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venerdì 28 ottobre 2016

BRITISH DRIVERS, HAPPY BIRTHDAY DEREK BELL, JACK LEWIS, TIFF NEEDELL

(28/10/2016)Domani Lance Stroll compie 18 anni e diventa maggiorenne. Auguri a lui, riceverà un regalo niente male: la Formula 1. Il giovane canadese deve dimostrare ancora molto mentre questo è un fine settimana di compleanni che consentono di celebrare e ricordare tre piloti britannici: Derek Bell, mito glorioso; Jack Swaters, brillante meteora, e Tiff Needell, da pilota a giornalista.
TIFF NEEDELL – Nato ad Havant, vero nome Timothy, compie 65 anni sabato 29 ottobre. E’ stato pilota di F1 ma si è realizzato come giornalista e conduttore TV (Top Gear)! Tiff ha avuto il suo momento nel 1980 quando l’Ensign ha pensato a lui per sostituire Clay Ragazzoni vittima il 30 marzo di quell’anno dell’incidente di Long Beach che lo rese paraplegico. Ma non ci fu gloria per il pilota inglese di Havant che corse in Belgio e non si qualificò a Montecarlo per essere poi sostituito dall’olandese Lammers. Debuttò in pista nel 1971 con le Formula Ford dove ottenne subito la prima vittoria, poi F3,  F2 e la chance F1. Come rapidamente raggiunse la vetta altrettanto rapidamente la vide decadere ma si riciclò abbastanza bene nel mondiale Sportscar, arrivando a conseguire un podio (3°) alla 24 Ore di Le Mans del 1990, e poi con le vetture GT.



DEREK BELL compie 75 anni il 31 ottobre. Come detto, è un vero mito dell’automobilismo. Inglese di Pinner, non si è mai esaltato per le sue innate qualità ma quando si vincono cinque 24 Ore di Le  Mans basterebbero da sole a fare un curriculum. Grandi risultati per uno che da ragazzo lavorava in una fattoria e che si era avvicinato alle corse iscrivendosi alla Jim Russel Racing School facendo nel contempo il commissario di percorso a Goodwood (era tra quelli che nel 1962 sventolarono le bandiere gialle dopo l’incidente di Moss). Poi la F3 con la prima vittoria nel 1966, 50 anni fa, e la F2 che gli permise di farsi notare da Enzo Ferrari che lo ricevette a Maranello e lo mise al volante di una Dino 166. Esperienza, però, breve anche se indimenticabile. Sarà vice-campione nel 1970, dietro solo a Clay Regazzoni. 
Tra il 1968 e il 1974 solo nove corse in F1 con Ferrari, Mc Laren, Brabham, Surtees e Tecno con un solo punto all’attivo, grazie ad un sesto posto al Glen nel 1970. Con le ruote coperte, invece, i grandi e leggendari successi. Bell fece il suo esordio nelle gare Endurance al volante di una Ferrari alla 1000 Km di Spa Francorchamps il 17 maggio 1970. La vettura era la 512 S, una delle appena 25 costruite per affrontare il Campionato Mondiale Marche del 1970 e del 1971, iscritta in quella occasione dalla Ecurie Francorchamps. Derek si alternò alla guida con il belga Hughes de Fierlant e in quella stessa stagione ebbe modo di guidare una 512 S anche a Le Mans, ma questa volta si trattava di una vettura ufficiale che pilotò insieme a Ronnie Peterson, e poi ancora alla 9 Ore di Kyalami a novembre, di nuovo sotto le insegne della Ecurie Francorchamps. Ecco le sue perle a Le Mans: 1975 con Ickx su Gulf GR 8; 1981 e 1982 sempre con Ickx su Porsche 936 e Porsche 956; 1986 e 1987 con H. J. Stuck e Holbert su Porsche 962 C. Bella soddisfazione anche il terzo posto nel 1995 su Mc Laren F1 GTR condividendo il volante con il figlio Justin e Fallace. Sua per tre volte anche la 24 Ore di Daytona, 1986-1987 e 1989. Poi tanti podi, tante gare, fino a 52 anni. Oggi risiede in Florida. Rimpianti? “Avrei voluto guidare una F1 competitiva ma forse mi sarei perso altro”.
JACK LEWIS compie 80 anni l’1 novembre. Chi era? Un brillante, giovane pilota gallese capace di arrivare in F1 da privato (unico, insieme a Moss, a marcare punti in tale veste). Nato a Proud e figlio di un venditore di moto, visse dunque in un ambiente rombante e decise di voler fare il pilota. Si iscrisse alla Cooper Driver Racing School e a 22 anni, nel 1958, disputò già il campionato nazionale di F3 su Cooper-Norton debuttando a Mallory Park con un buon quarto posto e vincendo tre gare (da ricordare anche uno spettacolare incidente a Brands Hatch fortunatamente incruento). Nel 1960, con l’aiuto del padre acquistò una Cooper-Climax di F2, categoria nella quale l’anno seguente conquistò la prima vittoria a Montlhery e il titolo nazionale Naturale, quindi, la spinta a mettersi in gioco, nel 1961, nella categoria regina. 
Acquistata una Cooper-Climax debuttò a Spa conquistando gli unici tre punti della carriera a Monza, nel giorno della tragedia di Von Trips. Carriera che terminò prematuramente l’anno seguente dopo aver creato l’Ecurie Galloise (Welsh Racing Team) ed essersi diviso tra Cooper e BRM senza risultati di rilievo se non un settimo posto in Olanda e qualche incidente di troppo. Amareggiato, decise di ritirarsi a 26 anni per dedicarsi prima all’allevamento di cavalli arabi a Llandovery e poi alla sua fattoria nella natìa Stroud dove tuttora vive serenamente. 

