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venerdì 30 ottobre 2015

FELIPE MASSA SULLA JAGUAR SFIDA 007


(30/10/2015) – Divertitevi a guardare questo breve video girato proprio sul circuito del Gran Premio a Città del Messico: il pilota Williams Felipe Massa sale a bordo della bellissima Jaguar C-X75 (un progetto Williams) guidata da Mr Hinx nell’ultimo film della saga 007 “Spectre” e lo fa in occasione del debutto della pellicola sugli schermi del Continente americano. Non c’è che dire, il buon Felipe sembra apprezzare molto la nutrita “cavalleria” della macchina con la quale compie anche diverse piroette. https://www.youtube.com/watch?v=59tzOQqGIl4

LOS DIAS DE CHECO PEREZ

(30/10/2015) – Per Sergio Perez non è il solito week end di gara. Correre il Gran Premio del Messico è qualcosa di speciale e se ne sta accorgendo. Sul suo account di twitter scorre un video che recita: “No todos los dias corres con 120 millones de mexicanos dentro tu auto”. I media latino-americani lo hanno ovviamente eletto protagonista e possibile outsider della ritrovata gara sudamericana assente dal calendario della F.1 dal 1992 (Mansell ultimo vincitore). Certo, la pressione è tanta e la sua Force India non è la monoposto più competitiva (tra l’altro giungono notizie di difficoltà nel pagamento dei fornitori) ma il recente terzo posto di Sochi ha rilanciato le azioni di entrambi. Checo pare ritrovato e molto motivato, in classica è davanti al quotato compagno di squadra Hulkenberg e il suo mentore Carlos Slim già prefigura nuovi più alti orizzonti: “Se continua così, è il candidato ideale di ogni grande squadra”, ha detto. Vero, probabilmente, ma ha dovuto ricominciare daccapo. Era nel programma Ferrari Driver Academy ma nel 2012, quando spopolava con la modesta Sauber, l’allora presidente Montezemolo non  lo ritenne “pronto” per il Cavallino. Fu così la Mc Laren a puntare su di lui ma nel 2013 cominciò il declino della scuderia inglese. Sfortuna. Con la scuderia indiana ha potuto ricostruirsi una reputazione e, sebbene abbia già firmato il rinnovo per il 2016, è già una ottima pedina per il mercato piloti 2017. Il Gran Premio del Messico, all’autodromo Hermanos Rodriguez, è uno snodo fondamentale per la sua carriera e lui è pronto a regalare un’impresa. “E’ il mio miglior momento in F1”, si gasa. Per l’occasione, indosserà un apposito casco realizzato dallo studente di Design Industriale di Puebla Juan Francisco Sanchez Zeferino. Allora, Vamos Checo!

Vamos México llegó el momento!! Pongamos a nuestro País donde merecemos todos!!! Gracias por todo su… instagram.com/p/9cTaPruaa3/

giovedì 29 ottobre 2015

VOLVO NEL WTCC, LA STORIA CONTINUA

(29/10/2015)Volvo nel Wtcc torna a competere ai più alti livelli, 30 anni dopo il successo nel campionato europeo Touring Car Championship 1985 e, come si vede dalla foto sotto del panel esposto al recente salone Auto e Moto d’Epoca di Padova, comincia a fare marketing con la sua storia. La notizia del prossimo ingresso nel WTCC è da considerarsi molto positiva per il settore racing, per il campionato targato FIA e per gli appassionati. E naturalmente anche per la stessa Casa svedese di proprietà, come noto, cinese. "Abbiamo scelto il FIA WTCC come nostra piattaforma di motorsport globale in quanto combina la tecnologia all'avanguardia delle nostre vetture Volvo con emozionanti corse in tutto il mondo. Il campionato ci consente di sviluppare ulteriormente la nostra tecnologia e di applicare lo sviluppo dai circuiti di gara direttamente sui nostri prodotti orientati ai clienti", ha detto Niels Möller, COO di Polestar, la struttura Performance del brand Volvo Cars. 
Nel 1985 correva la Volvo 240 Turbo quattro cilindri turbo – fu una vera sfida tecnologica rispetto ai più frazionati motori Bmw, Jaguar e Rover – mentre nel 2016 il partner ufficiale di Polestar, Cyan Racing, porterà in pista la Volvo S60 Polestar TC1 con un motore turbo di nuova concezione 4 cilindri di 400 CV, basato sulla tecnologia d'avanguardia della nuova famiglia di motori Drive-E Volvo. Il motore Drive-E è un esempio perfetto con la sua tecnologia a basso attrito e materiali esotici. Abbiamo sfruttato il grande lavoro di sviluppo dai programmi di corsa precedenti e dalle auto stradali e siamo quindi ansiosi di confrontarci con i migliori del WTCC ", lancia la sfida Mattias Evensson, responsabile Cyan Racing dello sviluppo motore. Resta da definire la line-up dei piloti e poi Citroen dovrà guardarsi bene da questo temibile avversario che comunque non ha fretta: “Si tratta di un impegno a lungo termine”, avvisa Christian Dahl, CEO di Cyan Racing…



