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venerdì 13 ottobre 2017

SI', ARRIVA IL SUV FERRARI!

(13/10/2017) – Pare proprio che il SUV Ferrari si farà. Quando? Dalle ultime dichiarazioni del Presidente Marchionne si evince che la decisione è stata presa e che dovrà essere definito solo il percorso di sviluppo e design. Un bene? Un male? Necessario? Superfluo? Sul web circolano già rendering sul futuro SUV Ferrari che, così, scende sul terreno già calcato con grande successo dalla Porsche, con la Cayenne, e molto presto anche dalla Lamborghini con la Urus (presentazione 4 dicembre). Inimagginabile fino a poco tempo fa, ma la concorrenza e la necessità del nuovo management di conseguire maggiori profitti – effetto a volte perverso delle quotazioni in Borsa, che porterà ad aumentare la produzione di Rosse fino alla fatidica soglia delle 10mila unità - hanno reso questa che finora aveva costituto solo una lontana eventualità una certezza. Un quadro che il precedente Presidente Montezemolo – di stretto e inossidabile rito Enzoferrarista - vedeva come qualcosa di nefasto, poiché suscettibile di pregiudicare la preziosa esclusività delle supercar di Maranello.
IL POLO DEL LUSSO OBIETTIVO FINALE  - Ma ormai il dado è tratto. Non così, invece, per quanto riguarda la Ferrari elettrica. Da quest’orecchio Marchionne non ci sente in toto (qui, curiosamente, in piena sintonia con il suo predecessore), figuriamoci per la supercar del Gruppo. Sì, inevitabilmente, all’ibrido: filone tra l’altro già inaugurato nel 2013 con l’avveniristica LaFerrari che per la prima volta nella storia del Cavalino proponeva un sistema di propulsione ibrido, basato sul sistema HY-KERS sviluppato con Magneti Marelli.

C’è molto lavorìo sulle strategie future del Gruppo FCA. Ferrari si è già staccata e continua a circolare l’ipotesi dello spin-off di altri due marchi (oltre a Magneti Marelli): Maserati (a proposito, il Tridente farà da pioniere dato che qui “l’elettricità” è stata annunciata per il 2019) e Alfa Romeo. Obiettivo finale: il famoso “polo del lusso”. L’impressione è che, alla fine, Exor, la cassaforte degli Agnelli, voglia mantenere un piede nel mondo automotive solo grazie a questa succosa soluzione. I pretendenti al resto del Gruppo FCA ci sono: cinesi e tedeschi… Allora tenetevi forte: l’eventuale annuncio potrebbe arrivare l’anno prossimo in occasione delle presentazioni dei piani industriali 2018–2022. (Intanto: e la Ferrari Dino?)

martedì 10 ottobre 2017

CAMPIONI 2017, C'E' ANCHE COSIMO BARBERINI!


(10/10/2017) – Storie di campioni. Da Charles Leclerc in F2 a George Russell in GP3, fino a Harrison Scott in Euroformula o Enaam Ahmed in British F3, la stagione agonistica 2017 ha emesso già molti verdetti. Insieme a questi campioni Motor Chicche applaude anche Cosimo Barberini. Per il secondo anno consecutivo il pilota di Montaione, in provincia di Firenze, si è imposto nel Trofeo Abarth Selenia, al volante della sua Abarth 695 Assetto Corse Evoluzione, grazie a 7 vittorie. Vincitore di entrambe le gare dell’ultimo appuntamento stagionale, disputate al Mugello, Barberini in realtà ha avuto la certezza del titolo già dopo la prima delle due gare disputate, poiché il suo principale avversario, il finlandese Juuso Pajuranta, è uscito di pista nel giro di formazione e non è riuscito a prendere il via. In Gara1 Barberini ha preceduto lo svedese Joakim Darbom, che ha così superato momentaneamente  in campionato Pajuranta. In Gara 2, nuovo successo per Barberini davanti a Pajuranta che, grazie a questo risultato ha consolidato la piazza d’onore in campionato. 
Cosimo Barberini, 27 anni, imprenditore, è un appassionato dei motori a 360°: è “nato” col motocross per poi passare sui kart fino a scoprire il Trofeo Abarth Selenia dove ha debuttato nel 2014. Prime soddisfazioni già nel 2015 - secondo posto finale nel Trofeo Italia e terzo in quello Europeo - per poi affermarsi come top driver della categoria l’anno seguente e infine il trionfale bis 2017. Complimenti, campione!


JOANNE VILLENEUVE E LYN ST. JAMES A MODENA IN VISITA ALLA MASERATI


(10/10/20179)- Lo scorso fine settimana Joanne Villeneuve era a Modena. Piacevole la coincidenza: 40 anni prima – era il 9 ottobre 1977 – l'esordio a sorpresa di suo marito Gilles in F1 con la Ferrari al Gran Premio del Canada a Mosport. Con Lauda ormai mondiale e “transfuga” verso la Brabham, il Drake decise repentinamente di offrire allo sconosciuto canadese l’occasione della vita.
Ma Joanne, madre del campione del mondo 1997 Jacques, non era nella capitale dei motori per celebrare l’anniversario. Accompagnava infatti Lyn St. James, una delle poche donne ad aver gareggiato come pilota professionista in competizioni automobilistiche internazionali, in visita allo stabilimento Maserati. Lyn si è guadagnata rispetto nel mondo del motorsport: è infatti una delle nove donne ad essersi qualificata per la 500 miglia di Indianapolis, aggiudicandosi il titolo Rookie of the Year nel 1992. Nella sua carriera ha vinto per ben due volte la 24 Ore di Daytona e una volta la 12 Ore di Sebring. Inoltre ha partecipato anche alla 24 Ore di Le Mans e alla 24 Ore del Nurburgring. Si è ritirata dalle corse nel 2001 e ha scritto il libro “Ride of Your Life” rimanendo poi vicino al mondo delle corse sia come commentatrice televisiva che come collaboratrice del campionato NASCAR.
Lyn e Joanna hanno vissuto l’emozionante esperienza alla scoperta della Casa del Tridente –  sempre vivi negli USA i fasti della doppia vittoria a Indianapolis, 1939 e 1940, ad opera di Wilbur Shaw sulla 8CTF Boyle Special - soffermandosi alla linea dove vengono prodotte le sportive GranTurismo e GranCabrio. Le due ospiti hanno poi ammirato la 6CM, monoposto da competizione del 1936, esposta nello show room Maserati insieme alla MC12, alla Quattroporte GTS GranSport e alla nuova Ghibli GranLusso.

