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martedì 30 giugno 2015

HAPPY BIRTHDAY / RALPH SCHUMACHER 40 ANNI, C’E’ GIA’ IL FIGLIO DAVID

(30/6/2015) – Ce lo ricordiamo ancora piccolo e un pò pingue che scherza o lotta sui kart a Kerpen con il fratello maggiore Michael, e che dichiara sfrontatamente di voler arrivare in Formula 1. Ralf Schumacher, sei anni più piccolo del sette volte campione del mondo, oggi compie 40 anni, il suo obiettivo lo ha raggiunto e ora già segue le sue orme (vedi Tony Kart) il figlio David, nato dal burrascoso rapporto con Cora Brinkmann dalla quale ha divorziato lo scorso febbraio. Non si può dire che il tedesco abbia lasciato una traccia indelebile nella massima formula, né che abbia particolarmente brillato ma 6 vittorie, altrettante pole positions e 180 gran premi disputati sono indubbiamente un buon bottino. 
Il figlio David
Ha corso per la Jordan (debutto nel Gp di Australia 1997), la Williams (uomo Bmw) e la Toyota (in Giappone aveva vinto il campionato di Formula Nippon nel 1996), è stato anche in lizza per il mondiale nel ed ha pagato anche dazio con il violento incidente occorsogli a Indianapolis nel 2004 che gli è costato fratture multiple alle vertebre. Si è detto e si dirà ancora: ha sfruttato il suo cognome, c’erano piloti più meritevoli di lui. Si è beccato critiche per non aver attaccato a fondo in alcune gare il fratello maggiore allora ferrarista (che a sua volta non gli ha risparmiato qualche “sportellata”). Il suo rapporto con il compagno di squadra Fisichella, inoltre, non è certo stato idilliaco per certi suoi antipatici atteggiamenti. Una carriera dunque controversa, troncatasi all’improvviso, una volta passato al DTM, dopo tre anni alla Mercedes senza particolari acuti. Tocca già al figlio David, cugino di Mick. 

lunedì 29 giugno 2015

MOMENTO ALFA ROMEO: RIAPRE IL MUSEO STORICO

(29/6/2015) – Dopo la presentazione della nuova Giulia e la celebrazione dell’anniversario numero 105, il magic moment Alfa Romeo continua con l’apertura, domani 30 giugno, del Museo Storico di Arese. Sarà visitabile tutti i giorni, eccetto il martedì, dalle ore 10 alle 18, con prolungamento orario fino alle 22 il giovedì (Biglietto intero 12 euro; ridotto 8 euro). Finalmente una della case automobilistiche più blasonate del mondo torna ad avere, al pari di tante altre marche giustamente orgogliose della propria storia, il suo tempio che non per niente è stato denominato “La macchina del tempo” ed è stato scelto dal management come "fulcro della rinascita del marchio". Il Museo ospita i pezzi più significativi della collezione storica Alfa Romeo, costituita a partire dalla prima metà degli anni '60. Inaugurato nel 1976 e visitabile solo su prenotazione, in seguito alla dismissione del sito produttivo e alla conseguente perdita della funzione direzionale del Centro, fu chiuso nel 2009.  Lungo il percorso sono ora esposti i 69 modelli che maggiormente hanno segnato non solo l'evoluzione del marchio, ma la storia stessa dell'auto. Dalla prima vettura A.L.F.A., la 24 HP, alle leggendarie vincitrici delle Mille Miglia come la 6C 1750 Gran Sport di Tazio Nuvolari, dalle 8C carrozzate Touring alla Gran Premio 159 "Alfetta 159" campione del Mondo di Formula 1 con Juan Manuel Fangio; dalla Giulietta, vettura iconica degli anni ´50, alla 33 TT 12. L'essenza del marchio è condensata in tre principi: la Timeline (piano 1), che rappresenta la continuità industriale; la Bellezza (piano 0), che unisce stile e design; la Velocità (piano interrato), sintesi di tecnologia e leggerezza.  Per gli appassionati di corse, questo è ovviamente il piano giusto dove ammirare.....

ESORDIO SPRINT PER L’ABARTH 695 ASSETTO CORSE ENDURANCE

(29/6/2015) – Esordio oltre le più rosee aspettative per l’Abarth 695 Assetto Corse Endurance a Imola: con alla guida il fresco vincitore di classe della 24 Ore di Le Mans, Andrea Bertolini, ha ottenuto un ottimo secondo posto in Gara 2 nella 2^ Divisione del Campionato Italiano Turismo Endurance, confermato da una altrettanto sensazionale sesto posto assoluto.  Collaudo di affidabilità, quindi, pienamente superato per la vettura approntata dalla Squadra Corse Abarth per consentire ai numerosi clienti sportivi di cimentarsi con successo anche nella corse di durata. 

Nettamente positivo, inoltre, il confronto con le vetture di cilindrata decisamente superiore, grazie anche alle doti di grande tenuta di strada. Il ritmo costante tenuto dall’esperto pilota ufficiale del Gruppo nonostante il caldo torrido  (32° alla partenza) ha fatto sì che per alcuni giri la vettura dello Scorpione fosse addirittura al comando della propria divisione consentendole di emergere alla distanza con una progressione costante dei tempi sul giro, sempre molto vicini a quelli ottenuti in qualifica. Un risultato ancora più importante per gli appassionati Abarth, poiché ottenuto con una vettura molto vicina alle versioni di serie di Abarth 595 e 695. Il motore è infatti lo stesso T-Jet che equipaggia i modelli di serie, con una potenza portata a 215 CV, contro i 190 dell’Abarth 695 biposto e i 180 della 595 Competizione stradali.

venerdì 26 giugno 2015

IL TROFEO MASERATI E' ANCHE NORTH AMERICA


(26/6/2015) -Il Maserati Trofeo World Series lascia il vecchio continente per affrontare le due trasferte nel Nord America. Novità: per la prima volta si terrà il Trofeo Maserati North America (MNA), mini serie riservata ai piloti che decideranno di iscriversi ai due round di Road America, questo fine settimana, e di Virginia International Raceway ad agosto e inoltre ad una terza prova extra, a Laguna Seca in calendario il 13 settembre all'interno del Pirelli World Challenge. Le Maserati saranno iscritte nella classe GTS e i piloti che avranno disputato tutti e tre gli eventi entreranno a far parte di una speciale graduatoria che decreterà il vincitore del premio Maserati North America Champhion 2015 chiamato quindi a partecipare all'ultimo round del Maserati Trofeo World Series in programma ad Abu Dhabi l'11 dicembre. Per i primi due eventi è previsto il format regolare del campionato, con due prove da 42 minuti, mentre a Laguna Seca si seguirà il modello del Pirelli World Challenge, con due gare da 50 minuti. Tra i piloti americani rientra Patrick Byrne che nella scorsa edizione aveva provato la gioia di salire sul podio e quest’anno sarà affiancato dal debuttante Guy Cosmo. Ritorno anche per Nick Mancuso, che dopo la bella prestazione del 2014, quest’anno vorrà essere ancora tra i migliori. Alla loro prima apparizione l’americano Derek Hill e l’equipaggio italiano composto da Marco Fumagalli e Andrea Perlini. Tra i team rientra Adrien De Leener. Nello stesso fine settimana si terrà anche il settimo round del....