mercoledì 28 ottobre 2015

HAPPY BIRTHDAY / LORD HESKETH 65 ANNI, CON HUNT COPPIA D'ORO DELLA F1

(28/10/2015) – Come non ricordare Lord Hesketh? Ebbene, Thomas Alexander Fermor-Hesketh, terzo Barone Hesketh, compie oggi 65 anni e resta, nonostante ormai sia fuori dal giro, una icona del motorsport e in particolare della cosiddetta “golden age” delle corse automobilistiche. Insieme a James Hunt ha dato vita ad una delle avventure più scintillanti che il Circus della Formula 1 possa annoverare nella sua lunga storia. Poco più che ventenne, erede della nobile famiglia inglese, proprietario di un castello Easton Neston nel Northamptonshire (recentemente venduto), rimase affascinato dal mondo dei motori nel quale decise di investire i suoi molti averi. La scalata verso la massima formula cominciò all’inizio degli anni settanta, con le F.3, insieme ad un altro “visionario” che rispondeva al nome di Anthony Horsley. Fu in questo ambiente carico di tradizione, speranze e ambizioni che conobbe tal James Hunt, squattrinato pilota in cerca di affermazione ma anche molto…dedito alle uscite di pista tanto da essere soprannominato “Hunt the shunt”. Puntò su di lui, col quale condivideva una visione della vita lussureggiante (fu anche suo testimone di nozze con la modella Susan Miller), e dopo avergli messo a disposizione una March e una Surtees decise il grande passo: diventare costruttore. 
La Hesketh 308, bianca con solo i richiami all’Union Jack e alla Croce di S. Andrea, rappresentava nella sua mente la sfida inglese a Ferrari & C, il mezzo con il quale imprimere la supremazia tecnica e sportiva britannica. Leggendarie le sfarzose presenze nei paddock o a Montecarlo a base di champagne, aragoste, belle donne e yacht da 162 piedi. Storica la prima (e unica) vittoria di Hunt nel Gran Premio di Olanda proprio davanti alla Ferrari T di Niki Lauda. Fu l’ultimo lampo di gloria. Non poteva essere un pozzo senza fondo e infatti i soldi finirono, Hunt si sistemò alla Mc Laren e ben presto Lord Hesketh perse voglia e interesse. Si sposò ed ebbe tre figli. Rigurgiti di antica passione si verificarono con la fondazione della Hesketh Motorcycles – alla presentazione della bicilindrica V1000 nel 1980 c’era Mike Hailwood – poi rilevata da altri (lanciata la Hesketh 24), e con la carica di Presidente del Club Piloti Britannici, ricoperta nel periodo 1994/2000. Ma dal 1984 divenne la politica il suo nuovo campo d’azione, fino a essere nominato Ministro dell’Industria del Governo Major. 

martedì 27 ottobre 2015

IT'S A SMART MOBILITY WORLD

(27/10/2015) - Tutto è pronto per un viaggio nella Mobilità 4.0: da domani al 30 ottobre presso l’Autodromo Nazionale di Monza è in programma l’edizione 2015 di Smart Mobility World, la più grande manifestazione europea dedicata alla mobilità del XXI secolo, basata sulla stretta integrazione tra strumenti fisici di movimento e tecnologie ed applicazioni dell’informatica e delle telecomunicazioni. Per spiegare i temi Smart City e Green Mobility, sono previsti conferenze internazionali, convegni, aree espositive, opportunità di incontri tra imprese e una zona experience che consentirà di provare sulla pista del celebre autodromo, in un percorso nel paddock e ai box, i veicoli intelligenti, sicuri e sostenibili già disponibili sul mercato e ancora in fase di ricerca. I TEST DRIVE - Le case automobilistiche, le aziende produttrici di app e di tecnologie metteranno a disposizione del pubblico i loro veicoli per testarli in pista. Saranno messe alla prova diverse caratteristiche delle vetture: le interfacce di infotaiment, i dispositivi di sicurezza attiva e passiva, le prestazioni delle auto con differenti motorizzazioni, le capacità di connessione via rete. Per partecipare è sufficiente prenotare il proprio test drive direttamente il giorno dell’evento e portare con sé la patente di guida e gli autisti potranno scegliere se guidare sulla pista oppure in altri percorsi appositamente realizzati nel paddock e all’interno delle strutture dell’Autodromo. Nissan porterà Leaf e NV-200, entrambi full electric; il Gruppo PSA presenterà i veicoli più innovativi dei suoi 3 marchi sul fronte della sostenibilità e delle dotazioni di connettività e sicurezza attiva: quindi Peugeot 308sw, Ion e 508RXH, Citroen C4, Czero e Berlinco elettrico, DS4 e 5; Ecomotori, che si occupa di ecodrive, una 500 Abarth a metano e una a GPL; AZCOM presenterà due Ferrari 458 iperconnesse; Cleis dimostrerà una BMW Z4 Roadster Cabrio, Vodafone  una Porsche Cayenne diesel, e TIM una Hyundai IX35. Altre automobili verranno infine messe a disposizione da parte di: EasyPark e Skidata, FCA e Alphabet.

lunedì 26 ottobre 2015

ROSBERG E ROSSI, CHI HA RAGIONE?

