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mercoledì 30 settembre 2015

HAPPY BIRTHDAY / VERSTAPPEN 18 ANNI: E ORA PATENTE E FERRARI!


(30/9/2015) – Beh, ora Max Verstappen può prendere la patente. Ecco il primo pensiero che passa per la mente in relazione al compleanno - 18 anni, auguri! -  che rende oggi maggiorenne l’enfant prodige della Formula 1. E rende l’idea di quanto il figlio d’arte e stella della Toro Rosso abbia bruciato le tappe: il salto dalla F3 Europe alla formula regina delle corse non solo non lo ha penalizzato ma, anzi, ha rilanciato le sue azioni. Determinato, veloce, dotato di carattere (ricordate il perentorio “no!” all’ordine box di far passare il compagno Sainz a Singapore), principe dei sorpassi, l’olandesino volante (ma è nato ad Hasselt in Belgio, Paese nel quale risiede) ha fugato ogni dubbio sulle sue qualità ed è oggetto delle brame di mercato dei top team. Lui lo sa e ha già messo le mani avanti: “Ferrari? Punto alla Red Bull”, ha detto. In effetti, la scuderia di Milton Keynes che più di tutti ha creduto in lui sembra essere il più probabile approdo, già dal 2016. La posizione di Kvyat è infatti in bilico e quest’anno Ricciardo non ha convinto al 100% ma è anche vero che l’incognita motore per la Casa potrebbe essere un problema. IL DS Toro Rosso, Tost, gli consiglia paternamente un altro anno di apprendistato a Faenza ma una eventuale motorizzazione Ferrari (Markko e Horner sperano ancora nel Mercedes) potrebbe cambiare le carte in tavola dando avvìo ad un deciso rilancio dei bibitari, enormemente desiderosi di riprendersi il centro della scena. Una Red Bull competitiva con un motore dignitoso, un tecnico geniale come Adrian Newey e il pilota del futuro Max Verstappen potrebbe essere la grande novità del prossimo campionato. In attesa della scadenza del contratto di Raikkonen…

martedì 29 settembre 2015

LOEB VUOLE VINCERE ANCHE LA DAKAR!

Il "dream team" Peugeot per la Dakar 2016
(29/9/2015) - Sébastien Loeb parteciperà alla Dakar. Il nove volte campione mondiale rally farà parte del ”dream team” Peugeot, insieme a Carlos Sainz, Stéphane Peterhansel e Cyril Despres, che dal 3 al 16 gennaio 2016 partirà alla conquista della maratona tra Argentina e Bolivia. Re dei rally, impegnatissimo nel WTCC con la Citroen, verrebbe da dire: ma chi gliela fa fare? Il gusto della sfida. La passione per i motori. Le stesse che lo portarono ad affrontare con successo la Pikes Peak due anni fa, quando effettuò la mitica e durissima salita del Colorado abbattendo ogni record (http://motor-chicche.blogspot.it/2013/07/loeb-la-dove-osano-le-aquile-vince.html), roba che rimarrà leggendaria. “La Dakar – dice  - è completamente diversa dalle competizioni che sto facendo in questo momento. Sarà una gara molto lunga, più di due settimane, ed è necessario avere molta resistenza, sia il conducente che la macchina”. 
Da super professionista qual è, Loeb parteciperà dal 3 al 9 ottobre prossimi al Rally Raid del Marocco, un’occasione per imparare. E lui lo sa fare velocemente. Sainz guiderà l'ultima Peugeot 2008DKR16 mentre Loeb, navigato da Daniel Elena, sarà al volante di una vettura 2015 specifica. “Rispetto ai rallies, qui si va avanti sempre diritto e poi ero abituato ad avere note molto dettagliate mentre ora dovrò improvvisare”. Aveva provato la 2008DKR16 a giugno e lì era scoccata la scintilla decisiva: “E’ stato subito molto impressionante per me e, naturalmente, è cambiato molto da allora”. Bruno Famin,  Direttore Peugeot Sport, non sta nella pelle: "Sebastien è stato impressionante dal primo momento in cui si è seduto in macchina. Ha avuto il solito approccio misurato poi le sue capacità naturali hanno fatto il resto. Dopo aver migliorato la vettura in diverse aree da quando siamo andati alla Dakar, Loeb è il pezzo finale del puzzle". Ok, ora via alla nuova avventura.

lunedì 28 settembre 2015

FLASHBACK / JEREZ 1990. MIRACOLO DONNELLY

(28/9/2015)Il 28 settembre 1990 è la data di un miracolo: quello che ha tenuto in vita il pilota irlandese Martin Donnelly. L’incidente di cui fu vittima durante le prove del venerdì sul circuito di Jerez è uno dei più cruenti che la F1 annoveri. Il terrificante impatto frontale a 167 miglia orarie (circa 270 km/h, 42 G) della sua Lotus-Lamborghini, dovuta al probabile cedimento di una sospensione, spezzò letteralmente in due la gialla monoposto espellendo il pilota a 40 metri dal punto. Donnelly rimase in mezzo alla pista, in posizione innaturale, col sedile ancora attaccato al corpo con le cinture. Distrutto tutto il resto. Così come gran parte delle sue ossa e dei suoi organi interni. Copiosa anche la perdita di sangue. Rimuoverlo per portarlo via con l’ambulanza, Sid Watkins in testa, fu operazione delicatissima, disperata. 

Nessuno, in quel momento, avrebbe scommesso un cent sulla sua sopravvivenza. Tempo dopo, Martin dirà che doveva la vita all’abitacolo largo della Lotus, dovuto alle dimensioni generose del motore Lamborghini, che assorbì l’impatto senza trasmetterlo al pilota poi sbalzato fuori. Un miracolo, come detto, lo tenne in vita tra gli ospedali di Siviglia e di Londra. Ayrton Senna, che frequentò Martin ai tempi della F. Ford, fu tra i piloti più colpiti dalla tragedia. Ma quante sofferenze per riprendersi, quanti esami, quante operazioni e sedute di dialisi. La gamba sinistra più corta. E nonostante tutto, due anni dopo, già cullava l’idea di poter tornare alle corse. Era stato indicato come l’erede di Mansell! Si rivolse perfino a Willy Dungl, il noto fisioterapista che riportò in pista Lauda dopo l’incidente al Nurburgring e ricostruì fisicamente e psicologicamente Berger dopo il fuoco di Imola 1989. Il responso medico finale fu però: mai più in monoposto. Il momento più doloroso, confidò Martin, che però volle togliersi lo sfizio di provare una Jordan (fu con patron Eddie in F3000). Fosse stato per lui, si poteva fare. Oggi fa parte del Circus della F1: Jean Todt lo ha designato componente del team di Commissari FIA chiamati a giudicare le gesta degli ex colleghi.

