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lunedì 30 novembre 2015

F1 2016, NOVITA’ E PIU’ SPETTACOLO CERCASI


(30/11/2015)F1 2016: LOOKING FOR NOVELTY AND SHOW. Il campionato di F1 è finito e la Mercedes ha dominato. Onore alla casa di Stoccarda, davvero implacabile. Ma quello che ora gli appassionati si chiedono è: ci sarà più spettacolo nel 2016? Quali novità potranno caratterizzare la prossima stagione? Fermo restando che le frecce d’argento godono di una superiorità tecnica indiscussa e per molti versi ancora inesplorata, ecco 6 punti che – ad oggi è più un auspicio che altro – potrebbero rendere meno scontati i gran premi e quindi anche l’esito finale della nuova contesa.
RIVALITA’ HAMILTON/ROSBERG – I due, è evidente, non si sopportano più. Per Nico, la condotta di Lewis alla prima curva di Austin ha segnato il rapporto che fino ad allora non era eccellente ma nella norma, tra due galletti. A rendere più pepato il dualismo c’è ora questa ritrovata verve di Rosberg, autore di un tris finale che ha indispettito non poco Hamilton, anche per la condotta delle strategie da parte del muretto-box mirate a non creare scontri ravvicinati ma che l’inglese, frenato nelle sue rincorse, potrebbe aver interpretato intimamente in maniera diversa. Non sarebbe la prima volta che un team, a fronte di una acclarata superiorità complessiva, tenda a focalizzare le attenzioni nei confronti del secondo pilota. Per quale motivo? Per rendere chiaro che è grazie a quella super vettura che si può vincere e non, diversamente, che un pilota sia talmente forte da vincere sempre e comunque con quella vettura. Era anche il pensiero di Enzo Ferrari. E in questo caso c’è da aggiungere che Rosberg è tedesco e l’accoppiata iridata a Stoccarda certo non dispiacerebbe…
IL RITORNO DELLA FERRARI – E’ indubbio che, rispetto al 2014, la Ferrari ha fatto passi in avanti. Purtroppo per loro non ancora tali da scalfire la netta superiorità Mercedes. Ma si è sulla buona strada. A Maranello sono da tempo molto concentrati sulla nuova Rossa progetto 667 che, come ha specificato il Team Principal Maurizio Arrivabene, non dovrà seguire dettami altrui ma fare innovazione. Innovazione vincente, naturalmente. Quest’anno i tecnici hanno dimostrato di aver utilizzato molto bene i gettoni a disposizione per migliorare la power unit ma ora dovranno essere compiuti altri decisi progressi. Verrà abbandonata la sospensione anteriore pull rod, per esempio. L’esperienza accumulata durante la stagione, l’entrata in servizio di nuovi ingegneri (è in atto una riorganizzazione interna) e in più l’apporto prezioso di Sebastian Vettel sono gli ingredienti da miscelare sapientemente per combattere da vicino con le frecce d’argento. Da non dimenticare: per Kimi Raikkonen gli esami non finiscono mai e nel 2016....

sabato 28 novembre 2015

MOTOR CHICCHE: 3 ANNI E 200.000 VISUALIZZAZIONI. GRAZIE A TUTTI!

(29/11/2015) - Proprio oggi, in occasione del terzo compleanno, il vostro blog "MOTOR CHICCHE" raggiunge un buon traguardo: 200.000 visualizzazioni!




200.000 visualizzazioni
200.000 visualizations
100.000 visualisations
200.000 vergegenwärtigungen



Cioè oltre 66.000 post letti ogni anno dagli appassionati di motori (e dintorni) che hanno avuto la bontà di soffermarsi su questo blog e di condividere il diario day-after-day, le anticipazioni e le considerazioni riportate. Che dire? E' ovviamente un potente incentivo a continuare e a fare meglio. GRAZIE!!!! THANKS TO ALL OF YOU!!!

ANNIVERSARY / 29 NOVEMBRE 1975. UN INCIDENTE AEREO SI PORTA VIA GRAHAM HILL E TONY BRISE, IL CAMPIONE E LA PROMESSA

(29/11/2015) – C’era un nebbione, 40 anni fa, mentre il  Piper Aztec pilotato da Graham Hill era in avvicinamento all'aeroporto di Elstree. Sull’aereo con lui il giovane (23 anni) e molto promettente pilota inglese Tony Brise, che aveva appena firmato un contratto biennale per correre dal 1976 con la Embassy Hill, il progettista Andy Smallman e tre meccanici: Ray Brimble, Tony Alcock e Terry Richards. Tornavano dal Paul Ricard, al termine di una sessione di prove della nuova monoposto GH2, diretti a Londra dove avrebbero partecipato ad un party. Invece si schiantarono tra gli alberi di un campo da golf ad Arkley, nei pressi di Barnet. Tutti morti. Fine del Team. Una vera tragedia perdere così Hill, due volte campione del mondo, unico ad aver centrato il grande slam motoristico: titolo F1, 500 Miglia di Indianapolis, 24 Ore di Le Mans, vero gentleman. Pensare che aveva cominciato come meccanico alla Lotus. E pensare che era sopravvissuto ad un incidente terrificante a Watkins Glen nel 1969, quando venne sbalzato fuori dalla sua monoposto. Se la cavò con molte fratture. Nel 1975, dopo aver subito l’onta della mancata qualificazione a Montecarlo – il gran premio che lo aveva visto vincitore cinque volte – decise che a 46 anni era arrivata l’ora di appendere il casco al chiodo e, ormai Costruttore, di lanciare un erede. Brise era perfetto per coronare il progetto. Il padre era stato buon pilota, anche di stock car  europea. Lui aveva vinto e convinto in F3 e soprattutto in Formula Atlantic. Lo notò per primo Frank Williams, che lo fece esordire nel Gp di Spagna al Montjiuch, quello dell’incidente di Stommelen che guidava la Lola Embassy modificata, la prima Hill da F1 (GH1). Da Montecarlo quel volante toccò a lui e nonostante nessun risultato eclatante (ma spesso fu molto più veloce del compagno Alan Jones) il “vecchio” Hill puntò su di lui. Con un po’ più di esperienza e la nuova GH2, il potenziale di quella fulgida promessa – era il parere pressoché unanime - sarebbe venuto fuori. Non lo sapremo mai.