(26/10/2015) – Domenica amara per Nico Rosberg e Valentino Rossi. L’uno ha perso l’ennesimo duello (e campionato mondiale) con il compagno di squadra Lewis Hamilton, al quale alla fine non ha certo fatto i complimenti, l’altro si è complicato la vita innescando una brutta querelle con l’ex fan Marquez. Hanno buone ragioni per aver fatto quello che hanno fatto?
ROSBERG – Le immagini le avete viste. Hamilton ha avuto una buona partenza e ha affiancato il pole man tedesco affrontando così all’interno la prima curva di Austin. Rosberg, da parte sua, non ha mollato. Alla piega, l’inglese ha maliziosamente “accompagnato” verso l’esterno il rivale che ha finito per essere superato dalle due Red Bull. “Lewis ha avuto un atteggiamento aggressivo nei miei confronti e non so spiegare il perché, ci siamo anche toccati”, ha detto visibilmente contrariato a fine gara (gli ha anche lanciato contro il cappellino). Che dire? Hamilton non ha replicato, ha totalmente glissato perché è andata proprio così. Direi solo una cosa, fermo restando che Hamilton ha meritato il titolo: quando avvenne il fattaccio del GP del Belgio 2014, con il contatto a Les Combes tra i due questa volta palesemente innescato da Rosberg (con conseguente foratura per Hamilton), Wolff & C. furono subito molto duri con Nico. “Inaccettabile”, sentenziarono.  Questa volta, pur avendo rilevato il motivato e forte disappunto dell’altro suo pilota, non hanno avuto nulla da dire al riguardo. C’era solo da festeggiare.

ROSSI – Valentino si è sentito circondato. Il clan spagnolo (Lorenzo, Marquez, Pedrosa) in qualche modo e per qualche motivo gli ha tolto serenità in questo rush finale e ieri a Sepang si è toccato il fondo. Il “calcetto” del centauro di Tavullia (lui smentisce) è stato tropo grave ed evidente per essere derubricato a normale battaglia in pista. Perfino gli esterrefatti commentatori di Sky, Meda e Capirossi, imbarazzatissimi, non hanno potuto che balbettare un “Così non è bello”. Sul web si è scatenata la bagarre tra difensori, e puntatori del dito accusatorio. Allora: Rossi non si è aiutato facendo quello che ha fatto. Ha dato l’impressione, quasi consapevole di non potercela fare, di trovare il pretesto per dire “Ho perso per una congiura degli spagnoli”. Marquez è stato davvero fastidioso ma faceva la sua corsa. Ora la situazione precipita e per lui sarebbe bruciante perdere un titolo che a 36 anni si stava costruendo con tanta sagacia. Vale si è beccato una dura penalizzazione (ma c’è chi invoca ancora una sanzione esemplare) e a questo punto a Valencia, se ci va, avrà l’occasione, nonostante tutto, di dimostrare di essere superiore. Non solo in pista. 

sabato 24 ottobre 2015

ANNIVERSARY / 24 OTTOBRE 1965. 50 ANNI FA IN MESSICO LA PRIMA VITTORIA HONDA IN F1

(24/10/2015) – Chissà cosa darebbe Fernando Alonso per poter celebrare il 50° anniversario della prima vittoria Honda in Formula 1 con un’altra roboante vittoria ad Austin. Era infatti il 24 ottobre del 1965, Gran Premio del Messico, quando il lentigginoso pilota americano Richie Ginther (terzo nelle qualifiche) regalò il primo successo nella massima formula alla casa giapponese, dopo quasi un anno dal suo approdo in quello che sarebbe diventato il Circus. Si trattò anche della prima affermazione di un costruttore non europeo e per gli americani della Good Year che calzavano la bianca e innovativa monoposto RA 272 nipponica, il cui motore, un V12 da 1,5 litri, si basava sulla tecnologia delle loro già performanti moto da corsa. In quella occasione, l’altro pilota del team, Ronnie Bocknum, si classificò quinto a un giro. Un grande successo e una dimostrazione di forza che comunque non si tramutarono negli anni seguenti in una continuità tale da assicurare il titolo mondiale (http://motor-chicche.blogspot.it/2013/11/honda-e-la-f1-una-lunga-storia.html). Sarebbero venute altre soddisfazioni, scritte altre pagine di storia, fino all’attuale rientro, ad oggi molto mesto. Conviene allora ricordare una delle massime di Soichiro Honda, il saggio fondatore: “Il successo è costituito da un 99% di insuccessi”. Avvisate Alonso.

venerdì 23 ottobre 2015

CHICCHE D'EPOCA A PADOVA

(23/10/2015) Il Salone Auto e Moto d’Epoca di Padova, edizione 2015, si rivela il più ricco di sempre. Tanti i motivi di attrazione e tante le “chicche” davvero gustose. Eccone una piccola selezione.

Tra le auto in assoluto più antiche e rare, la Lancia Beta20 HP del 1911, uno dei gioielli del Museo Nicolis di Villafranca, prodotta in 150 esemplari a partire dal 1909. 