HAPPY BIRTHDAY / PHILIPPE STREIFF 60 ANNI, LA SUA FORZA E' LA PASSIONE

(26/6/2015) – Il coraggio e la tenacia di Alex Zanardi o di Clay Regazzoni, dopo i rispettivi incidenti del 2001 e del 1980, vengono spesso e giustamente portati ad esempio. Philippe Streiff, che oggi compie 60 anni, fa parte di questa schiera: dal 1989 è paraplegico a seguito dell’incidente di cui fu vittima il 15 marzo di 26 anni fa nel corso di una sessione di prove F1 sul circuito brasiliano del Jacarepagua ed è rimasto attivo e propositivo, sia nel mondo dei motori che in altri ambiti. Il pilota francese fu protagonista di una cruenta uscita di pista dalla quale uscì vivo ma traumatizzato. Dopo tre anni di battaglie mediche contro la paralisi, Philippe accettò la sedia a rotelle e cominciò la sua nuova vita. Si muove grazie ad una Bmw appositamente adibita e frequenta piloti ed autodromi. 
Streiff terzo ad Adelaide 1985
Impossibile rinunciare alla enorme passione che lo aveva portato, a 22 anni, a frequentare la Scuola di pilotaggio di Nogaro, poi a vincere il titolo nazionale di F3, a debuttare in F2 con l’AGS e a farsi notare dalla Renault che nel 1984 gli offrì la prima opportunità in F1. Poi fu la volta della Ligier (al posto del defenestrato De Cesaris) e quindi della Tyrrell motorizzata Renault con la quale nel 1985 colse anche un terzo posto ad Adelaide e infine della AGS. E infatti Streiff è rimasto nell’ambiente, riuscendo a organizzare il Masters Kart a Paris Bercy, appuntamento sui kart elettrici con i migliori piloti di tutte le categorie automobilistiche. 
Non solo: sotto l’egida del Ministero della Sanità francese ha ricoperto il ruolo di consigliere tecnico per i diritti delle persone diversamente abili. Negli ultimi tempi non ha dato il meglio di sé quando ha propinato alla stampa notizie sulle condizioni di Michael Schumacher, decisamente smentite dalla famiglia del pilota tedesco, o quando ha criticato duramente la Fia in relazione all’incidente del connazionale Bianchi, salvo poi scusarsi davanti alla minaccia di querela. Ma Philippe merita rispetto: per chi volesse continuare a seguirlo, c’è il libro "Streiff Road - A fond la vie", (“Streiff Road - A life lived to the full”) - Editions Agenda du Sport oppure il sito www.philippe.streiff.com

giovedì 25 giugno 2015

NUOVA ALFA ROMEO GIULIA, POTENZA E TRADIZIONE ITALIANE. 510 CV made in Ferrari per il top di gamma


(25/6/2015) – Il momento tanto atteso, dunque, è arrivato: l’Alfa Romeo riparte dalla Giulia (alla fine confermato lo storico nome), presentata ieri presso il Museo Storico di Arese nella versione top di gamma contraddistinta dal leggendario Quadrifoglio. Sarà in vendita in Europa ad inizio 2016, poi seguiranno gli altri modelli della gamma. Nel 2017 sarà la volta del SUV. L’obiettivo pone l’asticella a 400mila Alfa nel 2018; mercato decisivo, gli Stati Uniti: una scommessa impegnativa, non c’è che dire. Ma che impressione dà questa macchina nata dal Centro Stile di Lorenzo Ramacciotti ed essenziale per le future strategie della Casa nata 105 anni fa? Una linea forse più tradizionale di quanto ci si aspettasse, certo muscolosa, robusta e filante. Una pura esibizione della potenza (made in Ferrari).


Gli uomini del Gruppo parlano di “cambio di paradigma del brand” evidenziato dall'inedito logo firmato da Robilant Associati. I punti di riferimento, è stato spiegato, sono l'equilibrio dei pesi (50/50) e la trazione posteriore. Per bilanciare al meglio le masse, il motore e la meccanica devono collocarsi tra i due assi: da qui la scelta per Giulia di disegnare sbalzi molto ridotti, un lungo cofano e lunghi parafanghi anteriori, un abitacolo arretrato, "appoggiato" sulle ruote di trazione, e parafanghi posteriori muscolosi che segnalano visivamente il punto dove la potenza viene scaricata a terra. 
Il nuovo logo

Tutto questo si traduce in un passo estremamente generoso - il più lungo della categoria - contenuto in una carrozzeria tra le più compatte. La plancia e gli interni non sono stati ancora mostrati: tutto pulito ed essenziale, centrato sul guidatore, come dimostra il raggruppamento di tutti i comandi sul volante che è stato disegnato piccolo e diretto per adattarsi a tutti gli stili di guida. Il posto di guida, tra fibra di carbonio, legni e tessuti preziosi, ha il tunnel diagonale, la plancia leggermente ondulata e gli strumenti orientati verso il guidatore.

MOTORI – Una vera Alfa Romeo si riconosce dal motore. Per la versione Quadrifoglio, si è deciso di realizzare un turbo benzina 6 cilindri, totalmente in alluminio, elaborato da tecnici provenienti da Ferrari, che eroga 510 CV (supera dunque quelli della BMW M3) e con accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 3,9 secondi. Viene evidenziato quanto sia economico nei consumi, grazie al sistema di disattivazione dei cilindri a controllo elettronico, e il “rombo genuinamente Alfa Romeo”.