mercoledì 26 ottobre 2016

FLASHBACK / GP AUSTRALIA 1986. PROST BIS MONDIALE, GOMMA ESPLOSA A MANSELL


(26/10/2016)PROST TWO TIME WORLD CHAMPION, MANSELL TYRE EXPLODED. Probabilmente Nigel Mansell mastica ancora amaro pensando al Gran Premio di Australia del 1986era il 26 ottobre di 30 anni fa – che poteva laurearlo campione del mondo sei anni prima e che invece, complice la clamorosa esplosione di uno pneumatico, regalò a Prost il secondo, insperato titolo. Alla decisiva gara finale di quella stagione l’inglese della Williams Honda ci arrivò da leader della classifica con 70 punti davanti a Prost (Mc Laren TAG Porsche)che ne aveva 64  e al compagno di squadra Piquet (63) con il quale non aveva instaurato la minima collaborazione, anzi. 
RACE - Le due Williams occuparono la prima fila ma fu Rosberg, sull’altra Mc Laren, ad involarsi in testa. Ben presto fu chiaro il leit-motiv del tiratissimo GP: l’accentuato consumo gomme. Prost fora – Piquet intanto era finito in testa-coda - ed è costretto a fermarsi al box, ma è il cedimento della posteriore destra di Rosberg a far capire che il degrado è eccessivo nonostante i tecnici  Good Year avessero sparso ottimismo sulla tenuta delle coperture.
Tutto diventa drammaticamente chiaro quando in piena velocità a Mansell, in testa, esplode letteralmente lo pneumatico posteriore sinistra. L’inglese, con molta perizia, riesce a domare la monoposto impazzita e a non sbattere ma la corsa è finita, come pure i suoi sogni di gloria. Ovviamente, Piquet  viene richiamato ai box per evitare guai simili e al comando passa Prost. Il francese sembra tranquillo ma il computer di bordo gli segnala, si scoprirà erroneamente, scarsità di benzina (era il tempo della Formula consumo). Nonostante il rallentamento della Mc Laren, Piquet in rimonta non riuscì ad agganciarlo e Prost potè così festeggiare il secondo titolo consecutivo.
https://www.youtube.com/watch?v=AgtXv9CDNC4

martedì 25 ottobre 2016

BELGIO, TUTTI PAZZI PER LA FORD MUSTANG


(25/10/2016) – Dove si vende di più la nuova Ford Mustang? In Belgio! Pare proprio che l’iconica sportiva dell’ovale blu sia diventata una irrefrenabile passione: delle oltre 21.000 Ford Mustang vendute in tutta Europa dal secondo semestre dell’anno scorso, ad oggi 1.600 sono state acquistate dagli appassionati belgi. Cioè, un automobilista ogni 4.787 ne possiede una - sui 7.659.000 automobilisti totali nel paese – il che rappresenta una percentuale molto più alta che altrove in Europa. Ma la Mustang ha fatto sognare (e vendere) molto anche in Germania e Gran Bretagna dove ne sono state piazzate più della metà dal momento in l’anno scorso, per la prima volta dal suo lancio negli USA 51 anni fa, è stata commercializzata anche sul mercato del Vecchio Continente. Gli automobilisti tedeschi hanno acquistato 7.281 Ford Mustang (1 per ogni 7.700 conducenti) e quelli britannici 4.761 (1 per ogni 7.743 conducenti). La Francia si posiziona al terzo posto con 2.126 e il Belgio al quarto. 
WHY BELGIAN?La Ford Mustang è un’icona che ha un seguito enorme ed entusiasta tra gli appassionati in Europa, che si manifestano attraverso i numerosi fan club e i tanti raduni Mustang”, dice Laurent Charpentier, Managing Director, Ford Belgio. Tra i più grandi fan della Muscle Car  spicca “il fanatico” Adelbert Engler, che possiede una collezione di 5.500 modelli di Mustang  nella sua casa di Heusden-Zolder, oltre ad altre auto classiche.Ho davvero fatto di tutto con le mie Mustang nel corso degli anni, da interviste, film e video musicali fino a reportage, ricorrenze e mostre”, racconta Engler, ora in attesa impaziente della consegna di una Mustang Fastback gialla con motore 2.3 EcoBoost!!

FERRARI, CONFUSION AND SADNESS



(25/10/2016) – “Ferrari flop”, “Ferrari in retromarcia”, “Ferrari affonda”, “Ferrari indietro”: questi alcuni dei titoli che descrivono la prestazione della Rossa al GP Usa di Austin. Inutile girarci intorno: va male. Dopo gli sprazzi di ritrovata competitività post Allison a Spa e Monza la situazione sembra precipitare, con la Red Bull ormai stabilmente davanti, come le imprendibili Mercedes. Tra lo sviluppo della disgraziata SF16-H e il nuovo progetto 2017, il timore è che si vada un po’ tutti in confusione. 
·        Il comportamento della vettura risulta imprevedibile; 
·        le strategie di gara appaiono discutibili (da troppo attendistiche a troppo                        aggressive);
·        i piloti faticano senza risultato (e Vettel è sempre più rabbuiato, tanto da trovare          conforto in lunghe chiacchierate con gli ex della Red Bull); 
·        circolano voci di nuovi arrivi (si dice Bouillier dalla Mc Laren);
      ·        ora anche al box si sbaglia (vedi brutta figura di Raikkonen a Austin).  
Arrivabene se la prende con una carenza cronica che però tale non dovrebbe essere a questo punto della stagione: “Una volta di più abbiamo pagato cara la nostra posizione di qualifica”. 
Raikkonen, che in qualifica reclamava più aderenza, non l’ha trovata in gara: “Quando abbiamo effettuato la prima sosta e montato gomme Soft per qualche motivo avevo difficoltà, il bilanciamento era ok ma non ho mai avuto l’aderenza che mi aspettavo. Una volta che siamo tornati alla Supersoft la macchina andava di nuovo bene”. Vettel, che invece sabato lamentava scarsa velocità, si è consolato (si fa per dire) col quarto posto: “Qualcuno mi ha urtato ma da lì in poi avevo un buon passo, ho cercato di risparmiare le gomme e sono riuscito a posticipare la sosta ai box. E’ stata una gara un pò diversa da quello che ci aspettavamo”. Seb, è un intero campionato diverso da quello che i ferraristi si aspettavano…

venerdì 21 ottobre 2016

ZANNA 50, HAPPY BIRTHDAY. Come è iniziata la carriera di Alex Zanardi


(21/10/2016) – Prepariamoci a fare i più fervidi e appassionati auguri di buon compleanno: domenica 23 ottobre Alex Zanardi compie 50 anni. Non solo è una bella età tonda ma è il suo momento. L’ennesimo, di una vita e di una carriera incredibili. Non bastavano i titoli già conquistati e le prove di coraggio offerte a profusione. No, quest’anno ha calato altri due assi da paura. 
Tre medaglie olimpiche (due ori e un argento, a Rio ha dato veramente tutto) e la più recente “ciliegiona” sulla torta della vittoria in Gara 2, al rientro sulle quattro ruote dopo un anno, nella prova finale del GT italiano al Mugello sulla splendida e potente Bmw M6. Conseguenza: va bene l’handbike (Tokyo 2020 non è poi così lontana, l’ha detto lui), va bene ritentare l’Ironman, ma la sirena dell’automobilismo ha ripreso a tentarlo più forte che mai e la Bmw sembra proprio disponibile a voler fare ancora qualcosa di grande insieme a lui. I motori, dunque, sono la sua vita. Si sa tutto della carriera del pilota di Castelmaggiore (ci andò ad abitare a quasi 4 anni ma è nato a Bologna) ma quando è scoccata la scintilla? Come è iniziato tutto? Con uno scambio motorino – kart.