venerdì 27 novembre 2015

ANNIVERSARY / 27 NOVEMBRE 1995. BAGHETTI, A 61 ANNI MUORE IL PILOTA MERAVIGLIA

(27/11/2015) – Venti anni fa, Giancarlo Baghetti morì a 61 anni, dopo una lunga malattia. Di questo talentuoso pilota milanese resterà negli annali l’impresa che lo vide protagonista ineguagliato il 2 luglio del 1961 a Reims: vittorioso al debutto in F1. Il fatto di aver centrato questo risultato eclatante su una Ferrari, sia pur messagli a disposizione dalla Federazione Italiana Sport Automobilistici, fece fremere i cuori di chi sognava l’abbinamento vincente tra la Rossa nazionale e un pilota tricolore. L’automobilismo italiano ha il suo nuovo campione”, titolò il Corsera. Proclama non esagerato: Baghetti, figlio di un facoltoso industriale del ramo siderurgico, non era comparso dal nulla. Si fece notare vincendo la Coppa Fisa voluta da Eugenio Dragoni, capo della Scuderia Sant' Ambroeus, davanti ad un certo Bandini per poi confermare le sue qualità anche con le ruote coperte a Sebring (secondo) e grazie a due roboanti vittorie in Gran Premi non titolati a Napoli e Siracusa. Poi il colpaccio di Reims, tra l’altro in gran rimonta dopo essere partito solo dalla dodicesima piazza: primo davanti a Gurney su Porsche. Doveva essere l’inizio della consacrazione, in realtà fu l’acuto finale. Sempre veloce e stimato da tutti, ma vittima di tanti guai meccanici. A fine ’61 finì nel caos creatosi in Ferrari per la “fuga dei cervelli”, quando Carlo Chiti & C. piantarono il Drake per fondare l’ATS alla quale aderì anche lui. Ma fu un fuoco fatuo. Nè guidare in seguito BRM e Lotus o cogliere ottimi piazzamenti alla Targa Florio servirono a rinverdire i fasti di Reims. La delusione crescente, l’indole placida dell’uomo Baghetti, la dedizione a cogliere gli aspetti piacevoli della vita e soprattutto i colpi interiori inferti dalla morte in pista prima di Von Trips e poi dell’amico-nemico Bandini a Montecarlo spensero la fiamma delle corse, pur forte in lui. Divenne eccellente fotografo e direttore della rivista Auto Oggi e si mantenne sempre persona affabile e cordiale, che dava alla vita il giusto peso, cercando di coglierne gli aspetti meno stressanti. Un fenomeno, in ogni caso.

giovedì 26 novembre 2015

IL FUTURO DI ALONSO IN TRE IPOTESI

(26/11/2015)ALONSO AND HIS FUTURE: 3 HYPOTHESES. Cosa farà nel 2016 Fernando Alonso, da oggi a Yas Marina per affrontare l’ultimo gran premio di questa sua a dir poco tribolata stagione? Il motore Honda ha tradito e la sua stella si è pesantemente offuscata, mentre l’età avanza. In Brasile ha reagito alle ennesime, ripetute defaillances della vettura come farebbe solo un pilota ormai in disarmo e cioè rendendosi platealmente partecipe della situazione a metà tra il comico e il tragico (in senso sportivo, s’intende). Per questo è salito abusivamente sul primo gradino del podio o si è concesso lunghi momenti di relax su una sedia lungo il circuito. Cose non da Alonso. L’Alonso dei tempi migliori. Che però, nonostante tutto, c’è ancora. Riconosciuto tuttora come tale dagli addetti ai lavori. Già, ma che fare se il copione dovesse ripetersi anche l’anno prossimo? Dopo il Gp di Abu Dahbi, l’ex ferrarista ha un po’ di tempo e di cose da fare e da vedere per valutare la situazione: il test Pirelli dell’1 dicembre, le prove al banco del propulsore giapponese, i disegni della nuova Mc Laren (non esente da colpe) e infine i test collettivi di marzo, prima della gara inaugurale di Melbourne il 20 dello stesso mese. Il suo futuro in 3 ipotesi (o fanta-ipotesi, fate voi...).
IPOTESI 1 - Fernando ha l’esperienza necessaria per rendersi conto se un progetto ha qualche probabilità di essere, se non vincente, almeno sicuramente competitivo. E’ questo il minimo che chiede: poter lottare al vertice. Il resto ce lo mette lui. Ma se il pacchetto non dovesse convincerlo, non è affatto da escludere un clamoroso divorzio (nonostante il contratto, credo avrebbe tutte le scappatoie legali dalla sua parte visto quello che ha dovuto subire in fatto di immagine e di mancati risultati). Alonso, d’altronde, è abituato a prendere decisioni improvvise, drastiche: lo ha fatto con le donne della sua vita e lo ha fatto ad inizio 2006 quando annunciò a sorpresa, con un anno di anticipo, il passaggio alla Mc Laren. Quindi? Non rimarrebbe che un tentativo alla Red Bull (che si libererebbe in qualche modo di Ricciardo o Kvyat) certo in difficoltà ma dove c’è l’ammirato Newey, oppure alla Renault ex Lotus che sembra quasi aver “subito” l’annunciata drivers-line Maldonado-Palmer.
IPOTESI 2 – Alonso comincia il campionato “concedendo”..................

mercoledì 25 novembre 2015

24 ORE DI ADRIA: CON FISICO E BIAGI SEAT IBIZA PER CAMPIONI (ANCHE IN ROSA)

Da sx, Carlotta Fedeli e Valentina Albanese
(25/11/2015) – Mettete un bel numero di Seat Ibiza in versione Cup, definite "entry  level" ma  estremamente potenti, la pista salotto di Adria e 20  equipaggi,  per  un  totale  di  oltre  120  piloti tra i quali Giancarlo Fisichella, il due volte campione del mondo GT Thomas Biagi e il già campione italiano GT Raffaele Giammaria ed ecco pronto il succulento menu della 24 Ore di Adria, in programma questo weekend sul tracciato veneto. Lo spettacolo è assicurato: le "piccole" della Casa spagnola hanno dato vita a dodici gare elettrizzanti, combattute fino al traguardo, consolidando il successo di una formula che dura dal 2011. Altri attesi protagonisti annunciati sono: Alberto Bassi, che quest'anno ha conquistato la classifica della Ibiza Cup con cinque vittorie, e in rappresentanza delle quote rosa, Carlotta Fedeli, fresca vincitrice delle classifiche Femminile e Junior  della  Ibiza  Cup,  e  l’esperta Valentina  Albanese,  anch’ella reduce dalla vittoria del titolo  assoluto  nel Campionato Italiano Turismo Endurance con una Leon, ma che ha grande feeling con la Ibiza. In griglia troveremo inoltre il vincitore della Seat Leon Cup, Jonathan Giacon, e una novità assoluta: Eugene Kaspersky, CEO e co-fondatore di Kaspersky Lab, sponsor Ferrari F1. Le vetture in gara nascono dalle Ibiza stradali, ma sono configurate con un kit sviluppato da Seat Motorsport  Italia  e  Seat  Sport. Il motore quadricilindrico in linea turbocompresso da 1400 cc è capace di erogare quasi il doppio dei cavalli di  serie: ben 200, modulati da un cambio a sette marce. La gara prenderà il via alle 13.00 di sabato 28 novembre per concludersi l'indomani, esattamente dopo  24  ore  più  un  giro.” Vogliamo  dare  emozioni,  ma  non  soltanto  in  pista", dice Tarcisio  Bernasconi,  responsabile di Seat Motorsport Italia  che  cinque  anni  fa ebbe la felice intuizione di dare il via alla Ibiza Cup.