SOSPENSIONI - In particolare, sull'asse posteriore si è scelta una soluzione multilink che assicura contemporaneamente...

martedì 23 giugno 2015

E VENNE IL FUOCO CHE SPENSE L'ACQUA

(23/6/2015) – Nonostante la pioggia abbia sostanzialmente rovinato la “storica” giornata, Antonio Fuoco non dimenticherà questo esordio su una Formula 1, la Ferrari, per i test post Gran Premio di Austria allo Spielberg. Anzi, visto il cielo plumbeo, il rosso della SF15-T gli rimarrà ancora più impresso negli occhi e nel cuore. Ce ne eravamo occupati e il gran momento è arrivato (http://motorchicche.blogspot.it/2013/04/fuoco-del-sud-nemmeno-17-anni-il-pilota.html). 
Lui ha diligentemente svolto il compito assegnatogli - un'uscita di pista ci può stare, stava già cercando di forzare - prima di cedere domani  la monoposto al terzo pilota di Maranello, Gutierrez. Il pilota calabrese della Ferrari Driver Academy, attualmente impegnato in GP3 Series, segue così la scia inaugurata a Magny-Cours nel 2012 da Davide Rigon – tornato in azione anche nel 2013 a Silverstone – dei giovani italiani schierati dalla Scuderia Ferrari in occasione di test ufficiali. Dopo l’esperienza di Raffaele Marciello, suo compagno d’accademia, impegnato prima nei test di Abu Dhabi 2014 e poi per il Day 1 di Barcellona nel maggio scorso, oggi il debutto di Fuoco è stato battezzato da una violenta pioggia, che purtroppo non ha concesso tregua sino all’ora di pranzo. Ma si è trattato di una presa d’atto importante, soprattutto per un ragazzo – ha solo 19 anni – del Sud, parte d’Italia che per la Ferrari fa tornare alla mente il siciliano Vaccarella, il calabrese Giunti. Tutti piloti validissimi e molto apprezzati dal Drake. 

lunedì 22 giugno 2015

IL PAZIENTE SPAGNOLO

(22/6/2015) – Ancora un week end nerissimo, in fatto di risultati e prospettive, per Fernando Alonso. La domanda è: cosa farà il pilota della disastrata Mc Laren Honda? Dopo aver detto in Canada di aver “toccato il punto più basso della mia carriera”, in Austria un altro tonfo: problemi a ripetizione (motore, trasmissione), penalizzazioni, pure un brutto incidente. Il motore Honda non va, l’affidabilità non tiene, le risposte non arrivano. “Dobbiamo lavorare, di più”, si è limitato a dire l’ex ferrarista, molto serafico ai microfoni della stampa. Ma ovviamente la situazione, così, senza segnali concreti di riscossa, precipita. Ogni pazienza, di cui Fernando sta facendo sfoggio stupefacente, ha un limite. “Si spera sempre in una svolta ma la fretta non è nella natura di questo sport”, dice ancora lui ma forse inquadra più realisticamente il momento Carlos Sainz Senior. Il padre del giovane pilota della Toro Rosso, sul quotidiano spagnolo Marca, ha detto che “Fernando sta pensando a lungo termine” ma che praticamente tutto può essere messo in discussione “se la McLaren-Honda non fa un grande passo in avanti per il 2016. Se l’anno prossimo non avrà una macchina per lottare per il campionato, allora sarà una situazione difficile da accettare". Quindi? La F1 non gli offrirebbe molto di competitivo: la Lotus che diventa Renault? La Red Bull motorizzata chissà come? La Williams orfana di Bottas che passa alla Ferrari? Oppure sarà il caso di un anno sabbatico puntando alla 24 Ore di Le Mans? Possibile, il colpaccio di Hulkenberg insegna: “Già quest’anno l’ho presa in considerazione  ma la cosa non si è concretizzata. Forse l’anno prossimo, ma non so”, ha detto. Si vedrà. Poi, chissà, nel 2017 – Alonso avrà 36 anni - in F1 arriva l’Audi. 

IN & OUT / GP OLANDA 1975. PRIMA VITTORIA PER HUNT E LA HESKETH, DOPPIA FRATTURA PER MONTEZEMOLO!

(22/6/2015) – Una gara volitiva, una decisione-sprint sul rientro al box e così, 40 anni fa, il 22 giugno 1975, James Hunt vinse la sua prima gara in Formula 1, Gran Premio di Olanda, con solo un secondo di vantaggio sulla Ferrari di Niki Lauda. Fu il primo – ed unico – successo anche per la Hesketh, ma la corsa fu caratterizzata dall’infortunio occorso all’allora Direttore Sportivo Luca Cordero di Montezemolo.  Tra le dune olandesi di Zandvoort andò in scena il prologo del grande duello dell’anno successivo tra l’inglese e l’austriaco. Gara bagnata: Lauda partì in pole e, come tutti, aveva montato sulla superba Ferrari T pneumatici rain. Una volta scattato in testa e con la pista che andava progressivamente asciugandosi, tutto stava nel scegliere il momento migliore per passare alle slick. 
Fu Hunt, al settimo giro, ad anticipare tutti: mossa che si rivelò azzeccata perché alla Ferrari tergiversarono un po’ troppo e quando Lauda tornò in pista prima si trovò davanti un coriaceo Jarier su Shadow e poi dovette rincorrere Hunt, rosicchiandogli decimi preziosi giro per giro. Ma l’inglese resistette e vinse in volata. Lauda rientrò ai box contrariato dal fatto di non aver più visto, da un certo momento, Montezemolo al muretto box. Dovette rimangiarsi i rimproveri: il DS del Cavallino era stato investito in pit lane dalla Lotus di Peterson e per pura fortuna il colpo di pneumatico che lo fece letteralmente volare in aria gli procurò “solo” la rottura di una gamba e di un braccio!

sabato 20 giugno 2015

ANNIVERSARY / 20 GIUGNO 1965. 50 ANNI FA L'ULTIMA VITTORIA FERRARI A LE MANS



(20/6/2015) Ferrari e Le Mans un binomio che ha fatto storia me che si è interrotto 50 anni fa. L’ultima vittoria assoluta del Cavallino risale infatti alla 24 Ore del 20 giugno 1965, quando fu l’equipaggio privato composto da Jochen Rindt e Masten Gregory a passare per primo sotto la bandiera a scacchi a bordo della Ferrari 275 LM del NART, il North American Racing Team. 
Lo squadrone ufficiale di Maranello, infatti, subì quel giorno una debacle tecnica non indifferente: le P2 dei vari Vaccarella, Rodriguez, Bandini, Bonnier, Parkes, Scarfiotti, chiamate a fronteggiare le larghe ambizioni della Ford che schierava esagerate GT40 da  7 litri, si arresero per problemi ai dischi freno che tendevano a creparsi per il calore. A battere gli americani, ci pensarono allora Rindt e Gregory che guidavano una affidabile e leggera Ferrari 275 LM. Restano loro gli ultimi alfieri del Cavallino a Le Mans: l’austriaco e l’americano che, secondo ultime rivelazioni, fu sostituito da Hugus durante la notte, miope com’era (portava gli occhiali). Rindt era introvabile e l’operazione, nella notte, tra la distrazione generale, fu compiuta con successo. Fu la sesta vittoria consecutiva della Ferrari (dal 1960) ma la Ford avrebbe compiuto un enorme sforzo tecnico ed economico per affermare la propria supremazia e ci riuscì negli anni a seguire contribuendo ad alimentare la leggenda delle grandi sfide del motorpsort. 

venerdì 19 giugno 2015

HULKENBERG, DOPO LE MANS FAI GLI SCONGIURI! Vedi Interlagos 2010...