MISTYC LEWIS

(da Twitter)
(28/9/2015) – Sarà l’aver raggiunto Senna per numero di gran premi vinti, sarà per il terzo titolo mondiale ormai sempre più vicino, sarà per la particolare atmosfera giapponese, ma la vittoria di ieri a Suzuka ha proposto ai media un mistico Lewis Hamilton, proprio come il suo idolo brasiliano. Il pilota inglese ha più volte manifestato la sua fede e affermato di credere, aiutato per questo – dice - nella sua vita e carriera. Anche dopo il GP del Giappone, più serafico ed estatico che mai, ha ringraziato Dio per il felice epilogo della gara, condotta, come ha detto lui, con uno speciale vento favorevole. Ovviamente soffiato dal buon Dio. Lewis, che ha rivelato di pregare l’Altissimo prima delle gare importanti, si esprime anche attraverso i tatuaggi sul suo corpo e l’abbigliamento e in questo senso si è già fatto notare in passato per una grossa croce sul dorso o per l’effigie del suo angelo custode sul braccio o ancora per una t-shirt con stampata l’immagine del volto di Cristo. Ma il richiamo a Dio è costante ed avviene sia nella buona che nella cattiva sorte. Per esempio quando ha vinto il suo secondo mondiale l’anno scorso, oppure quando viveva tempi di impasse alla Mc Laren (2012) e diceva: 'Bisogna tenere viva la speranza, si deve credere che ci sia un piano. Credo che Dio abbia un piano per me anche se io non so quale sia”. Più recentemente, davanti alla cocente delusione del Gran Premio di Montecarlo, letteralmente buttato alle ortiche, disse: “Ho fermato la macchina e ho pregato.  Mi ha dato la forza per superare il momento perché so che poi arrivano cose positive. La fede mi ha aiutato a diventare quello che sono e per dare un messaggio alle persone: non è importante cosa si affronta, tutto si può superare. Per me, quella è stata la prova finale”.

venerdì 25 settembre 2015

RIVIVE A MODENA LA FAVOLA DELLA TECNO DI BOLOGNA

Novembre 2006: un condensato della storia Tecno di Bologna
(25/9/2015) – Appuntamento da non perdere domani a Modena Fiere. Motor Gallery, la mostra mercato di auto e moto d’epoca in programma sabato e domenica, propone una mostra organizzata dal Circolo della Biella al padiglione C intitolata “La Tecno di Bologna: quando una piccola azienda sfida il mondo delle competizioni”, con tanto di sempre bellissime monoposto sfornate dalla factory di Borgo Panigale e i protagonisti di quell’autentica avventura umana e sportiva. Qui allego alcune foto relative ad analoga kermesse che si tenne a novembre 2006 presso il Club La Meridiana di Modena. Domani sarà Mauro Tedeschini a moderare una tavola rotonda alla quale prenderanno parte Gianfranco Pederzani (fratello di Luciano), gli ex piloti Nanni Galli e Carlo Facetti, il telaista Fiorenzo Fantuzzi e la figlia del grande Clay, Alessia Regazzoni. 

Nanni Galli
La Tecno rappresenta tutto un mondo: quello della più genuina cultura motoristica e passione sportiva. Passare in un decennio dalla TecnoKart (1962) alla F1 (1972), attraverso ottime F4 (motorizzata Ducati), F3 (campione europeo a squadre nel 1968 e ’69) e F2 (vittoria di Regazzoni nel 1970) è indice di una filosofia costruttrice originale e vincente. Realtà come Lotus, Matra e Brabham masticavano amaro. La Tecno, per affrontare F1, si fece poi in casa anche motore, un 12 cilindri piatto da 3000cc, e si guadagnò la sponsorizzazione della Martini! La bontà delle idee dei fratelli Pederzani aveva già attratto fior di piloti come Regazzoni , Cevert, Peterson, Jaussaud, Depailler, Jabouille ma al debutto, il 4 giugno 1972 al GP del Belgio a Nivelles, al volante delle “altre” Rosse c’era Nanni Galli (poi arriverà anche Derek Bell). Penultimo in qualifica davanti solo ad un certo Niki Lauda su March. Fu un inizio difficile per carenza di affidabilità e il 1973, pilota Chris Amon, non invertì il trend, anche a causa di troppi interventi sul telaio (da Alan Mc Call alla Goral di Gordon Fowell, alla Thomson) imposti dallo sponsor e non proprio digeriti dai Pederzani. La F1 non perdona i mancati risultati e con l’addio dello sponsor terminò anche il percorso della Tecno. 



POVERO ALONSO, DIECI ANNI FA ERA MONDIALE A INTERLAGOS

(25/9/2015) – A Suzuka, per il Gran premio del Giappone, Fernando Alonso ci arriva esattamente dieci anni dopo la conquista del suo primo mondiale. Era il 25 settembre del 2005 quando a Interlagos, Gp del Brasile, il giovane talento spagnolo spodestò dal trono della F1 niente meno che Kaiser Schumacher dominatore da ben cinque stagioni. Quel giorno, il pilota di Oviedo partito dalla pole position aveva bisogno di un terzo posto per avere la matematica certezza del titolo, e saggio terzo posto fu dietro il duo Mc Laren Montoya-Raikkonen (Schumacher quarto). Indimenticabile, il suo prorompente grido di liberazione e di gioia al termine della gara, in piedi sulla celeste, ottima Renault RS25. A 24 anni, 1 mese e 28 anni lo spagnolo venuto dal kart e da una terra avara di tradizione motoristica si laureò il più giovane campione del mondo, spodestando anche in questo caso un altro mostro sacro della F1, Emerson Fittipaldi. 
Ho lottato da solo per ottenere tutto quanto ho avuto. – disse allora - Nessuno mi ha aiutato. Tutta la carriera si è basata sui risultati che ho fatto nelle categorie minori, con gli sponsor che mi sono procurato da solo. Ora ho raggiunto il massimo che potevo raggiungere. Posso ringraziare la mia famiglia, al massimo tre, quattro persone, non di più. Pochi amici veri”. Dolci ricordi, ma di dieci anni fa. L’altro ieri, insieme a Bouillier, Alonso ha fatto visita allo stabilimento Honda di Sakura. Il futuro dell’ex ferrarista dipende dal propulsore nipponico (nelle prime libere di Suzuka hanno dovuto sostituirlo…): o migliora oppure… Radio-box parla sempre più spesso di un disamoramento, al di là dei proclami d’obbligo di fede, e di abboccamenti con altri team (Red Bull? Renault?) o altri campionati (Le Mans?). Alonso giochi bene le sue carte. Finora, per sfortuna o per errati calcoli, non lo ha fatto. Recentemente su twitter ha scritto: “Qualsiasi cosa noi decidiamo è basata sulla percezione. La felicità dipende da noi”.
“Credo che il Brasile resterà il giorno della mia vita” disse Alonso il 25 settembre del 2005 a titolo mondiale conquistato. Ecco allora il Team Radio di quello storico Gran Premio.
- A transcript radio of the 2005 World Championship winning Brazilian Grand Prix. 
- Grand Prix du Brésil 2005 : Transcript Radio