IL PRIMO KART, I PRIMI GIRI SULLA PISTA DI VADO - La sua era una famiglia normale, come tante altre. Papà Dino (che non c’è più), idraulico nei cantieri, mamma Anna, che faceva le camicie, e la sorella Cristina, due anni più grande, provetta nuotatrice. Il piccolo Alex seguiva i gran premi di F1 in televisione con il padre ma fu l’incidente stradale che portò via la sorella (accadde il primo ottobre 1979) a imprimere la svolta del destino. I genitori divennero iper-protettivi nei confronti dell’unico figlio rimasto, piuttosto scavezzacollo. Un giorno, papà Dino passò dall’officina dell’amico Bonini dove notò un kart lì parcheggiato. “Perché non ne compri uno a tuo figlio?”, fu la domanda tentatrice. 
A convincerlo, soprattutto la prospettiva di avviare Alex verso un’attività sportiva e di poterlo seguire nei week end, da trascorrere allegramente insieme, dispensando buoni consigli e...tante saldature ai telai. Dunque, al ritorno a casa la proposta fu: invece del motorino vuoi che ti compri un kart? Era l’aprile del 1980 e Alex Zanardi, che aveva quasi 14 anni, rispose senza esitazione con un sonoro “sì”! Il kart arrivò solo il 2 agosto (il giorno della strage di Bologna!) e i primi chilometri li effettuò, lentissimo, sulla pista di Vado, vicino Sasso Marconi. “Durante quei giri decisi che avrei voluto fare il pilota”.

GRAN PREMIO DEL GIAPPONE 1976, 40 ANNI FA AL FUJI LA PAZZA CORSA DEL CORAGGIO E DELLA PAURA


(21/10/2016) – Il week end del Gp degli USA a Austin coincide con la ricorrenza dei 40 anni del Gran Premio del Giappone al Fuji che decise il tragico ed entusiasmante campionato del mondo 1976. Hunt giunse terzo e vinse il titolo per un punto, Lauda, reduce dall’incidente del Nurburgring, non accettò l’infida sfida bagnata e si ritirò al secondo giroQuella domenica 24 ottobre la pista era un lago, la pioggia non diede tregua. C’è qualcosa di più importante di un campionato del mondo”, disse l’austriaco. Il coraggio della paura, titolarono in molti. Ma si scrisse anche: non è più un vero pilota. Ad Austin, reduci di quel leggendario atto finale, ci saranno solo Niki Lauda oggi Presidente non esecutivo Mercedes F1, e Mario Andretti che quel gran premio lo vinse. 
https://www.youtube.com/watch?v=ihyPe5Syo3Y
GARA BAGNATA E IL RIFIUTO DI LAUDA - L’italo-americano fu allora piuttosto critico per la drastica decisione del ferrarista: “Non si è comportato da campione. Certo, la visibilità era pessima ma una volta sgranati si poteva andare. E’ un po’ troppo dire che si rischiava la vita. Rimpiangerà quello che ha fatto”. Detto che anche Pace e Fittipaldi abbandonarono la gara, Lauda non ha mai rinnegato quella scelta che incrinò in modo insanabile i rapporti con il Drake e la Ferrari. Non è da pilota e uomo così razionale quale è sempre stato. “La visibilità era nulla e io ero al limite personale. Non potevo e non volevo rischiare di più”. Aveva già dato, l’1 agosto al Nurburgring. Punto. Semmai gli va imputato di non essere stato sincero quando, dopo il rientro anticipato a Monza, asseriva di essere a posto al 100%, “quello di prima”. Nel libro "Meine Story" confesserà: "In mezzo a quel diluvio ero in preda al panico. Non avevo la forza di resistere e di condurre una gara di attesa". Le ferite esterne ed interne erano in realtà ancora profonde ma va capito: davanti ad un Hunt guascone e scatenato non poteva mostrarsi debole. Se aveva precorso i tempi umani e medici, presentandosi prima a Fiorano e poi in pista per il Gran Premio a  Monza dopo soli 44 giorni da un incidente così terribile, lo aveva fatto perché il desiderio di vincere era ancora forte. E’ mancato l’ultimo sforzo in un contesto oggettivamente deprimente per uno nelle sue condizioni. 
I MISTERI DEL FUJI - Poi, ci sono ancora molti dubbi e misteri sull’accordo tra i piloti, saltato, di non correre in quelle condizioni. Sulle pressioni dei capi, mentre calava il buio, per indurli a scendere in pista: c’era la diretta TV, oltre 70mila spettatori, sponsor e pubblicità sulla graticola. Sui decisivi sorpassi finali di Hunt nei confronti di Jones e Regazzoni. Insomma materia per farne un film. Ops, l’hanno fatto: “Rush”!

START GRID JAPANESE GRAND PRIX 1976

1ª FILA (ROW): Hunt (Mc Laren)– Andretti (Lotus)
2ª FILA: Watson (Penske) – Lauda (Ferrari)
3ª FILA: Pace (Brabham) – Scheckter (Tyrrell)
4ª FILA: Brambilla (March) – Regazzoni (Ferrari)
5ª FILA: Hasemi (Kojima-Dunlop) – Peterson (March)
6ª FILA: Mass (Mc Laren) – Laffite (Ligier)
7ª FILA: Pryce (Shadow) – Depailler (Tyrrell)
8ª FILA: Nilsson (Lotus) – Jarier (Shadow)
9ª FILA: Stuck (March) – Perkins (Brabham)
10ª FILA: Jones (Surtees) – Merzario (Williams)
11ª FILA: Ertl (Hesketh) –Hoshino (Tyrrell)
12ª FILA: Takahara (Surtees) – Fittipaldi (Copersucar)
13ª FILA: Trimmer (Maki – non partito) – Binder (Williams)