(19/6/2015) - Parla Nico Hulkenberg: “Fantastico, ancora non ci credo. Grazie al team, abbiamo preso le decisioni migliori. Io ho fatto il meglio che potevo per evitare le macchie di umidità. Questo è un momento molto emozionante e non trovo davvero le parole per descriverlo. Sto ancora tremando". E’ il commento del pilota tedesco dopo la sua recentissima, bellissima vittoria alla 24 Ore di Le Mans? No, è quanto dichiarò nel novembre del 2010 dopo aver staccato una fantastica pole position al Gran premio del Brasile a Interlagos. Dopo Le Mans, leggete appresso, la musica è la stessa: “E’ stato davvero fantastico, per me è stato un momento veramente emozionante, una grande esperienza, qualcosa di incredibile e sono molto contento”. In entrambe le occasioni era un rookie: cinque anni fa alla Williams (aveva 23 anni ed era campione in carica della GP2) e una settimana fa con la Porsche. Peccato che dopo la prestazione record a sorpresa sul giro la gara brasiliana non andò molto bene (partenza compresa) e a fine stagione sir Frank addirittura non lo confermò, sostituendolo con Pastor Maldonado. Ora il buon Nico sta ricevendo molte felicitazioni e complimenti per l’impresa in terra francese e VJ Mallya ha già anticipato di volerlo confermare alla Force India nel 2016. Nico, roba da fare gli scongiuri…

F1 IN USA, DALLA FARSA DI INDY 2005 AI FASTI DI AUSTIN. Dreaming California...


(19/6/2015) Il Gran Premio - farsa degli Stati Uniti a Indianapolis del 19 giugno 2005, giusto 10 anni fa, sembrò sancire la fine della Formula 1 in America. Ricordate? A causa di problemi di tenuta degli pneumatici Michelin – durante le prove Ralf Schumacher su Toyota si schiantò duramente sul muretto e venne precauzionalmente ritirato dalla gara -  solo tre scuderie  gommate invece Bridgestone lasciarono in griglia di partenza le proprie monoposto: Ferrari (Schumacher e Barrrichello), Jordan (Monteiro e Karthikeyan) e Minardi (Albers e Friesacher). Tutte le altre (dalla Mc Laren di Raikkonen e Montoya alla Renault di Alonso e Trulli) al termine del giro di ricognizione imboccarono la pit lane, tra lo stupore del pubblico, rinunciando di fatto alla competizione. 

La incredibile griglia del Gp di Indy 2005
Sei macchine in gara (per la cronaca vinse Schumi davanti al compagno Barrichello e a Monteiro) e appassionati comprensibilmente furibondi. In pista arrivarono anche bottiglie lanciate da qualche spettatore particolarmente esagitato per quella che apparve una sonora presa in giro. Per fortuna la Michelin decise di rimborsare i biglietti e, anzi, ne offrì di gratuiti per il gran premio dell’anno successivo. Come detto, sembrò il de profundis per la F1 in America, avvezza a ben altri spettacoli, dalla Nascar alla F. Indy, ma a distanza di dieci anni l’orizzonte appare invece roseo. Il Gp di Austin gode di un ottimo riscontro in fatto di presenze e proprio recentemente Ecclestone ha rilanciato sulle possibilità del Gp del New Jersey, di fatto un po’ arenato per mancanza di fondi. Inoltre il Circus sogna sempre la California: il Gp di Long Beach è ricordato da tutti sempre con grande piacere.

giovedì 18 giugno 2015

ALPINE CELEBRATION, 60 ANNI DI BLU INTENSO


(18/6/2015) - Alpine continua a far sognare e ha celebrato i suoi 60 anni attraverso una show-car battezzata Alpine Célébration svelata con un inebriante giro di pista alla recente 24 Ore di Le Mans. Alpine fa parte del club ristretto dei marchi nati direttamente dalla competizione e il presidente della Casa transalpina fondata da Jean Rédélé, Bernard Ollivier, ha infatti parlato di “fiamma sportiva che ci anima”. 


La nuova sportiva compatta adotta la silhouette di una coupé due posti dalle linee fluide e pulite, sottolineate dal blu intenso della carrozzeria illuminato dalle strisce arancio che contrassegnano dal 2013 i colori del ritorno di Alpine nelle gare di endurance coronato da due titoli. Ma questa configurazione evoca originariamente quella della prima avventura Alpine alla 24 Ore di Le Mans quando, dal 1963 al 1969, le M63, M64, M65, A210, A220 – e anche l’A110 – difendevano con orgoglio i colori francesi sul circuito della Sarthe.  Non mancano i riferimenti espliciti alla mitica e iconica A110 e alle auto che hanno contraddistinto lo spirito Alpine: per esempio, il design dei cerchi ricorda uno di quelli più alla moda proprio sulla A110 o la A310 negli anni ’70. Note in carbonio mettono in risalto gli elementi più tecnici della carrozzeria, come lo spoiler, le minigonne laterali, il diffusore, le prese d’aria posteriori e i retrovisori esterni.
Alpine Célébration parteciperà lungo tutto l’arco dell’anno alle celebrazioni dedicate ai 60 anni di Alpine e, in particolare, sarà presente al Goodwood Festival of Speed in programma dal 25 al 28 giugno e al grande raduno di Dieppe “Saga Alpine”, organizzato dall’Association des Anciens d’Alpine l’11, il 12 e il 13 settembre.


mercoledì 17 giugno 2015

PASSIONE CARACCIOLA, DALLA GERMANIA ALLA SVIZZERA. Nico Rosberg dà il via

(17/6/2015) – E’ stato Nico Rosberg  a dare il via alla prima edizione di “Passione Caracciola”, gara di regolarità per auto storiche immatricolate entro il 1980,  con raduno presso il Museo Mercedes di Stoccarda, partenza effettiva da Schaffhausen, in Svizzera, e arrivo domenica 21 giugno in Piazza Riforma a Lugano. Perché Lugano? Perché nella cittadina svizzera il grande pilota tedesco – di lontane origini partenopee, alfiere della Casa della Stella tra il 1930 e il 1940 autentico  “Regenmeister”, re della pioggia- abitò dal 1930 in poi e oggi riposa insieme alla moglie nel cimitero di Castagnola. 