martedì 24 novembre 2015

WEBBER, SCOMMESSA VINTA

(24/11/2015) – Ci sono voluti due anni, ma Mark Webber può dire di aver vinto la sua scommessa: vincere, al alto livello, dopo aver lasciato la Formula 1. La classe regina. Ma finalmente l’australiano, prossimo ai 40 anni, è diventato “mondiale” grazie al titolo piloti del WEC appena conquistato con la Porsche. Evidentemente, per ottenere gratificazioni deve però soffrire: una stagione di apprendistato, un brutto incidente a Interlagos, la leggendaria 24 Ore di le Mans (suo prossimo obiettivo…) andata al compagno di colori Hulkenberg anche lui transfuga (ma a tempo) dalla F1. Il titolo agguantato all’ultima gara, in Barhain, insieme ai compagni di volante Timo Bernhard e Brendon Hartley, ha confermato la regola, con ulteriore suspence regalata da problemi al sistema ibrido della loro pur ottima Porsche 919 Hybrid numero 17.
Alla fine, il trio Audi Lotterer-Fassler-Treluyer è stato tenuto a distanza in classifica finale, sia pur di soli 5 punti! “Abbiamo mostrato chiaramente le qualità della squadra. - dice Mark - "Abbiamo avuto alcuni giorni molto buoni e centrato le vittorie con precisione clinica. Ala fine dovevamo combattere il più forte possibile e si è visto la bontà della meccanica e lo spirito dei piloti. Non posso ringraziare abbastanza i meccanici. I pit stop sono stati estremamente stressanti ma è 'incredibile che siamo stati in grado di vincere il campionato del mondo sotto tale pressione. Sono così orgoglioso di essere campione del mondo con Timo e Brendon e con Porsche. Era il 1986 quando Derek Bell ha vissuto tutto questo l'ultima volta”. Ritmi meno stressanti, nessuna lacerante diatriba tipo quelle vissute con Vettel e Helmut Marko, pilota ufficiale e vincente di una Casa automobilistica leggendaria. Sì, Mark ha vinto la sua scommessa.

venerdì 20 novembre 2015

FINALI MONDIALI LAMBORGHINI: IL TORO SI SCATENA A SEBRING


(20/11/2015) – Dopo la Ferrari, è il momento delle Finali Mondiali del Lamborghini Blancpain Super Trofeo 2015. L’appuntamento con il Toro è da oggi a domenica 22 novembre sul mitico circuito americano di Sebring dove più di 100 piloti e 66 magnifiche vetture di Sant’Agata Bolognese daranno vita all’ultima battaglia in pista, compreso l’ultimo appuntamento delle Serie Europa, Asia e Nord America. Le corse, sempre più in primo piano per la Casa emiliana di proprietà Audi e lo conferma l’AD Stephan Winkelmann: “Siamo alla fine di un anno per noi significativo in quanto abbiamo assistito al debutto della nuova Lamborghini Huracán Super Trofeo: Il motorsport è uno dei pilastri della strategia di Automobili Lamborghini”. A Sebring si arriva dopo le prime due “kermesse” internazionali disputate a Vallelunga (2013) e l’anno scorso a Sepang e verranno assegnati quattro titoli mondiali, PRO, PRO-AM, AM e Gallardo AM.

giovedì 19 novembre 2015

500e STORMTROOPER, LA FORZA SIA CON LEI

(19/11/2015) - Ad un mese dall’uscita del settimo episodio di Star Wars, Garage Italia Customs presenta al Los Angeles Auto Show (17-29 novembre) una versione speciale della 500 elettrica dedicata alla saga stellare più famosa del mondo: la 500e stormtrooper. La showcar commissionata da FCA alla società di Lapo Elkann, specializzata nelle personalizzazioni tailor made su tutti i veicoli. per supportare la campagna di promozione mondiale per il lancio di “Star Wars: Il Risveglio della Forza” di Lucasfilm.
La livrea bicolore della 500e stormtrooper è ispirata all’armatura della Legione del Primo Ordine e ne ripropone l’abbinamento cromatico bianco/nero con una verniciatura completa dell’intera carrozzeria. I vetri sono invece pellicolati e, grazie all’impiego di un film oscurante al 100%, rendono immediatamente riconoscibili le caratteristiche linee del visore e del casco in dotazione agli stormtrooper del Primo Ordine. 
Gli stemmi Fiat sono stati infine sostituiti da badge personalizzati con l’emblema del Primo Ordine, logo che ritroviamo anche sui cerchi verniciati in full black abbinati ai pneumatici Pirelli in edizione limitata con spalla bianca. L’abitacolo colpisce immediatamente per la complessa lavorazione della selleria e per il rivestimento completo in pelle del cruscotto e dei pannelli porta.
Il Centro Stile di Garage Italia Customs, diretto di Carlo Borromeo, ha infatti scelto di abbinare una pregiata pelle bianca, utilizzata per rivestire i fianchetti dei sedili, a una particolare pelle nera traforata su seduta e schienale. Il risultato finale è ulteriormente impreziosito dal piping in Alcantara® e da una fascia centrale in pelle nera con cuciture a contrasto. Ritroviamo la stessa cura per....

mercoledì 18 novembre 2015

SVELATA LA NUOVA FIAT 124 SPIDER (ORA TOCCA ALLA 127?)


(18/11/2015) - Ed ecco la foto ufficiale della nuova Fiat 124 Spider che si accinge alla prima uscita pubblica al Los Angeles Auto Show. Vi piace? FCA ha voluto questo tributo all'iconica vettura che venne lanciata quasi 50 anni fa, sottolineando “lo stile tutto italiano” e il comfort complessivo. Progettata nel Centro Stile di Torino, s'ispira ad alcune finiture della Spider originaria del 1966 (richiami arrivano inoltre dalla griglia superiore e dal motivo della calandra esagonale, dalle classiche "gobbe" sul cofano anteriore e dalle marcate luci posteriori orizzontali) considerata come una delle più belle vetture Fiat di sempre, e le reinterpreta in chiave moderna. 
La Fiat 124 Spider è disponibile in due allestimenti - 124 Spider e Lusso -  ciascuno proposto in 8 colori di carrozzeria. Per festeggiare il ritorno del modello, 124 esemplari faranno parte di un'edizione limitata denominata "Anniversary" che sarà contraddistinta da un badge celebrativo numerato, dalla livrea Rosso Passione e dai sedili in pelle di colore nero. La nuova Fiat 124 Spider arriverà nelle concessionarie Fiat della regione EMEA nell'estate 2016. E chissà che ora non si passi al restyling dell’altrettanto celebre Fiat 127! (http://motor-chicche.blogspot.it/2013/08/fiat-127-restyling-o-non-restyling.html)
Ma vediamo quali sono le caratteristiche, motori in testa, della nuova Fiat 124 SpiderNella regione EMEA è dotata, per  la prima volta su un veicolo a trazione posteriore...