giovedì 24 settembre 2015

L'ACI COMMEMORA FILIPPO CARACCIOLO DI CASTAGNETO

(24/9/2015) - L’Automobile Club d’Italia ha ricordato oggi il Principe Filippo Caracciolo di Castagneto nel cinquantenario della scomparsa. Oltre ad alti incarichi diplomatici e di Governo, ebbe un ruolo di rilievo nelle Istituzioni che governano il mondo dell’automobile proprio nel periodo in cui le quattro ruote diventavano fenomeno di massa. Nominato Commissario Straordinario dell'ACI nel 1944, nel 1951 venne eletto Presidente, mantenendo la carica fino all’improvviso decesso, avvenuto il 16 luglio 1965. Fu anche Presidente della Federazione Internazionale dell'Automobile e vicepresidente dell'Organizzazione del Turismo e dell'Automobile, consigliere ANFIA e presidente e consigliere di numerosi altri enti, tra cui SARA Assicurazioni, nonchè direttore della rivista sociale dell'ACI “L’Automobile” dal 1948 al 1950. Per l'occasione, l’attuale presidente Fia, Jean Todt, ha inviato un videomessaggio che celebra il ruolo e la lungimiranza di Caracciolo alla guida della massima organizzazione mondiale di rappresentanza dell’automobilismo. Alla cerimonia commemorativa di questa mattina, nella omonima Galleria sotto la sede dell’ACI a Roma, dove è avvenuta l’inaugurazione di un bassorilievo a lui dedicato da parte del presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, e del presidente di Fiat Chrysler Automobiles, John Elkann, erano presenti anche i discendenti della famiglia. Da sottolineare che Filippo Caracciolo fu anche un entusiasta sostenitore dell'automobilismo sportivo e contribuì all’affermazione del motorismo italiano nel mondo.

IN & OUT / GP PORTOGALLO 1995. COULTHARD VINCE LA PRIMA, KATAYAMA SI RIBALTA

(24/9/2015) – Gioia e incidente da paura: è quello che il Gran Premio del Portogallo del 1995, svoltosi 20 anni fa, giusto il 24 settembre, ha regalato rispettivamente a David Coulthard e Ukyo Katayama. All'Estoril, lo scozzese vinse il primo gran premio della carriera mentre il giapponese uscì miracolosamente vivo da un terribile incidente subito dopo la partenza. Coulthard, in Williams dal 1994 dopo la morte di Senna (in alternanza con Mansell), fu confermato nel team inglese e quel giorno era davvero in palla: pole position davanti al compagno Hill, in lotta con Schumacher per il titolo, e vittoria davanti ai due citati ma a posizioni invertite. 
Katayama, al volante della Tyrrell Yamaha, si qualificò invece sedicesimo ma rimase coinvolto in una carambola spaventosa insieme a Montermini, Badoer, Moreno e altri dopo lo start. La sua monoposto si ribaltò più volte, per arrestarsi capovolta solo dopo una lunga scivolata. La corsa fu fermata e tutti pensarono al peggio, compreso il medico Sid Watkins che per primo accorse verso il rottame fumante del pilota di Tokyo. Fortunatamente la scocca in carbonio e la tenuta del roll bar evitarono il peggio ma davvero si corse un grande rischio.

mercoledì 23 settembre 2015

HAPPY BIRTHDAY / TONY CAIROLI A 30 ANNI SI "REGALA" UNA DELTA INTEGRALE

Cairoli con Ricciardo a Monza (da Redbull.com)
(23/9/2015)Antonio Tony Cairoli da Patti, Sicilia, compie oggi 30 anni e festeggia il compleanno in America, ma al rientro l’aspetta una bella Lancia Delta Integrale. Il campionissimo del motocross è infatti iscritto al volante di questa auto al Rally Legend – auto e piloti da leggenda, appunto - in programma dall’8 all’11 ottobre nella Repubblica di S. Marino. “Un sogno che si realizza”, ha detto. Cairoli ha i motori nel sangue (a Monza è andato a trovare il “compagno di colori Red Bull” Ricciardo). Ora è in America perché domenica scorsa è tornato a gareggiare con la sua KTM a Glen Helen, dopo due mesi di assenza per infortunio, nel mondiale motocross, il suo regno. Otto titoli conquistati e 74 vittorie: solo Everts ha fatto di più. E’ stato un rientro di rodaggio, la preparazione fisica non ancora ottimale ha fatalmente frenato gli ardori ma ormai a mondiale sfumato l’obiettivo è essere al 100% per il 2016. Per affrettare i tempi, niente di meglio allora che mettersi al volante di un’auto da rally, o meglio l’auto da rally per eccellenza, il Deltone. Dopo aver partecipato al Rally di Monza 2013, ma con una Citroen DS3, saranno altre emozioni, per lui e da regalare ai suoi tantissimi estimatori.

lunedì 21 settembre 2015

MASERATI HA TROVATO CASA IN BAVIERA

(21/9/2015) - A Odeonsplatz 14, nel pieno centro del capoluogo Monaco, la Casa del Tridente ha infatti inaugurato un nuovo ed esclusivo city showroom alla presenza di oltre 500 invitati. Tra i partecipanti all’evento e non sono mancate celebrità come Lilly Becker, moglie del grande ex tennista Boris Becker, oltre a numerose star del cinema tedesco. “Monaco è una città chiave per Maserati, e per questo abbiamo voluto potenziare ulteriormente la presenza del marchio”, dice Giulio Pastore, General Manager Maserati Europe, che aggiunge: “Siamo fieri di avere un partner speciale come Tridente München e una magnifica location nel centro di Monaco.” 

Lilly Becker
Tridente München è un’iniziativa di AM Automobile GmbH, che fa parte del gruppo Emil Frey Group Germany GmbH. I servizi post-vendita inizieranno tra qualche settimana nella sede di Moosacher Straße 40, molto comoda da raggiungere, che si affiancherà all’ormai storica concessionaria. I clienti di Monaco avranno così ben due punti vendita a disposizione. “L’impegno con Maserati a Monaco integra perfettamente i nostri servizi di vendita e assistenza”, spiega Wolfgang Oswald, direttore di AM Automobile GmbH: “Maserati è un ottimo esempio di azienda orientata al futuro e non vediamo l’ora di iniziare con il SUV Levante, che ha tutte le carte in regola per diventare un best-seller nella regione di Monaco.”