lunedì 9 ottobre 2017

FABIENNE WOHLWEND, STORICA PRIMA VITTORIA DI UNA RAGAZZA NELLA COPPA SHELL DEL FERRARI CHALLENGE

(9/10/2017) – Si chiama Fabienne Wohlwend, 19 anni, del Liechtenstein: per la prima volta una ragazza si è aggiudicata la vittoria in una gara della Coppa Shell mettendo in fila tutti i rivali. La pagina di storia del Ferrari Challenge (Europe) è stata scritta ieri a Imola e complimenti alla fanciulla da record – una rookie! - che corre al volante della 488 Challenge numero 1001 del team Octane 126 (debutto a giugno nel round di Monza). 
Fabienne era evidentemente in stato di grazia: aveva infatti centrato una fragorosa pole position staccando di quasi tre decimi il vincitore del sabato, il francese Henry Hassid. Proprio quest’ultimo è stato un duro avversario per la ragazza, attaccata con decisione nel corso dei primi due giri. Ottima, però, la sua difesa della posizione di leader. Hassid, però, non aveva nessuna intenzione di mollare la “preda” e nel finale di gara si è riavvicinato a lei provando un ultimo attacco a tre giri dal termine, ancora senza fortuna. Fabienne Wohlwend ha dunque trionfato davanti ad Hassid, scrivendo così una straordinaria pagina di storia del motorsport e della Ferrari. P.S. Le Finali Mondiali del Ferrari                                                          Challenge sono in programma dal 26 al 29 ottobre al Mugello.

POST GP GIAPPONE, LE TAPPE (E I DUBBI) DELLA CRISI FERRARI


(9/10/2017) ALL DOUBTS FERRARI'S CRISIS. E ora, cara Ferrari? Che debacle al Gp del GiapponeVettel ritirato, Hamilton vincitore: 59 punti di differenza tra i due contendenti a quattro gare dal termine. In un tweet su @MotorChicche ho scritto che il recente premio Nobel per la Letteratura Kazuo Ishiguro dovrebbe scrivere un nuovo romanzo dedicato al Cavallino, titolo: “The remains of Ferrari”. Sì perché a questo punto è scontato e giusto l’ennesimo proclama di Maurizio Arrivabene “noi non molliamo”, ma c’è da chiedersi quanto e cosa potrà veramente ancora profondere la Rossa per giocarsi le sue, ormai, residue possibilità. Sempre il Team Principal, ai microfoni RAI, cercava di minimizzare: “E’ stato solo un componente”… Tutte le monoposto sono fatte di componenti, per quanto più o meno importanti. Sulle Ferrari stanno cedendo a ripetizione, sulle Mercedes (e ora anche le Red Bull) no. Questo è il punto. Le spiegazioni sono già arrivate: “squadra giovane”, “bisogna lavorare meglio”. Esperienza, organizzazione: in questo concitato epilogo di campionato questo manca, dunque, alla Ferrari. 
LE TAPPE DELLA CRISI - A Spa si lottava gomito a gomito con Hamilton, a Monza i primi segnali di “affaticamento”, poi il crash allo start di Singapore. Da lì, il blocco, Sepang, Suzuka: punti pesanti a portata di mano buttati via. Un po’ come l’Italia del calcio. Dopo la cocente sconfitta con la Spagna è subentrato il crollo psicologico, la confusione, il nervosismo, gli errori. E’ lo sport, è la natura umana che ancora (e per fortuna) regola le nostre azioni. In vista di Austin, è l’ora delle riflessioni, anche se permangono tanti dubbi e quesiti irrisolti. Raikkonen: “Negli ultimi anni abbiamo fatto, come squadra, tanti progressi: ma adesso, per chissà quale ragione, sembra che i problemi tecnici escano dal nulla. E’ strano: le macchine vanno benissimo e poi, alla domenica, accade qualcosa di inaspettato”. Ma la Ferrari ha il dovere di insistere, di provarci con decisione fino alla fine. Lo farà. Perché le corse sono suscettibili di tanti colpi di scena e perché c’è un blasone, attualmente sotto critica, da difendere e rilanciare. Vettel, molto deluso, ha usato le parole migliori: “Ho detto anche ai ragazzi di tornare a casa e riposare perché è stata una settimana difficile, con un sacco di cambiamenti. Poi ritorneremo con un pacchetto migliore per fare bene le ultime quattro gare, e vedremo. In generale, credo che la squadra sia sulla giusta strada. Stiamo migliorando gara per gara e ci sono anche aspetti positivi. Anche se oggi è difficile vederli”.

giovedì 5 ottobre 2017

F1 MARKET DRIVERS, FIATO SOSPESO PER ALONSO

(5/10/2017) -  Oltre il duello Hamilton-Vettel – domenica il round Giappone -a tenere desta l’attenzione sulla F1 è il mercato piloti. A fine 2018 scadono molti contratti “pesanti” (vedremo) ma qualcosa di importante deve ancora essere concluso adesso, Fernando Alonso in primis. Cosa farà lo spagnolo? Ha fatto sapere che prenderà una decisione nel prossimo doppio week end Austin – Città del Messico: la fornitura del motore Renault alla Mc Laren – che ha ripudiato Honda - sarà sufficiente per trattenere il caliente ex ferrarista? Probabilmente la cosa non lo esalta più di tanto, ma quale alternativa avrebbe per “vincere o combattere per il podio”, come dice lui? Con l’ingaggio di Sainz da parte della Renault, realisticamente l’unica possibilità sarebbe alla Williams. Paddy Lowe – memore di cosa ha significato l’arrivo di Hamilton alla Mercedes - lo ha sondato illustrandogli le prospettive e le ambizioni del Team. Basterà? Il fatto di avere alle spalle un motore Mercedes sarà un incentivo decisivo, magari in vista di un “salto” nella squadra Mercedes nel 2019? Mmmhhh, ma la Williams non farebbe un investimento per un solo anno (o no?), quindi tanto vale aspettare e vedere in Mc Laren – anche se Vandoorne lo stuzzica… - come evolve la prossima stagione quando, come si diceva, andranno a scadenza i contratti di Hamilton, Bottas, Ricciardo, Raikkonen e scusate se è poco. (Occhio alle sirene Le Mans e Indy, però!)