HAPPY BIRTHDAY / DIRK MULLER 40 ANNI, NUOVA VITA CON LA FORD?

(18/11/2015) – Davvero un bel regalo di compleanno per Dirk Muller che oggi compie 40 anni: il pilota tedesco è – a sorpresa  - atteso a Daytona per un test sulla nuova Ford GT che l’anno prossimo si cimenterà nel campionato USCC. Comincia una nuova vita sportiva per l’esperto driver di scuola Bmw? Attendiamo conferme ma intanto davvero auguri all’instancabile Dirk quest’anno impegnato nel Blancpain Sprint Series con la BMW Z4 GT3 schierata dal Bmw Sport Trophy Team Brasil (le macchine sono preparate da AH Competicoes), alla 24 Ore del Nurburgring sempre su Bmw ma del Team Schubert e nell’USCC sulla Bmw del Team Rahal – Lettermann nella classe GT Le Mans. Se la Ford mettesse sotto contratto Muller avrebbe a disposizione un patrimonio di conoscenze enorme. La carriera del tedesco si fregia del primo alloro, la Porsche Carrera Cup Germania, già nel 1998 seguito nel 2000 dal titolo ALMS (categoria nella quale ha poi imperversato, anche con la Ferrari) nella classe GT. Non poteva mancare il successo alla 24 Ore del Nurburgring, colto nel 2004, ma è stato sempre in prima linea nei campionati ETCC poi WTCC per non dire del FIA GT vinto nel 2007 in classe GT2. Insomma, una garanzia. Auguri!


martedì 17 novembre 2015

FERRARI D'AUSTRALIA


(17/11/2015) - Si è conclusa in Nuova Zelanda, con le ultime due gare, la stagione del campionato australiano GT. Per i team clienti Ferrari un buon finale, in particolar modo per il Trass Family Motorsport che è stato in grado di piazzarsi per due volte sul podio. Protagonisti assoluti nella prima delle due manche da un’ora sono stati Jono Lester e Graeme Smyth: in testa anche grazie alla perfetta gestione di una fase di Safety Car, la vettura numero 27 è stata a lungo al comando con Lester che nel finale ha ingaggiato un duello stupendo con la McLaren di Klark Quinn e Shane Van Gisbergen, alla guida. Sfortunatamente nel finale la Ferrari ha dovuto cedere la prima posizione ma ha comunque conquistato il secondo gradino del podio. Tony D’Alberto e Grant Denyer si sono piazzati sesti sulla 458 Italia GT3 del team Maranello Motorsport. Nella seconda corsa la Ferrari del Trass Family Motorsport è stata nuovamente protagonista. La vittoria è andata alla Mercedes di Morgan Haber che ha preceduto la Porsche di Scott Taylor e Craig Baird ma Lester e Smyth si sono piazzati al terzo posto, con D’Alberto e Denyer al quinto. Il titolo di campione è invece andato alla coppia dell’Audi formata da Christopher Mies e Ryan Miller. La domenica si è svolta anche la Highlands 101, prova non valida per il campionato, che ha visto come miglior Ferrari piazzata la numero 88 del Maranello Motorsport di D’Alberto e Denyer, giunta sesta. Il successo è andato ancora a Quinn e Van Gisbergen.

lunedì 16 novembre 2015

IL MOTORSPORT FRANCESE RICORDA PARIGI


(16/11/2015) - Il mondo del motorsport impegnato ieri sulle piste ha esternato il proprio cordoglio per i luttuosi fatti di Parigi. I piloti di F1 a Interlagos si sono schierati sulla linea del traguardo per esprimere, insieme a Jean Todt e agli uomini della Renault, compartecipazione al dolore dei familiari delle vittime. Oggi, tornato in patria, l'unico francese del Circus, Romain Grosjean ha così twittato in relazione al minuto di raccoglimento osservato oggi alle ore 12.00. 

Minute de silence très émouvante à notre arrivée à #Paris . #solidarite

Ieri il campione del mondo rally, Seb Ogier, vittorioso in Gran Bretagna, aveva cancellato la gioia del risultato ed aveva twittato:

The result of today is secondary... Our thought are in Paris & with all the people who lost someone

FORD CON MICHELIN A LE MANS


(16/11/2015) - Ford e Michelin hanno annunciato una partnership per lo sviluppo di una gamma di pneumatici riservata alla famiglia di modelli ad alte prestazioni Ford Performance, compresa Le Mans.  Michelin svilupperà una linea esclusivamente dedicata a tutti i componenti della gamma ad alte prestazioni Ford, come Fiesta ST, Focus ST, Focus RS, Mustang, Mustang Shelby, F-150 Raptor e Ford GT, e gli ingegneri di entrambe le Case collaboreranno alla definizione di soluzioni hi-tech caratterizzate da elevato grip laterale, vibrazioni e rumorosità ridotte e resistenza. “Abbiamo alle spalle anni di stretta collaborazione con Michelin, e non potevamo trovare un partner migliore per ottenere il meglio dai nostri modelli più estremi” - dice Dave Pericak, Direttore del gruppo Ford Performance -  “Oltre alle vetture di serie, la partnership si estenderà anche al reparto corse che si dedicherà al Campionato Mondiale Endurance 2016, nell’ambito del quale torneremo, quest’anno, a Le Mans”. Soddisfazione anche dall’altra parte: “Il nostro reparto di sviluppo è emozionato all’idea di lavorare a stretto contatto con i team che hanno realizzato queste auto davvero straordinarie” - dichiara Thom Roach, Vice Presidente Marketing di primo equipaggiamento, di Michelin Nord America - “Le gomme Michelin Pilot e BFGoodrich T/A KO2 sui modelli Ford Performance sono state tutte elaborate su misura per garantire il massimo da ogni punto di vista”.