E prevista una visita alla sua tomba e a casa Scania dove visse. Partecipano alla manifestazione non più di 58 modelli – in primis Mercedes (15) ma anche una Maserati 26 M del 1928, tra le altre – per ricordare l’età alla quale scomparve il campionissimo; il percorso si snoda per 600 chilometri, 7 passi alpini, dal Klausen al San Gottardo a 2.106 metri di altitudine: tutti luoghi in qualche modo legati alla vita e alle imprese leggendarie di Otto Wilhelm Rudolf Caracciola.



martedì 16 giugno 2015

ANNIVERSARY / 16 GIUGNO 1985. IL SIGILLO DI PAOLO BARILLA A LE MANS


(16/6/2015) – Mentre si celebra la vittoria del trio meraviglia Nick Tandy, Earl Bamber e Nico Hulkenberg all’ultima 24 Ore di Le Mans è oggi il caso di ricordare anche un altro successo: 30 anni fa esatti fu Paolo Barilla, in equipaggio con Klaus Ludwig e John Winter su Porsche 956 del Joest Racing, a vincere la classica di durata francese. 

L’allora ventiquattrenne rampollo della nota famiglia parmense fu il primo italiano a tornare ad affermarsi a Le Mans, 21 anni dopo il successo di Vaccarella (con Guichet su Ferrari 275 P), e ci vollero altri 12 anni per rivedere un tricolore sul gradino più alto del podio, grazie ad Alboreto (con Johansson e Kristensen su Porsche), prima dell’epopea di Pirro e di Capello. Per Paolo Barilla, oggi vice presidente della Barilla Holding SpA, resta il suggello incancellabile e prestigiosissimo della sua carriera nel motorsport (formule propedeutiche tricolori, F2, F.3000 giapponese, F1 alla Minardi tra il 1989 e il 1990 e poi anche la Dakar) nata per passione vera cullata fin da bambino. E pensare, come ha ammesso lui stesso, che le vetture a ruote coperte non erano certo nei suoi sogni. Ma con quelle si realizzò. Un’esperienza certamente indimenticabile e una corsa spossante, dove l’imperativo – ricorda - era solo e sempre di “spingere”, pur caratterizzata dalle strategie per ottemperare alla riduzione dei consumi del 15%. Alla fine le altre Porsche (la 962, tra i piloti: Ickx, Mass, Bell, Stuck) e le Lancia V8 di Cesare Fiorio furono battute – fu la “decima” per la Casa di Stoccarda - e ancora oggi Paolo Barilla merita un posto d’onore per quella affermazione già così lontana ma così splendente.   

lunedì 15 giugno 2015

ANNIVERSARY / 15 GIUGNO 1935. 80 ANNI FA NUVOLARI UN FULMINE SULLA FIRENZE-MARE


(15/6/2015) – Tra le tante leggendarie imprese di Tazio Nuvolari c’è anche il doppio record di velocità con partenza lanciata, sul chilometro e sul miglio, stabilito giusto 80 anni fa sulla Firenze – Mare. A rendere ancora più strabiliante l’impresa l’auto utilizzata: l’Alfa Romeo Bimotore! Una P3 modificata che, per fronteggiare sulle piste di tutto il mondo le potentissime auto tedesche Mercedes e Auto Union, montava due motori 8 cilindri da 3165 cm cubici  – uno anteriore e uno posteriore – in grado di fornire una spinta complessiva di 540 cavalli. Quello che ci voleva. L’idea venne al fido ingegnere Luigi Bazzi ma si può immaginare con quanta ritrosìa Enzo Ferrari diede il via libera all’operazione. Ma la sua sete di vittoria e anche le pressioni di Mussolini in persona che pretendeva successi sportivi contribuirono a superare ogni perplessità. Lo shakedown fu effettuato sull'autostrada Bergamo-Brescia il 10 Aprile 1935 ma le prime gare a Tripoli e all'Avus di Berlino ribadirono il dominio teutonico. La macchina era troppo pesante e di difficile gestione, meglio tornare alla tradizionale P3.  Restava un unico tentativo per conciliare le esigenze delle parti in causa: tentare il record di velocità sul chilometro appannaggio di Hans Stuck che aveva raggiunto i 317 km/h con l'Auto Union. Alleggerita e dotata di pneumatici speciali Dunlop, di buon mattino la Bimotore affrontò il tratto Lucca-Altopascio con alla guida un superlativo Nuvolari in candida tuta bianca. Il mantovano si confermò paladino del coraggio e fu capace di ammaestrare tanta potenza e le pericolose folate di vento e alla fine di battere il record sul chilometro lanciato, a 321,428 km/h, e sul miglio, a 323,125 km/h.

LA FORD SCEGLIE LE GARE ENDURANCE


(15/6/2015) – Dunque Ford torna nel 2016 a Le Mansclasse LM GTE Pro - con la nuova e innovativa supercar GT e, più in generale, assume un nuovo impegno diretto nelle corse. La Ferrari è avvisata. L’annuncio è importante proprio per questo: torna a manifestarsi il potenziale dell’Ovale Blu che tanti anni fa portò il patriarca Henry Ford a sfidare la Ferrari proprio a Le Mans. A sottolineare la continuità con quella sfida umana, industriale e sportiva è il discendente Bill Ford, Executive Chairman di Ford Motor Company: “Quando la GT 40 ha gareggiato a Le Mans nel 1960, Henry Ford II ha cercato di dimostrare che era possibile battere i più leggendari Costruttori. Siamo ancora estremamente orgogliosi di aver vinto questa corsa iconica quattro volte di fila e quello spirito innovativo che guidò l’innovazione della prima Ford GT ci spinge ancora oggi”. L’obiettivo è vincere. 

“Nel corso dello sviluppo della Ford GT, fin dall’inizio abbiamo voluto essere sicuri di avere una macchina che ha tutto quello che serve per il mondo delle corse GT”, ha detto Raj Nair, Vice Presidente Sviluppo Prodotti Globali e Chief Technical Officer. Per riuscirci non sono stati lesinati sforzi in fatto di aerodinamica, peso e motore grazie all’impiego di materiali compositi ultraleggeri, fibra di carbonio inclusa, e allo sfruttamento delle formidabili caratteristiche di potenza ed efficienza del propulsore-gioiello EcoBoost (è un V6 3.5). Si chiamerà Ford Performance questa nuova esperienza alla quale è affidato anche il precipuo compito di testare soluzioni in grado di essere poi implementate a bordo di tutte le proprie vetture.  “Sappiamo, grazie al prestigioso heritage che vantiamo nel motorsport, che il mondo delle competizioni mondiali è un eccellente incubatore per lo sviluppo di ulteriore innovazione”, ha infatti precisato Mark Fields, Presidente e CEO. 