VETTEL SUPERA SENNA (E ALTRI RECORD)


(21/9/2015) – Con il netto successo nel Gran Premio di Singapore, Sebastian Vettel ha superato Ayrton Senna per numero complessivo di vittorie in Formula 1. Per il tedesco sono ora 42 mentre il brasiliano è fermo a 41. Sopra di lui, ora, solo Prost con 51 e Schumacher con 91. A seguire, il solito Hamilton con 40 successi. Nonostante la superiorità della Mercedes, il neo ferrarista sta riuscendo comunque a rimpinguare o difendere i suoi record, dall’alto dei quattro titoli mondiali (consecutivi) conquistati. Grazie ai 203 punti accumulati in questa stagione è infatti il pilota che ha fatto segnare più punti iridati: 1821 contro i 1778 di Alonso che in questa annata per lui disgraziata ha dovuto cedere la leadership della speciale classifica. Inoltre, con la pole di Marina Bay, che tra l’altro mancava alla Ferrari addirittura dal GP di Germania 2012, Vettel ne può contare ora 46 dietro Senna (65), Schumacher (68) e Hamilton che è a quota 49 rimanendo in scia all’inglese scatenato. A proposito di miglior tempo in qualifica, Seb rimane al momento il pilota con il più alto numero stagionale: 15, fatte segnare nella magnifica stagione (per lui) 2011; lo segue Nigel Mansell che nel 1992 si fermò a 14. Altri record dell’ex Red Bull (entrambi in compagnia del solito connazionale Schumacher)  sono: il maggior numero stagionale di vittorie (13, nel 2013) e di podi (17, nel 2011). Se si pensa che quest’anno, Vettel ha vinto anche il Gran Premio di Ungheria il cui trofeo mancava nella sua affollata bacheca si può dire che la scelta ferrarista sta fruttando, per non dire a livello emozionale!

giovedì 17 settembre 2015

ROMA CAPUT RALLY


(17/9/2015)Roma ha dovuto rinunciare alla F1 ed  è sfumata per ora l’idea di avere la Formula E ma rilancia, sempre dall’EUR, con il rally. Domani prenderà infatti il via la terza edizione del Rally di Roma Capitale, gara organizzata da Motorsport Italia, valida per il Campionato Italiano, per il titolo tricolore Junior, e per il Trofeo Nazionale Rally. L'ideatore è Max Rendina, pilota Campione del mondo in carica di Rally WRC2 Produzione, che sprizza orgoglio per i numeri e l’interesse che crescono: "Sono soddisfatto di aver realizzato il sogno nel cassetto: portare la Serie A dei motori nella mia città". Sarà il cosiddetto “Colosseo Quadrato" (il Palazzo della Civiltà italiana) a partire dalle 14.42, a fare da suggestivo scenario allo start: 11 le speciali in programma, pari a 158,50 km, su un percorso totale di 736,41 km.  Favorito è il 9 volte Campione Italiano Paolo Andreucci, insieme ad Anna Andreussi con la Peugeot 208 T16 R5, ma a contendergli la vittoria ci saranno il trevigiano Giandomenico Basso e Lorenzo Granai con la Ford Fiesta R5 ldi, e il veronese Umberto Scandola, con la Skoda Fabia R5 insieme a Guido D'Amore. Nell’occasione sarà lanciato, in collaborazione con Total Erg, il progetto "La strada non è un videogioco": per sensibilizzare i bambini alle tematiche della sicurezza stradale domani alle 16.00 è stata organizzata una giornata presso il Parco Scuola del Traffico all'Eur con un incontro-dibattito al quale prenderanno parte alcune scolaresche di Roma. Una delegazione dei piloti del CIR e Max Rendina si metteranno in gioco girando nel parco scuola con vere automobili a motore ed elettriche ma a dimensione di bambino con carreggiate, semafori, strisce pedonali, segnaletica ed autovelox con l'obiettivo di educare tutti al rispetto delle regole della circolazione.

Sei  collegamenti in live streaming sul sito ufficiale acisportitalia.it permetteranno agli appassionati di seguire le fasi più emozionanti del rally e le interviste ai protagonisti. Ecco il programma:

mercoledì 16 settembre 2015

RED BULL - FERRARI, RITORNO AL 2006

Red Bull - Ferrari: era il 2006
(16/9/2015) – Finalmente, a Francoforte, il gran patron Carlos Goshn ha parlato chiaro: la partnership Red Bull – Renault è giunta alla fine.  Dal 2016, nonostante un altro anno di contratto, stop alla fornitura. Avvocati al lavoro. il Presidente Ferrari Marchionne ha già acceso la sua calcolatrice, visto che aveva fin da giugno “cavallerescamente” offerto il turbo Ferrari agli avversari  (“Basta che paghino”, aveva detto). Troppo gravi le incomprensioni (è un eufemismo) tra i bibitari inglesi e il motorista francese nelle due ultime disgraziate stagioni. Quattro titoli mondiali insieme? Tutto svanito, tutto subito riposto negli archivi gloriosi della Formula 1. “Per me si vince o si perde insieme”, ha chiosato il ceo Renault che, a sua volta, ora punta alla acquisizione di un team per tornare Costruttore, magari come ai tempi belli dell’accoppiata con Alonso (e chissà che le due strade non si incontrino di nuovo…). Con il quasi definitivo diniego Mercedes, motore al quale puntavano Mateschitz e Markko, la scelta per il team di Milton Keynes appare obbligata: tornare al Ferrari. 