MANOVRE RED BULL - Il nome di Ricciardo comincia a circolare pesantemente, visto che alla Red Bull pare intendano puntare con decisione su Verstappen (e si capisce) e offrire, come da loro policy, una chance ad un giovane che potrebbe essere Gasly se farà bene sulla Toro Rosso. L’australiano piace al presidente Ferrari Marchionne e indubbiamente il suo carattere e le sue origini, oltre alle sue ormai acclarate doti, fanno pensare ad accoppiata vincente e sognante col Cavallino. Vettel, fresco di rinnovo triennale a Maranello, ha però sempre puntato sull’amico Raikkonen mentre Daniel non è esattamente il suo ideale di compagno di squadra. A proposito delle strategie di Marko, c’è da regolare la questione Kvyat. Il russo serve alla F1 (come d’altronde servirebbe un americano ma non c’è…) ma da quelle parti i risultati sono tutto e per Dani il destino pare segnato. Già, ma chi a far compagnia Gasly? Sergio Sette Camara sembra ancora acerbo, allora perché non “richiamare” Luca Ghiotto “giubilato” a fine 2014 dopo la sconfitta in GP3 ad opera di Ocon? Più che un’idea è un’opportunità vista la stagione positiva del pilota di Arzignano in F2.


GIORNI DECISIVI PER KUBICA - Sulle manovre per il 2018 senza dubbio il protagonista è Robert Kubica. Sembra ieri quando Keke Rosberg – era il 2005 – riuscì ad ottenere un test alla Williams per il suo giovin rampollo Nico. Oggi è quest’ultimo, da suo manager, a perorare la causa del pilota polacco ed è riuscito ad ottenere un doppio test con la monoposto di Sir Frank che dovrebbe salutare Massa. L’11 ottobre a Silverstone (con una monoposto del 2015) e poi all’Hungaroring il 18 ottobre, quando dovrà vedersela anche con l’altro pretendente (attualmente terzo pilota), Paul Di Resta, in pista il giorno prima. In coda ci sono poi Palmer, Werlhein, Ericsson. 
I due della Sauber “fiutano” tempi difficili alla scuderia capitanata da Vasseur: il rinnovato connubio motoristico con la Ferrari potrebbe allargarsi ai piloti e il Cavallino ne ha da piazzare ben due. Leclerc pare sicuro (anche perché ora si “vuole” che il campione di F2 approdi obbligatoriamente in F1) mentre Antonio Giovinazzi – già in pista per due GP con il team svizzero – è in corsa. Per il pugliese potrebbe prospettarsi quel volante o la conferma a terzo pilota Ferrari (dove attenderebbe gli sviluppi del contratto Raikkonen) o un posto alla Haas se dovessero sorgere problemi con Grosjean o Magnussen. La cosa migliore per lui e per l’Italia sarebbe però correre, non un altro anno in panchina.

lunedì 2 ottobre 2017

40 ANNI FA L'ULTIMA GARA DI LAUDA CON LA FERRARI

(2/10/2017)WATKINS GLEN 1977: 40 YEARS AGO LAST RACE LAUDA - FERRARI. Il 2 ottobre è una data che, in qualche modo, fa parte della storia della F1. Quel giorno del  1977, 40 anni fa esatti, Niki Lauda corse l’ultima gara su una Ferrari. Si trattava del Gran Premio USA-Est, disputatosi sulla pista di Watkins Glen, e con il quarto posto l’austriaco vinse matematicamente il suo secondo titolo mondiale, dopo quello trionfale del 1975. Dopo Monza, gli bastava andare a punti con Scheckter, suo primo rivale sulla rivelazione Wolf, ormai già a distanza di sicurezza.
DIVORZIO LAUDA - FERRARI. Ma non fu un giorno di festa. Lauda covava da tempo l’intenzione di dare il benservito alla Scuderia rea, a suo modo di vedere, di averlo maltrattato l’anno prima dopo l’incidente del Nurburgring (immediatamente contattati altri piloti) e dopo il ritiro senza lottare con Hunt al Gran Premio del Giappone del Fuji. Il clamoroso divorzio si era già consumato e il gelo regnava sovrano da settimane a Maranello tra il pilota-computer e il Drake, preso in contropiede dalla inaspettata decisione. Riepilogo: dopo il vittorioso Gran Premio d’Olanda Niki si precipitò in sede per annunciare la decisione irrevocabile di lasciare il  Cavallino, destinazione Brabham-Alfa Romeo diretta da Bernie Ecclestone. Poi il Gp d’Italia e ancora punti pesanti per l’assegnazione del titolo (secondo dietro Andretti, Scheckter ritirato). Il 27 settembre, la Ferrari annunciò il sostituto: lo sconosciuto Gilles Villeneuve. Una vera scommessa. Insomma, la tensione era alle stelle con i vari dipendenti sotto osservazione da parte di Enzo Ferrari per capire ogni cedimento “sentimentale” verso le rivendicazioni del “traditore”. A fare le spese dell’ormai insanabile distacco anche il fido meccanico Cuoghi che, infatti, cadde in disgrazia e finirà per seguire in Inghilterra il suo pilota.  
L'ULTIMA GARA A WATKINS GLEN - Il Gran Premio Usa-Est, terz’ultimo della stagione, poteva essere decisivo per l’assegnazione del titolo e sia pur molto controvoglia Lauda scese in pista deciso a chiudere entrambe le “pratiche”. Corse come da suo stile: settimo in qualifica, quarto in gara dove adottò, su una pista inizialmente bagnata, una tattica attendista e senza sussulti. A dare spettacolo ci pensarono Hunt e Andretti, rispettivamente primo e secondo. Col mondiale in tasca rinunciò poi alle due ultime corse, in Canada e Giappone. Dopo quattro anni intensi, gloriosi e drammatici, si chiudeva nel modo peggiore il rapporto tra Lauda, uno dei più grandi piloti della F1, e la Ferrari, la mitica Scuderia ambita da tutti. Solo molti anni dopo, Niki si pentì di quella scelta avventata e intrisa di risentimento dando ragione al monarca di Maranello, col quale ebbe modo di riconciliarsi, che gli disse: “Se fossi rimasto alla Ferrari avresti già eguagliato il record di Fangio”…