Per cominciare a scrivere nuove pagine di storia bisognerà aspettare gennaio, quando la nuova vettura correrà alla 24 Ore di Daytona. La Ford GT sarà infatti schierata con due esemplari dal team Felix Sabates nel campionato Tudor United Sports Car e dal Chip Ganassi Racing nel WEC. Piloti da definire. Le quattro Ford, quindi, scenderanno in pista a Le Mans 2016. 


venerdì 12 giugno 2015

BASSI PILOTA NON PER FICTION

(12/6/2015) – Ci sarà anche l’attore barese Ettore Bassi alla 58^ Fasano – Selva (14 giugno), organizzata dalla Egnathia Corse, valida quale quinta tappa del Campionato Italiano Velocità Montagna. Ma gareggerà nella categoria Vip a bordo delle Volkswagen Lupo Cup messe a disposizione dalla scuderia locale Epta  Motorsport. Ettore, però, è un vero pilota. Passione e DNA trasmessigli da papà Paolo, scomparso nel 2012, più volte protagonista tra i tornanti della classica fasanese. Il padre, originario di Conversano, si trasferì in Piemonte per motivi di lavoro per stabilirsi infine proprio a Fasano, dove si respirava e si respira molto aria di corse. E dieci anni fa, il figlio Ettore debuttò nel CIVM alla gara di casa, la Fasano – Selva, al volante della stessa VW Lupo che ritroverà nel fine settimana pugliese. Per la cronaca, quella volta finì subito a muro ma col tempo e l’esperienza ha affinato molto le sue buone doti. E’ molto professionale. Peccato che l’attività principale rimane quella di protagonista di tante fiction di successo: FuoriClasse, Carabinieri, Il Commissario Rex per citarne alcune.

CHE NOTTE (ROSSA) A MARANELLO

(12/6/2015) - Dopo il successo delle prime tre edizioni, torna domani (sabato 13 giugno) la Notte Rossa 2015 a Maranello: dalle ore 18 nella capitale dei motori “spettacoli, musica e animazioni per celebrare il mito Ferrari e l’anima di una comunità”. Un termometro interessante per misurare la "febbre" dei tifosi del Cavallino in questa annata caratterizzata da una nuova presidenza e dall’arrivo di Vettel. In particolare, per gli appassionati, subito, in Via Nazionale, via Claudia e via Dino Ferrari sarà possibile lustrarsi gli occhi grazie alla “Esposizione di Ferrari - Un lungo “fiume rosso” per le strade della città”.  In Piazza Libertà, sempre dalle ore 18 è previsto il Gran Premio Telethon Race Prove, dimostrazioni e gare di macchinine radiocomandate Mini-z a cura di Mini-z Racing. Il ricavato dell’iniziativa sarà devoluto a Telethon. Non può mancare il tradizionale spettacolo dei cambi gomme: in Via Nazionale (zona Piazza Libertà), Pit Stop Ferrari Scuderia Ferrari Club Village: Show Car F1 in modalità pit stop, simulatori di guida Ferrari Virtual Academy, esposizione vetture Soap Box, esposizione truck Scuderia Ferrari. Straordinari anche per il Museo Ferrari (biglietteria aperta fino alle 22,30) che osserverà infatti apertura prolungata fino alle ore 23, con prezzo speciale d’ingresso a 11 euro per tutti i visitatori a partire dalle ore 19. Inoltre visite guidate all’esposizione in italiano e inglese gratuite alle ore 20, 21 e 22; speciali tour con navetta dentro la Pista di Fiorano e la fabbrica al costo di 11 euro a persona (pari al biglietto d’ingresso) ai seguenti orari: 19.30, 20.30, 21.30, 22.30 (su prenotazione e fino ad esaurimento posti) con sosta foto ricordo nella piazzetta Schumacher in Via Dino Ferrari (a fianco Museo Ferrari). Presso l’ Auditorium Enzo Ferrari (via Nazionale 78), dalle ore 10 alle 2.00, è in programma “Maranello People Flying High”, un percorso museale dedicato al Mito, all'eccellenza e alle persone di Maranello che hanno costruito la leggenda della Ferrari. Da segnalare infine Stand e aree espositive in Via Claudia (direzione Sassuolo) e la vendita della t-shirt ufficiale della Notte Rossa in Piazza Libertà.

giovedì 11 giugno 2015

NISSAN GT-R LM: A LE MANS PRONTI A STUPIRE. E se piove...


(11/6/2015) – Audi, Porsche, Toyota: saranno loro a contendersi la vittoria alla 24 Ore di Le Mans 2015. Ma la classica francese quest’anno vedrà anche il ritorno della Nissan con l’innovativa GT-R LM Nismo a motore anteriore (un 3 litri, 6 cilindri a V di 90°, iniezione diretta benzina, due turbo) e un parterre di piloti niente male. Sulla numero 21 si alterneranno Tsugio Matsuda, Mark Shulzhitskiy e Lucas Ordonez; sulla 22 Harry Tincknell, Michael Krumm e Alex Buncombe; sulla numero 23 il ben noto Olivier Pla, Jann Mardenbourough (GT Academy e GP3) e Max Chilton L’inglese ex F1, è particolarmente entusiasta: "E 'bello essere parte di un team ufficiale che è venuto a Le Mans con un concetto di design così radicale. La coppia è eccezionale, maggiore di ogni altra vettura da corsa con la quale ho corsoNon penso, come mi aspettavo, che si debba guidare in modo diverso rispetto a una trazione posteriore, bensì modo più preciso”. 

Tra i drivers prescelti c’è curiosità e orgoglio per questa impresa. Il tedesco Michael Krumm è marchiato Nissan da 16 anni e può quindi essere definito il capitano: “Ho pensato – dice  - che erano pazzi finchè non ho visto le simulazioni e avuto tutte le spiegazioni da parte di Ben (Bowlby) e Ricardo (Divila). Da quel momento sono stato molto entusiasta del concetto. La cosa più impressionante per me è stato rilevare come fossero  buone in rettilineo la trazione e l'aerodinamica. La macchina offre una resistenza molto bassa e poi adoro il motore. E’ un  turbo davvero bello, con una coppia sorprendente. Potremmo essere più veloci e più lenti rispetto alle altre auto in diverse parti del circuito e questo sarà molto interessante. Penso che il FWD mostrerà alcuni importanti vantaggi se sarà bagnato". E allora godiamoci lo spettacolo: oggi le qualifiche. Sabato il warm up alle 9 e il via alle ore 15 alla presenza del presidente francese Hollande.