RACE: 1) Andretti; 2) Depailler; 3) Hunt; 4) Jones; 5) Regazzoni; 6) Nilsson; 7) Laffite; 8) Ertl; 9) Takahara; 10) Jarier; 11 Hasemi


giovedì 20 ottobre 2016

MOTORSPORT FESTIVAL, TORNA KYALAMI


(20/10/2016) – Tutto pronto per un evento spettacolare che riporta sotto i riflettori il circuito sudafricano di Kyalami: dal 21 al 23 ottobre avrà luogo il Motorsport Festival, un race meeting molto attraente per gli appassionati. L’evento MSA (Motorsport South Africa), che ingloba l’Extreme Festival e il DEOD Super GP Champions Trophy, vedrà di scena anche: Sasol Global Touring Cars (GTC) Championship, V8 Supercars, V8 Masters, Superbikes nazionale e regionale, G&H Transport Extreme Supercars, Engen Wollswagen Cup e Investchem F. 1600 Series. Tutto molto “open”: gli spettatori potranno vedere da vicino i piloti chiamati a darsi battaglia in pista. Insomma, un programma niente male in una location che rimanda ad anni ruggenti ma che offre orizzonti nuovi. 

Gli ultimi lavori, compreso l’International Convention Center, hanno permesso al circuito di ottenere la certificazione di 2° grado che non permette di ospitare Gran Premi di F.1, ma di effettuare test e organizzare gare di tutte le altre serie. Kyalami ha ospitato la F.1 dal 1967 al 1985 e poi nel biennio 1992 al 1993 (ultimo vincitore Prost su Williams-Renault davanti a Senna e Blundell). Dal 2014, proprietario dell’impianto è Porsche Sud Africa con Toby Venter quale AD che ha dato il via al restyling per renderlo più moderno, attrezzato, accogliente e sicuro (possibili anche corsi di guida sul bagnato grazie ad un sistema di irrigazione). Per info e biglietti: www.kyalamigrandprixcircuit.com

Start GP Sudafrica 1977

FLASHBACK / GP GIAPPONE 1991. SENNA REGALA LA VITTORIA AL LEALE BERGER

(20/10/2016)Gherard Berger ha vinto 10 gran premi di F.1. Uno gli è stato “regalato” dal compagno di squadra e grande amico Ayrton Senna. Mi riferisco al Gran Premio del Giappone disputatosi il 20 ottobre del 1991: cosa successe a Suzuka quella domenica di 25 anni fa? Senna si giocava il terzo titolo mondiale contro lo scatenato Nigel Mansell, Mc Laren Honda vs Williams Renault. A due gare dalla fine del campionato, l’inglese doveva assolutamente vincere mentre al brasiliano era sufficiente il secondo posto e poteva contare sul fidato compagno di squadra Gherard Berger col quale aveva già fatto doppietta a Imola e a Spa e che aveva già dato ampie dimostrazioni di lealtà nei confronti del riconosciuto campione assoluto della categoria. Berger, comunque, centrò la pole, con Senna secondo e Mansell terzo: un perfetto copione thriller. 
Pronti-via con le posizioni acquisite in qualifica e Berger a far da lepre lasciando i due contendenti a sfidarsi da vicino. La proverbiale foga di Mansell mise fine alla partita: arrivato lungo alla prima curva, arenò la Williams nella sabbia. Per Senna il tris iridato diveniva una formalità ma ben presto agguantò e superò Berger che aveva stressato le gomme. Tutto finito così? Tra la sorpresa del pubblico, all’ultimo giro il pilota di San Paolo cominciò a rallentare vistosamente fino a farsi raggiungere da Berger all’ultima chicane dopo la quale “aprì” completamente la porta lasciando passare e vincere – per la prima volta con la Mc Laren - l’incredulo austriaco. Comportamento condivisibile o sbagliato? Berger gradì o no (sul podio era raggiante)? https://www.youtube.com/watch?v=pPcrz4XXV9Y.

mercoledì 19 ottobre 2016

ALFA ROMEO GIULIA E' AUTO EUROPA 2017, PREMIO "SPORTIVA" ALLA FORD FOCUS RS


(19/10/2016) - L’Alfa Romeo Giulia è Auto Europa 2017: con 293 voti l’Unione Italiana Giornalisti Automotive l’ha eletta migliore vettura prodotta e commercializzata quest’anno nel Vecchio Continente. L’Alfa Romeo si fregiava dell’ultimo riconoscimento tricolore UIGA  - nel 2011 con la Giulietta - mentre l’anno scorso il titolo andò alla francese DS5. La votazione si è svolta presso il Centro di Guida Sicura ACI-Sara di Lainate, congiuntamente a “Smart Mobility World”, la più importante manifestazione nazionale ed europea dedicata alla mobilità del XXI secolo,  sostenibile, digitale e integrata. Sul secondo gradino, con 113 voti, la DS3 e, a seguire, la Maserati Levante con 69 voti. “Un modello dove coesistono tutti gli elementi che hanno reso Alfa Romeo uno dei brand più desiderabili a livello mondiale”, il commento ufficiale del Biscione. L’apprezzamento della stampa – che ha valutato 21 modelli, secondo il regolamento selezione delle migliori auto prodotte in Europa in almeno 10 mila esemplari e commercializzati tra il 1° settembre 2015 e il 31 agosto 2016 - è stato rivolto anche alla Peugeot 2008 con 65 voti e alla Fiat Tipo con 64 preferenze. Nella Top 10 sono entrate Kia Sportage (58 voti), Jaguar F-Pace (41), Audi A4 (38), Porsche 911 4S (31) e Volkswagen Tiguan (28). 
Il premio di Auto Europa Sportiva è andato alla Ford Focus RS che con 264 voti ha superato la Ferrari GTC4 Lusso (185 preferenze). “Questo premio è per noi motivo di grande orgoglio perché sottolinea il DNA sportivo della Focus RS e stabilisce il nuovo punto di riferimento in pista e sulla strada”, ha dichiarato Domenico Chianese, Presidente e Amministratore Delegato di Ford Italia.