All’interno dello stand Maserati sono in esposizione tre Classiche di grande valore storico: una 6C34 del 1934, costruita in sole 6 unità; una sportiva Mistral Coupè del 1964 carrozzata Frua e una Tipo 124 del 1974, esemplare unico.


Ad aprire l’edizione il Premio del Concorso di Restauro Porsche Classic. Per oltre un anno dealer, officine autorizzate e i partner Classic si sono sfidati nel realizzare il miglior restauro certificato. La Regina 2015, svelata ieri, è stata la 6 cilindri del 1974 911 Carrera 2,7 Targa Partner Classic Padova Est.


E’ esposta ed in vendita (75.000 euro) la March F2 appartenuta a Vittorio Brambilla, portata in pista dal pilota monzese nella stagione 1973/74. Equipaggiata con motore BMW Schnitzer e cambio Hewland FT200, è stata completamente restaurata e viene garantita pronta all’uso. A corredo, si specifica, varie foto e classifiche che testimoniano il suo passato storico.


AUTO E MOTO D'EPOCA, A PADOVA TUTTO ESAURITO! Le foto


(23/10/2015) – Avvìo col botto ieri della 32esima edizione di Auto e Moto d’Epoca (22-25 ottobre), il Salone padovano che si conferma così il più importante appuntamento europeo dedicato all’Heritage. Tanti appassionati, collezionisti e curiosi hanno affollato fin dal primo minuto i padiglioni della Fiera. Le Case hanno recepito il segnale e il marketing fa il suo corso: 18 grandi Marchi presenti con diverse anteprime nazionali provenienti direttamente dal recente Salone di Francoforte e oltre 4.000 tra le più belle e rare auto d’epoca in vendita (Ferrari, Porsche, Lamborghini, Corvette ecc). Qualche esempio di anteprima? Mercedes S Cabrio, la nuova BMW 3, il nuovo SUV Bentayga, la nuova Smart cabrio. Poi la Q30 infiniti, la Giulia Quadrifoglio, la Porsche 4S limited edition e le serie Autobiography di Range Rover e Defender. Naturalmente AME è anche immensa offerta di preziosa ricambistica e di ogni sorta di oggetto d’epoca (riviste, orologi, abbigliamento dedicato, materiali vari, gadget, ecc.). Nella giornata inaugurale, da segnalare l’incontro tra BIG del design come Giampaolo Benedini, Fabrizio Giugiaro e Paolo Pininfarina, la presentazione della webserie sull’auto d’epoca “Bulli & Bulloni” con Enrico Brignano da lunedì in esclusiva su quattroruote.it. E’ partita inoltre la corsa alla candidatura del motorismo storico a Patrimonio Mondiale dell’Umanità! 





LA GALLERY PROSEGUE........

martedì 20 ottobre 2015

ALEXANDER ROSSI, PASSIONE E AFFARI DA F1

(20/10/2015) – Un week end particolare quello che attende Alexander Rossi. Il pilota della Manor Marussia torna al volante di una Formula 1, dopo l’esordio a Singapore e poi in Russia, e lo fa in casa: ad Austin, USA.  Il californiano del Nord (Auburn), 24 anni, ha diversi compiti da assolvere, tutti difficili. Prima di tutto, ben figurare, il che nella attualmente molto poco competitiva scuderia diretta di John Booth significa dare filo da torcere al compagno Stevens, non sbattere e dimostrare agli ingegneri una buona sensibilità tecnica. Superare questi esami significherebbe rimanere in ballo per la stagione 2016 che, questa volta, sarebbe molto più appetibile: infatti è in arrivo il motore Mercedes e l’ultima fila fissa dovrebbe diventare meno consueta. Ma per Rossi ancor più di tutto questo peserà il ruolo di house player. “Ora abbiamo un circuito fantastico, un team (Haas, ndb) e un pilota”, ha detto consapevole del suo ruolo di punta nel pacchetto Formula 1 che negli Stati Uniti è sempre in procinto di decollare ma dai tempi di Mario Andretti non trova il suo interprete massimo, capace di allargare la visuale e di attrarre fans verso questa disciplina del motorismo da quelle parti sempre almeno un gradino sotto la Nascar e la Indy Car. 
Rossi ce la metterà tutta: “E’ dall’età di 10 anni che punto alla F.1”. Per questo si è impegnato bambino nei kart e si iscrisse alla Skip Barber Racing School. Per questo si trasferì nel 2009 in Europa e, insieme alla famiglia, ha investito su se stesso creando un fondo personale. Il Team Rossi Motorsports è il nome della sua società di management: chi crede in lui può acquistare, come dice testualmente, “un pezzo del suo futuro”. A Fox Business Network ha rivelato che se divenisse vincente il suo investimento, attestato ora tra i 3-4 milioni di dollari, potrebbe crescere del 200%. 