ANNIVERSARY / 11 GIUGNO 1955. 60 ANNI FA A LE MANS LA TRAGEDIA PIU' GRANDE. Chi era Pierre Levegh

(11/6/2015) – E sono passati 60 anni da quello che viene tuttora ricordato come il più spaventoso e cruento incidente  della storia delle corse: la falcidia mortale di 83 spettatori, con 120 feriti, alla 24 Ore di Le Mans dell’11 giugno 1955. Morto anche il pilota Pierre Levegh. La dinamica, nella sua tragicità, è storia: durante la terza ora di gara, imboccato il rettilineo di arrivo, Mike Hawthorn su Jaguar decise tardivamente di rientrare ai box, scartando improvvisamente sulla destra. Lance Macklin, su Austin Healey, fu costretto a sua volta a deviare sulla sinistra innescando così il violento contatto con la Mercedes 300 SLR guidata da Levegh che lo seguiva da vicino. 

La vettura tedesca decollò, andando a schiantarsi, e prendendo fuoco, sulle barriere sotto le tribune. Il blocco motore, il cofano, un asse delle ruote volarono impazziti tra la folla, rendendo pauroso il tremendo bilancio delle vittime. Dalle foto si può evincere lo scenario impressionante di morte che ne seguì. Fu un incidente a sua volta esiziale per il motorsport: non solo la Mercedes ritirò le altre vetture e poi chiuse con le corse ma la Germania cancellò il Gran Premio di quell’anno e la Svizzera vietò tutte le gare sul suo territorio. Interdizione tuttora valida. Tra i testimoni di quell’incidente, l’italiano Paolo Marzotto che ricorda: “Ero ai box ad aspettare di dare il cambio a Castellotti. Ad un certo punto, dalla parte opposta del nastro stradale, vedo...

mercoledì 10 giugno 2015

HAPPY BIRTHDAY / AUGURI VIC, 80 ANNI!

(10/6/2015)Vic Elford compie oggi 80 anni. L’ex pilota, inglese di Peckham, è una delle migliori icone della “golden age” delle corse: le sue eccezionali imprese negli anni sessanta e settanta lo collocano di diritto nell’Olimpo dei cavalieri del rischio e dell’ardimento. Tanto veloce da meritarsi  l’appellativo di “Quick Vic”, in realtà nacque come rallista, anzi come navigatore, e al volante arrivò a vincere l’Europeo Rally nel 1967 con una Porsche 911. Un sodalizio, quello con la Casa tedesca, che darà frutti. Ma facciamo un passo indietro: come sbocciò tanta passione? A Silverstone: “Nel 1949 mio padre mi portò a vedere il primo GP del dopoguerra. Fu lì che decisi: ‘questo è quello che farò’. Avevo 13 anni”. Il primo successo fu come una miccia: l’anno seguente, il 1968, il suo talento esplose letteralmente. Prendere nota, please: si impose, nell’ordine, al Rally di Montecarlo sempre su Porsche 911 e alla 24 Ore di Daytona. Quindi secondo alla 12 Ore di Sebring e di nuovo primo alla Targa Florio in coppia con Maglioli e alla 1000 Km del Nurburgring. La 24 Ore di Le Mans (dove l’anno prima ottenne subito la vittoria di classe) gli sfuggì a due ore dal termine ma trovò la Formula 1. A luglio l’esordio al Gran Premio di Francia a Rouen, dove portò la sua Cooper T86B-BRM al quarto posto sotto la pioggia. 

Nei due anni successivi, su Cooper-Maserati, Mc Laren e BRM, non otterrà però grandi risultati (13 gare in totale e 8 punti conseguiti). Nel 1972 passa all’Alfa Romeo nel Mondiale Marche e dopo altre brevi esperienze si ritira nel 1974 per dedicarsi alla conduzione del team Inaltera con obiettivo Le Mans (sarà a capo anche della ATS in F1). Un volto da duro, quello di Vic Elford (che si prestò alle riprese del film su Le Mans con Steve Mc Queen) ma in realtà un animo generoso. Si guadagnò la nomina a Chevalier de Ordre National du mérite, conferitagli dall’allora presidente francese Pompidou, per essere intervenuto con “coraggio ed eroismo” a soccorso di due colleghi vittime di un incidente alla 24 Ore di Le Mans del 1972. Jo Bonnier purtroppo non sopravvisse. “Non credo di aver fatto nulla di speciale: pensai fosse assolutamente normale provare a salvarlo”. A gennaio, la Road Racing Drivers Club presieduta da Bobby Rahal lo ha insignito del Phil Hill Award 2015

martedì 9 giugno 2015

NUOVO PILOTA FERRARI CERCASI (?)

(9/6/2015) – Il testa coda al tornantino del circuito di Montreal e la conseguente perdita di un terzo posto sicuro potrebbe costare caro a Kimi Raikkonen, in attesa di rinnovo contrattuale alla Ferrari. I rapporti si sono raffreddati: con Vettel costretto nelle retrovie, toccava a lui confermare la Rossa seconda forza di campionato sempre sul podio insieme ai cavalieri della Mercedes. Invece, dopo buone qualifiche è arrivato il guaio, nello stesso punto e con le stesse modalità dello scorso anno. In un primo momento il finlandese ha parlato di “mappatura del motore non adatta” ma in dichiarazioni successive ha glissato.  Arrivabene, che si è capito essere un ultras del Cavallino, non l’ha presa affatto bene anche se poi ha smorzato: “Un fatto che non abbiamo ancora compreso pienamente, e che potrebbe essere dovuto a un ‘concorso di colpa’, visto che ci ha detto che la stessa cosa era successa un anno fa”. 
Comunque, non è questo quanto Maranello si aspetta dal suo ultimo campione del mondo e non per niente il Presidente Marchionne presente in Canada, a domanda precisa sul suo futuro, non ha dato alcuna certezza. Ma se la Ferrari vuole cambiare pilota deve muoversi adesso. Già, ma su chi puntare? Quando “radio box” parlava di feeling con Hamilton lo stesso Arrivabene, nello smentire, fece presente che semmai occorreva un pilota giovane. Non è più un segreto l’attenzione per Valtteri Bottas, l’altro finlandese ora alla Williams e gestito da Toto Wolff: è il favorito. Ma la Ferrari ha anche cartucce interne: sono suoi piloti Gutierrez e Vergne (al simulatore), già con esperienza, e i nostri Marciello e Fuoco rispettivamente in GP2 e GP3 (il calabrese sarà per la prima volta tester F1 dopo il Gp di Austria). Cosa offrono le altre formule? Tenendo presente che la Mc Laren ha già legato a sé il talentuoso belga Vandoorne (primo in Gp2) e l’altro olandesino volante De Vries, la Mercedes il campioncino Ocon (Gp 3) e la Lotus (leggi Renault?) il francese leader della WS 3.5, Matthieu Vaxiviere, si potrebbe puntare sul  canadese (nazione che a Maranello evoca dolci ricordi, Gilles) Latifi, o sull’italiano Giovinazzi che spopola in Fia F3. In F1, tramontate le ipotesi Hulkenberg e Perez,  al suo esordio sta facendo molto, molto bene lo spagnolo, Carlos Sainz, a dispetto di chi stravedeva solo per il suo compagno di squadra, l’osannato Max Verstappen. P.S. Sul web i  tifosi del Cavallino spingono però per la soluzione Ricciardo.

lunedì 8 giugno 2015

RIVOGLIAMO IL VERO RICCIARDO!