DOPO MALESIA: FORCE MAX E MISTERO FERRARI


(2/10/2017)MALAYSIA GP, FORCE VERSTAPPEN AND MISTERY FERRARI. I risultati del Gran Premio della Malesia offrono una proiezione molto attendibile sull’esito del  rush finale di campionato che resta un duello, non più così ravvicinato, tra Hamilton e Vettel. Ma cosa succede veramente alla Ferrari? Verstappen sarà la variabile "impazzita"? Nel week end dei suoi beati 20 anni, il vincitore Max ha sciolto una bustina di zucchero nella personale coppa della amara stagione 2017, finora costellata da ritiri, incidenti e “minacce” di  passare alla concorrenza. E’ lui il pilota del futuro e sarà sempre più difficile per la Red Bull trattenerlo – Ferrari e Mercedes pensano a lui per il dopo Vettel e Hamilton – a meno che il recente connubio con l’Aston Martin e quello possibile con Honda non convincano l’olandese che potrebbe fare la storia della F1 alla corte di Markko e Horner.

LE CARTE E I MISTERI FERRARI NEL RUSH FINALE - Ma preme parlare della situazione particolare nella quale la Ferrari si è andata a cacciare nel momento cruciale. Situazioni che si ripetono. Tornano in mente il calo di fine stagione di Niki Lauda nel 1976, il fattaccio Schumi-Villeneuve all’ultima gara a Jerez nel 1997, il mancato start di Schumacher a Suzuka 2008 e addio titolo o ancora il motore in fumo del tedesco del Cavallino sempre a Suzuka nel 2006 che consegnò il mondiale ad Alonso. La pausa estiva non ha portato bene e ora, a meno di una poco immaginabile debacle Hamilton-Mercedes, le cose si sono messe male. Bisogna pensare che domenica si va direttamente in Giappone, poi una settimana di pausa (viaggio di rientro compreso) e quindi di nuovo uno-due ravvicinato in America e Messico, fino all’epilogo di novembre tra Interlagos e Abu Dhabi. Poco tempo per ragionare con calma e porre rimedio agli ultimi guai. “C’è qualcosa che dobbiamo capire”, ha detto Vettel. “Dobbiamo lavorare meglio”, ha aggiunto sibillino Arrivabene. Ma, senza intoppi, la Ferrari c’è: lo ha dimostrato a Singapore (nelle prove…) e a Sepang. Anche Suzuka è pista favorevole. Il fatto è che ormai non c’è altro da fare che vincere. La solidità  psicologica assume quindi un’importanza particolare e in un team caliente e latino come la Ferrari non è cosa di poco conto (se poi ci si mette anche Vettel il tedesco, vedi Baku, start Singapore e contatto con Stroll post bandiera a scacchi a Sepang stiamo freschi…). Hamilton, se le condizioni lo richiedono, come ha fatto ieri, può perfino concedersi il lusso di controllare la situazione e vivere di rendita ma anche lui, grandissimo, sotto pressione sbaglia. Ecco allora che diventa essenziale – e sarebbe ora – che Raikkonen possa competere al massimo livello e dare a Vettel quella “protezione” sempre vagheggiata ma che ora appare decisiva, tenuto conto, tra l’altro, che le Red Bull sembrano aver trovato la competitività perduta e diventano per tutti avversarie rocciose. La stessa richiesta, però, verrà fatta anche all’altro finlandese Bottas…

giovedì 28 settembre 2017

VENTI ANNI FA IL PRIMO GRAN PREMIO DEL LUSSEMBURGO

(28/9/2017) – Sembra tornato forte l’appeal della F1, con vari Paesi e città disponibili ad organizzare un Gran Premio. Venti anni fa, il 28 settembre 1997, ebbe la sua gara anche il Lussemburgo, anche se in realtà la competizione si svolse sul circuito del Nurburgring (come San Marino si appoggiava a Imola). Il Granducato fece il bis anche nel 1998 ma l’esperienza si concluse lì. Negli annali della F1 rimarranno due nomi: Jacques Villeneuve che vinse nel 1997 e Mika Hakkinen (Mc Laren-Mercedes) che invece si affermò l’anno seguente dopo un emozionante testa a testa con il grande rivale Michael Schumacher con la Ferrari.

GP LUSSEMBURGO 1997 - GARA. Il Gran Premio “ducale” inaugurale del 1997 praticamente si decise allo start. La pole, la prima della carriera, fu siglata da un emergente Hakkinen alla Mc Laren ma quell’anno il duello era ormai ristretto a Jacques Villeneuve su Williams-Renault e Schumacher che sognava di regalare alla Ferrari il titolo dopo un digiuno che durava dal 1979. Il canadese però si qualificò bene col secondo tempo mentre l’alfiere del Cavallino non andò oltre il quinto tempo, sopravanzato pure da Frentzen (altra Williams) e Fisichella su Jordan Peugeot. Ebbene, alla prima curva Schumi e Fisichella, con la partecipazione “straordinaria” di Ralf Schumacher (anch’egli su Jordan) finirono per toccarsi e per mettere così prematuramente fine alla loro prova. Le Mc Laren col motore “di casa” Mercedes si dimostrarono molto forti (anticipo degli anni a venire) ma sia Hakkinen che conduceva sia il compagno di squadra Coulthard dovettero fare i conti con la carente affidabilità e dopo i pit-stop furono costretti al ritiro. Per il figlio di Gilles fu un gioco da ragazzi controllare la corsa e passare per primo sotto la bandiera a scacchi davanti a Alesi (Benetton) e Frentzen. Un colpaccio molto importante in vista del rush finale con Schumacher. Poi, Jerez….