venerdì 16 ottobre 2015

IL COMPLEANNO DIFFICILE DI KIMI

(16/10/2015) – Domani Kimi Raikkonen compie 36 anni. Nonostante il fresco rinnovo del contratto che lo lega alla Ferrari (è l’ultimo campione del mondo del Cavallino, ricordiamolo!), per il pilota finlandese sarà un compleanno felice insieme al piccolo figlio Robin e alla moglie Minttu ma dubbioso perché si prospettano tempi difficili. La sequela di commenti sul tentato sorpasso a Bottas finito male a Sochi ne sono la prova: “Era in affanno”, “E’ frustrato dalle prestazioni del compagno” “Ha sbagliato come un principiante”, “Non è da Ferrari”, “Guardate Vettel come è superiore”. Purtroppo, la stagione finora si è rivelata meno felice di quella del neo compagno di squadra tedesco, costellata da diversi altri errori (Canada, Silverstone). 
Minttu e Robin Raikkonen
Sembrava finita per Kimi a Maranello, con Maurizio Arrivabene più volte caustico, ma poi è arrivata la conferma. Proprio il Gran Premio di Russia lo ha riportato però sul banco degli osservati speciali, soprattutto perché è già in atto la lotta per il suo sedile alla Ferrari 2017. I guai Red Bull stanno rilanciando l’ipotesi Verstappen marcato stretto dalla Mercedes e anche Ricciardo scalpita mentre Grosjean viene dato per virtualmente opzionato, senza contare i piloti della FDA già in tuta rossa. Tocca a Raikkonen respingere l’assalto e dare prove della classe che fu. Purtroppo, bisogna dire, ha molti opinionisti di peso col pollice verso. David Coulthard lo punzecchia da tempo e prima della nuova conferma già diceva: “Credo sia giunto il tempo di cambiare e questo lo dico non da anti-Kimi ma da persona che ha vissuto questo tipo di fase fase in cui non si migliora più. Dati alla mano, sarà sfortuna o altro, da un paio di stagioni a questa parte, non è più in grado di ripetere le prestazioni del passato”. 
Kimi tocca Bottas a Sochi
Se lo dice lui… Anche l’ex DS Ferrari Cesare Fiorio è da tempo dall’altra parte della barricata: “Già due anni fa, quando la Scuderia ne aveva annunciato l’ingaggio, avevo ritenuto quella scelta errata. I fatti accaduti nelle ultime due stagioni sportive, mio malgrado, mi hanno dato ragione. Infatti il campionato 2014 di Raikkonen è stato pessimo. Quest’anno, pur con qualche gara buona, le sue prestazioni sino ad oggi sono state costellate di errori. Per cui la ritenevo una scelta sbagliata allora e la ritengo ancora più sbagliata oggi”. Non c’è che dire Kimi: fai del tuo meglio o saranno dolori!

HAPPY BIRTHDAY / CASEY STONER 30 ANNI, PECCATO CHE...

(16/10/2015) – E auguri di buon compleanno a Casey Stoner che oggi compie 30 anni. Dopo aver sperato nel suo ritorno, peccato che per il campione australiano di motociclismo siano tempi un po’ di sofferenza. Ultimi, i problemi renali venuti fuori durante una passeggiata in bicicletta, come ha rivelato lui stesso su Facebook postando anche una sua fotografia in ospedale. A luglio scorso, invece,  la caduta alla 8 Ore di Suzuka, a causa del blocco dell’acceleratore, gli causò la frattura di tibia e scapola. Si riprenderà, anche grazie all’apporto affettuoso dei tanti fans che da tutto il mondo continuano a sostenerlo sempre riconoscenti per lo stile ineguagliabile e le imprese di cui è stato protagonista, con la perla del titolo con la, per altri impossibile, Ducati. Peccato ancora che ad inizio stagione la Honda, dopo il forfait temporaneo di Pedrosa, non abbia dato seguito alle avances molto poco velate di Stoner, disponibile al rientro part-time, come piace a lui. Fu ritenuto opportuno non “disturbare” il fenomeno Marquez. E’ andata come si sa ed è così mancato un supplemento di spettacolo, magari con il rivale di sempre Valentino Rossi che questo fine settimana a Phillip Island proverà a strappargli il record di vittorie sul circuito di casa: al momento sono sei pari.
Thanks everyone for the birthday wishes, this is my first birthday at home since 1998! Nice to wake up in my own bed for a change:)

martedì 13 ottobre 2015

NUOVA FERRARI F12tdf, ESTREMA IN TUTTO

(13/10/ 2015) – E alla Mc Laren 650S Can-Am risponde la Ferrari che presenta la F12tdfdebutto ufficiale l’8 novembre alle Finali Mondiali del Mugello – quale omaggio al Tour de France. No, niente ciclismo ma la leggendaria gara di durata francese che vide la Ferrari assoluta protagonista durante gli anni ‘50 e ’60 in particolare con la 250 GT Berlinetta del 1956 (4 successi consecutivi). La nuova meraviglia verrà prodotta in serie speciale limitata di 799 esemplari. “Una berlinetta senza eguali in termini di accelerazione, tenuta di strada e reattività”, dicono da Maranello. Vediamo in sintesi - poi troverete le specifiche e la scheda tecnica - perché!