MASSA NON E' PIU' PROFETA IN PATRIA

(16/11/2015) Decisamente, per Felipe Massa il Gran Premio del Brasile, quello sentitissimo di casa,  riserva fin troppo spesso amare sorprese. Ieri, al termine della gara conclusa all’ottavo posto (il compagno di squadra Bottas gli è stato sempre avanti nel week end…), il pilota della Williams è stato squalificato dai commissari tecnici della FIA. Alle rilevazioni effettuate prima della partenza, lo pneumatico posteriore destro presentava infatti una temperatura superiore al limite prefissato (139 gradi anziché max 110) e quindi è stato ritenuto non conforme alla Direttiva Tecnica con conseguente provvedimento di esclusione. Dopo i fatti di Spa sull’argomento non si transige. Peccato per il buon Felipe che già si arrovella sul suo futuro. Certo che Interlagos, dopo la magnifica vittoria del 2006 in tuta verde-oro, gli ha riservato parecchi bocconi amari. Eccoli. Da ferrarista, nel 2007 ha dovuto subire il sorpasso imposto dal box a favore del compagno di squadra Raikkonen che si involava verso il titolo mondiale. Nel 2008 l’episodio più triste: campione del mondo al traguardo, al termine di un’annata strepitosa, ma solo secondo pochi attimi per il famoso sorpasso di Hamilton all’ultima curva ai danni della Toyota di Glock. Per non farsi mancare niente, c’è da ricordare anche la penalizzazione inflittagli nel 2013 per aver superato con tutte e quattro le ruote, come non mancarono di evidenziare puntigliosamente via radio i piloti Mercedes, la riga bianca che delimita la corsia di entrata ai box. Un peccato, per la verità, condiviso con altri piloti. Ma evidentemente per Massa a San Paolo butta male: non è più profeta in patria!

sabato 14 novembre 2015

HAPPY BIRTHDAY / BRETT LUNGER, COMPIE 70 ANNI UNO DEGLI EROI DEL NURBURGRING '76

Brett Lunger oggi
(14/11/2015) – Lo ricordiamo tutti dimenarsi attorno alla Ferrari 312T2 di Lauda a fuoco nel 1976 al Nurburgring. L’americano Brett Lunger è uno dei quattro “eroi” che salvarono il pilota austriaco e  oggi è il suo compleanno: compie 70 anni. La sua storia ha del cinematografico: fosse diventato vincente con le F1 sarebbe stato il massimo. Nato a Wilmington, Brett è discendente dei Dupont de Nemours che nella cittadina del Delaware, nei primi anni del 1800, avviarono una fabbrica oggi oggi divenuta azienda leader del settore chimico e dei prodotti innovativi. Non aveva problemi di soldi quando frequentava la Princeton University e, scoperta la fiamma delle corse, nel 1965 decise di cimentarsi con le Can Am. Ad un certo punto la Patria chiamò e lui volò in Vietnam dove, narrano le cronache, si distinse per coraggio e un giorno salvò la vita (corsi e ricorsi storici…) ad un giovane commilitone figlio di un pezzo grosso della Chesterfield. La multinazionale dei tabacchi, per riconoscenza, appose il suo marchio sulle monoposto che, al ritorno a casa, Lunger tornò a guidare. Si impegnò molto nella F.5000 ma voleva l’Europa, la Formula 1. Nel 1975 esordì sulla Hesketh e l’anno seguente passò alla Surtees. 
Risultati scarsi, poi quel Gran Premio di Germania. Alla curva Bergwerk centrò frontalmente la Ferrari di Lauda già in fiamme in mezzo alla pista. “Non ho capito subito che fosse lui. Sono sceso dalla macchina e ho strappato un estintore da non so chi, ma non sapevo usarlo. Allora sono salito in pedi su un fianco della Ferrari e ho cercato di tirare fuori Niki tirandolo per le spalline della tuta. Il calore era impressionante e ad un certo punto...

venerdì 13 novembre 2015

HAPPY BIRTHDAY / MASAHIRO HASHEMI 70 ANNI, GLORIA DEL GIAPPONE (E DEL FUJI)

(13/11/2015)Masahiro Hashemi oggi compie 70 anni: è uno dei tre piloti giapponesi, insieme a Kazuyoshi Hoshino e Noritake Takanara, che presero parte alla leggendaria gara finale al Fuji del campionato mondiale di F1 1976 (resterà l’unica presenza nella massima formula). Di sicuro, fu quello che impressionò maggiormente: sulla originale Kojima 007 gommata Dunlop partì addirittura in quinta fila al fianco di Peterson col decimo tempo assoluto (1’13”88) – era primo (!) a 20 minuti dal termine delle qualifiche del venerdì e un errore al sabato pregiudicò una possibile pole position – riuscendo a terminare la corsa seppur ultimo a 7 giri. Con in più il miglior tempo sul giro, il 25°: crono di 1’18”23, alla media di 200,593 km/h, che resta però un dato…misterioso. 
A tutti sembrò strano, visto che proprio in quel giro Hashemi venne superato da tre vetture, e infatti la Federazione Giapponese dell’Automobile, nell’effettuare il ricalcolo dei tempi, determinò che il record era appannaggio di Jacques Laffite in 1’19”97 ma la rettifica non è stata mai ratificata dalla Federazione Internazionale. Al di là di questo singolo episodio, Masahiro Hashemi, nato a Tokyo, è una gloria motoristica del Sol Levante, una vera leggenda. Cominciò nel 1964 su una Nissan Bluebird fino ad assumere un ruolo manageriale sportivo di primo piano alla Nissan Motorsport. In mezzo, vittorie a mani basse dei campionati giapponesi di F2, Turismo, GT, Formula Pacific, Prototipi. Nel 1992 l’alloro forse più appagante, questa volta fuori dal Giappone: il successo su Nissan R91CP alla 24 Ore di Daytona in equipaggio con i connazionali Kazuyoshi Hoshino e Toshio Suzuki. Velocità, esperienza, passione. Buon compleanno Masahiro e sayonara. 

Hashemi su Nissan

giovedì 12 novembre 2015

FLASH BACK / GP AUSTRALIA 1995. LA FORZA TRANQUILLA DI GIANNI MORBIDELLI: TERZO!

(12/11/2015) – Sono passati 20 anni esatti ma Gianni Morbidelli deve essere ancora molto soddisfatto dell’unico podio conquistato nella sua breve carriera in F1: terzo il 12 novembre 1995 al Gran Premio d’Australia ad Adelaide (il Gp post incidente di Hakkinen in prova). E pensare che il pilota di Pesaro era all’atto finale di una stagione tribolata, cominciata con la Footwark-Hart che lo aveva però messo in…quarantena per penuria di sponsor (Inoue e Papis gli altri piloti) e quindi richiamato. Una sua specialità, quella della chiamata e del risultato immediato. Quattro anni prima, fu la Ferrari – era pilota collaudatore di Maranello ma in forza alla Minardi per la prima volta motorizzata col 12 cilindri delle Rosse - a convocarlo d’urgenza (battendo la concorrenza di Montermini) sempre ad Adelaide, sempre a novembre per sostituire, sempre nell’ultimo gran premio, niente meno che Alain Prost messo alla porta per il famoso paragone della 642 con un camion. 
Anche in quella occasione, subito un risultato d’eccezione: sesto, in zona punti, ottimo. Dopo l’exploit del terzo posto nel 1995, “Morbido” accarezzò il sogno di diventare ferrarista: il Presidente Montezemolo convocò lui, insieme a Badoer, Martini e Fisichella, a Fiorano per valutare chi potesse fare coppia con l’appena assunto Michael Schumacher. Come noto, la spuntò Irvine… Queste le migliori soddisfazioni di Morbidelli in sei anni di militanza nella massima formula (ha guidato anche con Dallara e Sauber) ma il suo talento l’ha potuto poi esprimere più compiutamente con le ruote coperte (Wtcc, Super Turismo, Superstars, Btcc, ecc.) e ancora oggi, a 47 anni, è sempre al top con la Honda Civic nella TCR International Series!