mercoledì 27 settembre 2017

SVELATA LA TECNO MC R200 by MONTECARLO ENGINEERING & GRUPPO HOFFMANN


(27/9/2017) - E’ stato il prestigioso scenario del Monaco Yacht Show 2017 e il suo Car Deck dedicato alle supercar più affascinanti, a tenere a battesimo la TECNO MC R200 by Hoffmann & Novague, primo progetto comune frutto dell’accordo di collaborazione definito nei mesi scorsi tra Montecarlo Engineering e il Gruppo Hoffmann. La nuova partnership si prefigge di continuare a operare nel segmento di nicchia dell’eccellenza automobilistica, realizzando anche modelli one-off personalizzati su ordinazione, partendo dal rolling chassis in carbonio della TECNO MC a 12 cilindri, già schierata in diverse gare Endurance, con la possibilità di montare anche altri propulsori. E’ già stato deliberato anche il dispositivo KERS per il  modello Hybrid. Con questi presupposti nel 2018 è prevista la realizzazione di una nuova sportiva già in fase avanzata di progettazione: la TECNO MC Beaurivage Hybrid by Hoffmann.
Domani 28 settembre, insieme alla TECNO MC R200 esposta sul Car Deck del Monaco Yacht Show ci saranno tanti piloti che hanno dato lustro al palmares TECNO nelle competizioni di Formula 3, F2 e F1 a cavallo degli ’60 e ‘70. Da Nanni Galli a François Mazet, Campione di Francia di F3; da Jean Pierre Jarier al monegasco Lionel Noghès, nipote di quell’Antony inventore del GP di Monaco di F1 e della bandiera a scacchi. Tutti assieme a Gianfranco Pederzani, fondatore della TECNO col fratello Luciano, nel ricordo delle vittorie ottenute nei GP di Monaco di F3 da Jean Pierre Jaussaud e Ronnie Peterson.


TECNO MC R200. Si tratta del nuovo step evolutivo del primo modello Hoffmann & Novague realizzato su meccanica Audi R8, con motore V8 ora in grado di erogare 450 CV grazie alla nuova mappatura della centralina elettronica, per una velocità massima di oltre 305 km/h. E’costruita in alluminio con diversi componenti in carbonio e si presenta rinnovata negli interni e nel look. La tonalità della carrozzeria è infatti azzurra, per continuare la tradizione incominciata con la prima Centenaire e proseguita con la Rascasse. E’ inoltre il colore che contraddistingue le automobili che impiegano energie alternative: è infatti alimentata a bioetanolo E85 (ma può utilizzare anche benzina) grazie alla configurazione messa a punto dell’ingegnere finlandese Sami Vatanen,  già artefice della TECNO MC GT W12 da competizione a GPL.  La scelta di sviluppare soluzioni per  l’utilizzo di energie alternative e ridurre le emissioni di CO², è una prerogativa fondamentale delle vetture realizzate da Montecarlo Engineering; a cominciare dalla Quadrifuel a motore Alfa Romeo a quattro propellenti, fino alla GT W12 a GPL. Lo stesso carburante utilizzato dalle auto del Montecarlo Racing Team vincitore nelle competizioni sotto l’egida FIA. 

Fedele al suo stile neo-retrò, diversi dettagli la caratterizzano come una vettura “contemporary-classic”: il muso piatto, i  fari anteriori rotondi, la presa d’aria NACA dietro le portiere, le tre feritoie sulla parte posteriore delle fiancate, il cambio manuale. Della R200 saranno realizzati in totale solo cinque esemplari, tre dei quali sono già stati completati. Il prezzo di listino è superiore ai 255.000 Euro e varia in funzione dei contenuti. Questo progetto è destinato ad avere prossimamente un’ulteriore versione “allégée”, ovvero alleggerita e ancora più performante, dotata di compressore volumetrico per portare la potenza massima a 600 CV e raggiungere  una velocità di punta di 330 km/h: si tratta della TECNO MC R200 “Special Edition Nanni Galli”,  dedicata al pilota che ha fatto debuttare la mitica Scuderia bolognese in F1. Sarà dotata di nuovi ammortizzatori Bilstein, impianto frenante Brembo, sedili in carbonio Sparco, nuovi cerchi da 20”. Inoltre è stato modificato il camber.

HOFFMAN & NOVAGUE È UNA SOCIETÀ con sede in Repubblica Ceca, nata dalla 

FLASHBACK / GP PORTOGALLO 1992. CRASH PATRESE-BERGER, CHE SPAVENTO!

(27/9/2017) – Poteva finire moto male l’incredibile incidente che il 27 settembre 1992 coinvolse Riccardo Patrese e Gerhard Berger durante il Gran Premio del Portogallo. Sulla pista dell’Estoril, la griglia rappresentava il quadro della stagione: davanti le imprendibili Williams-Renault di Mansell e Patrese al top grazie allo spettacolare utilizzo dell’elettronica che garantiva alla monoposto un assetto costante e subito dietro le Mc Laren-Honda di Senna e Berger col brasiliano campione del mondo in carica impotente davanti alla superiore tecnologia degli avversari nonostante la sua solita classe.

https://www.youtube.com/watch?v=pMoi1sDgN0Y

LA DINAMICA - Ebbene, anche la gara andò così. Solo il pit-stop complicato (sempre a lui…) di Patrese rese più animata la situazione. Il pilota padovano, infatti, si ritrovò dietro Berger ma ben presto gli fu negli scarichi. Ad un certo punto, presa la scia, tentò il sorpasso all’inizio del rettilineo di arrivo. Solo che, proprio in quel momento, Berger decise a sua volta di rientrare ai box e si spostò a destra abbastanza repentinamente e senza alcuna segnalazione con un braccio, per imboccarne la corsia. Riccardo, che aveva già iniziato la manovra e del tutto sorpreso dalla decisione dell’austriaco, finì per incocciare contro lo pneumatico posteriore della Mc Laren decollando immediatamente e piroettando nell’aria. Solo un miracolo evitò sia che Patrese riportasse danni, sia che la monoposto si schiantasse nella corsia dei box dove in molti tirarono un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo. Alla fine: che imprudenza Gerhard! Che spavento (meno male, solo quello) Riccardo! (che accusò senza mezzi termini il pilota Mc Laren) 