CARATTERISTICHE GENERALI
La potenza è assicurata dai 780 cv del V12 aspirato derivato direttamente dal pluripremiato propulsore della F12berlinetta da cui è nato anche il motore endotermico de LaFerrari. Il comportamento dinamico in termini di accelerazione laterale in curva è da primato. La F12tdf ha infatti un nuovo rapporto delle dimensioni tra gli pneumatici posteriori e anteriori con quest’ultimi più grandi dell’8%. Il conseguente naturale sovrasterzo che ne deriva è compensato dall’innovativo Passo Corto Virtuale, ovvero il sistema di ruote sterzanti posteriori che, accoppiato ai sistemi di controllo, consente di raggiungere tempi di risposta al comando sterzo e valori di agilità propri di una vettura da corsa, mantenendo allo stesso tempo la stabilità della vettura ad alta velocità. Alle performance eccezionali contribuisce anche un incremento sostanziale del carico aerodinamico del +87% raggiungendo livelli senza precedenti per una vettura stradale.

La revisione profonda di carrozzeria, interni, motore, trasmissione e meccanica, assieme all’abbondante utilizzo di materiali compositi sia per gli interni che l’esterno della vettura, ha permesso una riduzione di peso di ben 110 kg. Tutto porta a prestazioni da record, con l’accelerazione longitudinale 0-100 km/h in 2,9 secondi, quella da 0-200 km/h in 7,9 secondi oltre ad un sostanziale incremento della accelerazione laterale. Il giro di Fiorano viene coperto dalla F12tdf in soli 1’21”. Eccellenti gli spazi di frenata che beneficiano anche dell’adozione della pinza monoblocco ‘Extreme Design’ già installata su LaFerrari. Questo impianto di ultima generazione consente di arrestare la vettura da 100-0 km/h in soli 30,5 m e da 200-0 in appena 121 m.
MOTOPROPULSORE
Il motore è il 6262cc 65° V12 della F12berlinetta su cui i tecnici della Ferrari sono intervenuti per aumentare la potenza da 740 cv a...............

MC LAREN 650S CAN-AM: IT'S CELEBRATION


(13/10/2015) – Il mito Mc Laren affonda le sue radici nella spettacolare serie Can-Am (Canadian American Challenge Cup) creata cinquanta anni fa, nel 1966. Per celebrare questa ricorrenza la Casa inglese, nello specifico  la McLaren Special Operations (MSO), ha pensato di creare un’edizione limitata – solo 50 esemplari in tutto il mondo! - la 650S Produzione Can-Am, che si ispira proprio a quelle auto da corsa e allo spirito della cosiddetta epoca d’oro delle corse. Un periodo e una serie veramente epici, per la bellezza delle vetture (mostruosa bellezza!), la libertà costruttiva concessa e il coraggio dei piloti.  
Ed eccola la leggerissima supercar tutta in fibra di carbonio MonoCell, hardtop a scomparsa e motore V8 Turbo da 3,8 litri che assicura un rapporto potenza-peso di 485PS (478bhp) per tonnellata, sufficiente per accelerare da 0 a 100kph (62 mph) in soli tre secondi. Quasi un atto dovuto: il fondatore Bruce Mc Laren è stato un pioniere della serie e la marca dominò per anni, dal 1967 al 1971, con l’apporto di fantastici drivers come Danny Hulme e Peter Revson (43 vittorie in totale).  Il grande successo agevolò anche la fornitura ad altri concorrenti. Proprio durante un test a Godwood, su una Mc Laren M8D, il neozelandese trovò la morte a 32 anni, il 2 giugno del 1970.





lunedì 12 ottobre 2015

NANNINI, 25 ANNI FA L'INCIDENTE D'ELICOTTERO

Gp Spagna 1990: ultima gara e ultimo podio di Nannini
(12/10/2015) – Il 12 ottobre del 1990 la carriera di Alessandro Nannini, almeno in F1, conobbe la parola fine.  Il pilota toscano rimase coinvolto in un brutto incidente d’elicottero. Un atterraggio sbagliato nei pressi della villa di famiglia poco fuori Siena – lui era passeggero – e l’avambraccio destro fu tranciato. Dieci ore sotto i ferri all’Ospedale di Firenze e l’equipe medica del prof Bufalini riuscì a riattaccargli l’arto, ma tornare alle corse sarebbe stato impossibile. Solo due settimane prima era salito sul podio, terzo, del Gran Premio di Spagna a Jerez insieme ai ferraristi Prost e Mansell. L’anno prima aveva vinto il celebre Gran Premio del Giappone, quello dello scontro Prost-Senna. Era l’italiano più in auge, ben supportato dalla sua Benetton. Ottime prospettive. Nel settembre di quell’anno era quasi fatta per il suo passaggio alla Ferrari, al posto di Mansell. La solita “politica” che circondava ogni affare del Cavallino fece incredibilmente sfumare il tutto – Nannini disse un clamoroso “no” e accusa l’ex DS di Maranello Cesare Fiorio - e al suo posto arrivò Alesi. (vedi http://motor-chicche.blogspot.it/2013/02/nannini-io-la-ferrari-le-corse-persi-la.html). 
Tutto era cominciato con i rallycross sulle mitiche Citroen Diane 2 CV – correva sotto pseudonimo per sfuggire al veto paterno – poi i rally, infine la pista, inizialmente con un casco tutto bianco. Vittorioso in F. Fiat Abarth, quindi le categorie superiori – compresi i prototipi nello squadrone Lancia - fino al legame con Minardi che lo fece esordire in F2 e poi, nel 1986, F.1. Nannini era veloce e simpatico, qualità che mantenne anche nella nuova carriera con l’Alfa Romeo nel Turismo italiano e nel DTM, poi anche nel Fia GT con la Mercedes: bastava il suo nome per richiamare folle magari non troppo interessate alle ruote coperte. A fine 1996, insieme a Briatore e Gabriele Rumi divenne azionista della Minardi. Poi ne ha avuto abbastanza, correndo qua e là solo per divertirsi insieme all’amico Gianni Giudici. Guarda poco i gran premi e soprattutto gira per l’Italia occupandosi degli affari di famiglia (pasticceria e torrefazione del caffè). Uno come lui manca tantissimo in questa rigida Formula 1. 