Monaco 2006
Sì tornare, perché i propulsori di Maranello – all’epoca lo 059 8 cilindri da 2400 cc - hanno equipaggiato le Red Bull. Era il 2006, ancora agli albori dell’avventura bibitara dopo l’acquisizione del materiale Jaguar, e l’accoppiata con Ferrari sembrava ottimale (era appena arrivato anche Newey) per tecnologia e aspetti di marketing, mai secondari per il team che porta il nome di una bibita energetica. Non fu però un’annata da ricordare a causa di un’affidabilità ancora da trovare. I piloti Coulthard e Klien, affiancati dalla riserva Dornboos che sostituì l’austrico negli ultimi tre gran premi, si classificarono alla fine 13° e 18° (Team settimo tra i Costruttori) con però la soddisfazione del primo podio a Montecarlo, con Coulthard terzo dietro ad Alonso (Renault) e Montoya (Mc Laren) e davanti d’un soffio a Barrichello (Honda) e Schumacher (Ferrari, partito indietro per la penalizzazione dopo essersi piantato alla Rascasse durante le qualifiche). Nell’occasione le Red Bull sfoggiavano una livrea che pubblicizzava l’ultimo film dedicato a Superman e David si presentò sul podio, al cospetto dei Grimaldi, con una mantello rosso!

martedì 15 settembre 2015

BUGATTI VISION GRAN TURISMO, TUTTA SUPER


(15/9/2015) – Sta facendo sgranare gli occhi al Salone di Francoforte, basta guardare le foto. Con la Bugatti Vision Gran Turismo il Gruppo VW rilancia con vigore su un marchio che finora non ha dato forse le soddisfazioni attese. La particolarità e l’interesse stanno ora nel fatto che il concept presentato è la rappresentazione reale di quanto ben conoscono i player della PlayStation Gran Turismo 6, ma soprattutto è il prodromo delle future Bugatti eredi della Veyron, il modello che ha appena tagliato il traguardo dei 450 esemplari venduti. 

Bugatti future design language” è il claim  che accompagna la sua sontuosa presenza al Salone tedesco. Dunque, una super car estrema, dallo spiccato design aggressivo, di netta impostazione sportiva, con un motorone W12 per garantire prestazioni limite (al  momento non declinate), a trazione integrale. La vettura ora esposta si rifà alla Type 57 Atlantic del 1936 e, per la livrea bicolore, alla Type 57 G Tank del 1937 che trionfò alla 24 Ore di Le Mans. A completare il quadro d’insieme: utilizzo di carbonio, i fari a LED, alettone posteriore, abitacolo con rivestimenti in pelle e camoscio, due display (uno per le info sullo stato della vettura e uno per le immagini delle tre telecamerine esterne che rendono totale la visibilità extra auto). Insomma, gli ingegneri hanno fatto un gran lavoro ma è solo l’inizio…





lunedì 14 settembre 2015

IMOLA 1980, E FU GRAN PREMIO D'ITALIA

GP d'Italia a Imola 1980, il crash di Villeneuve
(14/9/2015)Monza, Imola: oggi come ieri il Gran premio d’Italia di Formula 1 è stato sempre affare loro. Solo una volta, il 14 settembre del 1980, il circuito del Santerno riuscì addirittura a spuntare la titolazione nazionale. L’anno prima, in Brianza, la Ferrari aveva trionfato con Scheckter ma i lavori di ammodernamento e sicurezza richiesti dopo l’incidente mortale di Peterson nel 1978, tardavano e l’accordo diretto tra gli organizzatori romagnoli e Ecclestone trovò applicazione. Anzi, la gara era prevista già nel 1979 ma le diatribe trovarono temporanea composizione in una gara di “assaggio” subito dopo Monza, per la cronaca vinta da Niki Lauda su Brabham dopo un duello spettacolare con Gilles Villeneuve. 

Gara non titolata ad Imola nel 1979
A settembre 1980, come detto, fu invece Imola a organizzare il Gran Premio d’Italia. Le qualifiche furono dominate dalla due Renault Turbo di Arnoux e Jabouille ma in gare prevalse Piquet su Brabham davanti alle Williams di Jones, futuro campione del mondo quell’anno, e di Reutemann. Quel gran premio resta nella memoria anche per il grosso incidente del quale fu protagonista Gilles Villenueve. Alla curva ora intitolata a lui, all’ottavo giro il canadese vide esplodere letteralmente lo pneumatico posteriore desto della sua T5: l’impatto con il muretto fu tremendo ma il pilota rimase fortunatamente del tutto incolume. Lo spavento fu tale che perfino il Drake, appena ebbe modo di incontrare il suo pupillo, insolitamente per lui lo abbracciò baciandogli anche la testa!

venerdì 11 settembre 2015

HAMILTON IN SCIA A FANNY, L’EX DI BALOTELLI

Fanny Naguesha
(11/9/2015) – Lo avevamo lasciato in compagnia molto, molto  stretta di Rihanna (http://motor-chicche.blogspot.it/2015/07/hamilton-continua-farsi-del-male-parte.html) ma pare che Lewis Hamilton, 30 anni,  abbia già spostato l’attenzione verso una nuova attrazione femminile (d’altronde è molto attivo in questo senso): l’ex fidanzata del calciatore Mario Balotelli, Fanny Neguesha, 25 anni. I due si sarebbero incontrati al GQ Awards di Londra per poi recarsi insieme alla Chiltern Firehouse. Eppure la modella, impegnata con la televisione italiana prima nell’Isola dei Famosi e ora nella trasmissione Mediaset sul calcio “Tiki Taka”, veniva data per vicina al calciatore senegalese del West Ham Cheikhou Kouyaté. L’impenitente Balotelli, nel frattempo, è tornato al Milan e dalla madre della figlia, Raffaella Fico. Ma difficilmente sarà l’ultima notizia della saga perché il pilota della Mercedes, da quando ha rotto definitivamente con Nicole Scherzinger, va forte con le donne come nel campionato di Formula 1 e non ha nessuna intenzione di cambiare marcia. “Sono libero e single, senza nessun programma per il prossimo futuro. Fin quando il mio nome viene legato a quello di donne bellissime la cosa non mi dispiace…

CARLA BRUNI POUR FORD MOTOR FRANCE

(11/9/2015) - Carla Bruni, ex First Lady francese, è la protagonista di un video che accompagna il lancio di una campagna di Ford Motor Company in Francia. Nel video, diretto da Dominique Farrugia, la celebre modella, attrice e cantante italo-francese decide di cambiare vita e di dedicarsi alla sua vera passione: allenare una squadra di calcio, decidendo inoltre di affidarsi a una controfigura per le altre apparizioni pubbliche. La campagna #prendreunvirage è stata lanciata da Ford France ed è incentrata sull’idea di prendere nuove e inaspettate strade nella propria vita, per inseguire le proprie inclinazioni. Oltre al video con Carla Bruni, Ford ha realizzato una serie di clip in cui i protagonisti sono i coraggiosi che hanno scelto di cambiare vita per provare a realizzare i propri sogni, come inseguire suggestioni bucoliche lontani dalla città. Il video di lancio della campagna #prendreunvirage è disponibile sia sul sito dedicato http://prendreunvirage.fr che su YouTube (www.youtube.com/watch?v=VNmAiR4cv-k). 