HAPPY BIRTHDAY / DIDIER THEYS 60 ANNI, DAL BELGIO AGLI USA PER VINCERE

(19/10/2016)60 YEARS OLD FOR THE BELGIAN DRIVER. Didier Theys compie oggi 60 anni: buon compleanno. Belga di Nivelles, avrebbe voluto essere erede della grande tradizione del Paese di Mairesse e Ickx e lo è stato, senza però arrivare a correre in Formula 1. Theys si è ritirato nel 2009 ed è stato un grande pilota delle ruote coperte dopo aver comunque dimostrato di saper vincere sulle monoposto. Dai successi nel kart nazionale belga (1977) e in F. Ford alla vittoria in Super Vee 1986, dalla F3 (terzo a Montecarlo nel 1985) alla F2, fino al trionfo in Indy Lights 1987, non c’è campionato dove non abbia confermato il suo talento. Ovunque si è guadagnato il rispetto degli avversari e la stima dei capi Team. Lunga e proficua anche la sua esperienza in America – tuttora risiede a Scottsdale in Arizona – dove a fine anni ’80 sbarcò (ieri come oggi…) per correre nella CART. Ma i risultati più brillanti e indelebili sono arrivati soprattutto con le vetture Sport: campione Grand-Am 2002, vittorie alla 24 Ore di Daytona (1988 e 2002), 12 Ore di Sebring, 6 Ore di Watkins Glen, 24 Ore di Spa (1987), 1000 Km di Monza (nel 2007 in LMP2). 
In IMSA GT ha fatto parte del dream-team – con Mauro Baldi, Arie Luyendyk e Giampiero Moretti - alla guida della bellissima Ferrari 333 SP al volante della quale ha colto 10 successi (Momo e Doran Lista). Tanti anche i podi conquistati, tra ALMS, LMS e FIA GT, e poi non si è fatto mancare l’esperienza principe nell’Endurance, la 24 Ore di Le Mans:  la prima volta nel 1982, in pole nel 1996 su Porsche TWR LMP1 e con un bel terzo posto nel 1999 su Audi con Pirro e Biela, entrambe le volte del Team Joest. Oggi è driving director della DrivingXllence ed apprezzato driver coach e consulente nel campo che ha sempre amato. 
Theys ai tempi della F3

martedì 18 ottobre 2016

ESAVOX BY iXOOST CELEBRA LO STILE LAMBORGHINI


(18/10/2016)iXoost lancia Esavox: chi segue questo blog conosce bene l’azienda modenese creatrice di originali ed esclusive dock station realizzate con le stesse tecniche, gli stessi materiali e la stessa passione con cui vengono realizzate le supercar più famose del mondo. Grazie ad un azzeccato mix design, meccanica di alto livello e qualità del suono, si è affermata tra gli appassionati di motori e non solo. Ora arriva EsaVox, il primo sistema audio dedicato alla Lamborghini realizzato in partnership con la Casa del Toro e che troverà spazio nei suoi Store sparsi in tutto il mondo. “Ferruccio Lamborghini ha creato uno stile talmente unico per le sue automobili – spiega l’imprenditore Matteo Panini, ideatore di iXOOST -che per capirne immediatamente l’impatto osservava le persone ai margini della strada che stava percorrendo. Le Lamborghini devono emozionare sia chi le guida ma anche chi le vede. Lo stile Lamborghini per me è questo e con EsaVox abbiamo cercato di seguire questo concetto. Ci sono voluti 2 anni per realizzarla e crediamo di avere realizzato qualcosa di unico dove design e qualità costruttiva si fondono per celebrare il mito”
CARATTERISTICHE - Lo stile delle auto di Sant’Agata Bolognese, dunque, come stella polare: EsaVox è stata costruita come un’automobile estrema e ogni pezzo del sistema audio è stato realizzato rigorosamente a mano dai migliori artigiani. Telaio monoscocca in carbonio polimerizzato in autoclave a 6 bar, sistema di scarico originale Lamborghini con controllo della pressione bass reflex, sistema di ammortizzazione passivo delle vibrazioni delle casse acustiche e supporti ceramici ad altezza variabile. “La griglia posteriore ricorda quelle delle ultime nate a Sant’Agata, – descrive Panini –  le casse acustiche esagonali richiamano questa figura geometrica così cara a Ferruccio Lamborghini e che ancora oggi caratterizza le vetture della casa del Toro. Guardando EsaVox si ha la sensazione di vedere la parte posteriore di una avveniristica supercar Lamborghini, dove al posto dei cavalli pulsano 800 watt di potenza”. Non resta che provare. 

venerdì 14 ottobre 2016

WEC AL FUJI: CIAO WEBBER, BENVENUTO GIOVINAZZI

(14/10/2016)WEC AT FUJI: WEBBER RETIRE, GIOVINAZZI ARRIVAL. Sono terminate le prove libere della terz’ultima prova del Mondiale Endurance, la 6 Ore del Fuji. Riflettori più che mai puntati su Mark Webber, che ha appena anunciato il ritiro dalle competizioni a fine stagione, e su Antonio Giovinazzi, il pilota italiano leader della GP2 che fa il suo esordio nel WEC. Due mondi, due generazioni, due diversi livelli di motivazione.
WEBBER AMBASSADOR PORSCHE - Webber ha compiuto quest’anno 40 anni ma la sua decisione ha colto un po’ di sorpresa. L’ano scorso, dopo un 2014 di assestamento, ha vinto con la Porsche il titolo piloti, insieme a Hartley e Bernard (affiatatissimi) e ora sta contribuendo all’affermazione della Casa di Stoccarda nella classica Costruttori. Nel 2016 poteva ambire a vincere la 24 Ore di Le Mans, vecchio sogno dai tempi del debutto in FIA GT nel 1998 con la Mercedes (fece la pole position) e anche nel 1998 caratterizzato però dal famoso volo per problemi aerodinamici. Ma così come troncò il discorso con la F1 e la super competitiva Red Bull, stanco di sotterfugi e manovre nascoste, ha ora nuovamente intrapreso una nuova direzione anche se ha confessato “ Porsche è il marchio che ho amato di più, quello che speravo di raggiungere e l’ho fatto. Mi mancherà la velocità pura, la competizione, il carico aerodinamico, ma voglio lasciare su alti livelli”. Che dire: mi ritrovo totalmente con quanto affermato da Oliver Blume, Presidente del Consiglio Esecutivo Porsche: “Mark rappresenta tutti i valori che Porsche cerca: sportività, talento, semplicità e dedizione al lavoro per arrivare al successo”. Dopo l’ultima prova in Barhein non lo lasceranno andar via: diventerà infatti Ambasciatore del Marchio e consulente dei programmi sportivi con particolare riguardo alla selezione dei giovani piloti.
GIOVINAZZI FORMATO ENDURANCE - Si ammaina la bandiera di Webber ma sventola sgargiante quella di Antonio Giovinazzi che prosegue la sua scalata ai vertici del Motorsport. Il pilota di Martina Franca esordisce nel Mondiale Endurance (e correrà anche negli altri due appuntamenti finali a Shanghai e Barhein) al volante della Ligier JSP2 del Team Extreme Speed Motorsports, Compagni di volante saranno Sean Gelael e Giedo van der Garde. Antonio arriva a sfruttare questa opportunità dopo un test a Magny Cours ma soprattutto dopo aver ben figurato quest’anno con una Oreca Nissan 03R nell’Asian Le Mans Series in Thailandia e Malesia e con una Nissan BR01 nella prova ELMS di Silverstone. Il suo talento è ormai acclarato (ha già corso anche in DTM con l’Audi) ed è ad un passo dal vincere il campionato GP2: la Ferrari lo segue e gli ha proposto una sessione al loro simulatore. Insomma, a 22 anni, è il suo momento e deve fare di tutto per poter scegliere o attirare la migliore soluzione possibile. Lui, comunque, si diverte: Da pilota da corsa, non può che piacermi essere sempre in gara! Sono felicissimo di essere stato coinvolto nel nuovo programma di gare del mio sponsor Jagonya Ayam condividendo il volante con il mio grande amico Gelael. Le gare Endurance che abbiamo corso a inizio stagione sono piaciute a entrambi, perciò siamo entusiasti di correre ancora insieme”.