venerdì 9 ottobre 2015

ASTROSAMANTHA VISITA IL PIANETA FERRARI


(9/10/2015) - Samantha Cristoforetti, Anton Skaplerov, Terry Virts, ovvero i tre astronauti componenti della Missione Futura, sono atterrati ieri a Maranello, in visita al pianeta Ferrari. “Astrosamantha”, come è ormai conosciuta il capitano Cristoforetti, è stata la prima donna italiana in una missione aerospaziale e con i suoi 200 giorni a bordo del veicolo Sojuz terminati il 15 giugno scorso è anche l’europea con il record di permanenza nello spazio in un singolo volo. 
Ad accompagnarla nella sua visita c’erano appunto i suoi compagni di missione, il russo Skaplerov e l’americano Virts, oltre ai rappresentanti dell’Aeronautica Militare, dell’Agenzia Spaziale Italiana e della European Space Agency. I tre astronauti, che hanno anche incontrato il presidente della Ferrari Sergio Marchionne e il presidente di FCA John Elkann, hanno visitato il Dipartimento Classiche, la linea di assemblaggio delle 12 cilindri e la Nuova Meccanica. Poi sono stati sulla pista di Fiorano, dove hanno potuto ammirare da vicino le prestazioni della LaFerrari, presentata dal collaudatore Dario Benuzzi. Per Astrosamantha e i suoi colleghi, pur abituati alle massime espressioni dell’ingegneria aerospaziale, vedere da vicino l’eccellenza della Ferrari è stata un’emozione indimenticabile. Forse espressa perfettamente in una sola parola proferita da Terry Virts: “Wow!”.

HUNT E LAUDA, UNA STORIA DI AMICIZIA (E UN PO' DI ODIO)

(9/10/2015)Mathias Lauda e Freddie Hunt faranno dunque parte del team austriaco DF1 della Nascar Whelen Euro Series 2016. L’annuncio ha avuto una eco mondiale perché il binomio Lauda-Hunt è ormai quasi un brand, sempre capace di smuovere emozioni e, perché no, muovere affari. A distanza di quasi 40 anni dall’epica annata 1976 del campionato mondiale di F1, il duello fino… all’ultima goccia di pioggia tra i loro papà, il campione della Ferrari e il rivale della Mc Laren, non viene dimenticato e fatalmente è ora riflesso dai due rampolli che più degli altri figli hanno essi stessi stretto un volante. Oggi Mathias e Freddie sono compagni e si sorridono mentre Niki si professa grande amico di James, del quale afferma di aver ammirato capacità di guida e…di godersi la vita. 
E’ sincero. Ma nel rush finale di quel campionato 1976 così emozionante e drammatico – a proposito la TV italiana trasmetterà mercoledì 14 ottobre il film di Ron Howard su  Rai1 -  quando le sentenze sull’alettone irregolare della Mc Laren in Spagna e sull’esito del Gran Premio d’Inghilterra esacerbarono gli animi e quando la vittoria si ridusse ad un affare privato tra  l’austriaco reduce dall’incidente del Nurburgring e l’inglesone in grande rimonta, leggete cosa dicevano l’un dell’altro, (frasi tratte dai settimanali Autosprint dell’epoca) dopo che durante la stagione Hunt aveva già “provocato” con questa dichiarazione: “Non ho paura di Lauda, anzi se avessi la sua Ferrari andrei sicuramente più forte di lui”.

GRAN PREMIO DEL CANADA 1976 – Mosport

HUNT: “Sono qui per correre, non per fare chiacchiere con quella maledetta commissione di sicurezza” (la risposta stizzita all’invito di Lauda ad andare a discutere dei problemi del circuito).