TAPPA ITALIANA A MAGIONE PER LA NASCAR WHELEN EURO SERIES


(11/9/2015) - Sono già in pista all’Autodromo dell’Umbria Borzacchini di Magione i protagonisti della NASCAR Whelen Euro Series che per tutto il week end daranno vita all’unica prova italiana della serie automobilistica figlia della NASCAR. Le mitiche stock car da oltre 400 cv hanno dato già spettacolo in Spagna, Olanda, Inghilterra e Francia mentre le finalissime si correranno in Belgio. La semifinale italiana prevede doppia gara per ciascuna delle due categorie che si sfideranno in pista: i piloti ELITE 1, già con una carriera agonistica, e gli ELITE 2. Dopo le sessioni di prove libere di oggi, dalle 14.00 e fino alle 18.05, sabato si entrerà nel vivo, con i turni di qualificazione ufficiali e la “Superpole” a partire dalle 10.00. Il format della serie regala anche folklore, con la sfilata delle auto dell’American Car Club e Old Rods Perugia, la Banda Musicale di Magione e l’apertura della pista al pubblico, che potrà permanervi fino alle ore 13, quando scatterà la prima, attesissima gara degli Elite1 (25 giri). A seguire.............

giovedì 10 settembre 2015

MONTEZEMOLO UN ANNO DOPO NON PERDONA IL DUO MARCHIONNE - ELKANN


(10/9/2015) – A giudicare dalle ultime dichiarazioni, ad un anno esatto dall’annuncio delle proprie sofferte dimissioni dalla Presidenza Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo continua...a soffrire. Ieri l'attuale Presidente Alitalia e del Comitato promotore dei giochi olimpici di Roma 2024 è stato primo ospite a Modena, presso la Sala Arcelli, del ciclo di incontri promossi dalla CNA provinciale in occasione dei 70 anni dalla sua costituzione. Quasi inevitabile, per il fresco ex, tornare a parlare della Ferrari soprattutto in vista della sua ormai prossima quotazione, della probabile elezione a sede legale dell’Olanda e dei rumors che danno per possibile la realizzazione di una Ferrari elettrica, da lui sempre avversata. Lo ha fatto con frasi che evidenziano timori e contrarietà rispetto al nuovo corso. “Io mi auguro – ha detto - che la Ferrari continui ad essere legata al territorio. Una grande azienda non può esistere senza il supporto di tanti piccoli e capaci imprenditori e artigiani e, al tempo stesso, questi ultimi sparirebbero senza la grande impresa che commissioni il lavoro”. Giusto un aperitivo, seguito poi dal piatto forte del Luca-pensiero: “Credo che la Ferrari debba mantenere al centro i clienti e i collezionisti e non gli analisti finanziari”. Ricordate? Il week end del Gran Premio d’Italia 2014 segnò la frattura tanto improvvisa quanto insanabile con Sergio Marchionne e John Elkann. http://motor-chicche.blogspot.it/2014/09/montezemolo-finita-unepoca-lascio.htmlL’addio definitivo seguì il 13 ottobre, giorno della quotazione alla Borsa di New York di FCA, non senza parole accorate a strenua difesa dell’italianità e della tradizione dell’amato Cavallino. Ora aspettiamo la risposta, probabilmente al Salone di Francoforte e sicuramente altrettanto piccata, di Marchionne.

BERGER RISCHIO' AL GP DI MONZA 1995...PER UNA TELECAMERA

(10/9/2015) – A proposito di sicurezza in F1 e di protezione della testa dei piloti. Giusto 20 anni fa, durante il Gran Premio d’Italia del 1995, fu sfiorata la più assurda delle tragedie...a causa di una telecamerina montata on board sulle monoposto! Protagoniste le due Ferrari allora pilotate da Alesi e Berger, tra l’altro alle loro ultime corse con la tuta del Cavallino (erano in arrivo Schumacher e Irvine). Ebbene, sembrava la giornata giusta per regalare un trionfo rosso al folto pubblico monzese – tra buone qualifiche e ritiro in gara di Schumacher e Damon Hill - ma tutto si risolse con un grosso spavento (e una grande delusione). Il francese, scatenato, precedeva il compagno di squadra quando prima della staccata alla Roggia, si staccò la telecamera fissata sul muso della sua Rossa. Fortunatamente, l’apparecchiatura sibilò velocissima verso la macchina dell’austriaco senza alzarsi più di tanto fino a impattare contro la sospensione anteriore sinistra che cedette di schianto. Basta ricordare quanto successe a Felipe Massa in Ungheria nel 2009 per capire il pericolo corso e le conseguenze scampate. Un ricordo che pone ancor più l’accento sulla pressante necessità – vedi recente morte del povero Justin Wilson – di fare qualcosa per salvaguardare la zona testa una volta in abitacolo. E Alesi, quel giorno? Volava verso la vittoria quando un cuscinetto tradì la sua verve costringendolo al ritiro e ad essere paternamente consolato al box da Jean Todt.

mercoledì 9 settembre 2015

HONDA PROJECT 2&4, UN PO' MOTOGP UN PO' F1


(9/9/2015) – Al 66°Salone di Francoforte – dal 19 al 27 settembre – ci sarà una insolita quanto interessante vettura: la Honda Project 2&4 powered by RC213V. Il motore è quello da competizione della RC213V MotoGP, ovviamente modificato per renderlo idoneo a circolare sulle strade aperte al traffico, mentre il design delle sovrastrutture e la posizione del motore sono ispirati alla Honda RA272 del 1965 che regalò la prima vittoria in Formula 1. Il cambio è a sei rapporti a doppia frizione (DCT, Dual Clutch Transmission).  Tutto concepito dal reparto R&D moto di Honda con sede ad Asaka e progettato in collaborazione con il reparto R&D auto situato a Wako. Insomma, come specificano dal Giappone, una realizzazione che “coniuga le esclusive competenze del marchio nella mobilità a due e a quattro ruote e che offre la libertà di una moto e la manovrabilità di un’auto”. Oltre 80 designer e progettisti hanno partecipato al concorso "Global Design Project" che la Casa organizza internamente come parte....