ZANARDI ASPETTA TUTTI AL MUGELLO. E c’è il suo ultimo libro!

(14/10/2016) WITH ZANARDI AND HIS LAST BOOK AT MUGELLO. Appuntamento da non perdere al Mugello: c’è il round finale del Campionato Italiano Gran Turismo e c’è Alex Zanardi che, dopo le prodezze olimpiche di Rio, torna all’automobilismo dopo oltre un anno di assenza (24 Ore di Spa nel 2015). Il titanico bolognese, pilota ufficiale BMW e ambasciatore del Marchio, prenderà parte alle due gare delle classi Super GT3 e GT3 con la BMW M6 GT3 di BMW Team Italia-ROAL Motorsport e, attenzione, sarà a disposizione dei fans e di tutti gli appassionati (il biglietto, prato e tribune, sarà gratuito!). Tra l’altro, è appena uscito il suo ultimo libro (con Gianluca Gasparini) : ”Volevo solo pedalare…ma sono inciampato in un’altra vita”, 260 pagine di carriera e umanità da cui estrapolo questa chicca-pensiero: “L’ambizione più bella della vita è essere delle brave persone”.
DALLA BMW Z4 ALLA M6 GT3 - Ma Zanna non scende mai in pista solo per timbrare il cartellino ed infatti il 4 ottobre scorso è stato impegnato in un test sulla pista toscana per prendere confidenza con il bolide tedesco. Le sensazioni? “Mi sono divertito molto anche se non è stato facile riprendere con una macchina che non conoscevo affatto. Ero abituato alla Z4 dove non avevo bisogno di guardare il contagiri né la spia della cambiata ma mi limitavo a sentire il motore con cui avevo instaurato un dialogo molto comprensibile. Nella M6, invece, il motore turbo è un pò ruvido e all’inizio mi ha lasciato un po’ interdetto, ma poi pian piano tutto è andato per il meglio”. La macchina con i colori di BMW Italia, gestita da ROAL Motorsport e modificata espressamente dalla BMW Motorsport, ha dato qualche grattacapo, ma tutto superato: “L’elettronica della M6 non ha mai dato seri problemi, ma nel mio caso specifico gli ingegneri hanno dovuto creare dei by pass con delle derivazioni per far funzionare il meccanismo dell’acceleratore e tutta una serie di altre funzioni obbligandoli a rifare un cablaggio che generava delle interferenze”. Il dado è tratto ed è tempo di cronometri e velocità, con un invito finale:Sono convinto – conclude Alex - che in tanti verranno in autodromo per salutarmi e io sarò a disposizione di tutti per foto e autografi. Saranno belle giornate di festa all’insegna dello sport e del sano agonismo”.
PROGRAMMA TV - Tutte le gare, della durata di 48 minuti + 1 giro saranno trasmesse in diretta TV su Raisport1 (S.GT3-GT3) e AutomotoTV (SGT Cup-GT Cup-GT4 e Cayman) e in web streaming sul sito www.acisportitalia.it/GT, ad eccezione di gara-1 delle classi Super GT3 e GT3 che sarà trasmessa in differita sabato alle 18.05 su Raisport1.

mercoledì 12 ottobre 2016

ANNIVERSARY / 12 OTTOBRE 1936. COPPA VANDERBILT, NUVOLARI 80 ANNI FA EROE DEI DUE MONDI


(12/10/2016) – Sono trascorsi 80 anni dalla leggendaria vittoria della Coppa Vanderbilt, il 12 ottobre 1936, da parte di Tazio Nuvolari che da quel giorno divenne anche autentico “Eroe dei due mondi”. La gara che praticamente metteva a confronto la scuola europea e quella americana si svolse di lunedì, nel giorno del Columbus Day, sul tortuoso circuito Roosvelt Field, a circa 40 km da New York, davanti ad un folto pubblico. Il mitico Nivola, imbarcatosi sul transatlantico Rex a Genova con le quattro Alfa Romeo della Scuderia Ferrari, era partito deciso a imporsi anche in terra d’America dopo il bruciante schiaffo inferto alle Case tedesche un anno prima al Nurburgring. E così fu, diversamente dagli infruttuosi tentativi di Vincenzo Lancia. 
LA GARA - Il mantovano, superato il compagno di colori Brivio, andò in testa dopo poche curve e condusse la massacrante maratona motoristica – 75 giri su terra battuta – fino alla bandiera a scacchi. Tutti poterono ammirare la sua caratteristica e particolare tecnica di guida che gli permise di allungare progressivamente sugli altri 42 avversari e di fiaccare la resistenza del più indomito degli avversari yankee, Billy Winn (non parteciparono né Auto Union né Mercedes). Ad un certo punto andava a 11 cilindri ma il cambio della candela ai box rimise a regime il motore milanese e l’unica preoccupazione fu di salvaguardare gli pneumatici Pirelli e di effettuare senza problemi i numerosi doppiaggi. Dopo 4 ore e mezza di gara, Nuvolari precedette sul traguardo Wimille su Bugatti, e gli altri alfisti Antonio Brivio e Raymond Sommer. Una dimostrazione di classe e di superiorità che moltiplicò la fama di Nuvolari e il suo conto in banca: l’incontrastato successo americano gli valse, oltre la mitica coppa in argento da 14 chili e 78 cm di altezza, 20mila dollari più almeno 5mila dollari di premi intermedi. 