lunedì 25 settembre 2017

LA PRIMA VITTORIA IN F1 DI MICHELE ALBORETO...IN UN PARCHEGGIO DI LAS VEGAS

(25/9/2017) AT LAS VEGAS FIRST F1 VICTORY OF MICHELE ALBORETO. E’ sempre bello ricordare Michele Alboreto e oggi l’occasione è il 35° anniversario della sua prima vittoria in F1: il pilota milanese vinse il Gran Premio di Las Vegas 1982 sull’improbabile circuito ricavato nel parcheggio del faraonico Hotel Caesars Palace. Michele diede una grande gioia anche a Ken Tyrrell: una monoposto del “boscaiolo” tornava a vincere dopo un’astinenza di quattro anni (Depailler a Montecarlo). Una scommessa vinta, quella di Ken, che l’anno prima aveva dato fiducia al giovane campione europeo di F3 1980 e poi componente della squadra Lancia (by Fiorio) nell’Endurance permettendogli di esordire in F1 e di cominciare a farsi notare. Nel 1982 era salito sul podio (terzo) nel controverso Gran Premio di San Marino. La vittoria in America corroborò la decisione già forte in Enzo Ferrari di tornare ad avvalersi di un pilota italiano. Alboreto era stato già contattato da Maranello per il dopo Villeneuve ma per l’anno in corso e quello successivo si decise, molto correttamente da parte di Michele, di rispettare il contratto che lo legava alla Tyrrell. Salì in sella al Cavallino nel 1984.

LA GARA – Si corse di sabato e Alboreto scattò dalla seconda fila, col terzo posto, segno ormai di un buon feeling col tortuoso circuito e con la verde Tyrrell motorizzata Ford. Davanti a lui le due Renault Turbo di Prost e Arnoux. Michele fu autore di una gara matura, alla larga dai muretti. Fu ripagato: Arnoux, che aveva sopravanzato il compagno di squadra, si ritirò per guai al propulsore e Prost, di nuovo primo, fu costretto a rallentare nei giri finali offrendo così su un piatto d’argento la vittoria all’italiano premiato sul podio dalla star Diane Ross. Ritirati molti altri (Patrese e Piquet su Brabham, Andretti su Ferrari), Keke Rosberg (Williams) si laureò campione del mondo di quell’annata disgraziata nonostante l’ultimo tentativo di Watson, secondo, su Mc Laren.

venerdì 22 settembre 2017

ASTON MARTIN DA PROTAGONISTA IN F1: SFIDA ALLA FERRARI


(22/9/2017) ASTON MARTIN RED BULL: MORE THAN TITLE SPONSORAston Martin è molto attiva in questo momento per ritagliarsi uno spazio importante in F1. Come noto, la Casa inglese è già in partnership con la Red Bull: sulla monoposto di Milton Keynes appare il logo e dalla “matita” magica di Adrian Newey è nata la super sportiva Valkyrie M-RB001. Solo 175 esemplari esclusivi le cui consegne avranno a inizio 2019. Ma è il nuovo vigore della F1, sotto la cura Liberty Media, ad interessare Aston Martin, molto determinata a sfidare Ferrari & C. sotto l’aspetto sì sportivo (e con Red Bull è in buone mani) ma anche e forse soprattutto commerciale (il fascino del brand assicura un’ottima base di partenza). Tutto sta nei nuovi regolamenti che inquadreranno la massima formula dal 2021: Aston Martin sarebbe disponibile – lo ha esplicitamente affermato Andy Palmer, dal 2014 Chief Executive – ad un clamoroso quanto stabile ingresso in veste di fornitore di motore (attraverso la Cosworth ?) se i grandi capi partoriranno una regolamentazione che riduca gli attuali costi. 


CHI SONO GLI AZIONISTI? I capitali non mancano. Eccoli: l’italiana Investindustrial, e le società del Kuwait Investment Dar e Adeem Investment. Ma con il 5% c’è anche la Daimler. Aston Martin ha chiuso il Semestre con utili record (21,1 milioni di sterline al lordo delle tasse) e si parla di una possibile quotazione in Borsa a Londra. Nel 2016 si registrava una perdita di 82,3 milioni. Particolare accelerazione si è registrata nel secondo trimestre, con utili pari a 15,2 milioni di sterline. I nuovi modelli, caratterizzati da innovazione e tecnologia, hanno evidentemente avuto successo: + 67% con richieste in aumento da Cina e USA, soprattutto per la DB11. Ma si spinge anche sull’elettrico e sulla diversificazione (yacht, per esempio). 

giovedì 21 settembre 2017

RIECCO MODENA MOTOR GALLERY CON L’OMAGGIO A SERGIO SCAGLIETTI


(21/9/2017) - Modena Motor Gallery riapre i battenti il 23 e 24 settembre prossimi per la quinta edizione in programma nei padiglioni di ModenaFiere e lo fa forte di 327 espositori, di cui 11 stranieri, auto e moto storiche, Club, Registri Storici e Musei. La grande mostra mercato di auto e moto d’epoca, organizzata da Vision up di Mauro Battaglia in collaborazione con Modena Fiere, si conferma appuntamento d’attrazione anche grazie al naturale legame con la città e la terra che lo ospita, evidenziato in particolare dalla presenza del Museo Ferrari di Maranello e delle collezioni private Righini, Stanguellini e Panini. Motor Gallery propone due padiglioni dedicati ai commercianti di auto e moto e ai Club e alle Associazioni più prestigiose, oltre ad editoria, automobilia, ricambi, accessori e oggettistica e una Piazza dei Privati, con 100 spazi dedicati in cui si potrà scambiare o vendere la propria auto o moto storica.