martedì 10 novembre 2015

FLASH BACK / GP AUSTRALIA 1995. QUANDO HAKKINEN RISCHIO’ LA VITA

(10/11/2015)Il 10 novembre del 1995 Mika Hakkinen rischiò di morire. L’allora giovane promessa della Mc Laren-Mercedes aveva appena iniziato le qualifiche del venerdì del Gran Premio di Australia ad Adelaide quando rimase vittima di un bruttissimo incidente. La foratura dello pneumatico posteriore sinistro rese ingovernabile la sua monoposto lanciata in quinta marcia a circa 200 Km all’ora e l’unica fila di pneumatici posta davanti ad un muretto di cemento resero devastante l’impatto che coinvolse violentemente il capo del finlandese. Risultato: grave trauma cranico, denti e uno zigomo rotti, lingua quasi recisa (https://www.youtube.com/watch?v=F1gqpQBkDuU).


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Il pronto intervento dell’equipe medica capitanata da Sid Watkins, che gli praticò una essenziale tracheotomia, fu decisivo. Trasportato al Royal Hospital entrò in terapia intensiva con respirazione assistita. Pochi, per la verità, in quei frangenti pensarono in positivo. Commento più ottimistico possibile: “Speriamo possa tornare ad una vita normale”. Ma il miracolo avvenne: Mika cominciò lentamente a riprendere piena coscienza nonché il corretto e spedito uso degli arti e della parola. Non gli fu messa nessuna fretta ma due mesi dopo era di nuovo al volante, per un test. Tutto ok, paura passata: era l’Hakkinen veloce e determinato sul quale Ron Dennis aveva scommesso e che presto lo avrebbe ripagato molto bene…

HAPPY BIRTHDAY / EDDIE IRVINE 50 ANNI, QUASI MONDIALE NEL 1999

Eddie Irvine oggi
(10/11/2015) – Auguri di buon compleanno a Edmund Eddie Irvine: oggi 50 anni! Tra i tanti della F1, il pilota irlandese ritiratosi a fine 2002 non si dimentica per la sua scanzonata simpatia e schiettezza e per i suoi quattro anni alla Ferrari. Il 1999, in particolare. A Maranello arrivò a 29 anni, ritenuto adatto da Montezemolo perchè “sfacciato e bizzarro; veloce e dalla forte personalità”. Ebbene, in quel 1999, Irvine “rischiò” di vincere il mondiale anche – ancora virgolette – “grazie” all’incidente del capo-squadra Schumacher a Silverstone. Senza più il Cannibale infortunato a Maranello si ritrovarono nella non considerata condizione di dover sostenere lo sfrontato scudiero, il numero 2, colui che si era già deciso di sostituire l’anno seguente con Barrichello; il pilota, tra l’altro, che proprio a Silverstone non aveva alzato il piede alla Stowe costringendo Schumi alla staccata-monstre finita male per un problema al sistema di spurgo dei freni posteriori (e c’era la bandiera rossa!). 
Nonostante una F399 buona ma sostanzialmente inferiore alla Mc Laren MP4-14, la buona sorte sembrò essersi appuntata il nome di Irvine vittorioso alla grande in Austria e Germania mentre Hakkinen e Coulthard  si infastidivano a vicenda o pativano uscite di pista. Poi, improvvisa e progressiva, la crisi. La Rossa diventò nervosa, poco guidabile, inspiegabile. Lo sviluppo, racconterà anni dopo l’irlandese, si era fermato insieme alla prima guida. Come non ricordare poi le polemiche per il comico pit stop al GP d’Europa quando i meccanici non trovavano uno pneumatico per lui? (E non si dimentichi che a Magny Cours perse posizioni preziose per un caotico pit stop durato ben 46”). Di nuovo un sussulto vittorioso in Malesia, con i buoni uffici del rientrante Schumacher, e quindi l’ultimo decisivo GP, in Giappone, affrontato con....

venerdì 6 novembre 2015

ROSSI - LORENZO, TRA I DUE LITIGANTI....


(6/11/2015) – Il tempo delle chiacchiere è finito: domenica a Valencia vedremo se Valentino Rossi sarà in grado di assestare il più grosso schiaffo sportivo al rivale per la conquista del titolo MotoGp, Jorge Lorenzo. Dopo i fattacci di Sepang, The Doctor partirà ultimo ma è abbastanza unanime la valutazione tra gli addetti ai lavori secondo la quale, dopo pochi giri, sarà già oltre metà schieramento. E poi? Ne avrà ancora per andare a prendere il compagno di manubrio o il duo Honda Marquez – Pedrosa? E che tipo di battaglia si svilupperà? Ci saranno cadute? Rossi ovviamente tiene moltissimo alla “decima” e a questo punto non ha niente da perdere “Valencia non è una delle mie piste preferite – dice – ma l’anno scorso sono stato secondo mentre nel 2006 ho perso il mondiale. Che dire, devo essere veloce e non sbagliare”. Il problema, per così dire, sono i possibili e inevitabili corpo-a-corpo. Il trio spagnolo, che corre in casa, ha tutta l’intenzione di finire il mondiale alla grande, tra l’altro in un giorno da esposizione mediatica rilevante. Lorenzo punta al titolo dal quale lo separano solo 7 punti, Pedrosa vorrà ribadire di essersi ripreso e Marquez… E Marquez? Vorrà vincere, certo, ma la partita è aperta con il suo ex idolo Rossi col quale la riconciliazione appare difficile. A Valencia si intrecceranno diabolicamente storie, ambizioni, futuro prossimo di tutti loro. Peccato davvero per la Malesia: “Di Sepang - aggiunge Rossi - rimpiango solo di non aver seguito la mia traiettoria normale. Hanno parlato in molti, ma sulla moto c’ero io e solo io come sono andate le cose. Mi consola il fatto che la gente ha capito”. The Doctor, è vero, può contare sulla fiducia di tantissimi fans e colleghi. Non su quella di Casey Stoner: “Se qualsiasi altro pilota avesse fatto quello che ha fatto Valentino avremmo senza dubbio visto subito la bandiera nera”….