FLASHBACK / GP MESSICO 1986. BERGER E BENETTON, PRIMA VITTORIA...A COLORI

(12/10/2016) – Solo quattro anni prima correva con le Alfasud nel campionato europeo: per Gherard Berger la prima vittoria in F1, nel Gran Premio del Messico 1986, il 12 ottobre di 30 anni fa, segnò l’inizio di una prodigiosa scalata che l’avrebbe portato al volante della Ferrari. Ma quel giorno l’ exploit fu doppio: brindò al primo successo anche la Benetton - la B186 progettata da Rory Byrne e motorizzata BMW - scuderia italiana appena nata dopo l’acquisizione della Toleman, https://www.youtube.com/watch?v=olVaHgS9-0k. Anche in questo caso, nel giro di qualche anno, la crescita sarebbe stata imperiosa fino ai mondiali con Schumacher. 
Quel giorno, sul circuito Hermanos Rodriguez, Berger, allora 27 anni, poteva solo sperare in una bella gara. Davanti a lui, in qualifica, si erano piazzati nell’ordine Senna (Lotus), Piquet e Mansell (Williams) ma si era messo dietro Patrese (Brabham) e Prost (Mc Laren). Dopo la partenza arrembante di Piquet, la gara ebbe una evoluzione dettata dalle performances degli pneumatici: Berger, subito terzo, montava le Pirelli che, a differenza degli altri obbligati ad uno stop ai box, resistettero tutta la gara al degrado imposto dal caldo e dalla pista molto sconnessa. Il tirolese si presentò dunque all’appuntamento con la bandiera a scacchi a braccia alzate (alla Hunt) con un colossale distacco dal secondo, Prost (25”) e dal terzo, Senna (52”). Come detto, fu festa anche a Treviso, quartier generale della Benetton, lo sponsor che diventò Team, il Team che mise in fila le Case costruttrici. La F1 divenne a colori.

lunedì 10 ottobre 2016

VERSTAPPEN, COOL AND DANGEROUS

(10/10/2016) – Il duello che questa volta ha visto coinvolti a Suzuka Max Verstappen e Lewis Hamilton ha scatenato nuove polemiche tra il partito dei “colpevolisti” e quello degli “innocentisti”. L’olandese ha esagerato nel “difendere la posizione”, come ha semplicemente detto lui? Ha fatto correre un rischio? Diciamo subito che il campione del mondo in carica ha troncato la discussione con un tweet: niente da ridire, manovra normale. In Direzione Gara si sono limitati ad un appunto verbale sulla buona condotta. Ma al di là di queste diatribe, va comunque detto che Max ha ormai acquisito una freddezza spaventosa. Così come seppe resistere agli attacchi di Kimi Raikkonen a Barcellona (e ancora più duramente a Budapest e a Spa), in Giappone il pilota della Red Bull non si è fatto minimamente intimorire dal ritorno possente della Mercedes di Hamilton. “Era più veloce di me nelle fasi finali e sapevo che stava prendendomi, sul tabellone vedevo il distacco ridursi ad ogni giro”. Ebbene, va riconosciuto che non si è scomposto e non ha fatto errori. Rischiava il sorpasso sul rettilineo d’arrivo dove d’altronde Hamilton poteva sfruttare il DRS ma è proprio lì che il pupillo di Helmut Markko ha difeso con fermezza il secondo gradino del podio. Esattamente come a Barcellona contro Raikkonen: chicane finale e allungo in ottima accelerazione. Giro dopo giro, senza sbavature, con gli occhi negli specchietti. Ho visto molti piloti più blasonati arrendersi docilmente in situazioni del genere. Hamilton ci ha provato dopo la curva R130 ma ha dovuto scartare repentinamente sulla sinistra e prendere la via di fuga della chicane per non tamponare il giovane avversario.  “L’ho visto arrivare negli specchietti e mi sono difeso, non potevo certo lasciargli la porta aperta”, ha spiegato Max anche se è mancato un soffio che si ripetesse qualcosa di molto simile all’epico scontro tra Prost e Senna nel 1989 (all’Hungaroring Kimi ci rimise una parte di alettone anteriore). Hamilton l’ha presa bene, ma i pretendenti al ruolo di protagonista aumentano…

venerdì 7 ottobre 2016

HAPPY BIRTHDAY / VINCENZO SOSPIRI 50 ANNI, F1 MANCATA SUL PIU' BELLO

(7/10/2016) – Avere talento, vincere tanto, meritare la Formula 1 e poi perderla sul più bello: è la sintesi della carriera di Vincenzo Sospiri che oggi compie 50 anni e al quale va un grande buon compleanno! Nato a Forlì, pilota veloce e completo ha messo a frutto tutte le sue enormi competenze fondando il team Euronova Racing con l’apporto dell’amico giapponese Taki Inoue e più recentemente avviando una partnership con la Lamborghini per la gestione tramite la Vincenzo Sospiri Racing (VSR) delle supercar emiliane nel mondo GT e del Junior Team F4 per il programma giovani voluto dalla Casa del Toro. Chi meglio di lui che negli ultimi anni ha dato fiducia e lanciato speranze poi rivelatesi conferme come Kubica, Luca Filippi, Petrov e Sirotkin e altri.