LE FERRARI DI SERGIO SCAGLIETTI. A proposito di Motor Valley e dei suoi protagonisti, quest’anno l’omaggio verrà reso al grande maestro carrozzaio Sergio Scaglietti che da semplice lattoniere addetto alla riparazione dei parafanghi delle auto da corsa forgiò poi grandi capolavori come la 250 Testa Rossa e l’indimenticabile 250 GTO, divenendo uno dei collaboratori più apprezzati e fidati del Drake. Tra le esclusive auto in esposizione  - assicurate da Ciaccio Broker per un valore complessivo di 35 milioni di euro - una Ferrari 250 GTO originale del 1962 in lamiera, con accanto il manichino verniciato in rosso e la rarissima Ferrari 340 MM 1953 #0294 della quale sono stati prodotti soltanto due esemplari (carrozzate da Touring e poi da Scaglietti). In mostra anche la Ferrari Dino GTS del 1972 e una rara Fiat 508 C M/M del 1940. La mostra è stata realizzata grazie alla collaborazione del figlio di Scaglietti, Oscar, di diversi collezionisti e di Franco Bacchelli, uno dei più autorevoli carrozzai che ha lavorato con il grande artigiano. Sabato 23 settembre alle 17.00 appuntamento in piazza Roma davanti all’Accademia Militare con decine di auto Ferrari che formeranno una grande lettera  ”S”, iniziale di Scaglietti, in un evento organizzato in collaborazione con il Ferrari Club Italia e Scuderia Ferrari Club Enzo Ferrari.

ASTA DI BENEFICENZA BARN FINDS MY LOVE. Domenica 24 settembre alle ore 11 si terrà poi un appuntamento molto particolare: un’asta a busta chiusa, Barn Finds My Love, Rottami dAmore. Rottami di auto e moto prestigiose, scocche, telai, parti di automobili famose saranno battuti allasta per offrire loro la possibilità di vivere una seconda vita. Lallestimento scenico sarà parte integrante dellasta, e prenderà spunto dallevento organizzato da Artcurial a Retromobile, a Parigi, due anni fa. Tra i lotti presentati: un telaio originale Ferrari 250 GTE modificato ed una carrozzeria 250 GTE prima serie del 1960 completa di porte, cruscotto e tappezzeria. Tra le chicche, la monoposto da corsa Volpini Formula 3 del 1950, con carrozzeria in alluminio originale. Costruita verosimilmente in soli due esemplari, ha partecipato al campionato italiano F3 dal 1950 al 55. Allasta anche un pezzo esclusivo: un prototipo De Tomaso donato dalla Collezione Umberto Panini, il cui ricavato sarà devoluto allUnione Italiana Lotta Distrofia Muscolare (UILDM).


GLI ARTIGIANI E LE DUE RUOTE. Grandi protagonisti dellesposizione saranno poi gli artigiani, a cui sarà riservato come sempre uno spazio importante allinterno del 

mercoledì 20 settembre 2017

FLASHBACK / GP PORTOGALLO 1987. QUANDO PROST BEFFO’ BERGER A TRE GIRI DALLA FINE

(20/9/2017)PORTUGAL GRAND PRIX 1987. Che beffa per Gerhard Berger e la Ferrari il Gran Premio del Portogallo che si disputò il 20 settembre del 1987, trent’anni fa: a pochi giri dal termine quel volpone di Alain Prost su Mc Laren gli soffiò una meritata vittoria! Il pilota del Cavallino, allora compagno di squadra di Alboreto, era in grande forma e partì dalla pole position, ottenuta davanti a Mansell (Williams), Prost e Piquet (altra Williams) che quell’anno erano poi i veri contendenti al titolo. Una grande soddisfazione da regalare al vecchio Drake a Maranello era quanto mai possibile. La gara ebbe due start, dopo la bandiera rossa sventolata a causa di un contatto multiplo tra Brundle, Warwick e Nakajima che coinvolse anche altri piloti. Ebbene, Berger, bruciato al semaforo verde da Mansell, ci mise poco a riconquistare la leadership e ad involarsi perentoriamente verso il successo. Anche la fortuna sembrò dargli una mano e infatti Mansell e Senna (Louts) dovettero fermarsi ai box per noie meccaniche. La svolta avvenne dopo i pit-stop: da quel momento il francese della Mc Laren, passato in seconda posizione, cominciò ad inanellare una serie impressionante di giri più veloci fino a mettere nel mirino la rossa Ferrari. Un po’ la tensione del riavvicinamento e problemi di perdita di pressione giocarono un brutto scherzo a Berger che al 68° giro, tre al termine,  si intraversò in una curva veloce spalancando le porte della vittoria al campione del mondo in carica (sarebbe stata la 28^ per Prost che così superò Stewart) finendo per doversi accontentare del secondo posto. Terzo si classificò Nelson Piquet. 

martedì 19 settembre 2017

CRASH! TUTTI CONTRO VETTEL DOPO SINGAPORE


(19/9/2017) – ALL AGAINST VETTEL AFTER SINGAPORE GP START! Crash! Potrebbe costare davvero caro l’incidente Vettel-Raikkonen-Verstappen che domenica scorsa subito dopo lo start del Gran Premio di Singapore ha tolto di mezzo entrambe le (favorite) Ferrari. Tutta colpa di Vettel? Col passare dei giorni, molti commentatori autorevoli puntano il dito proprio contro il tedesco reo di una partenza scriteriata, ma a dirla tutta altri lo assolvono riassumendo la sua manovra con un lapidario “E’ quello che si fa abitualmente quando si parte davanti”. Anche il rivale Hamilton ha avuto parole di comprensione per l’accaduto che, di fatto, lo rilancia alla grande verso il quarto titolo mondiale. Con sei gare ancora in calendario e 28 punti di vantaggio Lewis ha infatti la possibilità di gestire con relativa tranquillità (vedi motore out Malesia 2016…) il finale di stagione “accontentandosi” di controllare Vettel, salire stabilmente sul podio (fattibilissimo) e godere dell’appoggio del fido Bottas. Ma ecco qualche commento (anche con una punta di veleno) sull’episodio clou di domenica scorsa.

Giancarlo Minardi: La carambola è stata innescata dal tedesco che ha commesso un errore che potrebbe essergli fatale, trascinando un incolpevole Max Verstappen e Kimi Raikkonen, protagonista a sua volta di una straordinaria partenza.
David Coulthard: L’incidente è stato causato da Vettel.

Damon Hill: Vettel ha dato un colpo alle sue possibilità e a quelle dell'altra Ferrari. Sei meglio di questo Seb, devi guardare meglio.