LAUDA: “Il mio piano consiste nello stare a osservare Hunt, Peterson e Brambilla che si mettono fuori pista a vicenda”. (Hunt vincerà, Niki sarà solo ottavo)

HUNT: “Non so come Lauda abbia potuto testimoniare contro di me non sapendo nemmeno se avessi preso parte alla gara o no. Non credo sarà troppo soddisfatto di come gli è stata assegnata la vittoria ma non credo nemmeno gli faccia nessun effetto perché per lui l’importante è vincere, non importa come”. (la reazione alla notizia della vittoria al GP di Inghilterra attribuita al ferrarista)

LAUDA: “Quello (Hunt, ndb) è tutto matto, da mandare in clinica. Dopo la Spagna ho criticato Mayer (il team principal Mc Laren, ndb) non lui. Invece lui, dopo la sentenza sul GP d’Inghilterra, mi ha insultato dicendo che non sono sportivo. Dopo il mio incidente ha detto che avrebbe preferito non vincere il titolo, poi quando mi ha quasi raggiunto in classifica ha detto di volermi vedere in pista. Grazie tante: prima ha fatto punti quando io non potevo difendermi, poi mi vuole quando eravamo vicini. Crede di essere tanto furbo? Lui è cretino e basta”.

GRAN PREMIO USA EST 1976 – Watkins Glen

HUNT: “Niki è un bravo preparatore di auto. Attento, eccezionale, un computer. Ma in corsa, da pari a pari, allora siamo uomini uguali e contano altri valori, anche emotivi”.

LAUDA: “Hunt? Un buon pilota, nient’altro, che però in questo momento guida un’auto superiore perché io non ho potuto più seguire da vicino i collaudi. Oggi l’amalgama di tutto questo fa sembrare Hunt un campione ma è solo un buon pilota".

GRAN PREMIO GIAPPONE 1976 – Fuji

LAUDA: “Un titolo usurpato. Io e la Ferrari abbiamo sempre dominato e Hunt ha vinto solo .....

giovedì 8 ottobre 2015

SCHUMACHER, 15 ANNI FA LA GIOIA DI SUZUKA. Ora tocca a Mick

Schumacher trionfatore a Suzuka 2000
(8/10/2015) Oggi pensare a Michael Schumacher significa anche tornare con i ricordi ad una delle pagine più belle della sua carriera. E della Ferrari. Quindici anni fa a Suzuka il campione tedesco riportava a Maranello il titolo piloti che mancava dal 1979 grazie alla vittoria nel GP del Giappone davanti al rivale Hakkinen su Mc Laren. Michael costruì il successo grazie alla sua guida efficacissima sulla pista resa viscida dalla pioggia e diede inizio ad un filotto di altri quattro successi che lo hanno reso il pilota più titolato di tutti i tempi. 

da Mick Schumacher Fans Club Facebook
Come si sa, dopo l'incidente sugli sci oggi è degente nella sua casa di Gland in Svizzera e le ultime notizie diffuse dal Daily Express sono tristi: peserebbe solo 45 chili, senza possibilità di parlare e di alzarsi, con limitata coscienza dell’ambiente circostante. D’altronde, proviamo a infondere un po’ di speranza, si era già detto che, superata la fase critica, i progressi sarebbero stati molto lenti e che sarebbe occorsa altrettanta pazienza. Speriamo almeno che possa aver avuto cognizione dei progressi del figlio Mick che quest’anno ha debuttato con una vittoria nella F4 tedesca. Certo, poi ha pagato lo scotto del debuttante, compresa la frattura di una mano, ma il decimo posto finale (terzo tra i rookie) sono una buona base per il futuro. Il suo team manager Van Amersfoort punta su di lui: “Negli ultimi mesi è migliorato enormemente ed è diventato un ragazzo forte”. Nel 2016 potrebbe approdare in F3.

mercoledì 7 ottobre 2015

HAPPY BIRTHDAY / AUGURI A MARCO APICELLA, OGGI 50 ANNI



(7/10/2015) - Marco Apicella compie oggi 50 anni e forse penserà a quell'unico gran premio di Formula 1 che è riuscito a disputare, a Monza nel 1993 con una Jordan. Soddisfazione di molto breve durata poichè si ritirò dopo un giro per incidente, ma fin lì il pilota bolognese non arrivò per caso. Come tanti italiani di talento, si era fatto valere nei kart, in F.3 (solo Larini nel 1987 gli stette davanti), in F. 3000. E, sempre come tanti italiani, dopo un infruttuoso test con la Minardi, decise di emigrare in Giappone (come poi Quintarelli, Caldarelli, Liuzzi buon ultimo). Un pò di acclimatamento e nel 1994 diventò campione di Formula Nippon. La parentesi della F1 rimase tale: il bolognese decise infatti di concentrarsi nelle gare in estremo oriente, comprese le ruote coperte, anche se non raggiunse più livelli di classifica eclatanti. Poi parentesi amarcord in F3000, un'esperienza traumatica durante le qualifiche alla 24 Ore di Le Mans del 2007 su Lamborghini Murcielago (era socio del team), LMES, Super GT. Sempre molto veloce. L'anno scorso lo abbiamo ritrovato con una Mit Jet tra le mani: il tarlo della velocità è duro a morire. Resta il solito magone: cosa avrebbe combinato questo prodotto della Terra dei Motori con un'auto competitiva?