ANNELIESE ABARTH, AMBASCIATRICE DEL MITO

(6/11/2015) - Carlo e Anneliese Abarth si conobbero all'inizio degli anni ‘60 e hanno vissuto armoniosamente: lui geniale artefice del marchio dello Scorpione, lei grande appassionata di motori, presente alle corse e ai test. Divenne la fotomodella preferita di Carlo Abarth, un'icona di stile per le sue creazioni e gli fu vicino fino al giorno della sua scomparsa. Oggi Anneliese è presidentessa della Carlo Abarth Foundation e brand ambassador. Chi meglio di lei può rappresentare il marchio ai numerosi eventi per auto d'epoca e ai meeting internazionali dei diversi club? E nessuno meglio di lei, che ha vissuto in prima persona la storia di Abarth, può esprimere meglio i valori e il senso delle performances delle sue vetture. Un mito che continua, grazie all’attuale gamma sempre all’insegna del progresso tecnico come testimoniato per esempio dalle ultime nate 595 Yamaha Factory Racing e 695 Biposto Record. Quest’ultima, ricordo, è la versione che celebra il 50esimo anniversario del record di accelerazione con una vettura di classe G ottenuto da Carlo Abarth nel 1965 presso l'Autodromo di Monza. Le prestazioni sono garantite dal differenziale autobloccante meccanico abbinato, per la prima volta, al cambio con cinque marce. L’attività di Anneliese Abarth è allora più che mai preziosa affinchè l'entusiasmo di tutti gli appassionati resti vivo, come pure il ricordo del marito fondatore.

IL MONDO FERRARI E' AL MUGELLO

(6/11/2015) – Entrano nel vivo le Finali Mondiali Ferrari Challenge 2015 in programma sul circuito toscano del Mugello. Meraviglioso è lo sfoggio di 458 Challenge EVO pervenute da tutto il mondo e che hanno gareggiato nei raggruppamenti Europa, Asia-Pacifico e Nord America. Domenica 8 novembre le Finali designeranno i campioni assoluti: lo start della Coppa Shell è previsto alle 9.30, mentre la gara del Trofeo Pirelli prenderà il via alle ore 11.30. Come sempre, si tratta di una vera festa Ferrari e gli appassionati avranno modo di scoprire tante novità e di vedere da vicino tutti i protagonisti del racing targato Maranello. 
C’è già il collaudatore Marc Genè, che segue i clienti Ferrari, ma stanno arrivando gli alfieri del team AF Corse nel Mondiale Endurance: Giancarlo Fisichella, Gimmy Bruni, Toni Vilander, Andrea Bertolini, Davide Rigon, James Calado, Olivier Beretta. Il clou domenica con il battesimo alle Finali Mondiali Ferrari Challenge di Sebastian Vettel che sarà accompagnato da Kimi Raikkonen, Esteban Gutierrez, Maurizio Arrivabene e il presidente Sergio Marchionne. Sarà inoltre possibile ammirare diverse F1 Clienti degli anni tra il 1998 e il 2011 e la portentosa FXX K, la nuova F12tdf, GT classiche e le 488 GTE e GT3 che saranno schierate l’anno prossimo nel WEC e nei principali campionati GT. Domenica, infine, sarà svelata la pista che ospiterà le prossime Finali Mondiali già fissate nel periodo 1-4 dicembre 2016.

giovedì 5 novembre 2015

ASTON MARTIN: 007 IN FORMULA 1. La proprietà è italo-kuwaitiana

(5/11/2015) – Le indiscrezioni lasciano pensare che si farà: nel 2016 in Formula 1 ci sarà il team Aston Martin Racing, nuova denominazione che assumerà l’attuale Force India (che dovrebbe mantenere gli attuali quadri, da Vijay Mallya ai piloti Perez e Hulkenberg).  Sì, l’auto di 007 in griglia affianco a Ferrari e Mercedes in una importante sfida sportiva e commerciale. Ma chi sono i proprietari Aston Martin (in passato di proprietà della Ford, che l'acquistò nel 1987)? L’operazione, in un primo momento ipotizzata a favore della Red Bull, gode del beneplacito della Mercedes che è azionista della leggendaria Casa inglese di Gaydon col 5% e fornitrice dell’ambito motore sia per le gran turismo (oltre all’elettronica ed altri componenti) che per le monoposto. 
Un po’ di storia: dopo aver risanato la Ducati e averla venduta nel 2012 all’Audi per la modica cifra di 860 milioni, la società di private equity Investindustrial, che fa capo alla famiglia italiana Bonomi (in primis Andrea, poco più che 40enne), ha reinvestito nel mondo dell’auto e Aston Martin – dopo approcci per la Lotus e addirittura Alfa Romeo - è sembrato un buon target da centrare (era ambita anche da Tata e Mahindra). Con 190 milioni e il 37,5% delle azioni, Investindustrial ne diventò di fatto l’azionista di riferimento. Con italiani e tedeschi, il capitale è in mano ai kuwaitiani della Investment Dar e Adeem Investment Co. CEO è Andy Palmer. 
L’esposizione garantita dal Circus potrebbe dare decisivo respiro ai bilanci dopo che recentemente è stata prospettata una ristrutturazione aziendale e il lancio di un crossover, il primo modello del genere per la casa sita nel Warwickshire. Aston Martin è legata alle corse: dopo il periodo d’oro della seconda metà degli anni ’50, caratterizzato da illuminanti vittorie a Le Mans e da una fugace apparizione in F1 (1959/60), da un decennio il Reparto Corse è tornato con successo nelle serie GT di alto livello (FIA WEC, ALMS, 24 Ore Nurburgring). E sono tornati, tra gli altri, i successi di classe a Le Mans (2007-2008-2014) e alla 12 Ore di Sebring (nel 2004 con la Prodrive di David Richards). Beh, sarebbe davvero bello vedere quel marchio nella massima formula: rappresenta 102 anni storia, da quando nel 1913 Lionel Martin e Robert Bamford pensarono ad un’emozione su quattro ruote.

mercoledì 4 novembre 2015

NOSTALGIA MOTORI: STORICO HART


(4/11/2015) Motori: grande problema della F1. Ora la FIA ipotizza l’introduzione di propulsori turbo 2.2 dotati di Kers ma dal costo più accessibile per i piccoli team e tornano alla ribalta fornitori indipendenti storici come la Cosworth o la Illmor. Mi viene da pensare: peccato che non ci sia più la Hart! Tra i non ufficiali, i motori firmati da Brian Hart, scomparso a 77 anni il 5 gennaio 2014, sono stati indubbiamente tra i più brillanti. Sbarcato in F.1 dopo la netta affermazione del 1980 in F2 con la Toleman (piloti Henton e Warwick, progettista Rory Byrne)), l’ingegnere inglese ex pilota riuscì a sfornare un motore capace di inanellare una serie di singoli exploit di tutto rispetto, non potendo certo competere quanto a sviluppo e performances con gli enormi investimenti delle Case ufficiali. Vogliamo ricordarli? 
Indimenticabile la gara di Senna a Montecarlo nel 1984, quando solo la bandiera rossa impedì la clamorosa affermazione della Toleman-Hart (4 cilindri) sotto il diluvio. L’anno dopo, montato sulla Benetton, fu Teo Fabi a regalare una strepitosa quanto inaspettata pole position al Nurburgring. Tornati ai motori aspirati (V10 da 3500 cc), nel 1994 la Jordan-Hart di Rubens Barrichello fu terza al GP del Pacifico ad Aida e di nuovo davanti a tutti in qualifica al GP del Belgio a Spa. Nel 1996 altro eccezionale quanto fortunato podio con il nostro Morbidelli su Footwork al Gran Premio di Australia. Dal 1998 Tom Walkinshaw, nuovo patron della Arrows, lo convinse a fondere in essa la Brian Hart Ltd, affidandogli il compito di preparatore dei motori Yamaha. Un po’ un salto indietro, giacchè l’artigiano Brian iniziò nel 1969 proprio come preparatore di motori Cosworth FVA e Ford BDA in particolare per la F2. Ma i risultati non furono all’altezza delle ambizioni e, anzi, Brian rimase invischiato in diatribe legale per i mancati pagamenti. Amareggiato e deluso pose la parola fine a questa forse irripetibile avventura condivisa anche dalle scuderie Minardi, Force-Haas, RAM, Spirit.

