centauro e ora team manager del team che porta il suo nome e che quest’anno ha l’onore e l’onere di mettere in pista le Aprilia in MotoGp. L’occasione è fornita dal ventennale di ISQ (Istituto Sicurezza e Qualità) e per Gresini, che tra l’altro è  membro del Consiglio di Amministrazione dell'Autodromo, è stato ricavato un apposito spazio espositivo che vuole ripercorrere la sua carriera. In 13 stagioni, l’imolese è stato due volte Campione del Mondo nella Classe 125cc (1985 e 1987) e ha vinto 21 gare. Gli appassionati potranno ammirare la Garelli 125 GP con cui conquistò nel 1987 il suo secondo alloro iridato e la Honda RS125R del 1992, stagione che lo vide classificarsi al secondo posto in campionato. In esposizione anche caschi e tute. Il percorso prevede inoltre un excursus sulla storia della Gresini Racing, struttura nata nel 1997 e oggi impegnata sia in MotoGP che in Moto2 e Moto3. L'esposizione, curata dallo studio Veronesi-Namioka, si affianca ad altre due mostre tematiche dedicate rispettivamente alla storia dell'Autodromo di Imola, con fotografie e didascalie che raccontano i momenti più significativi dal 1947 al 1973, e alla Scuderia Toro Rosso, con la monoposto di Formula Uno STR6, guidata nel campionato mondiale 2011 da Sebastien Buemi e Jaime Alguersuari. Il Museo Checco Costa è aperto nei giorni feriali dalle ore 9.30 alle ore 13.30 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30 (sabato e domenica durante le manifestazioni in programma). Il biglietto di ingresso costa 5 Euro.

giovedì 2 aprile 2015

CACCIA ALL'EREDITA' DI KUBICA

(2/4/2015) – Arthur Janosz, Karol Basz e mettiamoci pure le gemelle Pankiewicz: anche con i piloti la Polonia esprime tutto il suo dinamismo che ne fa un esempio di crescita e sviluppo in Europa e di questo passo Kubica avrà presto certamente un erede. Ambiziosi, appassionati, determinati: vedremo chi ne sarà degno.

Arthur Janosz, 21 anni, proveniente dalla EuroFormula Open dove ha lottato fino all’ultimo per la piazza d’onore dietro Stuvik, debutta quest’anno in GP3 con il team italiano Trident. "Il 2014 è stata una stagione molto positiva per me e ora mi sento pronto ad affrontare questa sfida. Il cambiamento verso una categoria superiore e più esigente come la GP3, non sarà per nulla facile, ma sono convinto che questo sia il momento giusto per puntare in alto. Sono quindi fiducioso in questo accordo con Trident che, con l'aiuto dei suoi ingegneri nonché del Team Manager, Giacomo Ricci, saprà trasferirmi l'esperienza e conoscenze acquisite negli anni". Proprio Ricci, fresco ex pilota, punta decisamente sul polacco: “E’ un pilota molto interessante e sono sicuro che sarà una sorpresa del campionato”.

Karol Basz, dopo la conquista nel 2014 del titolo nella Coppa Campioni e nella WSK Final Cup, più il podio nella Super Master Series, è ora in testa nella KF della WSK Master Series, grazie alle vittorie nella gara inaugurale di Adria e poi a Castelletto di Branduzzo. Nel frattempo ha trionfato anche nella WSK Gold Cup, ma gli obiettivi sono alti: il CIK Fia Europeo e il CIK Fia Mondiale. Insomma, per il giovane kartista della Kosmic Racing Team e della Minardi Management, 22 anni, è tempo di bruciare le tappe. Il talento non gli manca. “E’ veramente un piacere vedere in azione Karol, sia in condizioni di pista asciutta che bagnato. E’ un pilota completo che non si fa perdere d’animo dalle situazioni poco fortunate. Rispetto alla passata stagione è migliorato soprattutto sotto questo aspetto”, dice di lui il talent scout Alberto Tonti. Il prossimo impegno per Karol è fissato cui circuito di La Conca, terzo round della WSK Super Master Series nel week end del 9-12 aprile. “Sarà una stagione ricca di impegni e l’obiettivo finale – è il proposito di Basz - è certamente la vittoria, provando ad avere un buon ritmo fin dalle prime gare“.

Infine le gemelle Pankiewicz, Julia e Wiktoria, 15 anni, kartiste dall’età di 10 anni, che sono state annunciate ai nastri di partenza dell'Italian F.4 Championship Powered by Abarth (Woman Trophy) per la R.B. Racing di Marco Belletti. Lo scorso anno, le due sorelle sono state impegnate con il Team Forza Racing nelle gare WSK, il Campionato Europeo e il Campionato del Mondo; ieri e oggi hanno cominciato la nuova avventura con i test a Monza – poi altri due a Vallelunga e al Mugello - in attesa del debutto a Vallelunga a inizio maggio. Anche in questo caso grande fiducia: “Julia e Wiki – afferma il Direttore del Team Marco Angeletti - hanno un'eccellente esperienza nel karting internazionale e le potenzialità per diventare entrambe molto competitive anche nell'automobilismo. Il loro approccio professionale e un'ottima formazione tecnica di base, unitamente alle doti in termini di velocità di entrambe nonché alla loro passione per i motori, ci consentirà di svolgere un ottimo lavoro”. 

mercoledì 1 aprile 2015

CHRIS DYER TORNA A MARANELLO

(1/4/2015) – Una vecchia conoscenza dei ferraristi torna sui suoi passi… L’ingegnere australiano Chris Dyer, oggi 47 anni, lega ancora una volta il suo nome alla fatal Maranello. Nel link WHEN & WHERE riporto la notizia (vedi) della inaugurazione della MotorSport Academy di ManpowerGroup, il primo polo formativo italiano dedicato esclusivamente a tutti coloro che sognano di lavorare nel mondo dei motori. Ebbene, del corpo docente dei Corsi di Alta Formazione fa parte anche Dyer giubilato dalla GES di Maranello a seguito del mancato titolo mondiale 2010. Cosa successe? Fernando Alonso, al primo anno in rosso, giunse all’ultimo appuntamento stagionale ad d Abu Dhabi con i favori del pronostico sebbene matematicamente insidiato dal duo Red Bull Webber – Vettel. Al muretto Ferrari, si decise di fare la corsa sull’australiano anticipando così il pit stop dello spagnolo con il risultato di farlo ritrovare davanti ad un insuperabile Petrov su Renault, consumare prima le gomme e far involare verso il successo e il titolo Sebastian Vettel. Bene inteso: considerazioni fatte col senno di poi… Dyer non potette sopportare la pressione psicologica della paternità dell’errore e l’anno dopo lasciò l’incarico e la Ferrari dove era stato ingegnere di pista dei successi di Michael Schumacher e, al suo ritiro, di Kimi Raikkonen e infine responsabile di tutte le attività di ingegneria in pista. Successivamente ha intrapreso  un percorso formativo extra motorsport completando un MBA presso IE Business School a Madrid per poi tornare con la Bmw nel DTM in qualità di  "Chief Engineer", vincendo il campionato costruttori nel 2013 e il campionato piloti con Marco Wittman l’anno scorso.