martedì 8 settembre 2015

HAPPY BIRTHDAY / AGURI SUZUKI 55 ANNI, CON LUI IL GIAPPONE VA SUL PODIO

(8/9/2015) Oggi compie 55 anni Aguri Suzuki. Tra i piloti giapponesi che hanno frequentato la Formula 1, resta storica la sua “impresa” di Suzuka 1990: è stato il primo pilota del paese del Sol Levante a salire sul podio grazie ad un brillante terzo posto. Era al volante di una Larrousse – Lamborghini e la sua progressione dalla decima piazza in qualifica si rivelò assai proficua a fronte dei ritiri “pesanti” di Prost e Senna alla prima curva e poi, per esempio, di Mansell e Berger sulle altre Ferrari e Mc Laren. Il pilota di Tokyo si classificò dietro il duo Benetton-Ford costituito da Piquet e Moreno ma tenne dietro Patrese e Boutsen entrambi al volante delle Williams-Renault. 
Esaurita la vena da corridore, Aguri “scoprì” quella da team principal. Dal 2006 al 2008 mise in pista, sulle ceneri della Arrows di allora, la Super Aguri motorizzata e con il “benestare” Honda (DS fu anche Daniele Audetto) che tante simpatie seppe attirare. Ma non solo: nella stagione 2007 il coriaceo Takuma Sato colse un sesto e un ottavo posto ai gran premi del Canada e di Spagna, mettendo in imbarazzo la…Casa madre ben più titolata ma in crisi. Il disimpegno della Honda dalla F1 segnò il declino del team ma non di Aguri Suzuki oggi a capo del Team Amlin Suzuki attivo in Formula E. In questa stagione, Antonio Felix Da Costa gli ha dato una bella soddisfazione vincendo l’e-prix di Buenos Aires ed è ora al rush finale la scelta dei piloti per la stagione 2015-2016.

DOPO MONZA. QUESTA E' LA F1, OGGI


(8/9/2015) – Per due ore, dopo la vittoria di Hamilton al Gran Premio d’Italia a Monza, si è parlato solo di pressioni degli pneumatici, vantaggi e svantaggi della furbata (o svista che dir si voglia), possibili penalizzazioni e ricorsi. E  pensare che dopo gli spaventi di Spa l’argomento sembrava blindato… Tutto il resto - la superiorità di Lewis, la solida certezza costituita da Vettel, il commovente terzo posto di Massa e, di contro, l’ennesimo errore di Raikkonen con annessa grande rimonta, i sorpassi di Verstappen, il vero tracollo Mc Laren Honda - è finito relegato in coda. Come noto, la questione regolamentare si è risolta in una bolla di sapone. Questa è, oggi, la Formula 1. La pista ha ormai poche novità da sottoporre alle analisi degli addetti ai lavori: quanto elencato sopra è infatti il copione stagionale puntualmente interpretato ad ogni grand prix, né dai piloti si può ottenere qualche spunto interessante oltre i ripetitivi per quanto dovuti complimenti alla squadra. Per ravvivare l’ambiente non bastano certo i capelli color platino dell’inglese leader della classifica o Lara Alvarez....

sabato 5 settembre 2015

VERSO MONZA / 3. ROSSO FERRARI CON LAUDA E REGAZZONI

(5/9/2015) Monza e la Ferrari: un binomio capace di eccitare oltre misura la tifoseria del Cavallino che, ovviamente, in caso di vittoria si esalta in maniera storica. Successe nel 1970, il giorno dopo la tragedia di Rindt. Il gran premio fu infatti vinto da Clay Regazzoni: per il simpatico ticinese nelle grazie del Drake si trattò del primo indimenticabile successo in Formula 1 al volante della buona 312B che sfiorò il titolo con il compagno di squadra Ickx. 

Ma la vera apoteosi, non ammantata di tristezza come nel 1970, la si raggiunse il 7 settembre del 1975 quando Niki Lauda, soprannominato il pilota-computer, al volante della eccezionale Ferrari T, prima con la pole position e poi con un terzo posto conquistò i punti necessari per assicurarsi matematicamente il titolo piloti che mancava a Maranello dal 1964 con Surtees. A vincere la gara (col giro più veloce), fu però ancora Regazzoni che regolò nettamente l’avversario principe Emerson Fittipaldi su Mc Laren M23 che l’anno prima gli aveva soffiato il titolo. Indimenticabili le scene di giubilo sulle tribune, sui prati, l’esultanza dell’allora DS Montezemolo sul traguardo e dei meccanici, l’invasione della folla, il tripudio sull’affollato podio di allora. 

venerdì 4 settembre 2015

VERSO MONZA / 2. RINDT, 45 ANNI FA IL FATALE INCIDENTE

(4/5/2015) – Domani si commemora il 45° anniversario della morte di Jochen Rindt, avvenuta il 5 settembre 1970 a Monza nel corso delle qualifiche del sabato. La ricostruzione dell'incidente è nota: la Lotus 72 del pilota austriaco – nato a Magonza ma cresciuto a Graz con i nonni dopo la morte dei genitori a causa di un bombardamento della II Guerra Mondiale - mentre si accingeva ad affrontare la parabolica scartò improvvisamente e repentinamente a sinistra. Una serie incredibile di fatalità non lasciò scampo al driver: la macchina si infilò sotto il guard rail e sbattè frontalmente contro un palo. Una ruota si conficcò in un buco, forse scavato da qualcuno che intendeva superare la recinzione, e questo fece piroettare per diversi metri la monoposto. 
Da tener presente che Rindt non aveva fissato tutti i punti di ancoraggio delle cinture di sicurezza per cui il busto, nell'impatto che disintegrò interamente l'anteriore, fu proiettato contro il piantone dello sterzo provocando il trauma peggiore e il pilota stesso si arrestò nella sabbia con le gambe totalmente scoperte. Jochen, si scoprì, era prossimo ad abbandonare le corse: non si sentiva sicuro a bordo delle fragili per quanto performanti macchine di Colin Chapman col quale aumentavano gli attriti. Si stava laureando campione del mondo (e lo diventò, primo titolo assegnato postumo), aveva visto già troppi colleghi morire e lui stesso, l'anno prima, scampò miracolosamente ad un incidente al Montjuich per la perdita di un alettone. In più la sua bella storia d'amore con la modella Nina Lincoln, con la quale viveva in una casa vicino al lago di Ginevra, aveva dato vita alla piccola Natascha. Aveva due anni quando accadde l'incidente. Bernie Ecclestone, che all'epoca era il manager di Rindt, ne diventò il padrino e lei ha lavorato anche come regista televisiva per F1 Group, oltre che alle Olimpiadi invernali del 1992 e per l'Agenzia di management sportiva con clienti, tra gli altri, Jacky Stewart. 