Mark Webber:  Se c’è da biasimare qualcuno, quello è Vettel che ha fatto la mossa più eclatantePenso che a volte Seb dimentichi che la parte posteriore dell’auto non finisce  dietro il proprio casco..

Niki Lauda: Se Vettel non si fosse mosso in quella maniera non sarebbe successo niente.

Jacques Villeneuve: Quando si è in lotta per il campionato non si possono prendere rischi come quello. Vettel può dare la colpa solo a se stesso.

Martin Brundle: Vettel non aveva modo di sapere che Raikkonen era lì mentre andava a coprire aggressivamente Verstappen. Allo stesso modo, specialmente in quelle condizioni, non avrebbe dovuto pensare che nessuno si sarebbe trovato lì. Escludendo per un momento dal ragionamento Raikkonen, Vettel stringendo Verstappen, che non è il suo rivale di campionato, in quelle condizioni così difficili ha creato un elevato rischio di contatto o di girarsi. Avrebbe dovuto tenersi più all'esterno e affrontare la curva uno sulla linea ideale. Muoversi in modo significativo attraverso una griglia bagnata è sempre un rischio elevato.

Jarno Trulli: La manovra di Vettel non è stata adeguata.

lunedì 18 settembre 2017

SINGAPORE GP, HARAKIRI FERRARI (AGAIN)


(18/9/2017) – A distanza di 24 ore non sbollisce tra le fila Ferrari l’amarezza per l’esito catastrofico del Gran Premio di Singapore, con entrambe le rosse out a distanza di pochi secondi dallo start della gara che tutti davano, soprattutto dopo Monza, come quella del sicuro riscatto e della gloria. Invece, complice o no l’arrembante Verstappen, i due alfieri del Cavallino si sono addirittura eliminati a vicenda nell'incidente e per la prima volta quest’anno la Ferrari non ha marcato punti. Tra l'altro la Ferrari non è nuova  a questo genere di suicidi: 

https://motor-chicche.blogspot.com/2016/04/incidenti-tra-ferrari-non-e-la-prima.html

La dinamica ha ricordato molto la partenza del Gran Premio del Belgio dell’anno scorso quando l’olandese della Red Bull aveva tentato di infilare in maniera ardita Raikkonen e nello steso tempo Vettel aveva stranamente preso una traiettoria troppo convergente proprio verso il compagno di squadra coi risultato di un altro bel patatrak. Cesare Fiorio e lo stesso Max della Red Bull hanno puntato il dito contro i due Cavallini che - questa la loro tesi - avrebbero dovuto essere più accorti vista la pista bagnata e la delicata rincorsa mondiale di Vettel. Il tedesco, piuttosto imbronciato, vede ora la situazione molto compromessa con grande gioia di un comunque perfetto Hamilton ora a più 28 e, a sei gare dal termine, in grado di poter gestire il vantaggio. A voi tutte le valutazioni (e recriminazioni). Io fornisco qualche…sms


Quando Verstappen è dalle parti della Ferrari si ha sempre la sensazione che possa finir male

Ma perché Vettel “stringe” sempre troppo? (see Belgio 2016)

Raikkonen è sfigato?

“Oggi Dio mi ha benedetto” (Lewis Hamilton)

Senza Ricciardo dove sarebbe quest’anno la Red Bull?

“Mi dispiace moltissimo per i tifosi ma il campionato non è finito e prometto che lotteremo fino all’ultima curva di Abu Dahbi” (Maurizio Arrivabene)

“Tutti licenziati!” (Sergio Marchionne – non l’ha detto ma forse lo ha pensato)

martedì 12 settembre 2017

PROJECT ONE, LA MERCEDES AMG F1 STRADALE

(12/9/2017)PROJECT ONE, F1 MERCEDES AMG ON ROAD. Mercedes AMG fa sfoggio di potenza e di prospettiva al Salone Auto di Francoforte dove ha appena presentato in anteprima mondiale la Project One, un affascinante show car che adotta la tecnologia ibrida della F1, quasi – precisano da Stoccarda – in rapporto 1:1, con una erogazione prevista di 1000 CV e velocità massima di oltre 350 Km/h. L’ambizioso progetto è il frutto della stretta interazione tra esperti del programma F1 di Mercedes AMG Hig Performance Powertrains di Brixworth e di Mercedes AMG Petronas Motorsport di Brackley. Un primo possente segnale  della direzione che la Casa della Stella intende perseguire con sempre più decisione. 
La Project One, infatti, non fa altro che anticipare la futura strategia ibrida ad alte prestazioni del brand vetture sportive di Mercedes Benz e le corse sono a tal fine indispensabili. A ribadirlo è il Presidente del Consiglio Direttivo di Daimler AG e Responsabile di Mercedes-Benz Cars, Dieter Zeitsche: «Per noi le gare automobilistiche non sono fine a se stesse. La competizione ci spinge a sviluppare tecnologie che hanno una ricaduta positiva sulle nostre vetture di serie. Abbiamo fatto tesoro delle esperienze maturate in tre campionati mondiali costruttori e piloti e dei successi ottenuti e ora, con la Mercedes-AMG Project ONE, portiamo per la prima volta sulla strada la tecnologia di Formula 1». 


Ola Källenius, membro del Consiglio Direttivo di Daimler AG, responsabile della Divisione Ricerca del Gruppo e Responsabile Sviluppo di Mercedes-Benz Cars, si emoziona: «La Mercedes-AMG Project ONE è la prima vettura di Formula 1 omologata per l'impiego su strada. Il nostro efficientissimo gruppo ibrido, derivato dal mondo delle gare, e l'asse anteriore elettrificato assicurano un connubio affascinante di prestazioni ed efficienza. Con una potenza complessiva di oltre 1.000 CV e una velocità massima superiore a 350 km/h l'esperienza a bordo di questa hypercar è proprio ciò che sembra: assolutamente mozzafiato». Infine Tobias Moers, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Mercedes-AMG GmbH: «L'hypercar rappresenta il progetto più ambizioso che abbiamo mai realizzato. Costituisce un'altra tappa importantissima dello sviluppo strategico di Merceds-AMG verso uno sportscar e performance brand. Allo stesso tempo la Project ONE fornisce un'anticipazione sull'AMG Driving Performance del futuro».