La Formula 1, dicevo. Sospiri l’aveva rincorsa fin da quando aveva 15 anni e debuttava nei kart. Da quando emigrò in Gran Bretagna furoreggiando con le Formula Ford e in F. Opel Lotus (campione 1990). Da quando entrò in pieno nel professionismo con la F.3 e la F.3000 di Eddie Jordan. Nel 1995 con il Team Supernova la consacrazione: campione F.3000 e porta aperta verso la F.1 che lo accoglie quale tester Benetton. L’anno di apprendistato frutta l’ingaggio insieme al brasiliano Ricardo Rosset per il 1997 alla Lola Ford che ha un ambizioso programma. Vincenzo comincia la stagione in Australia ma…la finisce in Australia: nonostante la presenza di due forti sponsor la vettura non sta in pista, l’organizzazione salta, tutti a casa. Se non è sfortuna questa… Quel che poteva essere Sospiri l’ha dimostrato in seguito, prima in Indy Racing League (prima fila alla 500 Miglia di Indianapolis e miglior rookie 1997) e poi con le ruote coperte (campione International Sports Racing Series e Sports Racing World Cup rispettivamente nel 1998 e 1999) con le quali (Toyota GT One) arriva a cogliere la pole alla 24 Ore di Le Mans 1999. Nel 2001 il ritiro e quindi la nuova vita, al muretto. Ragazzo sempre simpatico, educato e disponibile, stimato nell’ambiente, è oggi un punto di riferimento nel panorama Motorsport. Auguri, Vincenzo!

giovedì 6 ottobre 2016

FORMULA E DA HONG KONG A NEW YORK. Team, drivers, calendario

(6/10/2016)FORMULA E FROM HONG KONG TO NEW YORK. Ci apprestiamo a vivere la terza stagione della Formula E: domenica 9 ottobre primo e-prix all’Hong Kong Central Harbourfront Circuit (dieci curve su 1,869 Km di lunghezza). Il campionato continua a crescere e a destare interesse. Pare che Felipe Massa punti a continuare la carriera proprio con le monoposto 100% elettriche mentre è stato annunciato che la Mercedes ha un’opzione per entrarne a far parte dal 2018/2019 e la BMW ha appena avviato una partnership con il Team Andretti. Niente male, per il futuro prossimo. Ma restiamo all’oggi. Intanto ad Audi, Renault, DS, Mahindra e Venturi, si è aggiunta un’altra grande: la Jaguar, con la I-Type 1. Tra le ruote scoperte, l’avevamo lasciata nel 2005, anno del ritiro dalla F1, dalle cui ceneri è poi nata la Red Bull. 
Torna la Jaguar
Ora tocca a Adam Carroll e Mitch Evans riaffermare il DNA della Casa inglese che avrà James Barcley quale Team Director e Craig Wilson Race Director. Da segnalare il ritorno alla guida di una monoposto del pluri-campione WTCC, Josè Maria Lopez: vedremo se anche al volante della DS Virgin Racing l’argentino sfoggiare tutto il suo talento. A proposito di ritorni, salutiamo con curiosità e piacere quello in qualche modo di Marco Mattiacci, l’ex Team Principal Ferrari divenuto Global Chief Brand & Commercial Officer dell’americana all-electric Faraday Future che si presenta forte dell’alleanza con il team Dragon Racing di Jay Penske.  


 Tra i piloti attesi alla prova – la parte del leone la fanno i francesi che sono quattro, seguiti da tre tedeschi e tre britannici – ci sono ex campioni continentali di F. Renault 3.5 e F3 come Robin Frijns e Felix Rosenqvist e un vincente uomo Mercedes come Maro Engel, oltre a esperti della serie come Di Grassi, Heidfeld, Piquet, Prost, Buemi, Vergne. Detto che si correrà anche a New York, chi vincerà quest’anno? Nelle ultime prove a Donington le Renault Z.E. 16 in dotazione alla E.Dams e alla Techeetah hanno spopolato…

TEAM E PILOTI

ABT SCHAEFFLER AUDI SPORT: Lucas Di Grassi – Daniel bt
ANDRETTI FORMULA E: Robin Frijns – Antonio Felix Da Costa
FARADAY FUTURE DRAGON RACING: Jerome D’Ambrosio – Loic Duval
PANASONIC JAGUAR RACING: Adam Carroll – Mitch Evans
MAHINDRA RACING: Nick Heidfeld – Felix Rosenqvist
NEXTEV NIO: Nelson Piquet – Oliver Turvey
RENAULT E.DAMS: Nico Prost – Sebastien Buemi
TECHEETHE: Jean Enric Vergne – Ma Qing Hua
VENTURI FORMULA: Stephane Serrazin – Maro Engel

CALENDARIO

9 ottobre - Hong Kong
12 novembre - Marrakesh
18 febbraio - Buenos Aires
1 aprile - Mexico City
13 maggio - Monaco
20 maggio - Paris
10 giugno - Berlin
1 luglio - Brussels
15 luglio - New York City
16 luglio - New York City
29 luglio – Montreal
30 luglio - Montreal 

mercoledì 5 ottobre 2016

NICO ROSBERG COME DAMON HILL?

(5/10/2016) NICO ROSBERG LIKE DAMON HILL? Sì, Nico Rosberg ce la può fare a vincere il mondiale F1 2016 e a uguagliare Damon Hill. Se ci riuscisse diventerebbe infatti il secondo figlio d’arte a conquistare il titolo già nella bacheca del padre, impresa realizzata nel 1996 solo da Damon Hill che coronò il suo sogno e, nel contempo, riuscì a centrare il bis familiare. Papà Graham, grandissimo, aveva trionfato nel 1962 su BRM e nel 1968 su Lotus. Facendo gli scongiuri, Nico potrebbe invece eguagliare l’impresa di papà Keke che nel 1982, con una sola vittoria a Digione, si laureò campione su Williams nell’annata disgraziata degli incidenti di Villeneuve e Pironi.
Curiosamente, sia Nico che Damon hanno un casco nero (quello dell’inglese con le caratteristiche sei pale bianche del London Rowing Club al quale apparteneva orgogliosamente il padre). Ripetere in Formula 1 l’impresa vincente di un padre è obiettivo difficilissimo e infatti in 60 anni di storia siamo al momento ad un unico esempio. Chissà:  Jacques Villeneuve, campione nel 1997, avrebbe potuto essere uno di quelli se papà Gilles fosse rimasto in vita nel 1982. Altri ci hanno provato ma non hanno sfondato sia per la mediocrità delle monoposto a loro disposizione sia, probabilmente, anche per la pesante responsabilità di portate nomi troppo grandi. E’ il caso di Michael Andretti (in Mc Laren nel 1993), David Brabham (esordio su Brabham nel 1990 e poi in Simtek nel 1994) e di Nelson Piquet junior (in Renault nel 2008 e 2009) che si è rifatto diventando il primo campione della Formula E 2014/2015. Nico può avere anche questa motivazione nelle rimanenti cinque gare, anche se Hamilton proverà in tutti i modi a rinviare il proposito.