(8/6/2015) – Solo un anno fa era la rivelazione e il Gran Premio del Canada lo aveva vinto lui. Oggi Daniel Ricciardo sembra l’ombra di quel pilota determinato e funambolico che, in qualche modo, ha contributo alla scelta di Vettel di lasciare la Red Bull. In classifica è settimo e zampate vincenti come quelle dello scorso anno pare proprio che possa dimenticarsele. Anzi, nelle ultime due gare il compagno di squadra Kvyat gli è stato davanti e lui sembra aver un po’ smarrito la strada. A Montreal, probabilmente, ha toccato il fondo: tredicesimo e poco ottimismo per il futuro: “E’ un circuito di potenza e noi la potenza ce l'abbiamo limitata. Abbiamo cercato di risolvere i nostri problemi provando varie soluzioni di gomme, ma non è andata bene e questo è stato davvero frustrante”. Poi ha aumentato la dose: “Non mi sarei mai aspettato un risultato del genere, è stato come sbattere la testa al muro. Penso che la mia macchina debba aver avuto un guasto. Non ho dimenticato come si guida e so di non essere un secondo più lento del mio compagno di squadra”. Insomma, una piccola crisi anche se Daniel non rinuncia al suo proverbiale sorriso, solo un po’ più forzato. Il suo team principal, Chris Horner, lo assolve però a metà: “E’ stato un fine settimana difficile per lui, ma il telaio sta migliorando e nelle prossime gare sono previsti ulteriori migliorìe. Credo che, come nel 2013, Daniel non sia riuscito a trovare l’assetto ottimale per la sua auto, né le gomme lo hanno aiutato”. Se a tutto questo si unisce il fatto che l’australiano ha già fatto le sue rimostranze in ottica 2016 per la situazione di stallo della Scuderia (e quindi della sua carriera), direi che la serenità a Milton Keynes quest’anno è proprio assente.

venerdì 5 giugno 2015

KIMI AIUTA?

(5/6/2015) - Week end del Gp del Canada difficile per Kimi Raikkonen. Difficile psicologicamente. Perché la stagione entra nel vivo e il suo contratto è in fase di scadenza. Il problema è che, finora, l’ultimo arrivato, pur essendo il poker-campione Vettel, lo ha sempre battuto in qualifica e solo una volta, in gara, ha fatto peggio (Barhein). Kimi deve quindi perfezionare l’approccio, adattando meglio la sua SF15-T agli pneumatici disponibili e strappare una posizione in griglia più avanzata rispetto alla media che sta tenendo. Certo, viene alla mente che già l’anno scorso a Melbourne la situazione sembrava più o meno simile (vedi post http://motor-chicche.blogspot.com/2014/03/la-versione-di-kimi-ho-solo-bisogno-di.html). Comunque ha dimostrato di poter essere ancora competitivo (e di non “risentire” dell’effetto paternità) ma a Maranello gli chiedono di più. Arrivabene è fin troppo franco con lui: gli ha reso noto che per la firma varranno i risultati e non ha lesinato critiche, a volte non concordemente, per certi atteggiamenti e piccoli ma decisivi errori. Poco scusabili per un campione del mondo con tanta esperienza. Il finlandese, poi, è più nervoso del solito e anche l’ultimo rimbrotto alla squadra per averlo fatto uscire in maniera “pericolosa” dal box a Montecarlo è un indice di questo. L’atteggiamento sfuggente e sufficiente con i giornalisti è poi abbastanza noto ma sta peggiorando. A Montreal la Ferrari ha portato qualche piccola novità sul motore e lui, al solito non si sbilancia: Per questa gara abbiamo cose ‘normali’, ma ovviamente dovremo vedere come funzionano e a che punto siamo. Qui serve una vettura che si comporti bene in ogni parte del tracciato, che è molto diverso da quelli su cui abbiamo corso finora. Per questo non è facile dire come saremo piazzati. Le mescole a disposizione sono le stesse di Monaco, ma la pista è molto diversa, dovrebbe andare bene per noi. Molto dipenderà dalle condizioni meteo. Sappiamo che cosa manca ancora, dobbiamo migliorare nelle qualifiche e puntiamo a fare meglio in determinate aree, per facilitarci la vita alla domenica. Faremo del nostro meglio per mettere insieme un buon week end e vedremo che succede”. Molti punti interrogativi, dunque.

giovedì 4 giugno 2015

STONER "PILOTA" LAMBORGHINI

(4/6/2015)Casey Stoner è in Italia: torna alla Ducati? No, è appena stato alla Lamborghini a Sant’Agata Bolognese. Il campione delle due ruote, accolto dal Presidente e AD  Stephan Winkelmann, e dal Direttore Ricerca e Sviluppo, Maurizio Reggiani, ha visitato il Museo che custodisce storiche vetture del Toro, e lo stabilimento di produzione, dove vengono assemblate le supersportive emiliane. In particolare, ha potuto ammirare da vicino la Aventador LP 700-4 sia coupé che roadster, e, a due mesi dal debutto, la nuova Aventador LP 750-4 Superveloce. L’australiano non ha resistito inoltre al piacere della prova ed è salito a bordo di una rossa Lamborghini Huracan LP 610-4 che gli è stata affidata per qualche giorno. 

“Per me è stato un giorno incredibile – ha detto alla fine del tour – è qualcosa che desideravo fare fin da bambino: avere l’opportunità di guidare una di queste vetture e vedere come sono costruite. In passato, ho conosciuto da vicino alcune aziende italiane e ho visto quanto impegno e passione mettono in ciò che fanno, dal design alla produzione. Vedere in prima persona ciò che significa produrre queste vetture è andato ben oltre le mie aspettative. Mi ha dato una nuova prospettiva da cui guardare Lamborghini e al valore contenuto in questo Marchio”. Bene, chissà che ora Casey non vada a trovare i vecchi amici della Ducati (dello stesso gruppo Lamborghini…) dopo essersi già complimentato con loro via twitter per le ultime performances. Poi da cosa può nascere cosa…