SUZUKI SWIFT GSX-RR TRIBUTE ALLA MOTOGP

(4/11/2015) Suzuki celebra l’arrivo della nuova Swift Sport GSX-RR Tribute, la Limited Edition realizzata in omaggio agli omonimi prototipi della casa di Hamamatsu in lizza nella MotoGp, con un tester d’eccezione: Aleix Espargarò. Oltre al pilota spagnolo, il richiamo al mondo motogp è reso evidente dalla grafica della nuova compatta sportiva giapponese similare a quella della moto impegnata nel mondiale. Il risultato, a sentire Aleix, è ottimo: «Vado matto per le auto, ho sempre avuto passione per questo mondo e quando posso vado in pista anche con le quattro ruote. Ho provato a spingere continuamente, riuscendo a girare sempre più forte. È stata una soddisfazione. SWIFT è davvero divertente, ti dà un feeling spettacolare, sembra di guidare un kart!». 
L’inedita interpretazione stilistica di SWIFT Sport GSX-RR Tribute – assetto sportivo, motore da 136 cv - si contraddistingue per la carrozzeria BiColor, Bianco Artico abbinato al tetto, alla parte superiore degli specchi retrovisori ed alla copertura sotto griglia frontale nella cromia BlueGP. Quest’ultimo propone anche inserti RedGP, tinta scelta anche per l’estrattore posteriore sportivo con doppio scarico ed i light stripes che corrono lungo i fianchi dell’auto. Gli accenti colorati e il logo GSX-RR Tribute trasmettono inoltre il feeling con la pista, catturando lo sguardo grazie al tocco Light YellowGP utilizzato per la parte inferiori degli specchi retrovisori e per i center caps dei cerchi in lega da 17”.

martedì 3 novembre 2015

GIA' FINITA LA FAVOLA DI DANIEL RICCIARDO?

(3/11/2015) – E’ un momento molto delicato per il futuro di Daniel Ricciardo. Il pilota australiano, vera rivelazione del 2014 con le sue tre vittorie che tra l’altro misero in ombra il compagno di volante Seb Vettel, si ritrova invischiato nella diatriba sportiva e politica che sta mettendo in forse la sopravvivenza della Red Bull e sua in Formula 1. Poco tempo fa, Daniel aveva saggiamente stimato in un paio di anni il credito che l’ambiente gli avrebbe tributato grazie a quelle strabilianti affermazioni. L’attuale stagione pare ormai andata: i problemi della monoposto di Milton Keynes non sono stati risolti e da qualche gara il compagno di squadra Kvyat sembra proprio avere un passo superiore, in prova e in gara. Chris Horner ha comunque annunciato che i due sono confermatissimi. Il pilota di origini italiane sa però che le situazioni, in F1, cambiano molto velocemente. E si sta muovendo di conseguenza. Daniel si è infatti recentemente affidato ad una società di Management sportivo, l’Areté di Simon Bayliff, che in passato ha assistito per esempio il calciatore David Beckham e attualmente il ciclista Mark Cavendish. E’ fresca anche la notizia dell’offerta di un volante per le gare stradali della Nascar Xfinity Series da parte di Dale Earnhardt Junior. Di sicuro, Ricciardo, molto amato dai tifosi della Rossa, tiene inoltre d’occhio il secondo sedile della Ferrari che nel 2017 sarà di nuovo in lizza. Insomma si è davvero alla vigilia di una svolta decisiva della sua carriera per questo “assassino con la faccia d’angelo”, come lo ha definito il connazionale campione del mondo 1980 Alan Jones riferendosi alla sua determinazione in pista. “Se si mettesse un motore Mercedes su quella maledetta Red Bull – ha aggiunto – sarebbe senz’altro un concorrente nella lotta al titolo”. Intanto, c’è da concludere positivamente il campionato a Interlagos e Yas Marina; poi Daniel sarà alla Race of Champions di Londra il 21-22 novembre e guest star il 13 dicembre al Perth Speed Festival.

lunedì 2 novembre 2015

FINLANDIA CONTRO

(2/11/2015) La questione tra i finlandesi Kimi Raikkonen e Valtteri Bottas  sta diventando qualcosa di più di un naturale confronto in pista. A farlo capire, dopo il nuovo incidente in Messico (Kimi colpito alla ruota posteriore destra al 22° giro) che segue l’increscioso scontro di Sochi (Kimi un po’ lungo ha colpito il connazionale causandone il ritiro e per lui una penalizzazione), è proprio il ferrarista che ha detto:  “Ci sono sempre due modi diversi di vedere le cose, ognuno può avere il proprio punto di vista, ma ad essere onesti non mi aspettavo che finisse in maniera molto diversa. Le corse sono così, ma potevo immaginare che potesse accadere dopo la Russia. Non so se lo abbia fatto di proposito, ognuno è libero di pensarla come vuole, ma il risultato finale non cambia e non cambierà niente per me in futuro”. 
Parole nette da parte di uno che solitamente centellina all’esasperazione le sue considerazioni. In sostanza, Iceman dice che si aspettava un comportamento a dir poco rude da parte del portacolori Williams, convinto che il suo… erede si fosse legato al dito il tamponamento e il podio sfumato al GP di Russia e che presto gli avrebbe reso lo “sgarbo”. Così fosse, sarebbe grave. Cosa dice Bottas? “Peccato, ma il fatto che siamo rimasti coinvolti di nuovo noi due è solo una questione di sfortuna. Non ho nulla da dire al riguardo: stavamo battagliando e non vedo perché dovrei tirarmi indietro quando sono in lotta per una posizione. Io ero all’interno e ci siamo toccati ma non avevo spazio dove andare”. Insomma, di scuse, da un parte o dall’altra, manco a parlarne (e d’altronde la Direzione gara ha derubricato il tutto a normale incidente di gara). Tra i due, comunque, esiste indubbiamente la rivalità aggiuntiva dettata dal fatto che Valtteri, nonostante  il “colpo” sia sfumato già per l’anno prossimo, è sempre sul taccuino di Maranello per la probabile sostituzione 2017 proprio del connazionale col quale ormai si contende lo scettro di sportivo di riferimento del paese delle renne.