giovedì 3 settembre 2015

VERSO MONZA / 1. NEL 1950 SI DECISE IL PRIMO CAMPIONATO DI F1

La griglia del GP d'Italia 1950
(3/9/2015) – Fu proprio Monza, il 3 settembre del 1950, a decidere l’assegnazione del primo titolo piloti del neo-costituito campionato del mondo di Formula 1. L’appuntamento sul circuito brianzola - 80 giri e 27 partecipanti -  era l’ultimo dei sette gran premi in calendario e la lotta, alla fine, ristretta a due alfisti: l’italiano Nino Farina e l’asso argentino Juan Manuel Fangio. Quest’ultimo partì in pole position, affiancato in prima fila dalla Ferrari di Alberto e dal rivale per la vittoria finale. 
Nino Farina
Come spesso accade, Monza regalò una gara emozionante: dopo 14 giri e vari sorpassi Ascari si piazzò al comando ma la rottura del motore troncò i suoi sogni di gloria. Poi il colpo si scena: un problema al cambio costrinse al box Fangio lesto però a salire – il regolamento lo permetteva – sulla macchina del compagno di marca Taruffi. Non era evidentemente la sua giornata: al 36° giro la rottura di una valvola determinò l’esito della gara e del campionato: Farina s’involò in panciolle verso il traguardo vincendo gara e titolo con 30 punti contro i 27 di Fangio, autore nell'occasione del giro più veloce. 

mercoledì 2 settembre 2015

MONZA DA VICINO, PROGRAMMA E ORARI


(2/9/2015) Domani giovedì 3 settembre si apre ufficialmente il week end del Gran Premio d’Italia a Monza. Sono infatti in programma, oltre alla conferenza stampa pomeridiana dei piloti, almeno altre tre ghiotte possibilità di vivere l’appuntamento, i piloti e le auto da vicino.

IN AUTODROMO - Dalle 16.00 alle 18.00 i tifosi in possesso di un abbonamento tre giorni avranno la possibilità di passeggiare di fronte ai box ammirando le monoposto ma c’è di più: fra le 16.30 e le 17.30, potranno anche avvicinare i piloti che saranno a disposizione per gli autografi. Gli organizzatori fanno sapere che è ancora possibile acquistare i biglietti disponibili collegandosi al sito www.monzanet.it, rivolgendosi sia all’Autodromo Nazionale Monza (tel. 0392482.212/239; tickets@monzanet.it), sia all’Automobile Club Milano (tel. 027745266/209; acitravel@acitourmi.it).


FERRARI - Per la prima volta nella sua storia, la Scuderia Ferrari esce dal circuito per andare in mezzo ai tifosi. Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, insieme al Team Principal Maurizio Arrivabene, incontreranno tutti i fans a partire dalle 18.30 nel Parco della Villa Reale di Monza. L’evento è gratuito e ad ingresso libero, con possibilità di porre domande ai tre scrivendole fin da ora su Twitter, con l’hashtag #SFMeets. In mattinata, verso le 10.30, è invece previsto l’arrivo presso il Ferrari Store di via Berchet 2 del solo Raikkonen che si metterà al volante di uno dei quattro simulatori a disposizione dei visitatori al piano -1. L’evento è aperto al pubblico fino a esaurimento posti.


MERCEDES - Sempre domani, è in programma presso il Mercedes Center di Milano la Laureus F1 Charity Night, una notte dedicata allo sport ed al sociale nata per sostenere i progetti della Fondazione Laureus Italia Mercedes-Benz che, ad oggi, hanno dato la possibilità ad oltre 1.500 bambini e ragazzi che vivono in contesti disagiati, di partecipare ai progetti sportivo-pedagogici. Saranno presenti i due piloti AMG Petronas Mercedes, Lewis Hamilton e Nico Rosberg, Ambassador della Fondazione che, con il progetto #DriveForGood dona a Laureus Sport for Good Foundation 100 euro per ogni chilometro percorso durante le gare vinte in questa stagione. Ci saranno anche, tra gli altri, Jean Alesi, Miki Biasion e Giacomo Agostini. Presenterà Federica Masolin, conduttrice di Sky Sport per la F1. 



WILLIAMS Williams Martini Racing e Martini organizzano per l’occasione una tre giorni di eventi a Porta Genova: da venerdì 4 a domenica 6 settembre presso il noto Mercato Metropolitano sarà allestita una Terrazza Martini dove, oltre musica, arte e aperitivi, sarà possibile trovare una monoposto Williams in esposizione. 

martedì 1 settembre 2015

LUGANO NUOVA CAPITALE DELLA FORMULA E E DELLA GREEN MOBILITY

Da sx, Sindaco di Lugano e Agag
(1/9/2015)Un e-prix di Formula E a Lugano, il 7 maggio 2016: è l’obiettivo della neo-costituita Associazione Swiss ePrix, i cui soci fondatori sono la Città di Lugano, il Team Trulli, la SUPSI Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana e il consigliere nazionale losannese Fathi Derder. Ma l’iniziativa non si esaurisce nel mero intento sportivo. Il progetto, infatti, è ben più ambizioso e mira a fare del Canton Ticino, e della Svizzera, una parte di mondo molto meglio conosciuta e proiettata a livello internazionale grazie alla creazione di una piattaforma di ricerca e di sviluppo di progetti sostenibili ed eco-compatibili nell’ambito della green mobility. Per centrare l’ambizioso obiettivo complessivo dovranno essere raccolti fondi e per sostenere l’interesse vengono garantiti: l’impegno a promuovere e sostenere la ricerca e lo sviluppo di iniziative pubbliche e private nell’ambito della green mobility; la collaborazione con il settore accademico e scientifico per i progetti incentrati sulle energie green e orientati al miglioramento della qualità di vita; la promozione di eventi e progetti sostenibili nel settore delle energie green quale fattore di attrazione e posizionamento della Città di Lugano. L’ex F1 Jarno Trulli, 41 anni, che in Svizzera è di casa e che nella Formula E sta investendo, ci crede: “Affrontare una sfida globale come quella di poter organizzare il primo ePrix di Formula E della storia del motorsport svizzero deve essere per la Città di Lugano motivo di orgoglio e di profonda soddisfazione”. Come noto, le gare automobilistiche in territorio svizzero sono bandite dal 1955, anno della tragedia alla 24 Ore di Le Mans. Veto che potrà essere superato  grazie all’entrata in vigore della modifica dell'ordinanza di applicazione della Legge federale sulla circolazione stradale che prevede l’introduzione di un’eccezione per permettere le gare di velocità con veicoli elettrici. A questo punto tutto sta nella valutazione della bontà della proposta. A fine agosto, Alberto Longo, Managing Director e fondatore con Alejandro Agag della Formula E, è stato a Lugano insieme al team tecnico per effettuare sopralluoghi e verifiche sul tracciato previsto. Una Lettera d’Intenti già firmata a Londra stabilisce che dovrà essere la FIA a dare l’ok definitivo e la a decisione è attesa per metà settembre. Se tutto andasse bene, c’è da aggiungere, si tratterebbe della terza gara automobilistica internazionale a un tiro di schioppo dai confini italici, dopo i gran premi di F1 a Montecarlo e a Spielberg!